La regina dei draghi di George R.R. Martin. Capitolo 23: Tyrion

Ormai troppo tempo fa – sono quattro capitoli, ma con il ritmo che ho tenuto per i commenti dobbiamo risalire a fine luglio – avevamo lasciato Theon Greyjoy a caccia di Bran e Rickon. Una caccia infruttuosa per parecchie pagine, fino a quando un infuriato Theon aveva dichiarato di sapere dove trovarli. George R.RR. Martin ci aveva lasciati così, con la sua rabbia prima dell’azione. Ora iniziamo a vedere quel che è derivato da quella rabbia nella lettera ricevuta da Tyrion.

Mettiamo da parte il dolore per i giovani Stark scomparsi fuori scena e concentriamoci sul presente. Tyrion vuole vedere la reazione di Cersei perché lui non sa nulla, ha solo potuto immaginare cosa sia accaduto. Ora Cersei conferma al fratello minore il fatto di essere stata scoperta da Bran, cosa che noi già sapevamo dalla famigerata scena di Il trono di spade che ha catturato irrimediabilmente la maggior parte dei letotri e degli spettatori, e ci sorprende definendo stupido e pericoloso il gesto di Jaime. Lei è davvero convinta che sarebbe riuscita a spaventare Bran al punto da fargli mantenere il segreto per sempre? Non ho dubbi sulle capacità di Cersei di spaventare qualcuno, soprattutto un bambino, ma a volte i segreti sfuggono anche involontariamente. Davvero la regina si sarebbe fatta carico di un simile rischio?

Chiuso il capitolo degli Stark più giovani si torna a pensare alla guerra, con Ditocorto che non dà notizie di sé. Tyrion si dichiara diffidente nei confronti di Varys, e in un posto come Approdo del Re la diffidenza mi sembra un requisito essenziale per avere qualche speranza di sopravvivere, poi i due cari fratelli parlano di quale ruolo dovrà ricoprire Joffrey nell’imminente guerra. Certo al giovane re non dispiacerebbe vedere uccisioni sanguinolente, ma sarà capace di reggere l’impatto emotivo e il pericolo della battaglia, pur restando in area protetta?

Finite le discussioni pacifiche torniamo ai consueti scambi di piacevolezze fra Tyrion e Cersei. Per quanto abbia appena dichiarato che non intendeva fare del male a Bran la regina sa essere spietata, lo vediamo con la povera Alayaya, catturata al posto di Shae. Per proteggerla Tyrion è costretto a rivestire i panni del mostro, ma se non lo avesse fatto cosa sarebbe toccato a una ragazza del popolo odiata dalla regina in un mondo simil medievale in cui le caste sono fondamentali, e che per di più di lavoro fa la prostituta? Noi Alayaya la conosciamo, sappiamo che è sensibile e intelligente, ma per Cersei è solo feccia, e i prodi guerrieri al suo servizio non ne hanno certo un’opinione migliore. Non solo la minaccia di far subire a Tommen le stesse cose che verranno fatte subire ad Alayaya, ma la vera minaccia: “non so ancora quando, né come, ma dammi solo un po’ di tempo. Verrà il giorno in cui sarai convinta di essere al sicuro, di essere felice, ma di colpo la tua gioia si tramuterà in cenere. E allora saprai che il debito sarà stato pagato” (La regina dei draghi, pag. 291).

Finito lo scontro Tyrion torna nella sua camera e vi trova Shae, entrata grazie a Varys e a un passaggio segreto. Per il momento le cose vanno bene, non sono stati scoperti e la guerra è una minaccia reale ma non troppo vicina. Ma quanto potrà durare?

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