My books collection of…

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Mettere il titolo in inglese non è da me, al di là di quando lo uso per parlare di qualche libro e/o saga di cui leggo talmente tanto in inglese da rendermi spontaneo l’uso del nome originale. Altrimenti preferisco usare l’italiano, la nostra lingua mi sembra abbastanza espressiva senza bisogno d’infilarvi dentro parole straniere. Non troppi giorni fa ho letto un’intervista a uno scrittore italiano che per ogni tre-quattro frasi italiane che diceva ne diceva una in inglese. Sarà anche il suo modo di fare goliardico, ma la cosa mi ha abbastanza irritata. Una o due volte passi, di più…

Va bene, questo non è un articolo serio quindi potete fare a meno di leggerlo. Il fatto è che a me piace giocare con i libri. Se non sarò mai una fan degli ebook è anche per questo, perché amo troppo la carta e amo troppo giocare con i miei tomazzi cartacei e coccolarmeli un po’. L’altro giorno in negozio ho sentito una mamma lamentarsi con un’altra perché la figlia aveva una ventina di libri come quelli (e ha indicato Le cronache del ghiaccio e del fuoco) e quei libri le stavano prendendo tutto lo spazio. Una ventina? Con solo una ventina era già in difficoltà? Forse il problema stava nel fatto che dal suo tono era evidente che lei disprezzava quel genere di libri e quindi anche uno solo sarebbe stato di troppo. Aveva risolto il problema, ha detto, con il lettore ebook.

Al lavoro non passo il mio tempo a origliare le vostre conversazioni, state tranquilli. Però se dite qualcosa quando siete a pochi centimetri da me non posso non sentirvi, anche se quando è evidente che il commento non è rivolto a me faccio finta di nulla. Comunque no, il lettore ebook può essere comodo in viaggio, ma non toglietemi i miei scaffali. Va bene, visto che mi piace giocare con i libri ho scattato qualche foto. Alcune sono di qualità più scadente, la messa a fuoco andava e veniva a seconda delle nuvole che passavano davanti al sole. Però me ne sono accorta solo quando le ho scaricate sul computer, e siccome ci vuole un bel po’ di tempo per recuperare dalla libreria tutti i libri di un singolo autore, piazzarli su quello sgabellino, fare la foto e poi rimetterli a posto, non ho rifatto le foto. Questi sono gli autori di cui possiedo più libri, non necessariamente quelli di cui ne ho letti di più. Non c’è nessuna foto per Isaac Asimov, per esempio, sebbene io abbia letto un bel po’ di libri suoi. Il problema è che una parte li aveva comprati mio fratello, e quando si è sposato se li è portati via, e una parte li ho presi in prestito in biblioteca perciò non li possiedo. Quanto alla foto più in alto, risale più o meno a un anno fa quindi da allora molte cose sono cambiate.

Silvana De Mari

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I libri sono piazzati in ordine cronologico da destra a sinistra: L’ultima stella a destra della luna, La bestia e la bella, L’ultimo elfo, L’ultimo orco, Gli ultimi incantesimi, Il drago come realtà, Il gatto dagli occhi d’oro, Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo, L’ultima profezia del mondo degli uomini, Io mi chiamo Yorsh, La realtà dell’orco, L’ultima profezia del mondo degli uomini. L’epilogo e l’ebook Giuseppe figlio di Giacobbe. Non si vede ma ho anche l’ebook di L’ultima profezia del mondo degli uomini. L’epilogo, appena ricomprato perché è in promozione a 1,99 euro. Ho deciso che se vedo sotto i 2,00 euro l’ebook di un libro per me fondamentale che possiedo già in versione cartacea lo ricompro ugualmente per avere il mio archivio di libri portatili, in modo da poter inserire citazioni di quel libro anche se dovessi scrivere un articolo mentre sono in vacanza. Lo so, sono un po’ fissata, ma che ci posso fare? Ultima nota: ho comprato Gli ultimi incantesimi dopo averlo già letto prendendolo in prestito in biblioteca.

