Guida alla lettura: David Gemmell

Qualche giorno fa Jacopo mi ha telefonato per chiedermi informazioni sui romanzi di David Gemmell dicendo che non ero stata molto chiara sul blog. Secondo lui è difficile capire cosa leggere e in che ordine, e io non ero nelle condizioni migliori per dargli retta. Stavo andando al lavoro in bici, e se mi squilla il telefono io mi fermo. Peccato che io abbia sempre i minuti contati e fermarmi per palare al telefono rischia di farmi arrivare in ritardo. Stavolta ho rispettato l’orario, ma se in futuro dovessi trovarmi la trattenuta in busta paga andrò a chiederne conto a Jacopo…

Va bene, David Gemmell. Nel momento in cui io scrivo la bellezza di 11 suoi ebook sono in promozione a 1,99 €, mentre non è possibile acquistare nessun libro in formato cartaceo. Entrambe queste situazioni cambieranno, la promozione terminerà il 31 agosto e in autunno Fanucci ristamperà almeno parte dei romanzi di Gemmell. Io ho deciso d’ignorare cosa è in commercio e cosa no, e cosa è in promozione e cosa no, perché queste sono cose che subiranno chissà quanti mutamenti in futuro. Magari potete trovare i libri in biblioteca, come ho fatto io con parte di loro, o nel mercato dell’usato, o decidere di leggere in inglese. Scelta vostra a seconda delle opportunità che vi si presentano, delle capacità/disponibilità che avete e da quanto vi piace o no l’autore. Una breve introduzione alla sua opera:

Gemmell scrive romanzi autoconclusivi, quindi si può leggere un romanzo qualsiasi e fermarsi al termine o andare avanti come si preferisce. In qualche caso però lo scrittore ha dedicato più storie allo stesso personaggio, e quei romanzi è meglio leggerli in ordine per evitare di spoilerarsi eventi futuri da soli.

Per lo più (le eccezioni le vedrò di volta in volta) si tratta di fantasy con presenza della magia ma un orizzonte umano: niente battaglie fra bene e male alla Signore degli anelli per intenderci, ma piuttosto scontri fra nazioni rivali, o personaggi che costruiscono da soli il proprio destino indipendentemente dalle difficoltà che si trovano ad affrontare. Sono personaggi umani con i loro limiti, a volte commettono errori o hanno alle spalle storie tragiche, ma proprio nell’essere umani e nell’andare avanti nonostante tutto trovano la loro grandezza. Sono, per usare un’espressione che mi piace molto e che in italiano non suona altrettanto bene, larger than life. E se i romanzi di Gemmell mi piacciono fin dalle prime pagine, da un certo momento in poi ho sempre fatto molta fatica a interrompere la lettura, quando proprio ero costretta a farlo.

SAGA DEI DRENAI

È senza dubbio l’opera più famosa di Gemmell, la prima che ha iniziato a scrivere e quella che conta più titoli. Nell’introduzione alla vecchia edizione Nord di Waylander, dei Drenai Alex Voglino ha scritto che

[…] proprio con il ciclo dei Drenai […] il grande autore inglese, forse l’interprete più fine della fantasy post-tolkieniana, aveva inaugurato la sua straordinaria galleria di eroi “umani, troppo umani”, per dirla con Nietzsche. Un caleidoscopio dipinto a forti tinte, acre di odori ed emozioni, fatto di persone con l’animo segnato da ferite più o meno rimarginate e la mente scossa da ricordi e rimorsi. Gli eroi di Gemmell hanno paura, soffrono di incubi, sudano e qualche volta danno perfino di stomaco. Fanno all’amore, versano lacrime, hanno fame e sete e, soprattutto, conoscono l’ansia e il dubbio. […]

Questi i titoli in ordine di pubblicazione:

