Recensioni da cinque stelle

mail

Congratulazioni! Tu sei nell’elenco di coloro che riceveranno la versione ebook del mio ultimo romanzo XXXXXXX gratis, in cambio di una recensione positiva.

Al posto delle X suppongo ci sia il titolo di un libro, ma il titolo è stato cancellato perciò non ho idea di chi sia a promettere ebook gratis in cambio solo di un favoruccio insignificante come una recensione positiva. La mail l’ho trovata qui: https://twitter.com/lotte_le/status/641373234491994113.

Certo, potrebbe essere qualcosa di scritto apposta per parlare male degli scrittori, ma io ho il vago sospetto che sia vera. Tre anni fa il giallista Roger J. Ellory è stato scoperto a scrivere su Amazon sotto pseudonimo elogi dei suoi libri e stroncature dei libri dei suoi concorrenti: http://www.theguardian.com/books/2012/sep/03/rj-ellory-secret-amazon-reviews. Questa storia la ricordo molto bene, e certo in Italia non siamo da meno.

Anni fa in un forum a cui partecipavo ho visto un utente appena iscritto fare domande su un libro sconosciuto. Guarda caso un altro utente appena iscritto gli ha risposto elogiando quel libro come un capolavoro. Alla prima risposta se ne sono aggiunte altre tre o quattro di altri utenti appena iscritti, anche loro convinti di aver letto un capolavoro. La discussione è andata avanti un po’, con anche spiegazioni su dove acquistare quel libro, di non semplicissima reperibilità, e i toni erano così entusiastici da incuriosire utenti che come me frequentavano quel forum da anni. Non posso dirlo con certezza, ma per me quella discussione puzzava di falso.

In un’altra occasione ho letto elogi di un lettore su un sito di vendita. Io il libro l’avevo letto e mi era sembrato davvero brutto, così mi sono chiesta chi fosse il recensore, quali fossero i suoi gusti, e ho cliccato sul suo nome. Risultato? Aveva recensito venti libri – tutti con voto compreso fra le 4 e le 5 stelle – e un dvd. A una prima lettura dei titoli quei libri mi sembravano molto diversi fra loro, al punto da spingermi a chiedermi come potesse qualcuno spaziare a quel modo. Anch’io leggo libri molto diversi fra loro, ma quel lettore spaziava fra i generi molto più di me. Mi ha aiutato a interpretare quello che stavo vedendo il fatto di essere una libraia e di conoscere perciò quei titoli, almeno dall’esterno, meglio della maggior parte delle persone. Una cosa che li accomunava c’era: la casa editrice. Evidentemente il finto appassionato era un dipendente della casa editrice in questione e i suoi elogi non erano commenti sinceri ma semplice pubblicità.

Quante volte facciamo fatica a distinguere fra un giudizio vero e una pubblicità? Ecco, in questo caso c’era la deliberata volontà di ingannare.

Altro caso: in due occasioni ho incontrato una ragazza che fa parte della redazione di un giornale online. Lei mi ha candidamente detto che anche se il libro non ti è piaciuto in ogni recensione bisogna sempre trovare qualcosa di positivo da dire, altrimenti poi gli editori non ti mandano più i libri.

Torniamo alla lettera iniziale.

Dopo la lettura XXXXXXX per favore aiutami a diffondere la voce postando recensioni positive in tutti i social media. Questo include recensioni positive su Amazon, Goodreads, e ogni altro social media che usi. Se hai un blog, vlog, Instagram, Tumblr, Facebook, Google o qualsiasi altro sito di social media, per favore citalo PRIMA e DOPO la lettura, includendo link ad Amazon o Barnes and Noble (se possibile). SE per qualche ragione il libro davvero non dovesse piacerti e non pensi che valga una recensione da 4 o 5 stelle, per favore NON lasciare una recensione in posti come Amazon, perché una recensione da 1-3 stelle DANNEGGIA DAVVERO l’AUTORE INDIPENDENTE. Di fatto, i siti promozionali cancellano l’autore se non ha almeno una media di quattro stelle.

Se non sei un fan, sentiti libero di scrivermi e di condividere il motivo con me.

Oh, e un’ultima cosa: come grosso piacere, nella tua recensione, per favore, non scrivere cose tipo “ho ricevuto una copia gratis dall’autore per una recensione sincera…” Questo è un segnale negativo automatico nel mondo delle recensioni e sminuisce la tua recensione agli occhi di coloro che hanno bisogno di leggerla, così per favore non farlo. Davvero per favore J

Una volta ancora, grazie per la tua lettura in anteprima. Spero che tu possa eccitarti altrettanto nel leggere XXXXXXX quanto io lo ero nello scriverlo.