David Eddings

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Quando i libri erano troppi per metterli in piedi ho preferito impilarli. Nella pila di sinistra ci sono i primi due volumi della Saga dei Sognatori, Gli dei delle origini e La grande dea. Ho letto pure i due seguiti, Abisso di cristallo e Gli eredi degli dei, ma erano così brutti che sono contenta di non aver buttato via i miei soldi e di non aver sprecato spazio per me fondamentale. Sotto ci sono La redenzione di Althalus e quindi i tre volumi della Trilogia degli Elene (Il trono di diamante, Il cavaliere del rubino e La rosa di zaffiro) e quelli della Trilogia dei Mallorean (Le volte di fuoco, I demoni della luce e La città del nulla), comprati tutti e sei in blocco un anno e mezzo fa al salone del libro usato dopo averli letti prendendoli in biblioteca anni fa. Nella pila di destra ci sono Il codice rivano, Belgarath il mago, i volumi della Saga dei Belgariad (Il segno della profezia, La regina della magia, La valla di Aldur, Il castello incantato, La fine del gioco) e quelli della Saga dei Mallorean (I guardiani della luce, Il re dei Murgos, Il signore dei demoni, La maga di Darshiva, La profetessa di Kell). Non ho Polgara la maga, per quel volume usato mi hanno chiesto 100,00 euro, cifra che non intendo spendere per nessun romanzo. Non dico per nessun libro, ho già comprato un illustrato a quel prezzo, ma certo un romanzo quei soldi non li vale. In più ora se volessi potrei comprare per una manciata di euro la versione tascabile in lingua originale, e comunque ho riletto recentemente il libro prendendolo in biblioteca (benedette biblioteche!) e ho deciso che non è bello come lo ricordavo e che non mi interessa più. Notare che i Belgariad sono in parte in edizione Tea (1,3 e 5) e in parte nella Collana Narrativa della casa editrice Nord (2 e 4). Il motivo è semplice: avevo letto i libri prendendoli in bilioteca e avevo deciso di non comprarli. Quando, anni dopo, ho cambiato idea, mi sono dovuta accontentare delle versioni che ho trovato. Di fatto gli unici libri di Eddings che ho comprato nuovi sono i due della Saga dei sognatori, La redenzione di Althalus e Il codice rivano.

David Gemmell

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In questo caso la mia libreria è molto lacunosa. A sinistra ci sono i libri su Uther (Il re dei fantasmi e L’ultima spada del potere), quelli su Jon Shannow (Un lupo nell’ombra, L’ultimo dei guardiani e Le pietre del potere), quelli – messi in nessun ordine particolare – ambientati nel mondo dei Drenai (Guerrieri d’inverno, Waylander, dei Drenai, La leggenda di Druss, L’ultimo eroe dei Drenai, La leggenda dei Drenai, Le spade dei Drenai, Il lupo dei Drenai, L’eroe nell’ombra e L’impeto dei Drenai). Ho letto anche Il lupo bianco e Le spade del giorno e della notte ma non li ho mai comprati. A destra ci sono i primi due volumi della Trilogia di Troia (Il signore di Troia e L’ombra di Troia) mentre non ho mai letto l’ultimo volume, La caduta dei re, ultimato da sua moglie Stella Gemmell, perché ho aspettato che la casa editrice facesse l’edizione tascabile… e non l’ha mai fatta. Visto cosa comporta a volte l’aspettare un’edizione più economica? Sotto ci sono La saga della regina guerriera delle Highlands, titolo lunghissimo per un libro che racchiude due romanzi, Il leone di Macedonia (ma ho letto anche il successivo Il principe nero), L’agente di Bisanzio di Harry Turtledove perchè mi sono accorta ora riguardando la foto che mi è scappato in mezzo un libro che non c’entra nulla, I cavalieri dei gabala, Eco del grande canto, La perla nera e i primi due romanzi della Saga dei Rigante (Spada nella Tempesta e Falco di Mezzanotte, ma ho letto anche Cuore di Corvo e Cavalca la Tempesta).