  • La leggenda dei Drenai (Legend, 1984)
  • Le spade dei Drenai (The King Beyond the Gate, 1985)
  • Waylander dei Drenai (Waylander, 1986)
  • L’ultimo eroe dei Drenai (Quest for Lost Heroes, 1990)
  • Il lupo dei Drenai (Waylander 2:In the Realm of the Wolf, 1992)
  • La leggenda di Druss (The First Chronicles of Druss the Legend, 1993)
  • L’impeto dei Drenai (The Legend of Deathwalker, 1996)
  • Guerrieri d’inverno (Winter Warriors, 1997)
  • L’eroe nell’ombra (Hero in the Shadows, 2000)
  • Il lupo bianco (White Wolf: A novel of Druss The Legend, 2003)
  • Le spade del giorno e della notte (The Sword of Night and Day: A novel of Skilgannon the Damned, 2004)

Questo invece è l’ordine cronologico all’interno del mondo creato da Gemmell:

  • Waylander dei Drenai (Waylander)
  • Il lupo dei Drenai (Waylander)
  • L’eroe nell’ombra (Waylander)
  • La leggenda di Druss (Druss)
  • L’impeto dei Drenai (Druss)
  • Il lupo bianco (Skilgannon, Druss)
  • La leggenda dei Drenai (Druss)
  • Le spade dei Drenai (Tenaka Khan)
  • L’ultimo eroe dei Drenai
  • Guerrieri d’inverno
  • Le spade del giorno e della notte (Druss, Skilgannon).

Fra parentesi ho indicato i nomi dei personaggi più importanti. L’impeto dei Drenai è per lo più ambientato prima di La leggenda dei Drenai, Ma visto che il primo capitolo e l’epilogo sono ambientati trent’anni più tardi, nel bel mezzo di La leggenda dei Drenai, io consiglio di leggere prima La leggenda dei Drenai e solo dopo L’impeto dei Drenai.

SIPSTRASSI

Le Sipstrassi sono delle pietre molto particolari che consentono di compiere delle magie ma che si scaricano con l’uso. Ho visto molte volte parlare di un Ciclo delle Sipstrassi, sia in italiano che in inglese, a cui vengono ricondotti i romanzi nei quali compaiono le pietre. Ma al di là di questa presenza comune il cosiddetto Ciclo delle Sipstrassi si può suddividere in tre ambientazioni molto diverse fra loro, e questa è la divisione che per me ha più senso.

Duologia di Uther Pendragon

La definizione è mia, non ho mai visto indicare così i due romanzi che ne fanno parte e che vanno assolutamente letti in ordine. Si tratta di

  • Il re dei fantasmi (Ghost King, 1988)
  • L’ultima spada del potere (Last Sword of Power, 1988)

Siamo in ambientazione arturiana, il protagonista è il giovane Uther Pendragon, che secondo la tradizione (ma non in questi romanzi che si fermano molto prima) in seguito diventerà padre di re Artù. Forse proprio perché ho amato il ciclo arturiano in altre versioni (Marion Zimmer Bradley, Mary Stewart, Michel Rio) non riesco ad appassionarmi all’interpretazione che ne dà Gemmell che, come spiega ancora Voglino nell’introduzione a L’ultima spada del potere,

affronta il tema da par suo. Lo stravolge, lo rende visionario e tragico, struggente e stralunato.

Trilogia di Jon Shannow

  • Un lupo nell’ombra (Wolf in Shadow, 1987)
  • L’ultimo dei guardiani (The Last Guardian, 1989)
  • Le pietre del potere (Bloodstone, 1994)

Si tratta di fantasy post-apocalittico, anche se per capire bene le vicende dell’Apocalisse bisogna leggere L’ultimo dei guardiani. Ci sono le pistole e c’è pure la magia in quelli che sono probabilmente i libri di Gemmell che amo di più. Sono tutti romanzi autoconclusivi ma vanno letti in ordine. Le parole di Voglino nell’introduzione a Un lupo nell’ombra:

Il mondo in cui si muove Jon Shannow, l’Uomo di Gerusalemme perenne pellegrino attraverso il mondo nella sua disperata ricerca della perduta città biblica che egli vede solo in sogno, è un mondo aspro, duro, crudele: un mondo in perenne conflitto e in cui la tolleranza è del tutto ignota. Gruppi di fanatici, bande di briganti, sette religiose, comunità barbariche si intrecciano sullo sfondo di una dubbia mitologia, cupamente memore della catastrofe.