Siamo scesi così in basso da venderci per il prezzo di un ebook? Temo che per molte persone sia così, anche se ovviamente non sono in grado di fare nomi. Chi fa recensioni favorevoli solo perché ha ricevuto l’ebook gratis non va certo a dirlo in giro, ma la faccia su quella recensione ce la mette lo stesso. Quando io commento un libro chi mi conosce sa che a me quel libro è piaciuto oppure no, e lo sanno anche molte persone che ora non conosco di persona (scusate il bisticcio di parole) mi conoscono di fama, e magari in futuro ci conosceremo davvero. Davvero io potrei volere che qualcuno pensi che mi è piaciuto un libro mediocre quando non brutto? Il libro lo ha scritto l’autore, e se è brutto sono cavoli suoi, ma la recensione la scrivo io e io rispondo delle mie parole. Metto la faccia sul mio testo, la mia credibilità e anche la mia moralità.

Certo, non sempre è facile capire quando una cosa non ci piace perché è brutta o solo perché oggettivamente non rientra nei nostri gusti. Quando leggo libri per bambini per esempio devo ogni volta fare lo sforzo di cercare di calarmi nella loro mente. Non per niente quando ho scritto la recensione di I misteri del Sacro Bosco di Bomarzo di Valentina Evangelista– perché ovviamente a scrivere sono stata io, non Alessia – ho chiesto il parere di mia figlia Alessia. Perché quel libro era mirato a lei, non a me, e anche se ho faticato a ottenere delle risposte, la sua opinione era più importante della mia. Le quattro stelle le ha assegnate lei, io mi sarei fermata a tre.

Sarebbe bello poter scrivere sempre recensioni positive. Significa che il libro che ho letto mi è piaciuto. A parte pochi rari casi di persone che secondo me hanno seri problemi – anni fa mi ero imbattuta nel blog di una tizia che leggeva tutti i libri di Licia Troisi, pur sapendo in anticipo che non le sarebbero piaciuti per il gusto di stroncarli, buttando via tempo che secondo me avrebbe potuto utilizzare molto meglio leggendo qualcosa che le piacesse – tutti leggiamo per divertirci o per imparare qualcosa di nuovo. Noi vogliamo che il libro che dobbiamo leggere ci piaccia, e se questo non accade è solo un incidente di percorso. Ma se leggo un libro brutto visto che io scrivo mi si aprono due strade: smettere di perdere tempo dietro a quel libro e non commentarlo o scrivere una recensione negativa.

A volte deliberatamente non ho commentato un libro. Non scrivo di tutti i libri che leggo perché non ne ho il tempo, ma a volte non scrivere di un particolare libro è una scelta perché per qualche motivo non voglio stroncare l’autore o l’editore. L’ho fatto più volte, ma non vi dirò di quali libri non ho parlato per problemi di tempo e di quali libri non ho parlato perché non mi sono piaciuti. Se però scrivo una recensione cerco di essere sincera, anche se non è sempre facile.

Una volta ho stroncato il libro di uno scrittore amico di uno scrittore che io stimo tantissimo, e che conosco personalmente. È stato difficile da un punto di vista emotivo, anche se la recensione vera e propria secondo me mi è venuta bene perché ero particolarmente ispirata contro un romanzo che mi aveva irritata per quasi tutto il tempo, tanta era la supponenza con cui l’autore trattava il genere fantasy e i lettori che ancora non sono pronti per un’opera come la sua. Speriamo che con Kazuo Ishiguro vada meglio, il suo Il gigante sepolto è una delle mie prossime letture, e quando qualcuno estraneo al genere prova a entrarvi non si sa mai cosa può capitare. Ci sono state anche polemiche al momento della pubblicazione del libro in inglese, ne ho parlato su FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/notizie/23854/il-gigante-sepolto/.

