Guida alla lettura: Jonathan Stroud

Di Jonathan Stroud è stata tradotta solo una piccola parte della produzione. L’opera più famosa è La trilogia di Bartimeus, che a breve sarà ripubblicata in un volume intitolato… La tetralogia di Bartimeus.

La storia è iniziata nel 2003 con L’amuleto di Samarcanda. Protagonisti Nathaniel, un mago ragazzino che si vuole vendicare di un mago molto potente che lo ha trattato male, e Bartimeus, un jinn che non ha nessuna voglia di eseguire gli ordini che Nathaniel gli impartisce. L’ambientazione è quella di una Londra alternativa del XX secolo in cui la magia funziona e il potere è in mano ai maghi. I punti di vista sono alternati, e se Nathaniel è oggettivamente un po’ antipatico (ma non più degli altri maghi, che certo non brillano per simpatia), Bartimeus fa morire dal ridere con il suo modo irriverente di gestire i problemi e la scarsa considerazione che ha degli esseri umani. I suoi capitoli contengono anche un buon numero di gustosissime note a piè di pagina. Il romanzo inizia su un piano molto personale, una vendetta privata, e si allarga a qualcosa di molto più vasto e oscuro.

L’amuleto di Samarcanda fa ridere e, da un certo punto in poi, ha anche un buon ritmo. Il romanzo è autoconclusivo, ma nel mondo di Bartimeus e Nathaniel c’è spazio per altre storie, che infatti arrivano. Il secondo volume si intitola L’occhio del golem e riprende la storia quasi da dove era rimasta. Sono passati tre anni, Nathaniel è cresciuto (pur continuando a mantenere alcuni tratti antipatici del suo carattere), Bartimeus è rimasto sempre uguale (per forza, lui è un jinn, e per i jinn tre anni non sono nulla) e ai loro punti di vista si aggiunge quello di Kitty. Con lei nella storia entrano anche elementi di critica sociale, ma il divertimento continua. Il romanzo è meno autonomo del precedente nel senso che sta in piedi da solo ma che è meglio leggerlo dopo L’amuleto di Samarcanda, che pone molte premesse per questa storia e quest’ambientazione. Le vicende dei personaggi trovano un ulteriore sviluppo in La porta di Tolomeo, che conclude alcuni fili lasciati interrotti in L’occhio del golem e chiude definitivamente la storia. I protagonisti sono ancora loro, Nathaniel, Bartimeus e Kitty.

In seguito Stroud ha scritto L’anello di Salomone, ed è questo romanzo che, aggiungendosi a La trilogia di Bartimeus, l’ha fatta diventare una tetralogia. Cronologicamente (nel mondo di Stroud) questa storia è ambientata parecchio tempo prima, si tratta infatti di un prequel che mostra come sia nata quell’amicizia fra Bartimeus e Tolomeo a cui si accenna in La porta di Tolomeo. Siamo nell’antica Gerusalemme governata da un re Salomone che, in questa versione della storia, è un potentissimo mago. Ovviamente non c’è traccia né di Nathaniel né di Kitty, e tutto ciò che è rimasto è il personaggio più divertente dei tre, Bartimeus. Per quanto cronologicamente si collochi prima della trilogia, secondo me per apprezzare al meglio l’inventiva dell’autore e le caratteristiche dei personaggi è meglio leggere questo romanzo (assolutamente autoconclusivo) per ultimo.

A livello editoriale i quattro romanzi si possono trovare pubblicati nei singoli volumi, ne La trilogia di Bartimeus che comprende L’amuleto di Samarcanda, L’occhio del Golem e La porta di Tolomeo, e in La tetralogia di Bartimeus, che sarà pubblicata a breve e che riproporrà questi tre romanzi ma preceduti da L’anello di Salomone, libro che invece secondo me è meglio leggere dopo gli altri.

La valle degli eroi è un romanzo autoconclusivo ambientato in un altro mondo. L’atmosfera è quella delle saghe nordiche, con un ragazzino che vorrebbe diventare un eroe. Il tono, come in Bartimeus, è leggero e ironico, ma non mancano occasioni per riflessioni serie. Il modo in cui le vicende reali si trasformano diventando miti per me è affascinante. Si parte, anche qui, da piccoli problemi per arrivare a qualcosa di grande.

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La scala urlante è il primo libro della serie Lockwood & Co. I seguiti, per ora solo in inglese, sono The Whispering Skull e The Hollow Boy, ma non c’è bisogno di leggerli per avere una conclusione. Stroud infatti scrive storie autoconclusive, a cui al massimo fa seguire qualcosa, ma consente sempre ai suoi lettori di fermarsi dopo ciascun libro. La serie è ambientata, di nuovo, in una Londra alternativa in cui i fantasmi infestano davvero gli edifici. Nulla a che fare con Bartimeus, queste due Londre sono diversissime fra loro anche se nessuna delle due è la Londra che conosciamo noi. I protagonisti sono tre ragazzini che lavorano come ghostbusters, devono cioè liberare le case dagli occupanti indesiderati. Per certi versi lo sviluppo è di tipo investigativo, c’è un mistero da risolvere e loro devono capire chi ha compiuto il delitto, dove si trova il cadavere e come fare a sbarazzarsi di lui senza che sia il vendicativo cadavere a sbarazzarsi di loro.

I libri di Stroud sono indirizzati a un pubblico di adolescenti ma sono godibilissimi anche da lettori adulti.

Di questa saga ha parlato Pia Ferrara in La libertà è un’illusione, c’è sempre un prezzo da pagare, testo contenuto nell’antologia saggistica Il Fantastico nella Letteratura per ragazzihttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

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4 risposte a Guida alla lettura: Jonathan Stroud

  1. daredevil1990 ha detto:

    Bartimeus è una saga carina, ho letto solo il primo libro. La Valle degli eroi, niente di particolare però comunque traspare tutto l’ umorismo di Stroud. E’ leggendo questi libri che capisco che a volte basta poco per racchiuderli nell’etichetta fantasy solo perchè come fa Martin, si inventa luoghi e regioni che non esistono che però diciamo che non hanno niente di fantasy, sono ambientati in un epoca medievale e non c’è molta magia da renderli a volte anche un pò noiosi . Bartimeus lo consiglio vivamente🙂

    • Considerando che di solito non apprezzo i libri umoristici il fatto che la saga di Bartimeus mi sia piaciuta è un risultato notevole, anche se uno dei personaggi mi stava abbastanza antipatico.
      Il libro che mi è piaciuto di più è La valle degli eroi, ma io sono attratta da anni dalle storie che giocano sul rapporto fra la realtà è la leggenda. Quanto alla quantità di elementi fantasy è un dettaglio per me davvero poco importante. Amo La Ruota del Tempo di Robert Jordan, in cui con la magia si possono fare cose incredibili, e i romanzi di Guy Gavriel Kay in cui, quasi sempre, la magia è ridotta al minimo.
      Stroud non è il mio autore preferito, ma per una lettura leggera e divertente va benissimo.

  2. Mattyss ha detto:

    Mi piacerebbe davvero leggere qualcosa di questo autore. In genere non mi attrae il fantasy umoristico, però stroud mi ispira.🙂

  3. Pingback: La trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud vista da Pia Ferrara | librolandia

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