Come tutti i mondi di Gemmell anche questo è tratteggiato a forti tinte, con tagli di luce che abbagliano e piaghe di buio che terrorizzano: è un universo senza chiaroscuri e nulla appare più appropriato a questo scenario della figura solitaria, silenziosa, senza compromessi, stagliata in una sorta di plastica tragedia personale, di Jon Shannow. Gemmell tratteggia un personaggio di grande impatto, forse il suo personaggio meglio riuscito, mostrando di avere bene in mente il cupo e affascinante Solomon Kane di Howard.

Voglino non lo cita, ma a me viene in mente anche il Clint Eastwood di Per un pugno di dollari, Il texano dagli occhi di ghiaccio o Il cavaliere pallido.

Ciclo dell’Antica Grecia

  • Il leone di Macedonia (Lion of Macedon, 1990)
  • Il principe nero (Dark Prince, 1991)

Romanzi fantasy autoconclusivi (ma che vanno letti in ordine) in parte basati su eventi storici reali ma in cui sono presenti le Sipstrassi e il protagonista ha a che fare, fra l’altro, con creature mostruose. Parmenione era un nobile macedone che ha servito sia nell’esercito di Filippo II che in quello di suo figlio Alessandro Magno. I libri non sono male, ma anche qui mi sono scontrata con la visione di Filippo che avevo dal romanzo di Nicholas Guild Il macedone, e visto quanto amo il romanzo di Guild fatico a far spazio a un’altra visione dei personaggi.

CICLO DELLE HIGHLAND (HAWK QUEEN)

  • La regina guerriera (Ironhand’s Daughter, 1995)
  • La regina delle Highland (The Hawk Eternal, 1995)

Romanzi fantasy, l’ambientazione ricorda la Scozia, con la lotta di un popolo contro i dominatori stranieri. Sono gli unici romanzi di Gemmell in cui la protagonista principale è una donna.

CICLO DEI RIGANTE

  • Spada nella tempesta (Sword in the Storm, 1998)
  • Falco di mezzanotte (The Midnight Falcon, 1999)
  • Cuore di Corvo (Ravenheart, 2001)
  • Cavalca la tempesta (Stormrider, 2002)

Fantasy.

CICLO DI TROIA

  • Il signore di Troia (Troy: The Lord of the Silver Bow, 2005)
  • L’ombra di Troia (Troy: Shield of Thunder, 2006)
  • La caduta dei re (Troy: The Fall of Kings, 2007)

Sono gli unici romanzi storici di Gemmell. Sono basati sull’epica visto che narrano della caduta di Troia ma di magia in questo caso non c’è traccia. David è morto per un attacco cardiaco mentre stava lavorando sul terzo romanzo, La caduta dei re, che è stato successivamente terminato dalla vedova Stella Gemmell. Si tratta dell’unico romanzo di David che non ho letto ma visti i primi due della trilogia, i commenti positivi che ho letto sul terzo romanzo e l’impressione che mi sono fatta riguardo alle capacità di Stella dal suo romanzo La città perduta d’avorio e d’argento sono ragionevolmente certa che anche La caduta dei re sia un buon libro. Peccato che quando si tratta di Troia io non possa prescindere de La torcia di Marion Zimmer Bradley, anche se i due romanzi di David mi sono piaciuti più di Il canto di Troia di Colleen McCulloug, autrice che invece amo intensamente nella serie sull’Antica Roma.