Robert Jordan

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Va bene, questa è la volta che definitivamente mi considerate matta. In alto a destra c’è Conan l’invincibile. Ho intenzione di acquistare gli altri volumi in versione ebook in inglese, e magari pure i romanzi scritti sotto gli altri pseudonimi, Jackson O’Reilly (Cheyenne Raiders) e Reagan O’Neal (The Fallon Blood, The Fallon Pride e The Fallon Legacy). Per il resto tutti gli altri volumi sono La Ruota del Tempo, con i primi tre romanzi che ho compato dopo averli già presi in biblioteca. I titoli sono Nuova primavera (è il prequel, il volume sottile giallino che si trova in centro alla pila in centro. Volume sottile… sono 350 pagine, per un qualsiasi altro genere sarebbe un romanzo di una certa consistenza, qui fa la figura del racconto. Prima edizione Fanucci), L’Occhio del Mondo (il secondo libro in alto a destra è l’edizione Mondadori, comprato usato lo stesso giorno che ho comprato i sei Eddings di cui sopra con la scusa ufficiale che visto che scrivo articoli può capitarmi di voler fare un confronto fra le diverse versioni del libro, poi ci sono la prima edizione Fanucci, il volume blu in centro alla colonna in centro, e l’ultima edizione, sotto il volume Mondadori, quella la cui traduzione è stata revisionata dal Save Moiraine Team, anche se in realtà questo volume non è stato revisionato per problemi di diritti. Dal volume 1 all’11 li ho tutti in queste due versioni, sono impilati in ordine di lettura), La grande caccia, Il Drago rinato, L’ascesa dell’Ombra, I fuochi del cielo, Il Signore del caos, La corona di spade, Il sentiero dei pugnali, Il cuore dell’inverno, Crocevia del crepuscolo, La lama dei sogni, Presagi di tempesta, Le Torri di Mezzanotte e Memoria di Luce.

C’è anche un’immagine del lettore ebook, anche se non si capisce a che libri appartengano quelle nove copertine che si vedono. Quello in centro è Le torri di mezzanotte, a destra c’è Memoria di Luce e il primo in basso a sinistra è A Memory of Light. Ho già spiegato parlando della De Mari perchè posso decidere di ricomprare l’ebook di un libro che ho già in cartaceo.

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Questa invece è una dimenticanza. Potremmo dire che il mio sgabellino era già abbastanza pieno con i libri della foto più in alto e che quindi non ci stava più nulla, e sarebbe comunque vero, ma in realtà io mi ero dimenticata di prendere dallo scaffale i libri in inglese e me ne sono ricordata solo dopo aver già messo via i libri italiani. Piuttosto che riallestire il tutto ho fatto un’altra foto. Da destra c’è l’ebook di A Memory of Light, poi The World of Robert Jordan’s the Wheel of Time, scritto da Jordan insieme a Teresa Patterson, un’enciclopedia che proprio non potevo non avere, il cofanetto dei primi tre romanzi di The Wheel of Time (The Eye of the World, The Great Hunt e The Dragon Reborn), comprato per poter fare confronti sulla traduzione per i miei articoli quando mi sono resa conto dei problemi di traduzione che aveva questa saga, e gli ultimi tre romanzi (The Gathering Storm, Towers of Midnight e A Memory of Light) comprati per evitare spoiler e perchè erano lì, sul tavolo del negozio in cui lavoro con parecchio tempo di anticipo rispetto alla traduzione italiana, e mi dicevano insistentemente “comprami comprami”.

