Jim Butcher: Le furie di Calderon

Bello, certo. Capisco perché Jim Butcher piaccia. Andrò avanti a leggerlo? Non lo so.

Cominciamo dall’inizio. Nel 2010 Rizzoli ha pubblicato Le furie di Calderon, primo romanzo della serie Codex Alera. La serie è composta da altri cinque romanzi mai tradotti in Italia: Academ’s Fury (2005), Cursor’s Fury (2006), Captain’s Fury (2007), Princeps’ Fury (2008) e First Lord’s Fury (2009). Tutti i romanzi quindi erano già stati pubblicati in lingua originale prima che la traduzione iniziasse da noi, avremmo potuto avere una saga completa in tempi ragionevolmente brevi e invece L’accademia delle furie, annunciato per il 2011, non è mai stato pubblicato. Perché? Perché non solo quasi nessuno ha comprato Le furie di Calderon, ma praticamente tutti i titoli che facevano parte della sua stessa collana, la collanaa HD, hanno venduto davvero poco, al punto che HD è stata soppressa dall’editore nel giro di un anno dalla sua nascita anche se comprendeva autori quali, oltre a Butcher, Tom Clancy, Jeffery Deaver (e quando mai Clancy e Deaver non vendono?), Gary Jennings, William P. Blatty e, nella narrativa fantastica, George R.R. Martin (i primi due libri della serie Wild Cards), Neal Stephenson, J.R. Ward e Col Buchanan. Io so che all’epoca avevo comprato il solo Martin. Poi ho letto elogi di Martin – e di altri autori, compresi alcuni commenti fatti da qualcuno di voi su questo blog – a Butcher e ho scoperto che è stato al primo posto delle classifiche di vendita del New York Times anche perché dalla sua serie di romanzi The Dresden Files è stata tratta una serie televisiva. Il primo contatto con la sua narrativa l’ho avuto con il racconto La conchiglia esplosiva contenuto nell’antologia curata da Martin e da Gardner Dozois La principessa e la regina e altre storie dei donne pericolose.

Quel racconto non mi aveva folgorata dall’inizio, nelle prime pagine ero un po’ distratta, ma quando sono entrata nella storia non ne sono più uscita.

Con queste premesse ho cercato Le furie di Calderon fra i fuori catalogo e l’ho comprato. Mi è piaciuto? Sì, ma con riserva.

Cominciamo con il fatto che non posso evitare certi collegamenti. A pagina 32 leggo “La Barriera protegge anche loro. Se i Ghiacciati calassero dal Nord, morirebbero anche gli Alti Signori”. In questo caso vorrei davvero leggere il testo originale. Barriera? Nella nostra mente ci sono soprattutto la Grande Muraglia e il Vallo di Adriano, non dobbiamo necessariamente pensare a George R.R. Martin come fonte d’ispirazione, come mi è capitato di veder fare da alcuni lettori per romanzi in cui compaiono muraglie molto alte. Le mura ciclopiche per tenere i barbari fuori dai confini in cui abitano i cosiddetti popoli civilizzati appartengono alla nostra storia. Però vorrei davvero vedere quale termine ha usato in inglese Butcher, e mi chiedo se non si potesse tradurre in un altro modo. La traduttrice qui è Ilaria Katerinov, di cui ho letto l’interessante saggio Lucchetti babbani e medaglioni magici legato proprio ai problemi della traduzione. Lei parlava dei romanzi di J.K. Rowling incentrati su Harry Potter, ma sarei curiosa di sapere che conoscenza ha del mondo di Martin e quanto questa conoscenza si possa essere sedimentata nella sua mente. Martin parla di Estranei (Others), non di Ghiacciati, qui i due termini – almeno quelli italiani, come detto non ho Butcher in inglese – divergono, non so se perché i due autori usano termini diversi o i due traduttori hanno fatto scelte diverse. Però l’idea di qualcuno freddino su al Nord tenuto lontano da una Barriera sa un po’ troppo di deja vu, anche se poi Butcher non parla praticamente più né della Barriera né dei Ghiacciati. Certo, ci sono altri cinque libri, magari i Ghiacciati arriveranno e magari no, e se arriveranno probabilmente saranno molto diversi da quelli di Martin, ma una piccola punta di fastidio c’era. E poi a pagina 240 fa la sua comparsa pure un metalupo. No, non sto scherzando. Nulla a che vedere con i meta-lupi di Martin, ma la Katerinov non poteva scegliere un altro termine? Magari ha ragione lei, ma il fastidio rimane.

