Gli amanti dei libri e i loro drammi

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Dopo un discorso serio sull’editoria passiamo a uno scemo su noi amanti dei libri. Mi sono imbattuta in un articolo che elenca i 20 piccoli drammi quotidiani che solo un vero amante dei libri può capire. Diciamo che non tutti sono quotidiani e che non tutti mi toccano allo stesso modo, comunque qualche sorrisino un articolo di questo tipo lo strappa perché al suo interno per qualche aspetto ci ritroviamo tutti: http://www.libreriamo.it/a/11245/i-20-piccoli-drammi-quotidiani-che-solo-un-vero-amante-dei-libri-puo-capire-.aspx.

  1. Decidere quale sarà il prossimo libro da leggere.

Ci sono troppe possibilità, troppe responsabilità in ballo, troppe considerazioni da fare, troppi libri interessanti e la vita è dannatamente troppo breve!

 

Questa per me non è sempre vera, a volte so che leggerò un determinato libro a partire dal giorno della sua pubblicazione. Ci sono libri per cui non esistono dubbi e che scavalcano tutte le code di lettura, ma spesso il dubbio c’è ed è particolarmente forte quando si tratta di decidere cosa infilare in valigia per le vacanze. Lo so, ho un lettore ebook, ma quello va bene come archivio o per le offerte su cose poco importanti, mica posso usarlo per i libri seri.

I punti sui film mi toccano ben poco, se non per il fatto che vorrei veder realizzato un film da uno qualsiasi dei romanzi di Guy Gavriel Kay, cosa che finalmente potrebbe indurre gli editori italiani a tradurlo. Quanto ai sequel, se arrivano e sono belli ne sono felice, ma non ci perdo il sonno. Questo se sono davvero sequel, se sono il secondo, terzo, ennesimo volume di una saga che non ha ancora avuto la sua conclusione il discorso è diverso. Non ci perdo il sonno lo stesso ma i seguiti che concludono la trama principale della storia li voglio.

 

  1. Affrontare i serissimi problemi logistici di spazio che la tua passione per i libri ti pone davanti quotidianamente.

Presto o tardi dovrai affittare un deposito, vendere tutti i tuoi vestiti, imparare a dormire in piedi come i cavalli…

 

Un po’ di spazio l’ho recuperato regalando ai mercatini di beneficenza libri che non mi interessavano più, e volendo ho ancora posto per due ripiani aggiuntivi, ma poi? Credo che entro la fine dell’anno dovrò riflettere sul serio su cosa fare. I libri sull’essere mamma sono ancora in casa o li ho già portati tutti in solaio? Devo controllare… E davvero si può dormire in piedi?

 

  1. Essere interrotti nei momenti (di lettura) più inopportuni.

Quando sto leggendo, ogni momento è inopportuno.

 

Quella di non essere disturbata è una pia illusione. Sono mamma, come potrebbero non disturbarmi le bimbe? E a volte il marito chiama pure più spesso di loro. Nemmeno quando loro sono in vacanza e io non sono partita perché non ho le ferie ho la lettura tranquilla assicurata. Avete idea di quante telefonate ricevo perché gli manco? Pure a me mancano, ma se si sente il cozzare delle spade, appare un drago in volo o altri dettagli di questo tipo capirete che sapere se hanno mangiato le pennette piuttosto che gli spaghetti non è la mia prima preoccupazione. E per fortuna almeno sono finiti i racconti su quante volte hanno fatto la cacca, angoscia (del marito, mica mia) per alcuni anni solo perché per un paio di mesi durante lo svezzamento la maggiore ha avuto qualche problema di stitichezza. Se mi disturbano? Diciamo che ormai ho imparato a interrompere la lettura a metà di una parola, perché nemmeno a fine frase mi fanno arrivare.

 

  1. Prestare un libro a un amico per vederselo restituire danneggiato…

Ne consegue la sete di vendetta che porta a danneggiare qualcosa che gli stia terribilmente a cuore. Tipo la sua auto. Tipo la sua faccia.

 

Capitato raramente per fortuna. È ovvio che chi si è macchiato di un tale delitto da me non ha più ricevuto in prestito un libro. Idem per chi non lo ha restituito. Libro preferito? Perché non parliamo invece di quale sia la mia Billy preferita? Avete presente le librerie Billy dell’Ikea, vero? Quattro su una parete, quattro sull’altra, più un paio di mobili più piccoli da altre parti. Ragionando a librerie penso di poter abbastanza facilmente indicare… quali siano le mie due Billy preferite.

 

E gnegnegné.

 

Questo, con chi non capisce, ci sta sempre bene. Come risposta a ogni domanda. Niente problemi con i segnalibri, mentre per la gestione della vita quotidiana ci sono orari imposti da altri che devo rispettare, e un marito che mi chiama se sto provando a verificare se sono finalmente riuscita a ricostruire una Giratempo. Però esistono sempre quelle due settimane l’anno in cui vado a letto quando proprio non mi reggo più… seduta, altro che in piedi, e vado a fare la spesa quando non ho neppure il necessario per farmi una pasta in bianco. Del resto fra la spesa e un libro voi chi scegliereste?

 

  1. Imparare a convivere con la morte del tuo personaggio preferito.

Non so se posso farcela…

 

Mai sentito parlare di un tal George R.R. Martin? E di Guy Gavriel Kay? Così, giusto per citare due nomi.

 

  1. Scoppiare a piangere in pubblico. O scoppiare a ridere in pubblico. O imprecare furiosamente in pubblico. In breve, qualunque reazione emotiva in pubblico. Soprattutto se scaturita dalla lettura di un libro.