Scrivere una recensione negativa di un libro che ci è stato regalato è difficile e imbarazzante. Più volte ho assegnato due stelle a libri che ho ricevuto in omaggio, ma come potete immaginare nei casi in cui ho assegnato quattro stelle è stato più facile scrivere all’editore per segnalare la mia recensione. Per questo raramente chiedo libri in omaggio, e anzi in qualche caso ho provato a rifiutarli. Non voglio trovarmi in quell’imbarazzo. Non solo, quando faccio le mie valutazioni io per prima mi chiedo se non mi stia facendo condizionare da elementi esterni che nulla hanno a che vedere con il contenuto del libro. Sono sincera? Sono onesta? Posso solo fare del mio meglio, e sperare di esserci riuscita ogni volta che ho terminato di scrivere un testo, così come spero di essere stata chiara e di aver scritto cose interessanti. Se sono stata chiara o interessante lo dovete giudicare voi, quanto alla sincerità è qualcosa di difficile da valutare per me che sono coinvolta emotivamente e per voi che non siete nella mia testa. Ma… valutazioni volutamente gonfiate? Farsi condizionare inconsciamente da cose che dovrebbero essere ininfluenti è un conto, non è bello ma potrebbe capitare, farlo deliberatamente è un altro. Per questo sono molto diffidente delle recensioni che leggo su internet, a meno che l’autore non sia qualcuno che conosco o che ho avuto già modo di leggere e di cui mi fido, e capisco (anche se non mi piace) che chi non mi conosce possa diffidare di me.

A volte mi domando perché scrivo. I problemi, le difficoltà, possono nascondersi in molti modi e aggredirci quando meno ce lo aspettiamo. Però continuo a scrivere, chissà perché. Mi sa che non posso farne a meno.

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4 risposte a Recensioni da cinque stelle

  1. ” Lei mi ha candidamente detto che anche se il libro non ti è piaciuto in ogni recensione bisogna sempre trovare qualcosa di positivo da dire, altrimenti poi gli editori non ti mandano più i libri.” Mi sembra davvero una sciocchezza, da noi non è mai successo.

    • Lo so che da noi non è mai successo, quando la tizia me l’ha detto le ho lanciato un’occhiataccia ma onestamente non ricordo cosa le ho risposto. Io penso di avere un dovere morale di onestà nei confronti di chi mi legge. Posso sbagliare senza rendermi conto, in fondo sono un essere umano, ma elogiare qualcosa che non lo merita solo per ricevere libri in omaggio non esiste. La mia dignità non vale così poco.

  2. Roberto Menardo ha detto:

    Condivido ogni punto di quanto scritto! Proprio perchè amo i libri e amo leggere, nemmeno io riuscirei a scrivere “libro fantastico da leggere tutto d’un fiato” se poi mi sono fermato a pagina 40 ad andar bene… Anche a me è successo, ho un’amica (in realtà l’amica è un’altra, lei è la sorella ma tant’è) “scrittrice” emergente e che probabilmente resterà sempre sommersa, che ha scritto due romanzi brevi, ci ha regalato i libri e ci ha chiesto di diffondere la notizia. I libri li abbiamo accettati perchè va beh, diamogli almeno il beneficio del dubbio… ma con il primo libro io mi sono davvero fermato non a pagina 40 ma a pagina 1 (e neanche ricordo una sola parola) e mia moglie non so neanche se l’ha finito… Il secondo non l’abbiamo nemmeno aperto… Se abbiamo diffuso qualcosa in giro? Ma neanche per idea :).
    Se non altro, lei non ci ha neanche mai chiesto cosa ne abbiamo pensato (per fortuna).

    • I libri degli amici in effetti sono terribilmente imbarazzanti perché loro ci hanno messo l’anima e sentirseli criticare dev’essere davvero brutto. Ma se sono terribili dire il contrario, promuoverli, è qualcosa che non si può fare. L’amico intelligente ti dà il libro e poi per quanto sia difficile aspetta che sia tu a parlarne, tanto se ti è piaciuto i complimenti glie li fai di sicuro.
      Recensire libri, o anche solo fare commenti a ruota libera come faccio spesso qui (sono quelli che definisco “impressioni di lettura”, metto il tag “recensione” solo sui testi impostati in modo professionale e su questo perché parla di recensioni) sta diventando sempre più difficile per via delle influenze esterne, e se poi c’è gente che cade deliberatamente nel gioco di elogiare qualcuno per ingraziarselo tutti perdiamo credibilità.
      Tutto sommato commentare il libro di un autore straniero è più semplice, è molto improbabile che leggerà mai la tua recensione e quindi non si può offendere, iniziare a tormentarti per spiegarti perché non hai capito la sua opera (a un paio di redattori di FantasyMagazine è successo, e poi qualcuno si chiede perché non recensiamo più italiani) o anche coinvolgere altre persone su internet perché critichino la tua critica. Però anche gli autori stranieri hanno un editore italiano, e sentirmi dire dalla tizia di cui sopra (che non scrive per FantasyMagazine ma per una testata non di genere che non intendo citare) che bisogna elogiare i libri altrimenti gli editori non spediscono più nulla mi sembra uno svendersi davvero per poco.

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