Clienti e altri animali

Lo so, lavoro in una libreria, ma gli animali che vedo sono davvero tanti. Con tutto il rispetto per le bestie a quattro zampe, che spesso sono molto meglio di quelle a due. Se non ci credete eccone un campionario.  

Maiali.

Entrano in libreria con il gelato, lo sbrodolano sui libri e se ne vanno senza pagare il danno. E a volte il loro menefreghismo può essere davvero dannoso. In un’occasione a qualcuno è caduto così tanto gelato che sciogliendosi ha sbrodolato l’intera pila di sette libri. Se lo avesse detto, o se avesse provato ad asciugare, avrebbe rovinato un libro solo, ma perché riconoscere di aver fatto un danno quando si può scappare? Peggio sono quelli, e ce ne sono, che lasciano la coppetta, o anche il residuo del cono, sui libri. Almeno i primi (presumibilmente) non l’hanno fatto apposta, questa invece è maleducazione bella e buona. Se proprio non vedono quella dozzina di cestini che ci sono in giro per il piano potrebbero provare a chiedere, invece forti dell’anonimato perché non possiamo avere gli occhi dappertutto preferiscono ricordarci che il mondo è pieno di maiali. E il gelato non è l’unico problema. Ci sono pure le bibite, e non so quanti libri abbiamo dovuto buttare perché qualche genio aveva appiccicato sulla loro copertina una gomma da masticare usata.

Cani.

Tutti vogliamo il libro in perfette condizioni, giusto? E quindi tutti prendiamo il secondo libro della pila e non il primo. La cosa è talmente ovvia che quando noi stessi passiamo un libro al cliente prendiamo sempre la seconda copia. Il che però non giustifica la devastazione del reparto. C’è gente che per prendere il decimo libro di una pila sparge in giro per il reparto le nove copie che c’erano sopra, o le lascia impilate storte in modo che loro hanno la copia perfetta, ma anche che tutte le altre che lasciano lì si rovinano perché le hanno messe male. C’è anche chi rimettendo un libro nello scaffale per sbaglio si impiglia in un altro libro, che finisce dentro a quello che ha in mano. Credete che la soluzione sia riprendere il libro e metterlo a posto facendo maggiore attenzione? No, si lasciano uno dentro l’altro così che quello che si trova all’esterno si possa rovinare per bene.

Elefanti.

Quello in cui lavoro è un negozio, e al suo interno ci sono mobili. Non è un ampio prato. Non si può correre, e anche quando si cammina bisognerebbe guardare dove si va. Il condizionale ovviamente è d’obbligo, perché se il proverbiale elefante in un negozio di cristalli fa più danni di quanti ne subiamo noi è solo perché i cristalli sono più fragili dei libri e la maggior parte delle cadute non provoca gravi conseguenze. Ma i libri che arrivano per terra perché sono stati travolti da qualcuno sono parecchi, e non sempre chi li ha fatti cadere si ferma a raccoglierli.

Talpe.

Va bene non vedere un libro, anche se lo si ha davanti agli occhi. Con tutti i libri che ci sono può capitare. Però mi hanno chiesto dov’era il reparto bambini quando già eravamo nel reparto bambini, e al mio “qui” la domanda successiva è stata “qui dove?”. Guardarsi intorno pare brutto? Una persona che frequenta poco le librerie può anche non distinguere il reparto classici da quello di narrativa contemporanea, ma il reparto bambini mi sembra facilmente distinguibile a colpo d’occhio da chiunque. Mi hanno chiesto anche dov’era il reparto dizionari mentre ero impegnata a sistemare alcuni dizionari sul relativo tavolo.

Muli.

Forse sono semplicemente sordi, di una sordità selettiva che gli impedisce di sentire le risposte che non gli piacciono, certo è che è difficile smuoverli dalle loro posizioni. Come quando chiedono un libro che non abbiamo. Una volta a una signora che ho detto che il libro che le interessava era terminato ha ribattuto con un “ma a me ne serve solo uno”, come se questo potesse risolvere tutto. Non lo avevo, ma visto che a lei ne serviva solo uno… era comunque uno in più rispetto a quelli che avevo. No, non posso rispondere così. E provate a far capire che un libro è fuori catalogo, il che significa che l’editore non lo stampa più, che non ce l’ho e che non lo posso procurare perché anche se lo ordino non mi arriva, che non è più in commercio, che non ho modo di farlo arrivare in negozio e via di questo passo. Al decimo modo in cui abbiamo provato a spiegare il concetto noi siamo estenuati, e non è detto che l’aspirante acquirente abbia capito.