Cosa avete tutti da guardare?!

 

Mai fatto. Imprecare intendo. Ridere sì. Piangere… devo ricordarmi che non posso leggere i libri di Kay al bar o sui mezzi pubblici. Però una volta che li ho iniziati come posso interrompere la lettura solo perché non sono a casa da sola? Voi non avete idea delle condizioni in cui ero qualche tempo fa, quando stavo finendo The Lions of Al-Rassan per la terza volta. C’è gente che non capisce, semplicemente. Insensibili, ecco cosa sono.

 

  1. Finire un libro e realizzare che adesso hai un mondo reale da affrontare. E che purtroppo preferivi l’altro.

Su, coraggio. Domani è un altro giorno (in cui dovrò affrontare lo psicodramma del punto 1)

 

Ecco, appunto.

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12 risposte a Gli amanti dei libri e i loro drammi

  1. Raffaello ha detto:

    Come non rivedermi in queste parole!! 😛

  2. Charly ha detto:

    “Ci sono troppe possibilità, troppe responsabilità in ballo, troppe considerazioni da fare, troppi libri interessanti e la vita è dannatamente troppo breve!”

    Concordo!

  3. razvanconstantin ha detto:

    Mi rispecchio perfettamente nel punto 1 e 15 e soprattutto nell’ultimo, per me il più difficile.

  4. Per fare una selezione di quel che leggerò io ho deciso di smettere di compilare liste. Se di un libro dimentico titolo e autore significa che non mi interessava davvero così tanto. Anche con i libri che ho dimenticato la coda di lettura ha raggiunto dimensioni impressionanti.

  5. fracescocò ha detto:

    caspita Martina, mi ritrovo perfettamente in ogni singola parola di questo tuo pezzo!
    Io poi aggiungo la mia “insana” passione per le librerie: non riesco a trattenermi dall’entrarci almeno 2 o tre volte al mese, ed ogni volta compro libri! La mia ormai più che una coda è un intero serpente di lettura, un gigantesco anaconda che prima o poi finirà con lo strangolarmi!!

    • Vedi i rischi del lavoro in libreria? Io ci entro quattro volte la settimana (quando ero full time erano sei) e sto dentro per ore, passando davanti ai libri chissà quante volte nell’arco della giornata. Come si fa a non comprare nulla?

  6. Roberto Menardo ha detto:

    Pienamente d’accordo col punto 3) e si è visto con la serie tv de La Spada della Verità, onta e ignominia a chi pensa che la serie tv sia migliore della saga, completamente stravolta!!!!
    Sul punto 16) non è un problema, spesso e volentieri salto interi pezzi per “vedere come prosegue” e SEMPRE mi leggo in finale quando ancora non sono arrivato a pagina 20 😛
    Punto 19), con Sapkowskj o Eddings ci sono state volte che mi sono trattenuto a stento dal ridere sguaiatamente in treno… Piangere è molto più difficile, diciamo però che una persona attenta vedrebbe che ci sono volte che ho gli occhi lucidi o comunque che ho il viso tirato per un’emozione trattenuta (ancora oggi, quando rileggo per l’ennesima volta la serie di Scott Rohan della Spirale dei Mondi, trattengo a stento una lacrima quando la nave si innalza sui venti della Spirale… a dire il vero, anche ora solo al ricordo!!!!!!!)

    • Leggere la fine in anticipo? Giammai! Però leggo regolarmente gli indici e in libro come Le cronache del ghiaccio e del fuoco controllo quali punti di vista devo ancora incontrare. Insomma, cerco di farmi spoiler non troppo spoilerosi.
      Per ridere ho riso parecchie volte in giro, con il pianto mi sono limitata anch’io agli occhi lucidi e quelli più o meno si riescono a mascherare. Ma solo perché non ho letto in giro determinate parti dei romanzi di Kay, in quei casi non ho modo di controllare le lacrime.

  7. Ludovico Van ha detto:

    Il punto 5 l’ho risolto passando agli eBook. Ormai compro in formato cartaceo solo i libri degli autori a cui sono più “affezionato” (Martin, Evangelisti, Wu Ming, ecc), per una sorta di nostalgia.
    Oppure libri che non trovo in digitale, ma al momento sono ancora tutti lì, sulla scrivania, ancora da leggere.

    • Io ancora sono al livello che per un ebook che compro compro 20 cartacei, direi che questo non risolve i problemi di spazio. E magari l’ebook che compro è una seconda versione di un libro che ho già in versione cartacea, caso mai mi venisse voglia di scrivere un articolo su quel libro quando sono lontana da casa e avessi bisogno di controllare un passaggio. Lo so, sono un po’ fissata…

  8. fracescocò ha detto:

    io finchè avrò spazio in casa (non solo in libreria) e finchè potrò permettermelo, proseguirò a comprare libri in cartaceo: sono della vecchia generazione, e per me leggere è un piacere che coinvolge non solo la vista ma anche il tatto (ancora non arrivo ad annusare i libri freschi di stampa…!)

    • Io a volte li annuso. Ehm…
      Comunque prendere gli appunti sugli ebook è scomodo, e io non mi trovo bene neppure con la consultazione. Sai che ogni volta che devo citare un passo da uno dei libri di Martin mi alzo, vado nell’altra stanza, prendo il libro, lo sfoglio fino a quando non ho trovato quel che mi interessa e poi torno indietro per scrivere anche se ho la versione ebook nella memoria del computer e potrei consultarla senza muovermi? Per me l’ebook è scomodo, tranne che per portarmi in vacanza una buona fetta della mia libreria.

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