George R.R. Martin, Westeros e le novità in libreria

In libreria stanno arrivando tantissimi libri firmati George R.R. Martin. Per forza, visto il successo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco dopo la trasmissione della serie televisiva Il trono di spade – i libri vendevano anche prima, ma non così tanto. Prima erano opere per appassionati di fantasy, ora il loro pubblico comprende una larghissima fetta di lettori che di solito ignorano la narrativa di genere – gli editori, Mondadori in particolare, si stanno affrettando a pubblicare tutto il pubblicabile. Il che significa pubblicare nuove edizioni di libri già editi, come l’edizione “in pelle di drago” di A Feast for Crows, già pubblicato a suo tempo in edizione prima rilegata e poi economica nei due volumi Il dominio della regina e L’ombra della profezia e ripubblicato in versione integrale la scorsa primavera con il titolo Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 4: Il dominio della regina-L’ombra della profezia. Mi è servita oltre una riga per scrivere l’intero titolo, e la cosa non mi rende felice. Quanto un titolo supera le cinque parole, articoli compresi, io inizio a guardarlo male. Più passa il tempo più condivido con voi le mie fissazioni, all’inizio ero molto più seria…

Per A Feast for Crows quella di fine ottobre sarà la quinta versione italiana, contando anche quella pubblicata nella collana da edicola Urania, versione che però è fuori catalogo da anni (come i rilegati del resto).

Significa pubblicare edizioni economiche di libri già usciti nella versione rilegata, come avverrà sempre a fine ottobre con I re di sabbia. Incidentalmente noto che anche I re di sabbia è solo una parte di un volume più grande, l’antologia GRRM: A RRetrospective. Curiosamente hanno pubblicato l’antologia dividendola in due parti per guadagnare di più ma non hanno mai tradotto circa un terzo del materiale compreso in quell’antologia.

Significa andare a ripescare volumi vecchi che non erano mai stati tradotti in italiano, come la serie Wild Cards. La mano del morto, settimo volume della serie, risale a luglio. A giorni arriverà in libreria l’ottavo volume, Il fante con un occhio solo. Già che ci sono riporto pure la quarta di copertina:

Sono passati ormai sedici anni da quando un terrificante virus alieno, chiamato wild card, ha cambiato per sempre il volto dell’umanità, dividendola in contagiati e non contagiati, i pochi nat. Tra i contagiati, non tutti hanno avuto la stessa sorte: molti sono morti, agli altri sono toccate mutazioni genetiche che ne hanno fatto dei veri e propri mostri, i joker, oppure in rari casi degli esseri dotati di poteri soprannaturali, gli assi. Tra i diversi gruppi serpeggia una costante tensione e a New York l’atmosfera si fa ancora più rovente quando, a Ellis Island, irrompono sulla scena i saltatori, una gang di ragazzini dotati di un dono terribile: possono entrare con la mente nel corpo di altri esseri, usandoli per commettere i crimini più orrendi, e poi ritirarsi senza alcuna traccia, lasciando gli ignari “ospiti” a fronteggiare le conseguenze.

Significa veder pubblicate prima in inglese e poi in italiano operazioni prettamente commerciali come quella ideata da Jane Johnson con L’arguzia e la saggezza di Tyrion Lannister, in vendita anche da noi da una manciata di giorni.

Significa proporre materiale inedito e relativamente nuovo, quando possibile.

A fine ottobre verrà pubblicata, contemporaneamente in italiano e in inglese, l’enciclopedia dedicata alla saga. Fino a non troppo tempo fa i siti che ne comprendevano la scheda indicavano come titolo per il libro Il mondo del ghiaccio e del fuoco. L’enciclopedia del Trono di spade, sempre per restare in tema di titoli brevi. Noto però che ora quel titolo è stato cambiato, ed è diventato La storia ufficiale di Westeros e del Trono di spade. Suppongo che questo sia il titolo definitivo, prima che qualcuno si possa sconvolgere per il cambiamento ricordo che è abbastanza frequente ipotizzare un titolo per un libro in modo da avere un nome con cui chiamarlo in fase di lavorazione e poi cambiarlo con un titolo ritenuto migliore per motivi commerciali.

Per l’inizio dell’anno nuovo è previsto un ulteriore volume il cui titolo, almeno per ora, è La principessa e la regina. In lingua originale The Princess and the Queen è il titolo di un racconto contenuto nell’antologia Dangerous Women, immagino che Mondadori preferisca porre l’accento su Martin e sul suo racconto che su tutto il resto. L’antologia originale sfiora le 800 pagine, chissà perché ho il sospetto che Mondadori non tradurrà in un unico volume un tomo di quelle dimensioni. Del resto anche l’antologia Songs of the Dying Earth, tradotta nella collana Urania, era stata suddivisa in tre parti. Urania ha un numero di pagine massimo da cui non può sforare, i libri da libreria no, ma il sospetto è decisamente troppo forte per non farne parola.