Tordi.

Coloro che sbagliando fanno una domanda assurda e non se ne rendono neanche conto. Un ragazzo una volta mi ha chiesto il libro Rimorchiare una ragazza sempre e dovunque. Lasciamo stare la mia considerazione di chi mi viene a chiedere un libro del genere, odio il termine rimorchiare e secondo me di questo libro può aver bisogno solo qualcuno messo davvero male. Forse per aiutarmi nella ricerca il ragazzo mi ha detto anche la casa editrice: Songonzo! Poi uno se la cerca se viene ritenuto un gonzo… pardon, un tordo. L’editore, in questo caso, era Sonzogno.

Pesci.

Nel senso che sono muti. No, non che abbiano qualche malattia o handicap, qualcuno ne è capitato e con un po’ d’impegno da parte loro e nostra riusciamo comunque a capirci. Semplicemente parlano a voce così bassa che non riusciamo a sentirli. Allora chiediamo di ripetere quello che ci hanno detto, e loro gentilmente lo fanno… usando lo stesso tono di voce. Capisco il non voler urlare, ma se vogliono farci una domanda dovrebbero almeno consentirci di sentirla. Invece c’è gente che parla a voce più bassa di come faccio io quando sono afona.

Tori.

Basta la vista di qualcosa di rosso per farli partire in quarta, e noi indossiamo una camicia rossa. Ci vedono, e vanno all’attacco dicendoci quel che gli serve. Un saluto sarebbe gradito ma pazienza, quello ormai è un optional. Spesso però nella loro foga di conquistare il trofeo, cioè l’attenzione della persona in divisa, se ne infischiano bellamente del fatto che stiamo già parlando con qualcun altro e ci parlano sopra. Non sempre l’affermazione “appena ho finito con il/la signore/a sono subito da lei” basta a tranquillizzarli, c’è chi non si ferma nemmeno a rifiatare nel suo monologo e chi dice “ma io devo solo fare una domanda”. Nel dubbio la facciamo fare, magari vuole solo sapere dov’è il bagno. A volte però la domanda è se abbiamo un determinato libro e non è detto che a una domanda così sia possibile rispondere con facilità. In un’occasione una signora che non voleva aspettare che finissi di usare il computer per chi era arrivato prima di lei, e davvero ha detto “io devo solo fare una domanda” mi ha chiesto un libro che non avevo mai sentito nominare. Certo, in linea teorica era solo una domanda, ma c’era una persona prima di lei e il computer stava già facendo una ricerca diversa. Naturalmente l’ho fatta aspettare, con sua somma seccatura. Mi credete se dico che durante l’attesa sbuffava come un toro che si prepara per la carica? Quando è arrivato il suo turno ho controllato. Non ricordo il titolo né l’autore del libro (che fra l’altro lei non mi aveva neppure detto), ricordo solo che era un saggio di sociologia pubblicato da Donzelli editore vecchio di cinque anni e che non avevamo più da non so quanto tempo. E secondo lei avrei dovuto saperlo a memoria?

Asini.

Tutti siamo ignoranti su tanti di quegli argomenti che non vale neppure la pena di parlarne. Ma se non si sa una cosa perché contraddire la persona con cui si sta parlando? Ci sono persone che chi chiedono testi di psicologia, ma quando noi diciamo in quale reparto stiamo andando dicono “psicologia? No, è un saggio“. Ma secondo loro nel reparto di psicologia cosa teniamo, uno psicologo pronto ad analizzare la loro mente? C’è anche chi viene a chiederci un libro sapendo solo il numero di pagine e il prezzo, oppure il colore della copertina, e quando noi spieghiamo che non abbiamo idea di quale libro sia se ne va sdegnato, disgustato e stupito dalla nostra ignoranza. Che una persona non ricordi quasi nulla del libro che cerca, magari perché ne ha sentito parlare in televisione e non ha preso nota dei dati importanti (nota per i conduttori televisivi: titolo e autore non si dicono solo a inizio trasmissione ma anche alla fine. All’inizio il lettore non sa se il libro di cui si parlerà gli potrà interessare, alla fine sì, ed è solo alla fine che eventualmente l’ascoltatore prende nota dei dati. Questo se i dati vengono ripetuti, altrimenti il lettore resta con la curiosità su un libro che forse non riuscirà più a identificare) ci sta. Il problema nasce solo quando l’ignoranza dei dati si accompagna alla pretesa di trovare il libro. Se il cliente non sa cosa vuole, può ritenersi fortunato se noi riusciamo a trovare il libro, non reputare degli ignoranti noi se non ci riusciamo.