Fine delle lamentele terminologiche, almeno fin qui la trama non ha nulla ha che vedere con Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Piuttosto per la magia mi veniva in mente Brandon Sanderson. La saga Mistborn è più o meno contemporanea a quella di Butcher, con Mistborn. L’ultimo impero pubblicato in inglese nel 2006 – ma lo scrittore ha consegnato il manoscritto all’editore l’anno prima – e alcune capacità dei mistborn, penso per esempio a quello che sa fare Kelsier quando brucia ferro o acciaio, sono per certi versi simili a quelle dei furioteurghi più abili. Ci sono notevoli affinità pure con Le cronache della folgoluce, il cui primo volume, La via dei re, è invece del 2010, anche se lo scrittore ha dichiarato di aver terminato la prima bozza del romanzo nel 2003.

Nota fra me e me: perché mi alzo? Io ho tutti questi libri in edizione cartacea, è così che li ho letti, ma se recentemente li ho ricomprati in versione ebook è per averli sempre a portata di mano. Li ho nel lettore di ebook ma anche nella memoria del computer. Perciò perché quando volevo controllare cosa bruciava Kelsier e, solo un minuto più tardi, in che anno Sanderson aveva finito la bozza di La via dei re, mi sono alzata, sono andata nell’altra stanza, ho preso il libro, ho cercato la pagina giusta, letto la frase che mi interessava, rimesso giù il libro e sono tornata al computer invece di restare tranquillamente seduta e aprire un file che si trova sullo stesso strumento che sto adoperando per scrivere?

Collegamenti che la mia mente fa, nulla più. Vedo legami fra i libri, ma questo non significa che uno dei due autori abbia copiato l’altro. I teurghi controllano gli elementi, e anche se questo (e pure un certo collare, che comunque presenta un bel po’ di differenze) mi fa pensare a Robert Jordan e alla sua Ruota del Tempo gli elementi sono più antichi sia di Butcher che di Jordan. A volte io di collegamenti ne faccio fin troppi.

Sapete cos’è la critical mass? Per dirla in modo semplice un raduno di biciclette, molte biciclette, che invadono le strade per il puro gusto di pedalare un po’ (e magari bloccare il traffico automobilistico). A Milano viene organizzata il giovedì sera, e due volte mi è capitato di incrociare questi ciclisti. La seconda volta mi hanno chiesto di unirmi a loro, e lo avrei fatto se non fossi stata consapevole che mio marito si sarebbe preoccupato se fossi arrivata a casa più tardi rispetto al solito. La prima volta ancora non eravamo genitori perciò io ed Ernesto eravamo insieme, di ritorno a casa dopo una giornata di lavoro. Lui non sapeva chi fossero tutti quei ciclisti, così me lo ha chiesto. Sapete cosa gli ho risposto? La caccia selvaggia! A volte i collegamenti possono essere particolari ma se ci riflettiamo un po’ sono sempre rivelatori. La critical mass e la caccia selvaggia incarnano lo stesso tipo di anarchia, anche se i ciclisti sono un po’ meno pericolosi.