Questi gli autori presenti nell’originale Dangerous Woman: Joe Abercrombie, Megan Abbott, Cecilia Holland, Melinda Snodgrass, Jim Butcher, Carrie Vaughn, Joe R. Lansdale, Meghan Lindholm (nota in Italia come Robin Hobb), Lawrence Block, Brandon Sanderson, Sharon Kay Penman, Lev Grossman, Nancy Kress, Diana Rowland, Diana Gabaldon, Sherrilyn Kenyon, S.M. Stirling, Sam Sykes, Pat Cadigan, Caroline Spector e George R.R. Martin. Ventuno autori. Di nove di loro ho già letto almeno un racconto e nella maggior parte dei casi quel che ho letto mi è piaciuto. L’antologia sembra decisamente interessante, vedremo cosa e come arriverà in libreria.

Libri in libreria ne sono arrivati, ne stanno arrivando, parecchi. Manca quello più atteso, The Winds of Winter. Ripropongo qui un articolo (con diverse modifiche) che ho già pubblicato su FantasyMagazine in giugno.

Anne Groell con il manoscritto di A Dance with Dragons

Anne Groell è l’editor delle Cronache del ghiaccio e del fuoco fin dalla loro nascita. Non è stata lei ad acquistare i diritti per la saga di George R.R. Martin, battuta nella gara da una casa editrice concorrente, quella stessa Bantam che poco tempo dopo l’avrebbe assunta e le avrebbe affidato, fra l’altro, la cura di quei romanzi che l’avevano enormemente colpita già al momento della lettura dei capitoli iniziali e del riassunto del resto. Sono trascorsi vent’anni da quanto lei è entrata per la prima volta nel continente di Westeros(e come ha scritto sul blog in questi anni ha conosciuto l’uomo che sarebbe divantato suo marito, si è sposata ed è diventata mamma, tutte cose che sono successe anche a me durante la lettura della saga), e in questo tempo ha avuto modo di discutere a lungo con Martin della sua opera, accompagnandolo nel processo di creazione della saga più famosa degli ultimi anni.
Recentemente Anne ha accettato di rispondere ad alcune domande in merito al suo rapporto con Le cronache del ghiaccio e del fuoco e al romanzo che Martin sta scrivendo in questo momento, The Winds of Winter.

Copertina non ufficiale per The Winds of Winter

Anche se Martin è seriamente impegnato nella stesura del romanzo lei non è in grado di prevedere quando The Winds of Winter sarà terminato. Tutto quello che ha al momento è un dattiloscritto di 168 pagine — ed è bene ricordare che il numero delle pagine dei dattiloscritti di Martin è sempre più alto rispetto al numero di quelle stesse pagine nella loro versione libraria — che lo scrittore le ha spedito nel febbraio del 2013 per rispondere a un impegno contrattuale. Lei sa che George ha scritto altro perché continua a parlarle di capitoli che non le ha mai inviato. Del resto anche il secondo capitolo incentrato su Tyrion, pubblicato qualche mese fa nella app A World of Ice and Fire, non fa parte di quelle 168 pagine.
Quel che ha letto è, a suo giudizio, straordinario.

Non è in grado di prevedere come finirà la saga, ma continua a sperare che Martin riesca a finire prima della serie televisiva perché è con i romanzi che ha iniziato a conoscere la storia ed è con i romanzi che vuole conoscerne la conclusione. Io dico la stessa cosa, ma sono sempre meno convinta che ce la faremo…
A differenza di David Benioff e D.B. Weiss, i produttori del Trono di spade, lei non sa come finirà la saga. Conosce alcuni episodi di The Winds of Winter, anche perché nel romanzo sono confluiti alcuni episodi inizialmente previsti in A Dance with Dragons, principalmente perché erano informazioni che le servivano per aiutare Martin a strutturare al meglio i volumi.

In un primo momento George intendeva includere in A Dance with Dragons due grandi battaglie, episodi che sono invece confluiti in The Winds of Winter. I motivi che hanno spinto Martin e la Groell a posticiparle sono due. In primo luogo il libro sarebbe diventato troppo lungo, già così il dattiloscritto di A Dance with Dragons era composto da 1513 pagine (corrispondenti alle 960 pagine del romanzo), e l’inclusione di quelle scene lo avrebbe reso così lungo da renderne impossibile la rilegatura. L’editore sarebbe stato costretto a suddividerlo in due parti, rendendo la lettura molto meno soddisfacente.
In più Martin non aveva ancora finito di narrare quelle battaglie, perciò la pubblicazione del libro sarebbe stata ulteriormente posticipata. La loro scelta è stata quella di pubblicare il miglior libro possibile con il materiale esistente nel 2011, e sono soddisfatti del risultato.
Al di là di questi episodi, e di quel che ha ricevuto oltre un anno fa, sa quale sarà il punto di arrivo della trama di Bran mentre è molto gelosa del fatto che Daniel Abraham, che sta curando la sceneggiatura dell’adattamento a fumetti della saga, sa come si evolverà la trama di Tyrion.