Scommetto che solo una parte dei miei lettori capisce perché ho scelto questa foto.

Sanguisughe.

Ti si attaccano addosso e non ti mollano più, risucchiando tutte le tue energie. Non sanno cosa vogliono, qualunque cosa proponi non va bene (ma non ti dicono perché non va bene) ma vogliono comunque il tuo consiglio. La variante è il cliente che cerca qualcosa su un determinato argomento, non accetta la spiegazione che una ricerca per argomento non è fattibile e ci dice come dobbiamo usare il computer. C’è chi quando non troviamo il titolo con le parole chiave insiste che dobbiamo ripetere la ricerca con l’articolo, incurante della nostra spiegazione relativa al fatto che il computer non considera gli articoli. E questo è solo uno degli esempi possibili. O c’è chi ci chiede di fare ricerche con un solo termine usatissimo probabilmente pensando che la nostra ritrosia a farle sia dovuta a pigrizia. In un’occasione dopo aver invano cercato di spiegare a una signora che non potevo rintracciare un libro sapendo solo che nel titolo c’era la parola “amore” ho fatto la ricerca. Di solito con gli asini è più semplice fare la dimostrazione che spiegare. Mi sono comparsi oltre 5.000 titoli. Si è scoraggiata? No, perché lei era convinta di riuscire a trovare il titolo. Dopo averne letti oltre 900 ha rinunciato. In questo caso ho fatto la ricerca, e buttato via diversi minuti, perché era un momento tranquillo, ma se ho la coda come posso fare una ricerca inutile di questo tipo? E come posso far capire al cliente che non è pigrizia?

Gazze ladre.

C’è bisogno di dirlo? Questi non sono clienti, sono ladri e basta. A volte li scopriamo, a volte no. Ecco, se del libro che cercate c’è la giacenza ma il libro non si trova potrebbe essere fuori posto, potrebbe essere in magazzino fra i libri rovinati ma potrebbe anche essere a casa di una gazza ladra.

Ci sono molti altri tipi di clienti. Per fortuna la maggior parte non appartiene a nessuna di queste categorie ed è un piacere parlare con loro, ma davvero si incontra gente di tutti i tipi.

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16 risposte a Clienti e altri animali

  1. magicamenteme ha detto:

    ammetto che anche io prendo sempre la seconda copia, ma faccio attenzione
    E se mi cade un libro lo raccolgo e lo metto per bene

    Letto questo bestiario, devo dire che non mi lamenterò più dell’utente che scrisse bestemmie sul libro di diritto canonico

    • Quella della seconda copia è un’abitudine talmente radicata che noi stessi passiamo al cliente la seconda senza nemmeno starci a pensare, però non sempre quel gesto ha un senso. Quando mi arriva il rifornimento, o vado io a prenderlo in magazzino, se ho tempo lo piazzo sotto le copie che erano già esposte, ma se le cose da fare sono troppe e il tempo scarseggia il rifornimento va in cima, e quindi sono le copie in alto a essere le più “nuove”. Oltretutto le pile ci vengono rimescolate in continuazione dai clienti.
      Una pila fatta da noi ha i libri spinati, cioè messi uno con la costa a destra e l’altro con la costa a sinistra, anche se questo significa mettere la metà delle copie sottosopra. Il motivo è semplice: non sempre il lato della rilegatura e quello che si sfoglia hanno lo stesso spessore, e se i due spessori sono diversi mettere la rilegatura sempre dallo stesso lato ci fa realizzare pile più storte della torre di Pisa. Prova a dare a uno sguardo a una pila di Sellerio, con i loro libri la spinatura è sempre d’obbligo. Però siamo noi a farla perché sappiamo a cosa serve, se un cliente (uno di quelli educati, per fortuna sono ancora la maggioranza) smonta la pila per scegliere un libro che si trova in basso e poi la rifà, non spina mai i libri perciò a noi basta un semplice colpo d’occhio per sapere che quella pila è stata rifatta da qualcuno. Conseguenza? I libri sono stati rimescolati, magari quelli che prima erano in cima sono finiti in basso e viceversa. In più noi mettiamo sempre i bolli delle campagne sconto solo sulla prima copia perché il lavoro di sbollinatura a fine campagna è più semplice. Se dobbiamo togliere troppi bolli ci ritroviamo con cinque o sei dita doloranti, perciò cerchiamo di ridurli al minimo, anche perché a volte i bolli rovinano le copertine. Ma se noi mettiamo i bolli solo sulla prima copia, perché a volte li ritroviamo sulla quarta? Anche in questo caso la pila è stata rifatta da qualcuno.
      Alla fine basta guardare in che condizioni è il libro, a volte la copia migliore è proprio la prima.

