Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 30: Arya

Harrenhal in un’immagine di Marc Simonetti

Arya ad Harrenhal. Se avete solo visto Il trono di spade, adattamento televisivo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin, dimenticate tutto quello che credete di sapere. David Benioff e D.B. Weiss hanno allegramente semplificato la trama di Harrenhal, e se da un lato li capisco dall’altro sono comunque molto infastidita. I produttori avevano bisogno di stringere i tempi, perciò non potevano narrare tutto, tenere lo spettatore incollato allo schermo, quindi si dovevano concentrare su cose più d’effetto rispetto a quanto fatto da Martin, avevano a disposizione ottimi attori ed è stato bello vederli interagire (se solo avessi potuto credere a quel che facevano), in più dovevano contenere i costi, e una scena in particolare sarebbe stata più dispendiosa di quanto realizzato davvero dalla produzione per questa particolare trama se avessero invece portato sullo schermo quel che ha narrato Martin.

Charles Dance e Maisie Williams nella seconda stagione del Trono di spade

Il problema è che, per quanto gli attori siano bravi, io non riuscivo a credere in loro, a Tywin in particolare, mentre tutto sommato Maisie Williams ci stava. Lei cercava di sopravvivere, e se la cavava pure egregiamente considerando tutte le limitazioni che aveva (limitazioni per Arya, non per l’attrice che è bravissima), ma Charles Dance, con cui interagisce per buona parte della seconda stagione semplicemente non è in parte, il suo carattere non è quello. Per quanto l’attore sia un ottimo attore e abbia interpretato benissimo la sua parte tutte le scene per me erano false perché il carattere di Tywin, come tratteggiato da Benioff e Weiss, non è quello del personaggio di Martin. In televisione è una specie di paparino bonario, crudele con i nemici ma capace di accettare la lieve impertinenza di una ragazzina sveglia e di aiutarla a crescere, nei romanzi è uno che pensa solo a sé stesso e alla sua famiglia, e se una popolana gli avesse parlato come fa Maisie Williams con Charles Dance non ci avrebbe pensato due volte ad ammazzarla per impartire una lezione sul ruolo di ciascuno nel mondo.

Harrenhal in un’immagine di Lino Drieghe

Va bene, torniamo al libro. Per il momento Arya ha smesso di muoversi. È prigioniera, è sempre in pericolo di morte perché chi è al comando le è nemico e qualcuno è pure psicopatico (vedi la Montagna che cavalca, e non è il solo), corre rischi perché sono tutti convinti che lei sia nessuno e quindi potrebbero in qualsiasi momento decidere di ammazzarla per capriccio, e corre il rischio che scoprano chi è e che la rispediscano ad Approdo del Re. Però almeno ha un tetto sulla testa e mangia meglio di come ha mangiato in tutto il periodo successivo all’uccisione di Yoren.

Gendry è alla forgia, se sei un fabbro in un’ambientazione medievale – che sia storica o che sia fantasy – ti fai riconoscere per le tue capacità e non fai fesserie hai maggiori probabilità degli altri di salvare la pelle. Magari non di essere felice, ci sono molti modi di tormentare una persona, ma i fabbri sono utili e tutto sommato rari rispetto alle necessità di guerra. La storia del castello di Harrenhal e di lady Whent ci interessa relativamente, anche se ricordo che ser Oswell Whent era uno dei tre cavalieri della guardia reale incontrati da Ned davanti alla Torre della Gioia. Quello che conta è che il castello è immenso, non ha una fama troppo allegra anche se il suo signore (o la sua lady) può essere annoverato fra i nobili che contano e che prima della guerra che ha portato Robert Baratheon sul trono qui si è svolto un torneo importantissimo di cui si parlerà a più riprese.

Harrenhal nel Trono di spade

Arya non ha paura dei fantasmi, ha visto troppa gente che voleva ammazzarla, troppe brutture, per temere fantasmi che probabilmente non esistono. Intanto corre, ripete la sua lista dei nomi dell’odio e sa che a differenza di quanto avviene nella serie televisiva non ha alcuna possibilità di incontrare lord Tywin. Visto che non può fare granché Arya tende le orecchie, scopre che Joffrey è un bastardo anche se la notizia su di lei ha ben poco effetto perché non la tocca direttamente, sente che i fratelli Baratheon si sono proclamati re e sente pure strane voci su lord Beric Dondarrion ucciso a più riprese. Mentre lei ascolta il castello si riempie di gente simpatica come Vargo Hoat, anche se il Caprone non rimane a lungo sul posto perché va ad affrontare Roose Bolton sul Tridente. Prima o poi mi faccio una fotocopia della mappa e inizio a tracciare tutti gli spostamenti.

L’ultima volta se non sbaglio avevamo visto Bolton nel Grande Inverno, sconfitto da Tywin in quella battaglia a cui ha preso parte anche Tyrion. La sconfitta tutto sommato era stata prevista, Bolton aveva un numero di uomini insufficiente ad affrontare Tywin perché il grosso delle forze del Nord si era recato con Robb a liberare delta delle Acque dall’assedio di Jaime Lannister. Ora ritroviamo Bolton in campo, vedremo cosa combinerà. Ci sono anche prigionieri, i Frey che vengono riscattati e gli uomini del Nord che restano prigionieri.