Ci sono gli elementi e c’è una magia molto forte in Le furie di Calderon, e certo anche nei suoi seguiti. Io non leggo fantasy per leggere di magie spettacolari, anche se non ho nulla da ridire quando sono ben costruite e hanno senso all’interno di quella trama. Adoro Sanderson, e i suoi sistemi magici sono davvero notevoli. Jordan ha meno varianti perché ha avuto il tempo di creare un mondo solo, ma la magia presente nei suoi romanzi non è certo inferiore a quella di una delle saghe di Sanderson. D’altra parte adoro anche Guy Gavriel Kay, e da A Song for Arbonne in poi i suoi romanzi sono quasi privi di magia. Per la verità anche prima se ne vede poca, ne Il paese delle due lune si sa della potentissima magia scagliata da Brandin di Ygrath su Tigana, ma la magia più spettacolare è quella compiuta da Alberico di Barbadior la prima volta che compare in scena, e il prezzo che paga per quella magia è alto. Sì, ci sono altre magie, ma la trama è portata avanti da altro.

Il mio problema con Le furie di Calderon è che è troppo. No, non ho sbagliato a scrivere, anche se a volte mi capita. La frase finisce davvero con troppo. Lo dicevo a un amico subito dopo aver finito il romanzo: dopo poche pagine iniziano i guai e non finiscono più. Letteralmente.

Possiamo raggruppare i protagonisti in tre gruppi, anche se i gruppi si mescolano in vario modo, interagiscono fra loro e a volte si riassortiscono in modi diversi. Tavi, che si doveva occupare degli animali di suo zio, non lo ha fatto perché (e questo è il prologo) è stato sviato dalle labbra di una ragazza, e finisce con il cacciarsi in guai più grandi di quanto chiunque possa immaginare. Amara, che deve indagare su un possibile tradimento ai danni del Primo Signore, e anche se lei i guai se li va a cercare finisce che ne trova più di quel che si aspettava. Isana, che deve mantenere la pace a Borgo Bernard mentre si stanno facendo i preparativi per allestire un processo per stupro.

Tanto per gradire i guai cominciano nel primo capitolo. Se pensavamo a qualche pagina tranquilla per capire la situazione ce la possiamo scordare. Guai. Grossi. Da subito. Poi cambiamo scena, e per un breve arco di pagine crediamo di poter rifiatare. Naturalmente i guai arrivano anche per gli altri punti di vista e… c’è bisogno di dirlo? Sono guai grossi.

A questo punto inizia la gara di corsa. Si passa da un guaio all’altro, o forse dovrei scrivere da una fase del guaio all’altra, con un ritmo vertiginoso. I nostri eroi combattono, o scappano, o ingannano gli avversari, e non fanno in tempo a rifiatare che devono di nuovo combattere, o scappare, o ingannare gli avversari. E poi ancora. E ancora. Il tutto nell’arco di… quanti giorni passano dalla prima all’ultima pagina di questo romanzo? Ho perso il conto, ma non sono molti. Come è possibile condensare così tante cose in così poco tempo? Cioè, è ovvio che se qualcuno fa una determinata azione poi qualcun altro debba reagire, e debba farlo subito se vuole sopravvivere, ma il ritmo con cui accade tutto è troppo frenetico. Umanamente parlando sono ritmi difficili da sostenere. Anche il lettore ne viene fuori esausto, figuriamoci loro che corrono, combattono, vengono feriti e poi ancora corrono, combattono, vengono feriti… c’è bisogno di ripeterlo? La storia è mozzafiato, e se secondo il mio amico è per questo che piace alla maggior parte dei lettori, perché effettivamente il ritmo dell’azione è intensissimo, io dico no. Voglio cose un po’ più tranquille. Mi vanno bene un po’ di pagine di apnea. Mi va bene anche qualche centinaio di pagine di apnea se il libro è lungo come Memoria di luce o Parole di luce. Quasi 400 pagine di apnea in un libro di 450 pagine però sono troppe.

I personaggi sono belli, la magia è spettacolare, la trama interessante ma il ritmo è davvero troppo elevato.