      Io sono contraria alle bestemmie, e anche se posso capire qualcuno non proprio felice quando studia diritto canonico non giustifico le scritte sui libri di una biblioteca. Comunque le varianti sui danni possono essere molte, dai test fatti (con la penna ovviamente) sui libri di test al libro d’arte due alcune pagine strappate perché evidentemente servivano solo quelle, ma il culmine si raggiunge con i libri per bambini. I pop up vengono regolarmente distrutti, i libri-puzzle smontati (e i pezzi dei puzzle sparsi in giro per bene, in modo da impedirci di ritrovarli tutti), le scatole di pennarelli aperte per colorare i libri da colorare e gli adesivi dei libri staccati e magari attaccati su un altro libro, giusto per fare due danni in un colpo solo. Certo, non tutti i libri fanno una brutta fine, altrimenti faremmo prima a eliminare il reparto bambini, ma non passa una settimana senza che ci tocchi eliminare uno o più libri rovinati. E per quanto ci piacerebbe eliminare questi problemi (con tanto di genitori) siamo semplicemente troppo pochi per poter controllare costantemente tutti i reparti. O anche solo per controllare costantemente il reparto bambini: se io mi piazzo fissa lì quando non c’è la collega di reparto, i libri del mio reparto chi li mette a posto?

  2. Roberto Menardo ha detto:

    Che qualcuno avesse la faccia di chiedere informazioni su di un libro sapendo solo il prezzo (grande elemento distintivo!!) o il numero di pagine, giuro mi mancava. E non so se ammirare la persona che ha avuto il coraggio di spulciarsi 900 titoli su 5000 (che sono sempre una bella cifra) senza nemmeno sapere quale era, o….
    Ma come si suol dire, il mondo è bello perchè è vario.

    • Non solo me l’ha chiesto e si è stupita quando le ho detto che non potevo cercare un libro con quelle informazioni, ma si è pure girata verso l’amica dicendole “andiamo in Feltrinelli” (l’unica libreria altra libreria della zona) con il tono di chi ha appena parlato con una deficiente.
      Quanto alla tizia che si è letta i 900 titoli, una volta che ho stabilito che era impossibile farla ragionare mi sono messa l’animo in pace e mi sono limitata a schiacciare di tanto in tanto il tasto per far scorrere la schermata in modo che lei potesse leggere i titoli. Non vuoi ragionare? Visto che il tempo c’è (se il tempo c’è) ti do’ modo di vedere da solo/a che mi hai chiesto qualcosa di impossibile. Anche quando mi chiedono ricerche che so che non daranno risultati io mi limito a spiegare una volta che è inutile fare quella ricerca. Se la persona non capisce la spiegazione provo a riformularla con altre parole, magari semplicemente non ci siamo intesi, ma se vedo che non c’è la volontà di capire una risposta negativa faccio esattamente quel che mi è stato chiesto. Non troverò quello che cercavano, e già lo sapevo, ma anche se a volte per una dimostrazione ci vuole più tempo che per una spiegazione evito di logorarmi i nervi con persone che non intendono ascoltarmi.
      Alla fine certe cose si fanno scivolare via, è l’unico sistema per sopravvivere.

  3. Alessio Castellini ha detto:

    Tutto vero, bazzicando le librerie quasi ogni settimana posso confermare buona parte delle tipologie descritte; però, sull’altro fronte, mi sono capitati commessi scoglionati o con aria di sufficienza che ho dovuto aiutare con la ricerca al computer (saga di Malazan) o che mi hanno risposto ‘no, non mi risulta che sia uscito questo libro’ e dopo mia insistenza hanno scoperto che il libro non l’avevano ancora esposto (due volte con Wild Cards e una con Abercrombie).