Fra i nuovi arrivati a un certo punto c’è pure Jaqen H’gar, seguace del dio rosso R’hllor, lo stesso dio di Melisandre. Parla del fatto che solo la morte possa ripagare la vita, e suppongo sia vero anche il contrario, e offre ad Arya la possibilità di essere qualcosa più che una semplice vittima. Basta che lei rifletta bene su come comportarsi. Le cose però non sono semplicissime, Arya ha imparato a non fidarsi ed è una Stark che ricorda fin troppo bene gli insegnamenti del padre sul togliere la vita personalmente a qualcuno. Solo che a volte ci sono cose che impediscono di pensare con lucidità, specie se si è molto giovani.

Maisie Williams

Arya sente raccontare un episodio davvero poco importante, in guerra, nelle guerre fittizie come in quelle reali, chissà quante volte sono capitate cose di questo tipo. Comincia con il ricordo di quel finocchio di cavaliere, e qui il riferimento è a ser Loras Tyrell e al torneo del Primo cavaliere con il trucco della cavalla in calore. Potrebbe essere un insulto gratuito, ma in questo caso è la verità: se Loras è gay, e questa non è l’unica volta che viene detto. Benioff e Weiss sono stati più espliciti nel mostrarlo, Martin non può perché né Loras né Renly sono punti di vista, e dato che lui narra per punti di vista e che i due tizi non sono certo esibizionisti che fanno qualcosa in pubblico è decisamente improbabile che Martin possa mostrare qualcosa più di chiacchiere e insulti.

Il raccolto si evolve con lo stupro di una ragazzina, secondo me tredicenne perché gli stupratori sono sempre propensi a darsi giustificazioni e a vedere quel che pare a loro, l’assassinio di suo fratello e il narratore che dà dello scemo al padre perché il padre ha preferito gli insulti e la sofferenza al vedersi ammazzare pure la figlia e probabilmente anche lui stesso. Chiswyck non è nessuno, solo uno dei tanti stronzi convinti di poter fare quello che vogliono perché fisicamente più forti delle loro vittime, ma Arya sta appena iniziando a scoprire certe verità e fa il suo nome. E a quanto pare Jaqen H’ghar è davvero capace di ammazzare a piacimento. Harrenhal ha un nuovo spettro, e aspetta altre due morti.

Sotto la foto spoiler dal Portale delle tenebre.

Probabilmente avrei potuto indicare come zona spoiler I fiumi della guerra, in fondo è lì che avvengono le nozze rosse, e si vede chiaramente Roose Bolton che ammazza Robb Stark. Chiaramente se ci si ricorda l’araldica, nel capitolo il nome non viene fatto, anche se la serie televisiva con il semplice fatto di mostrarci i volti degli attori è ovviamente più chiara. Comunque nel Portale delle tenebre si vede Bolton che viene ricompensato con il titolo di protettore del Nord e che suo figlio e il bastardo di Bolton (intendo usare il suo nome il meno possibile, se c’è un bastardo psicopatico nella saga è lui. Joffrey al confronto non ha alcuna fantasia) che viene promesso in matrimonio a (una finta) Arya Stark.

Perché questo premio ai Bolton? Perché ci sono dentro fino al collo nell’organizzazione delle nozze rosse, e io mi domando se non abbia iniziato a discutere con Vargo Hoat fin da questo momento, anche se non so quanto Hoat sia capace di pianificare. Però qualche messaggio a Tywin lo poteva portare, e suppongo che sia ciò che ha fatto in seguito al confronto a cui si accenna in questo capitolo. Certo, Robb non aveva ancora fatto la sua fesseria sposando Jeyne Westerling, ma i tradimenti spesso partono da lontano. Fra l’altro i Frey avranno anche pagato per il riscatto dei prigionieri, ma il fatto che Frey e Tywin Lannister abbiano trovato un accordo indica che fra loro ci si può accordare quando il gioco vale la candela.

Altra nota: non ricordo se questa è la prima volta in cui Martin ci dice che lord Tywin caca oro, lo ricordo solo perché noi sappiamo che non è vero.

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Una risposta a Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 30: Arya

  1. daniele ha detto:

    Due brevi citazioni e un’arbitraria ipotesi.

    La prima citazione riguarda il colloquio Eddard – Arya in seguito al quale verrà assunto Syrio Forel. “Oh, Arya, piccola mia, soffiano venti selvaggi dentro di te…Forse anche Lyanna avrebbe portato la spada, se mio padre gliel’avesse permesso” riprese Lord Eddard. “A volte, Arya,in te io vedo lei. Addirittura le assomigli.”…” Bella e fiera, e morta prima del tempo.”
    La seconda citazione riguarda le emozioni di Arya all’inizio del viaggio assieme al gruppo di Yoren.
    ” Voleva disperatamente rivedere sua madre, e Robb e Bran e Rickon…. ma era Jon Snow che le mancava più di tutti…..Le sarebbe piaciuto tanto, più di qualsiasi altra cosa.”

    Ipotesi: Rhaegar – Lyanna proseguirà con Jon – Arya ?
    Una sfumatura: se non è un caso che non abbia detto solo “Jon” , come “Robb”, “Bran”, “Rickon”, ciò suggerisce che il suo cognome avrà un ruolo da giocare nei loro rapporti affettivi.

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