Guy Gavriel Kay

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Confesso, ho cominciato decidendo di fare una foto dei libri di Kay e sullo slancio ne ho fatte parecchie altre dedicate ad altri autori. In questo caso ho anche dimenticato di inserire l’ebook di La rinascita di Shen Tai, e sul perché ho quel libro anche in versione ebook vi rimando a quanto ho scritto per Silvana de Mari. Quando mi sono accorta di non aver inserito l’ebook ho ripreso tutti i libri, che avevo già messo via, e ho rifatto la foto con anche l’ebook, ma visto che è venuta molto sfuocata preferisco inserire la prima foto con tanto di spiegazione. I libri sono nell’ordine in cui li ha scritti l’autore, da destra verso sinistra. Prima la Trilogia di Fionavar (La strada dei re, La via del fuoco, Il sentiero della notte, e mi spiace di non aver ricomprato questi libri in versione originale con le bellissime copertine di Martin Springett quando ne ho avuto la possibilità), Il paese delle due lune (in originale Tigana, e questo è uno di quei casi in cui mi sembra fondamentale ricordare il titolo originale), A Song for Arbonne, The Lions of Al-Rassan, Sailing to Sarantium, Lord of Emperors, la raccolta di poesie Beyond this Dark House, Last Light of the Sun, Ysabel, Under Heaven, La rinascita di Shen Tai (che poi è la traduzione italiana di Under Heaven, gli editori italiani spesso scelgono titoli in modo quanto meno originale) e River of Stars.

George R.R. Martin

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Questa foto è decisamente vecchia, solo che riallestire tutto quanto per Martin è complicato. Martin non lo metto sullo sgabello ma direttamente sul trono di spade, mi sembra il posto migliore. Ho anche qualche altro gadget a parte la maglietta e il trono, la spilla del Primo cavaliere, quattro magneti con stemmi delle case, il portachiavi degli Stark e forse qualcos’altro, davvero con Martin il discorso è lungo. Vediamo cosa c’è nella foto e anche cosa non c’è. Per terra, da sinistra: le cartine di The Lands of Ice and Fire, Il trono di spade. Dietro le quinte della serie HBO di Bryan Cogman, i due volumi illustrati The Art of George R.R. Martin’s A Sonf of Ice and Fire, il volume The Faces of Fantasy di Patti Perret (in cui in realtà a Martin è dedicata una sola pagina, così come pure a Jordan e a un bel po’ di altri scrittori), un paio di riviste contenenti interviste a Martin (ora sono aumentate, ma non ricordo con precisione il numero e non ho voglia di andare a cercarle), i primi due numeri (e il primo fascicolo) del graphic novel A Game of Thrones (ora ho anche il terzo), i due graphic novel Il cavaliere errante e Spada giurata, tre numeri di Effemme contenenti articoli miei su Martin (ora sono aumentati, ma anche in questo caso non ho voglia di andare a vedere in quanti numeri di Effemme ho parlato di Martin), la raccolta di saggi curata da Henry Jacobi Game of Thrones and Philosophy, la raccolta di saggi curata da James Lowder Beyond the Wall, La filosofia del Trono di spade (ovviamente traduzione di Game of Thrones and Philosophy, e in questo caso vi assicuro che se avessi saputo prima che avrebbero tradotto il libro non lo avrei comprato in inglese) e i cofanetti delle prime due stagioni della serie televisiva Il trono di spade (ora ho anche quello della terza).

Per terra in centro dal basso ci sono le due raccolte di racconti I re di sabbia e Le torri di cenere, quindi la saga: La danza dei draghi, I fuochi di Valyria, I guerrieri del ghiaccio, L’ombra della profezia, Il dominio della regina, Il portale delle tenebre, I fiumi della guerra, Tempesta di spade, La regina dei draghi, Il regno dei lupi, Il grande inverno e Il trono di spade tutti in edizione rilegata.

Per terra nella pila a destra ci sono le edizioni Rizzoli dei primi due volumi delle Wild Cards: L’origine e Invasione. Sopra A Dance with Dragons in edizione rilegata, comprato subito dopo l’uscita per poterlo recensire per i miei lettori (ma voi ci credete davvero che non era per mia curiosità personale?), Warriors, di cui ho letto per ora il solo racconto di Martin, Fuga impossibile, scritto insieme a Gardner R. Dozois e Daniel Abraham, Armageddon Rag, In fondo il buio (comprato ad anni di distanza dalla prima lettura, quando ancora si chiamava La luce morente), Il battello del delirio e i primi tre volumi delle Wild Cards in edizione Mondadori: L’origine, L’invasione, L’assalto. Ora ho anche Il candidato, Nei bassifondi, La missione e La mano del morto, anche se quest’ultimo è uscito da poco e lo devo ancora leggere.