    • In ogni attività trovi persone volenterose e competenti, persone volenterose ma dalle capacità limitate, persone capaci ma con scarsa volontà e persone incapaci che non hanno neppure la volontà di provare a fare qualcosa. Se sei fortunato incontri la prima categoria di persone, ma il rischio di incontrare una delle altre è sempre presente. Come non tutti i clienti sono uguali non tutti i dipendenti sono uguali.

      Sulla ricerca dipende anche dal sistema che hanno a disposizione nella libreria in cui vai tu.
      Noi abbiamo un sistema informatico del negozio pieno di pecche (se devo cercare un articolo di cartoleria prima levo una preghiera al cielo anche se non sono credente) e gestito da persone che di libri evidentemente capiscono poco, ma per fortuna sappiamo come aggirarlo. Siamo sempre connessi a internet, il che significa che facciamo la ricerca su qualche sito di vendita libri, a volte anche su google, poi quando troviamo il libro che ci interessa importiamo il codice isbn nel sistema e scavalchiamo tutti i problemi del nostro gestionale. Le saghe sono rognose perché a volte nel sistema è inserito il titolo del singolo libro, a volte solo quello della saga. Lo so, inserire solo il titolo della saga è un’idiozia, ma è un fatto con cui ci dobbiamo confrontare, e che a volte complica le ricerche.
      Quanto alla pubblicazione, una manciata di volte abbiamo avuto problemi con una spedizione che è saltata e ce ne siamo accorti solo quando il cliente ci ha chiesto un libro effettivamente pubblicato ma da noi mai arrivato. Però da internet lo so se il libro è stato pubblicato e quindi è un problema nostro. Se il negozio in cui vai tu può usare internet tranquillamente ti devono saper dire se il libro è già in commercio oppure no indipendentemente dal fatto che loro lo abbiano ricevuto.

      Il libro non esposto da noi è una cosa estremamente rara. Può capitare che per problemi di spazio io non esponga tutte le copie che ho di un libro e ne mandi un po’ in scorta in magazzino. In quel caso io dovrei andare a prendere la scorta al più tardi quando vendo l’ultima copia che ho esposta, ma a volte non mi rendo conto di aver finito al piano un libro di cui ho scorta e me ne accorgo solo quando mi viene richiesto da un cliente e sullo scaffale non c’è. In questo caso scendo a prendere il libro all’istante. La novità non esposta può capitare solo per una svista e dal 2001, anno in cui ho iniziato a lavorare in libreria, di sviste così nel mio reparto ne ricordo una sola. Il corriere arriva, il magazziniere apre le scatole e mette i libri sui carrelli, noi esponiamo i libri in giornata e rimandiamo giù solo le quantità eccessive. Lavorare diversamente, non esporre i libri, per noi è inconcepibile, anche se mi è giunta voce che da altre parti si lavora in modi diversi.

  4. razvanconstantin ha detto:

    Ciao Martina!

    Intanto colgo l’occasione per ringraziarti per tutto quello che stai facendo. Grazie a te ho trovato un sacco di informazioni e mi sono chiarito le idee. Ho scoperto il tuo blog da un paio di giorni e devo dirti che hai appena conquistato un nuovo lettore.

    Per quanto riguarda l’articolo, molto ben scritto, scorrevole e con un po’ di ironia devo dire che è un grande dispiacere vedere gente che non si cura di libri che tra l’altro non sono manco di loro proprietà. Con i libri non miei (per esempio quelli di una libreria o quelli presenti sugli scaffali di alcuni supermercati) mi comporto con la stessa cura con cui maneggio i miei. Nel mio paese di origine c’è un proverbio: ciò che a te non piace non fare al prossimo.