Le furie di Calderon ha, a mio giudizio, altri due problemi. Tre, se aggiungiamo che l’edizione italiana è priva di cartina. Gli costava così tanto metterla? Ho dovuto cercarla su internet. E poi non mi piacciono i nomi. Amara. Odiana. Fidelias. Fade (sì, proprio come i Myrddraal di Jordan, solo che Fade non è un Fade). Certo, E.R. Eddison ne Il serpente Ouroboros usava nomi più brutti, ma insomma come si può non odiare un personaggio di nome Odiana? Nomen omen, ma io ero sempre un po’ infastidita.

E… ops! Cercando le foto che accompagnano l’articolo ho visto questa copertina. Parlavamo di Ghiacciati?

Un problema, uno serio, è legato alle tempeste di furie. In pratica quando ce n’è una è quasi impossibile sopravvivere all’aperto. E allora come ha fatto a crearsi la civiltà? Dubbi analoghi me ne erano venuto con Il libro dei poteri di Harry Turtledove (letto una sola volta troppi anni fa, e questo non è uno di quei libri che intendo rileggere, ma da quel che ricordo era rischiosissimo trascorrere le notti all’aperto) e con Le cronache della folgoluce di Brandon Sanderson (quando c’è un’altempesta persino le piante si rifugiano sottoterra, ma i romanzi di Sanderson sono talmente belli che posso accettare altempeste così violente). Le tempeste di furie di Butcher sono eccessive, come eccessivo è il ritmo della storia e come eccessivi sono, a volte, i suoi personaggi. Ma l’altro problema – che intanto che scrivo si è moltiplicato ed è diventato tutta una serie di problemi – è sotto la foto della seconda parte della pagina, in una zona piena di spoiler. Qui mi limito ad aggiungere che complessivamente il libro mi è piaciuto ma che non so se andrò avanti con la storia perché non sono convinta di poter sopravvivere ad altri cinque libri, per di più in inglese, scritti in questo modo. Probabilmente aspetterò che Gargoyle pubblichi Cold Days, quattordicesimo volume di The Dresden Files (ma partire dal primo no? Si chiama Storm Front ed è inedito in Italia) per decidere come comportarmi. E ora spoiler!

Poi non dite che non vi avevo avvisati. Come direbbe un mio ex collega, qua sotto ci sono spoiler come se non ci fosse un domani.

 

Ma sempre lo stesso cattivo terribilissimo in mezzo ai piedi? Ma basta! Non se ne può più! Quando ho visto Isana catturata da Kord davvero ho sbuffato per l’irritazione. Non ero preoccupata per lei – in realtà sì, ero preoccupata per lei, ma non era questo il sentimento prevalente – ero stufa. Stufa di trovarmi Kord sempre fra i piedi. Va bene, all’inizio ha cercato di creare guai a Borgo Bernard, arrivando anche a tentare di assassinare sia Bernard che Isana. Dal suo punto di vista era la soluzione migliore per risolvere il suo problema, e tutto sommato dovevo aspettarmi di vederlo saltar fuori da qualche parte dopo la sua fuga. Ma ritrovarmelo ancora fra i piedi a casa sua (pure con Odiana, ma cosa serve per far schiattare questa gente?) e poi di nuovo al Presidio è stato più di quanto potessi supportare. Sembrava il supercattivo dei fumetti con i supereroi, e quando proprio non ne potevo più si è fatto fregare da superpirla, al punto che ci sono addirittura rimasta male che fosse finita così facilmente dopo tutto quello che era successo prima.

Fidelias è un altro supercattivo che torna sempre, ma almeno lui è il cattivo della trama e non uno che sembra messo lì per complicare le cose ai personaggi altrimenti avrebbero avuto una vita troppo facile. Però… uffa!

Problema enorme: non muore nessuno. No, Kord muore, alla fine di lui ci siamo sbarazzati e meno male, e muore pure lo spadaccino di cui non ricordo il nome, ma gli altri? Bernard avrebbe dovuto essere ammazzato da un orrifalco (dicevo qualcosa a proposito dei nomi orribili?), poi da Kord. Quindi c’è un salto.