Sulla seduta a sinistra ci sono La terra al tramonto, terza parte dell’antologia di racconti dedicati a Jack Vance e curata da Martin, il numero 34 di Robot interamente dedicato a Martin (in realtà è la traduzione di una sua antologia di racconti, Canzoni d’ombra e di stelle, comprata al salone del libro usato), Il pianeta dei venti (scritto insieme a Lisa Tuttle, io ho l’edizione Nord trovata parecchi anni fa in una bancarella di libri usati), i primi quattro volumi di A Song of Ice and Fire in inglese (A Feast for Crows, A Storm of Swords, A Clash of Kings, A Game of Thrones, comprati, e non sto scherzando, per poter analizzare la traduzione dell’edizione italiana), l’antologia Legends II (anche in questo caso ho letto solo il racconto di Martin) e le altre due parti dell’antologia vanceiana Storie dal crepuscolo di un mondo.

Sulla seduta a destra ci sono i primi undici volumi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco in edizione tascabile (ora ho anche il dodicesimo, La danza dei draghi), e Il drago di ghiaccio. In più, comprati dopo che ho scattato la foto e quindi forzatamente esclusi, ora ho anche l’antologia Il cavaliere dei Sette regni, il volume Il trono di spade. Guida a Westeros pop up e il graphic novel di Stefano Bonfanti e Barbara Barbieri Zannablù. Il trono di spiedi. E poi, giusto per non farmi mancare nulla, ho la versione ebook dei primi quattro romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Brandon Sanderson

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Cosa vi dicevo sulle foto sfuocate? In questo caso abbiamo dei doppioni, perché l’intera pila di sinistra è la riproposta (in italiano e in inglese) degli ultimi tre volumi della Ruota del Tempo, saga ideata da Robert Jordan e purtroppo conclusa da Brandon Sanderson. Scrivo purtroppo senza minimamente voler criticare Sanderson, che ha fatto un lavoro straordinario. Il problema è che a) James Oliver Rigney (vero nome di colui che è noto come Robert Jordan) è morto troppo presto, ed è un peccato perché da quel che ho letto di lui doveva essere una persona straordinaria e b) abbiamo perso troppo presto uno scrittore straordinario, il solo che poteva concludere al meglio la sua saga e che chissà quanti altri libri meravigliosi avrebbe potuto scrivere. Sopra La Ruota del Tempo ci sono gli ebook, nella fila in alto al centro La via dei re, a destra Mistborn. L’ultimo impero e nella fila in centro a sinistra Il conciliatore. Ho anche gli ebook degli ultimi due romanzi della Ruota del Tempo in italiano e dell’ultimo in inglese.

Nella pila di destra ho messo i libri in ordine di pubblicazione originale, dall’alto verso il basso: Elantris, Mistborn. L’ultimo impero, Mistborn. Il pozzo dell’Ascensione, Mistborn. Il Campione delle Ere, Il conciliatore, La via dei re, Mistborn. La legge delle lande e Steelheart, che devo ancora leggere e di cui mi hanno parlato benissimo.

J.R.R. Tolkien

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Da destra ci sono Il Silmarillion, i Racconti ritrovati (ho letto anche i Racconti inccompiuti), Lo Hobbit (comprato dopo averlo già letto e poi ricomprato perché se lo era portato via l’altro fratello), Lo Hobbit annotato (devo ancora leggere questa versione), Lo Hobbit in inglese (è quel volumetto nero che si intravede a stento), Lo Hobbit a fumetti, Il signore degli anelli (comprato dopo averlo già letto due volte), La mappa della Terra di mezzo di Tolkien, Antologia di J.R.R. Tolkien (trovato a un prezzo così basso che non potevo proprio lasciarlo lì), Sir Gawain e il cavaliere verde (devo ancora leggerlo), La realtà in trasparenza, Il medioevo e il fantastico, Il maestro della Terra di Mezzo di Paul H. Kocher, J.R.R. Tolkien. La biografia di Humphrey Carpenter (comprato dopo averlo già letto per scrivere un articolo per Effemme, ma ho letto anche Vita di J.R.R. Tolkien di Daniel GrottaTolkien. Il signore della fantasia di Andrea Monda e Saverio Simonelli) e Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming, che ho comprato da poco e devo ancora leggere. Ho letto anche, prendendoli in biblioteca, Le avventure di Tom Bombadil, Albero e foglia e Il cacciatore di draghi.