    Anche se per alcuni anni ho evitato di prendere in mano le cronache di Martin e di guardare la serie tv, dato che preferisco essere io stesso a scoprire (da solo) un libro senza essere influenzato da gusti altrui, ho ceduto alla tentazione. Purtroppo ho già visto la serie tv (me la sono divorata in una settimana) perciò sono consapevole di essermi spoilerato i primi 3 libri. Quest’oggi ho deciso di acquistare i primi 2 volumi del Trono di spade in edizione Oscar grandi bestellers dato che gli ho trovati come nuovi e a un prezzo (2 al prezzo di copertina di 1, incluso la spedizione).
    Ci ho riflettuto per un po’ è sono giunto alla conclusione che questa edizione degli Oscar grandi bestellers sia la migliore da un punto di vista economico, estetico (molto belle le copertine, in particolare quella del 4° volume) e anche perché coincidono con quelli originali. L’unico ‘difetto’ se così si può dire è che i 4 volumi in commercio hanno dimensioni diverse: infatti il 2° e sopratutto il 3° sono più “alti” rispetto agli altri due (a scanso di equivoci ribadisco che non mi sto riferendo allo spessore). Al momento le uniche cose che mi fanno un po’ paura sono la lunghezza della storia e il fatto che magari ad un certo punto possa stufarmi (riconosco che la serie televisiva mi è piaciuta abbastanza ma non mi ha fatto impazzire – conto sul fatto che il più delle volte il libro sia 2 volte meglio il film). Questo sarebbe il mio secondo approccio al genere fantasy; il primo è stato quasi una decina di anni fa quando da ragazzino lessi Vampirates di Justin Somper.
    Non so perché ma quando penso alla lunghezza delle cronache, oltre che vedere una più che valida lettura, vedo anche un buon allenamento prima di cominciare Alla ricerca del tempo perduto.

    PS. Hai qualche consiglio da darmi nell’affrontare questo lungo viaggio?

    • Grazie per i complimenti.

      Forse cado anch’io nella trappola nostalgica dei bei tempi di una volta, ma mi sembra che la maleducazione stia aumentando, con la conseguenza che ci si arrabbia sempre più per cose insignificanti, si hanno sempre più pretese e si rispettano sempre meno le cose degli altri. Da banalità di buttare la carta per strada quando c’è un cestino a pochi passi (e dovrebbe essere superfluo dire che le carte non si buttano per terra anche se non c’è nessun cestino in vista) a una manica di delinquenti che per non sapendo come passare il tempo danneggia la fontana del Bernini. E il termine delinquenti non mi sembra eccessivo, io non mi sognerei mai di danneggiare qualcosa deliberatamente, non un banale cartello stradale e ancora meno un’opera d’arte. Noi siamo semplicemente nel mezzo: i danni non toccano le loro tasche quindi non glie ne importa nulla.

      Io ho scoperto per caso le Cronache di Martin nel 1999, quando il primo libro era appena stato tradotto in Italia, perciò il loro successo non mi ha influenzata in alcun modo. Semmai nei primi anni io ho contribuito a farle conoscere proponendole a tutte le persone con cui mi capitava di parlare. Ora ovviamente il mio contributo è ininfluente, ma prima dell’inizio della serie televisiva anche il mio proporre i libri ai lettori è stato importante.
      In genere anch’io evito le opere troppo pubblicizzate, ho letto alcuni bestseller proprio perché erano bestseller e raramente li ho graditi. Per alcuni anni l’ho fatto, alternandoli ai libri che mi interessavano davvero, per essere più aggiornata al lavoro e capire meglio cosa leggevano le persone e cosa consigliare, ora ho deciso che non ne ho più il tempo né la voglia. Al massimo cerco di leggere più autori fantasy possibile, almeno un libro dei principali, perché scrivo di questo genere e meglio lo conosco più posso scrivere articoli seri.

      Anche se hai visto la serie televisiva Il trono di spade ci sono tante cose dei romanzi che non sai. Nei romanzi i draghi di Daenerys non vengono rubati, la sua trama è molto diversa e le visioni nella Casa degli Eterni sono tutt’altra cosa. Catelyn ha modo di vedere suo padre prima della morte, e quello che lord Hoster dice è poco chiaro, almeno fino a quando non riesci a decifrarlo, ma estremamente importante. La vicenda di Arya ad Harrenhal si svolge in modo completamente diverso, lei non parla mai con Tywin e la zuppa di Donnola, che tu non sai cos’è, è grandiosa. Jon Snow è un personaggio molto più convincente. Ned va a sud perché ve lo spinge Catelyn, in televisione avviene il contrario. Sono davvero tanti i cambiamenti, di episodi ma anche di motivazioni. La serie televisiva non solo modifica ed elimina un bel po’ di parti, ma cancella anche numerosi personaggi. Però Ros è un’aggiunta televisiva, i cambiamenti sono troppi per elencarli qui in poche righe e non voglio farti particolari spoiler. Lo stile di Martin è decisamente scorrevole, i libri si leggono che è un piacere. Sai già quel che avverrà? Più o meno, nemmeno tutte le morti coincidono, e comunque conoscere la storia non ti ha mai impedito di guardare una seconda volta un film che ti era piaciuto, giusto?
      Probabilmente la serie ti piacerà, sono più le persone che l’apprezzano che quelle che la detestano, ma questo è qualcosa che puoi scoprire solo con la lettura.