Attenzione: sono tutti a Borgo Bernard quando Amara scappa con Tavi e Fade. A quel punto perché Fidelias & co. non ammazzano Isana, Bernard e tutti i borghigiani prima di partire all’inseguimento? E Fidelias partecipa all’inseguimento senza stivali! Va bene, glie li ha tolti Isana, ma perché lui non li ha ripresi prima di partire? Temeva forse di fare del male qualcuno? Comunque i cattivoni vengono scoperti e partono subito all’inseguimento dei tre in fuga. Occuparsi prima del villaggio no? Tanto erano così sicuri di essere superiori a tutti da poterli far fuori in pochi minuti, e pure di essere stati scoperti (e quindi sapevano che il villaggio era pieno di potenziali pericolosi testimoni) che non ha senso non provare almeno ad ammazzare Isana, che è lì, prima di pensare ad Amara e Tavi. Ma non lo hanno fatto, altrimenti non avremmo avuto lo scontro sul fiume, e questo è un buco nella trama.

Sia Bernard che Isana sarebbero dovuti morire, prima per via di Kord e poi in uno scontro con Fidelias e soci, che erano più forti, ma Butcher evita accuratamente di organizzare questo scontro. Sono tutti insieme, sanno che prima o poi si ammazzeranno, ma ciascuno se ne va per la sua strada rimandando in confronto a più tardi. Poi c’è lo scontro al fiume, ed è Odiana che avrebbe dovuto fare una brutta fine. Ma che razza di guarigioni miracolose fanno questi qua? Il fatto che poi ci dicono che Isana aveva la testa rotta e Odiana l’ha guarita è poco significativo, noi non abbiamo visto Isana con la testa rotta e i racconti contano meno delle cose viste in presa diretta. Poteva benissimo essere una ferita più lieve e la trama stava in piedi lo stesso. Però noi vediamo Bernard, già gravemente ferito, che fa un volo che avrebbe dovuto ammazzarlo (come Aldrick del resto), Fade impiccato, e anche l’impiccagione di solito non è una cosa tanto innocua, Gram, che compare poco ma che per quel che si vede avrebbe dovuto fare una brutta fine e invece se la cava non si sa bene perché, Doroga avvelenato e pure calpestato e sbranato e Amara e Tavi che avrebbero dovuto essere raccolti col cucchiaino. È troppo pretendere che quando uno viene ferito poi ne paghi le conseguenze? E che quando viene ammazzato poi rimanga morto? No, per Butcher sono tutti quasi morti, come Westley in La storia fantastica, e fra morto e quasi morto c’è una bella differenza. In fondo anche Westley (e pure Inigo Montoya, già che ci siamo) ha una guarigione miracolosa. Ma nell’atmosfera di La storia fantastica lo posso accettare, qui un po’ meno.

Finito il macello, con i colpi di scena di parte dei Marat che aiutano i buoni e Odiana che ripaga il suo debito in modo da presentarsi nel prossimo romanzo più odiosa che mai, siamo alle premiazioni. Tipo la fine di Guerre stellari. Una nuova speranza. La guerra è finita, ora ci prendiamo le medaglie al valore e andiamo tutti a festeggiare. Un po’ anticlimatico, no?

Ma la ciliegina sulla torta era arrivata qualche pagina prima, quando avevamo scoperto che Gaius Caria, Prima Signora di Alera, è una traditrice. Che non fosse proprio innamorata del marito lo sapevamo, che non si fosse fatta in quattro per aiutare Amara quando voleva fare rapporto al marito lo avevamo visto, ma se lei è una traditrice che bisogno avevano i cattivi di interrogare Amara per poter organizzare un attentato a Gaius Sextus? Non poteva assassinarlo la moglie o, nel caso in cui non se la fosse sentita, dare lei tutte le informazioni del caso ai cospiratori?

Questo romanzo non è male, ma lo chiudo con più di qualche perplessità e davvero non so se andrò avanti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brandon Sanderson, George R.R. Martin, impressioni di lettura e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...