J.K. Rowling: Harry Potter e la camera dei segreti

«Vede, quello di cui la scuola ha bisogno in questo momento è un sostegno morale. Cancellare i ricordi dell’ultimo trimestre!»” (pag. 213).

Nel bel mezzo di una crisi, con qualcuno nascosto nell’ombra che potrebbe uccidere in qualsiasi momento, la soluzione proposta da Gilderoy Allock è quella dello struzzo: cancelliamo i ricordi, facciamo finta di non vedere, e tutto passerà.

Uno degli aspetti belli dei romanzi di J.K. Rowling è che riesce a far divertire anche mentre accadono cose molto pericolose. E se in Harry Potter e la pietra filosofale ci aveva presentato i personaggi e fatto scoprire un mondo, in Harry Potter e la camera dei segreti dà spazio a qualche nuovo personaggio senza dimenticarsi di quelli che già conosciamo. La trama, la lotta con Voldemort, prosegue lungo tutti e sette i volumi, ma ciascun romanzo ha una sua individualità. Qui facciamo la conoscenza con un professore di Difesa contro le Arti Oscure di quelli che non passano inosservati. All’inizio sembra solo vanesio, poi scopriamo anche quali siano le sue reali capacità. Mi piace il nome scelto dalla prima traduttrice anche se nella nuova traduzione hanno preferito tornare all’originale Lockhart che in me non evoca nulla. Con lui iniziamo anche a riflettere su quale sia la verità e su come sia possibile modificare la percezione della gente, un discorso importante che verrà portato avanti nei romanzi successivi con cose come La Gazzetta del Profeta e Rita Skeeter.

Ma non è tutto divertimento, molto più avanti l’Erede di Serpeverde affermerà che “…mi ha schiuso la sua anima e la sua anima era esattamente quella che io volevo. Mi sono alimentato delle sue paure più profonde, dei suoi segreti più oscuri, che mi hanno reso sempre più forte. Sono diventato potente…” (pag. 278). Tranquilli, non vi dico alle spalle di chi il simpaticone è diventato potente. Mi fa piacere il fatto che sia saltato fuori che Harry è un rettilofono, i collegamenti con gli altri romanzi che ci dimostrano che la costruzione è solida e non campata per aria sono sempre ben graditi, ma l’aspetto importante è che sia possibile nutrirsi dei segreti e delle paure di qualcuno per diventare più potenti. Certo, visto che questo è un fantasy l’affermazione va presa alla lettera, ma è vera anche nella nostra realtà.

Mi spiace che mi ero scordata il nome, mi ero persino scordata di averlo letto, tanto è vero che quando ho letto Harry Potter e il Calice di fuoco per la prima (e per ora unica) volta alcune cose mi hanno colta di sorpresa e non avrebbero dovuto. Sapete a che nome mi riferisco, vero? È anche vero che sono passati quasi due anni fra quando ho letto il secondo romanzo e quando ho letto il quarto quindi non è tutta colpa mia, ma insomma…

«Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità»” (pag. 299). E bravo Professor Silente! Per questa frase posso perdonarti la conclusione inesistente di una scena mal sviluppata la prima volta che Harry entra nel tuo studio e pure la sparizione successiva senza far nulla, con Fanny che diventa un vero e proprio deus ex machina sbucato non si sa come e non si sa da dove e con qualcuno che inspiegabilmente dimentica le sue capacità. Insomma, il romanzo non è perfetto, qualche piccolo dettaglio non torna, ma è divertente e interessante, e inizia ad approfondire il tema dei mezzosangue che sarà tanto importante più avanti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in citazioni, impressioni di lettura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...