ROMANZI AUTONOMI

  • I cavalieri dei Gabala (Knights of Dark Renown, 1989)
  • La spada delle Highland (Morningstar, 1992)
  • La perla nera (Dark Moon, 1996)
  • Eco del grande canto (Echoes of the Great Song, (1997)

Sono trascorsi troppi anni da quando ho letto questi libri per poterli commentare davvero anche se di almeno un paio ricordo alcune cose che avevo amato. In I cavalieri dei Gabala un vigliacco deve trovare la forza di superare le sue debolezze perché nel mondo in cui vive non ci sono più eroi, mentre in Eco del grande canto l’autore gioca sulla differenza fra i fatti e le leggende che narrano quei fatti. Sono due fra i romanzi di Gemmell che mi piacciono di più, mentre ricordo di non aver amato affatto La spada delle Highland.

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7 risposte a Guida alla lettura: David Gemmell

  1. Sonia Esse ha detto:

    Anche questo Autore mi è sconosciuto, ho così tanti Autori non letti da riempire non so quante wish list!

    • Negli anni ’90 era uno degli autori più importanti per Nord, all’inizio del millennio è stato abbondantemente pubblicato da Fanucci e poi i suoi libri sono andati tutti fuori catalogo. Spero che ora ci sia una riedizione seria e che i lettori che non lo conoscono riescano a scoprirlo. Quasi sempre i suoi libri mi sono piaciuti molto, l’azione è incalzante, i personaggi sono pieni di fragilità eppure a loro modo sono indistruttibili e in qualche caso ci sono spunti di riflessione e trame congegnati in modo davvero interessante.

  2. fracescocò ha detto:

    Brava Martina, bel pezzo e assolutamente necessario per far conoscere ai tuoi lettori questo straordinario autore troppo prematuramente scomparso! l Avendo io 52 io anni, sono un lettore dei suoi splendidi libri dall’inizio, e aspettavo con ansia che la Nord pubblicasse di volta in volta i suoi romanzi!…tutti consigliatissimi! direi che il suo è, per la maggior parte, un Heroic Fantasy, dove la magia e l’elemento fantastico sono presenti ma praticamente mai predominanti. Descrive i personaggi in maniera egregia, ti ci fa appassionare e confesso che io più volte ho pianto leggendo alcune scene dei suoi libri.
    UN grande, un grandissimo del Fantasy, ben al di sopra, a mio parere, di David Eddings, di Terry Goodkind, di Terry Brooks e di tantissimi altri che forse vendono più di lui.

    • Anche secondo me Gemmell scriveva molto meglio degli autori che hai citato e di tanti altri che hanno raggiunto una notorietà maggiore della sua. Spero che Fanucci ristampi tutti i suoi romanzi e che li tenga in catalogo, quando scelgo di parlare di un autore che non ho appena letto in genere è proprio per attirare l’attenzione su di lui e magari far vendere qualche copia in più dei suoi libri.

  3. Andrea ha detto:

    Sto scoprendo solo ora questo grande autore. Sto prendendo ad uno ad uno i romanzi dei drenai man mano che riesco a trovarli all’usato o su internet (a prezzi non sempre felici, ma tant’è…)
    Trovo il suo stile nudo e diretto estremamente coinvolgente. Allo stesso tempo ho l’impressione di aver imparato di più su tattiche ed assedi in 250 pagine sue piuttosto che in intere saghe di altri autori. I personaggi poi sono davvero indimenticabili… anche io ho pensato molto ai western di Sergio Leone leggendolo, sono sicuro siano stati una forte fonte di ispirazione.
    Grazie martina bell’articolo come al solito!

    • Fanucci sta ripubblicando alcuni romanzi di Gemmell, prima di spendere cifre assurde prova a vedere se i libri che ti interessano sono fra quelli.
      Nella quasi totalità dei casi io ho divorato i romanzi di Gemmell, una volta che ti prende non ti lascia più andare
      Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto.

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