Al momento il progetto prevede ancora di realizzare una saga in sette volumi, ma la Groell ricorda benissimo quel giorno di tanti anni fa in cui Martin le aveva telefonato per dirle che quella che aveva progettato come una trilogia sarebbe stata un po’ più lunga del previsto. All’epoca George aveva supposto che avrebbe scritto invece una tetralogia, mentre lei già pensava a una saga in sette volumi. Lei ha continuato a insistere su quella cifra anche quando Martin è passato a parlare di due trilogie, fino a quando non si sono trovati concordi sul numero di sette romanzi. La cifra gli sembrava giusta visto che Westeros è suddiviso in sette regni: sette libri per sette regni. Ora però non ne è più tanto certa perché si è resa conto che, contando anche le Terre della Corona, le prime conquistate da Aegon là dove poi sarebbe sorta Approdo del Re, i regni in realtà sono otto. Perciò i libri potrebbero anche essere otto, anche se le sue parole non vanno interpretate come una dichiarazione ufficiale che le Cronache si sono ulterirmente allungate.
Quando la storia sarà finita, Anne intende pubblicare anche la lettera di cinque pagine in cui Martin aveva descritto a grandi linee la sua trilogia. Per quanto tempo possa volerci, lei ha iniziato a lavorare su questa saga fin dal principio e intende arrivare alla fine. Deve scoprire come finisce la storia.

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6 risposte a George R.R. Martin, Westeros e le novità in libreria

  1. Stefano ha detto:

    Non capisco però perché utilizzare il nome originale Westeros nel titolo del libro in uscita, quando questo termine non viene MAI usato nella traduzione italiana dei libri… Per carità va bene lo stesso pur di aver questo libro tradotto (bene si spera) ma secondo me è un po’ sintomo di cialtroneria… Mi chiedo se chi ha scelto questo titolo (consono ma bruttino) abbia mai letto un libro della saga…

    • Suppongo si siano limitati a copiare la dicitura del lobro originale, sostituendo solo Game of Thrones con Trono di spade.
      Sai che non mi ero neppure resa conto che il nome Westeros non venisse utilizzato nei romanzi italiani? Essos c’è, il nome Westeros mi è talmente familiare grazie a tutto ciò che ho letto su internet e anche ad A Dance with Dragons, che ho letto prima in inglese e poi in traduzione, che non avevo fatto caso al dettaglio. Ci sono momenti in cui mi vengono più facilmente in mente i nomi originali che quelli tradotti. Speriamo nella qualità del contenuto.

      • Stefano ha detto:

        Si anch’io dico sempre Westoros, se non altro perché è più veloce di “Continente Occidentale” che è la traduzione ufficiale sempre adottata nei libri italiani. Ma un conto siamo noi, un conto è l’editore che utilizza la parola “ufficiale” e “westoros” nella stessa frase (nello stesso titolo per giunta). Oltretutto non è nemmeno un titolo perfettamente corretto visto che si parlerà anche di Essos e non solo di Westeros. Poi, per carità, sono il primo a dire che gli errori gravi sono ben altri ma a me fa un po’ ridere questa cosa… Cioè, una persona che si limitata a leggere le Cronache senza mai bazzicare su internet in cerca di discussioni, italiane e non, sull’argomento, leggendo il titolo potrebbe anche (giustamente) chiedersi: chi o cosa cavolo è Westeros? Poi immagino che all’interno sia ampiamente spiegato ma insomma si poteva evitare…

    • Nicholas ha detto:

      In realtà viene utilizzato, anche se una sola volta. Non so se nelle nuove traduzioni è rimasto ma nell’edizione sottiletta ne Il Trono di Spade nel primo capitolo di Daenerys, se non erro, scrivono: “Westeros, il Continente Occidentale.”
      Per il resto, credo che sia una scelta imposta dalla grafica. Sostituire Westeros con Continente Occidentale, quindi 8 parole con 21, avrebbe creato non pochi problemi nell’adattamento grafico della copertina

  2. Emanuele ha detto:

    Prenotata l’enciclopedia da amazon Uk per 20 £. Immagino che in Italia i prezzi saranno più alti…

    PS
    Io penso di sospendere la visione della serie tv: troppi spoiler e anticipazioni future. Inoltre, da quello che ho letto, nella prossima stagione ci saranno anche dei cambiamenti importanti rispetto ai libri…

    • Per il momento il libro è stato annunciato a 25,00 €. A volte il prezzo viene variato all’ultimo momento, ma quasi certamente resterà quello. Io per prima cosa sfoglierò l’edizione italiana in libreria. Se la qualità sarà simile a quella dell’edizione originale comprerò la traduzione, altrimenti comprerò il libro in inglese.
      Io certamente smetterò di guardare la serie televisiva, a fine marzo cancellerò la mia iscrizione a tutti i siti legati a Game of Thrones che per il momento mi mandano aggiornamenti nella mail. Continuerò a parlare dei romanzi, ma con la serie televisiva resterò indietro.

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