La regina dei draghi di George R.R. Martin. Capitolo 14: Catelyn

Ho abbandonato la rilettura di Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin? Inconcepibile!

Va bene, se non ve lo spiego voi non potete sapere perché sto ridacchiando fra me e me. Nell’ultimo mese ho fatto vedere alle mie bimbe La storia fantastica. Non ne potevo più di Peppa Pig e affini, così ho deciso di lavorare un po’ sui loro interessi in fatto di film. Magari proponendo qualcosa che piaccia pure a me. Guerre Stellari – Una nuova speranza, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, E.T. l’extraterrestre e ora La storia fantastica. Avete presente cosa dice ripetutamente Vizzini? Inconcepibile! Ora Ilaria gira per casa ripetendo quella parola con accento siciliano, e avvisando tutti che non bisogna “mai mettersi con un siciliano quando si tratta di uccidere”. Ma come le vengono queste cose? Forse da quella mamma che le punta contro l’indice dichiarando “Hola. My nombre es Iñigo Montoya. Tu hai ucciso mi padre. Preparate a morir”? Boh…

Devo rileggere il romanzo di William Goldman, sono passati troppi anni. Intanto beccatevi pure questo:

Martin. Io non divago mai, sappiatelo, semmai approfondisco elementi collaterali.

Edmure Tully parte per difendere le sue terre dall’esercito dei Lannister, nonostante gli ordini di Robb di rinchiudersi a Delta delle Acque e non fare nulla. Ha il complesso della persona non apprezzata quanto meriterebbe, lo si vede anche dal suo dire a Catelyn che il padre sarà orgoglioso di lui. Edmure parte e noi seguiamo i pensieri di Catelyn sul dovere, sulla sua gioventù, sui suoi fidanzamenti con Brandon ed Eddard Stark e sul mancato conforto a Petyr Baelish.

Piccolo cenno a Capo Tempesta, ora sotto il dominio di Stannis. Più interessanti sono i pensieri su Ashara Dayne, l’unica donna che Catelyn riesce ad associare a Ned come possibile madre di Jon. Eppure non ne è convinta. I figli illegittimi sono al centro di queste pagine, oltre a Jon Edric Storm, difeso da ser Cortnay Penrose, e il bastardo di Bolton, ripudiato dal suo stesso padre per la crudeltà dimostrata nei capitoli precedenti. Vuole prendere Harrenhal, Roose Bolton, e noi sappiamo che ad Harrenhal c’è Arya. Le storie dei personaggi si intrecciano, e sono proprio questi intrecci, la necessità di rispettare le giuste tempistiche, a rendere più lenta la scrittura di Martin.

Come al Bosco dei Sussurri ne Il grande inverno Cateyn aveva solo udito la guerra che si svolgeva vicino a lei, in La regina dei draghi vede qualcosa ma è troppo lontana per capire. In fondo non è importante, le emozioni dei personaggi per me contano molto di più di una serie di pagine dedicate a tattiche e strategie.

L’interrogatorio di ser Cleos non porta a nulla di nuovo, se non alla consapevolezza che Sansa era presente – e stava bene per quanto lo poteva stare in quelle circostanze – mentre Arya non si vedeva da nessuna parte.

La battaglia porta una vittoria per Edmure, ma una battaglia vinta in più non può dissipare la preoccupazione di Catelyn. La saga in fondo è ancora lunga…

 

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra

«Non riesco a immaginare uno dei figli di lord Walder come uno spergiuro. “A meno che questo non serva i suoi propositi.”

Pag. 176

Catelyn sapeva che della parola di lord Feh Feh e dei suoi figli non ci si può fidare, come ha fatto a dimenticarsene quando più serviva? Cleos è un Frey, e pure poco intelligente, infatti ha bevuto tutto il vino. Jaime si comporterà in modo ben diverso.

Per chi se lo fosse dimenticato ricordo un dettaglio: Cersei era assente al colloquio fra Tyrion e Cleos perché Tyrion l’aveva avvelenata. Nulla di serio, solo qualche giorno di mal di pancia per togliersela dai piedi, ma la regina non era assente per una circostanza fortuita.

 

Sotto la foto spoiler da Il portale delle tenebre

Nella seconda stagione della serie televisiva Il trono di spade David Benioff e D.B. Weiss hanno eliminato la battaglia di Grande Inverno, quella in cui viene ammazzato ser Rodrick Cassell. Hanno preferito risparmiare tagliando quella battaglia per realizzare in grande stile la battaglia delle Acque Nere nel nono episodio. Hanno anche semplificato la trama, e ci sta. Per mantenere tutti gli elementi inseriti da Martin ne Le cronache del ghiaccio e del fuoco avrebbero avuto bisogno di molto più tempo. Gradisco meno altre cose, come quando in televisione Roose Bolton dice a Robb che ci penserà suo figlio Ramsay a occuparsi del traditore Theon Greyjoy. Gli spettatori non sanno ancora quanto sia bastardo il suo bastardo, i lettori lo sanno benissimo e Roose, che ancora non ha tradito Robb, finge di scaricare Ramsay. O forse sarebbe pronto a farlo se le circostanze fossero diverse, sospetto che per il lord di Bolton la sua persona venga prima di ogni altra cosa. La caratterizzazione dei personaggi comunque cambia molto dalla pagina scritta allo schermo e questa ne è l’ennesima conferma.

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