      L’edizione che hai scelto è la più economica, e ovviamente visto che ora quei libri sono in campagna il prezzo è decisamente abbordabile. Le copertine non sono quelle originali ma ripropongono la locandina delle varie stagioni della serie televisiva, l’intento commerciale è più che evidente, ma se questo significa avere finalmente i romanzi pubblicati così come Martin li ha concepiti ben venga quest’edizione.
      Quello che scrivi sulla diversa altezza dei libri mi stupisce. A casa io ho le versioni rilegata e tascabile, entrambe in 12 volumi, ma in negozio sono anni che espongo uno accanto all’altro i volumi nelle varie collane e l’altezza è sempre stata la stessa per tutti i libri appartenenti alla stessa collana. Mi viene il sospetto che tu possa aver comprato un libro che la macchina ha tagliato male per sbaglio, altrimenti non mi giustifico quello che mi dici.
      Mi stupisco comunque sempre quando qualcuno acquista in blocco un’intera serie senza sapere se gli piacerà: se dovessi odiare lo stile di Martin, o stancarti con la storia, avresti buttato via i soldi di ben quattro libri, e avresti quattro malloppazzi a ingombrare lo spazio sui tuoi scaffali. Io compro sempre un libro per volta, se quel libro mi piace vado avanti altrimenti il danno è limitato.
      Se ti può interessare il quinto libro nello stesso formato è previsto per aprile.

      Consigli su come affrontare la lettura? E che consigli potrei darti? Sei un adulto, non un bambino che sta ancora cercando di esplorare l’universo sconosciuto dei libri. Quando ne hai voglia prendi il primo libro e inizi a leggerlo, sperando che ti piaccia. Avendo visto la serie televisiva conosci già almeno una parte dei personaggi perciò non ti troverai a consultare l’indice dei nomi ogni volta che incontri qualcuno.
      Un allenamento per la Recherche? Io ho provato a leggerla una sola volta, intorno ai vent’anni, e certamente non ero un lettore abbastanza maturo per affrontarla. Infatti l’ho abbandonata. Ora penso di poterla affrontare, ma non ho ancora trovato il momento giusto per riprovare. Troppe cose che vorrei fare e troppo poco tempo, e come ti ho detto leggo molto fantasy non solo perché mi piace ma anche per poterne scrivere. Per me comunque la saga più lunga è La Ruota del Tempo, con i suoi 14 romanzi lunghi più un prequel.

      • razvanconstantin ha detto:

        Uh, forse sono stato poco chiaro nel mio messaggio e ci siamo fraintesi. Io non ho acquistato in blocco l’intera serie dato che sono consapevole del fatto che c’è il rischio anche se minimo, che la serie potrà non piacermi. Personalmente, se si tratta di una serie di libri, anche io acquisto un libro per volta. Io ho acquistato soltanto i primi 2 volumi delle Cronache dato che gli ho trovati ad un prezzo eccellente presso un privato (16,50 euro incluso spedizione) – se non mi fossi imbattuto in quest’opportunità avrei acquistato soltanto il primo volume. In ogni caso, prima dell’acquisto ho letto una cinquantina di pagine in formato pdf per vedere se lo stile dell’autore fosse di mio gradimento. Per quanto riguarda l’altezza dei 4 volumi, mi sono basato su una foto di un utente di ebay (http://www.ebay.it/itm/Trono-di-spade-4-libri-nuovi-Intera-saga-Posta-raccomandata-/311300409927?pt=IT_Libri_Romanzi_Narrativa&hash=item487af34a47). Se non è ammesso pubblicare link, cancella pure il mio commento o se possibile ‘oscura’ il link. Nella mia libreria ho un sacco di libri pubblicati dalla Mondadori sotto diverse collane (Oscar classici, Oscar bestsellers, NumeriPrimi) e tutti hanno quasi la stessa altezza, anche se alcuni differiscono di qualche millimetro rispetto ad altri.