Filippo Tuena

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Anche in questo caso la messa a fuoco lascia molto a desiderare. Fra tutti gli autori di cui ho fotografato i libri lui è l’unico che non scrive fantasy, anche se qualcosa di fantastico l’ha fatto pure Filippo (Il volo dell’occasione e Cacciatori di notte, non possiedo quest’ultimo libro). I volumi sono in ordine di pubblicazione, da destra il dossier Il tesoro dei Medici, Lo sguardo della paura, Tutti i sognatori, La grande ombra, La passione dell’error mio, Quattro notturni, Notturno (entrambi regalatimi da Filippo, prima che me li regalasse non sapevo neppure dell’esistenza di questi libretti), Il volo dell’occasione (altro regalo di Filippo in un’altra occasione), Le variazioni Reinach, Il diavolo a Milano-Fantasmi di Schumann a Manhattan, il dossier Michelangelo. Gli ultimi anni, Ultimo parallelo, Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante, La zattera della Medusa (in realtà questo l’ha scritto Jonathan Miles ed è stato solo pubblicato in una collana diretta da Tuena, ma quello che lui ha detto sul libro in un’occasione e la mia passione per l’arte sono stati sufficienti a farmelo comprare e ho fatto bene a farlo), Stranieri alla terra e Quanto lunghi i tuoi secoli. Se vogliamo l’influenza di Tuena c’è stata anche nell’acquisto di Pagine di un diario veneziano di Valerio Zurlini, che ho regalato a mio marito (e che lui ha apprezzato molto) dopo aver partecipato a una presentazione di Filippo.

Harry Turtledove

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Nella pila di sinistra dall’alto c’è l’ebook di Return Engagement, primo volume della tetralogia Settling Accounts, dato in omaggio dall’editore anni fa per un breve periodo di tempo nel tentativo di invogliare i lettori a comprare tutta la saga. Io ho scaricato l’ebook, ma visto che quella tetralogia è preceduta da How Few Remain, dalla Great War Trilogy e dalla American Empire Trilogy non mi sono mai decisa a leggere il libro. Di fatto non ho ancora letto niente di Turtledove in inglese, anche se prima o poi lo farò. Sotto ci sono il volume I tesori della fantasy, comprato perché contiene il racconto di Turtledove Il castello dello sparviero, Missione su Minerva, In presenza del nemico e i sei volumi della saga della Guerra dei Regni: Nell’oscurità, Scende l’oscurità, Attraverso l’oscurità, I signori dell’oscurità, Le fauci dell’oscurità e La fine dell’oscurità.

Nella pila in centro dall’alto La battaglia di Teutoburgo, Per il trono d’Inghilterra, gli unici due volumi tradotti in italiano della serie Crosstime Traffic (Guerre imperiali e L’ultimo Reich), e le due serie di Invasione e Colonizzazione: Invasione anno zero, Invasione fase II, Invasione atto terzo, Invasione: atto finale, Colonizzazione fase 1, Colonizzazione fase 2, Colonizzazione fase 3, Colonizzazione fase 4.

Nella pila a destra dall’alto il numero 50 di Robot, preso per il racconto Il dovere e la gloria, la rivista Analog (numero 3, 1995) presa per il racconto lungo Laggiù nelle Terrefonde, l’antologia Sulle orme del re, presa per il racconto L’anatra da richiamo, Il libro dei poteri (unico volume tradotto della serie di Elabon) e i romanzi videssiani (messi in ordine secondo la cronologia di Videssos) Il trono rubato, L’ora della vendetta, Le mille città, La città assediata, L’ascesa di Krispos, Krispos di Videssos, Krispos l’imperatore, La legione perduta, Un imperatore per la legione, Le daghe della legione e La legione di Videssos. Nella foto non compare L’agente di Bisanzio perché quando ho preso i libri ero così attenta che sono riuscita a piazzarlo fra i libri di Gemmell. Ho letto anche qualche racconto in antologie che non possiedo, e visto che hanno smesso di tradurlo prima o poi mi dedicerò a leggere i romanzi di Turtledove in lingua originale.