        • Ok, non ci eravamo capiti. Secondo me quella di poter leggere alcune pagine su internet prima di decidere se comprare il libro oppure no è una bellissima cosa. Ci sono libri che iniziano bene e poi si rivelano una delusione, e libri che stentano a ingranare e poi sono meravigliosi, è vero, ma a volte bastano davvero poche pagine per far capire se vale o no la pena comprare un determinato libro. Per questo quando mi imbatto in un’anteprima inserisco sempre il link nei miei articoli.
          A proposito di link non c’è alcun problema per quello che hai inserito tu. Al momento ne ho eliminato uno solo che indirizzava a un sito di download illegali, se i link sono pertinenti al commento, non contengono nulla di illegale, di offensivo o spam non vedo perché non tenerli. Però quella foto mi stupisce molto, fin da quando Mondadori ha iniziato a pubblicare le Cronache del ghiaccio e del fuoco anche in quella collana ho sempre tenuto i libri l’uno accanto all’altro e non ho mai visto differenze di altezza come quelle che si vendono qui. Un paio possono essere effetti prospettici visto che i libri hanno spessori diversi, ma non tutti. La differenza fra terzo e quarto volume è sorprendente, soprattutto perché io quei libri li vedo quasi tutti i giorni e so come sono fatti. Qui sembra quasi che uno dei libri sia stato tagliato male, con il risultato che il formato è diverso da quello che dovrebbe essere.

  5. ahrara ha detto:

    “Mi stupisco comunque sempre quando qualcuno acquista in blocco un’intera serie senza sapere se gli piacerà.”

    Io ho comprato il mappazzone della Ruota del tempo tutto di botto (e devo ancora iniziare), e lo stesso ho fatto con le cronache del ghiaccio quando me lo consigliarono, – allora erano 7 libri, o meglio, 3 – , con Shannara, lasciato a metà, Mistborn, divorato, e molti altri con risultati alterni 🙂
    Il problema è, a mio parere, che certe serie si rischia di trovarsele fuori catalogo se temporeggi, come per esempio le serie di Turtledove che sono quasi tutte irreperibili e le dovrò finire su ebook con mia grande irrequietezza (sono un feticista della carta mi sa). 🙂

    • Puoi sempre comprare il primo e leggerne subito un centinaio di pagine per capire almeno se ti piace lo stile dell’autore e se può interessarti la trama prima di prendere tutto il resto. Negli anni ho visto diverse persone comprare in blocco un’intera saga, ma io non riesco a farlo. Ora so quando un libro rischia di andare fuori catalogo e posso scegliere con maggiore cognizione di causa, ma quando devo spendere i miei soldi (e investire il mio tempo, e occupare i miei scaffali) sono sempre molto cauta. A meno di aver già letto i libri prendendoli in biblioteca, e quindi so di andare sul sicuro, prendo un libro per volta. Anche con le Wild Cards, e tu sai quanto Martin mi piaccia: sempre preso un libro per volta, vai a sapere che mi stufo della serie e decido di piantarla a metà. Un paio di giorni fa per esempio ho letto una pagina e mezza dell’ultimo romanzo di Amelie Nothomb e ho deciso che con lei ho chiuso, e in precedenza avevo letto tutti i suoi libri.
      A quanto pare abbiamo abitudini di acquisto diverse, anche se la passione per la carta è comune.

  6. Alessio Castellini ha detto:

    Vabbè, mi arrendo, perché hai scelto quella foto?

    • Volevo mettere foto di animali buffe, per sottolineare il fatto che stavo scherzando anche se tutti gli episodi che ho citato sono reali. Di alcuni animali era facile trovare la foto – tieni anche presente che sapevo di avere pochi minuti prima di dover correre al lavoro – di altri un po’ meno. E che foto vuoi mettere di una sanguisuga che non faccia schifo? Nelle Cronache del giaccio e del fuoco George R.R. Martin ci fa vedere Roose Bolton che si fa un salasso con le sanguisughe perché è convinto che questo lo aiuterà a mantenere la sua ottima salute. E qualcuno (rigorosamente a sua insaputa) lo chiama lord Mignatta. La foto ritrae Michael McElhatton nei panni di Roose Bolton nella serie televisiva Il trono di spade.

  7. Alessio Castellini ha detto:

    Sigh, confesso che non me lo ricordavo…

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