Marion Zimmer Bradley

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In realtà ho letto molti più libri suoi, è in assoluto l’autrice di cui ho letto di più, ma non ho intenzione di andare a controllare i titoli per vedere cosa ho e cosa ho preso dalla biblioteca quindi mi limito a elencare quel che ho fotografato. In alcuni casi ho comprato i libri dopo averli già letti. Nella pila di sinistra dall’alto I tesori della fantasy (già visto nella foto di Turtledove, contiene anche La magia di un’altra di Marion Zimmer Bradley, di fatto avevo comprato il libro per questi due racconti), Nuove storie di spade e magia, Storie fantastiche di dame, eroi e incantesimi, I falconi di Narabedla, Spirito di luce, Cuore di luce, La torcia, Le luci di Atlantide, L’alba di Avalon, La dea della guerra, Le querce di Albion, La signora di Avalon, La sacerdotessa di Avalon, Le nebbie di Avalon e Le rovine di Isis.

Nella pila in centro dall’alto I cacciatori della luna rossa, Universo senza fine, La casa tra i mondi, La signora delle tempeste, La donna del falco, La caduta di Neskaya, Il sapiente di Darkover, Il sapiente di Darkover, Gli eredi di Hammerfell, I regni di Darkover, La città della magia, Il signore di Storm, Ritorno a Darkover, L’esiliato di Darkover, Le foreste di Darkover, La spada di Aldones, Il ribelle di Thendara, La matrice ombra, Attacco a Darkover, La sfida degli Alton.

Nella pila di destra dall’alto Naufragio sul pianeta Darkover, La torre proibita, La catena spezzata, Le torri di Darkover, Le donne di Darkover, Le libere amazzoni di Darkover , Le nevi di Darkover, L’alba di Darkover, La riscoperta di Darkover, I cento regni di Darkover, I signori di Darkover, L’erede di Hastur, L’esilio di Sharra e Darkover e l’impero.

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12 risposte a My books collection of…

  1. Mastro Birraio ha detto:

    Forse il mio commento è un po’ off topic (giusto per infilare subito un termine inglese😉 ) però, condivido perfettamente la tua idea degli ebook. Li trovo comodissimi, ma non riesco ad accettare che possano sostituire il libro -il tomazzo-. Una casa senza una bella libreria la trovo un po’ vuota, mi piace sempre curiosare tra i libri e scoprire interessi che non sapevo delle persone che ho davanti quando sono loro ospite. Il mio desiderio è che, come fanno già da un po’ con i bluray, quando compri il libro puoi avere gratuitamente l’ebook.

    • Anch’io curioso sempre nelle librerie delle case in cui entro, per me è l’elemento fondamentale di ogni casa. Compro i libri per leggerli (al di là di qualche illustrato che compro per le immagini, ma si tratta di una piccola parte della mia libreria), ma mi piace anche coccolarli, sfogliarli, prenderli in mano e leggere qualche passaggio a caso… L’ebook contiene le stesse parole, certo, ma non ha la stessa consistenza, vedere l’immagine della copertina sullo schermo non mi dà le stesse sensazioni della costa del libro sullo scaffale, oltretutto inserito in un contesto che mi richiama altre letture e altre emozioni, e almeno al momento non riesco ad amarlo, anche se ho iniziato a comprarne qualcuno.
      Poter avere anche l’ebook insieme al cartaceo senza aumenti (o aumenti eccessivi) di prezzo in qualche caso per me sarebbe molto comodo, anche se in realtà il tempo che trascorro lontana dalla libreria non è così tanto. Al momento, confesso, ho preso solo quelli in super offerta e solo se non li avevo ancora letti o se li avevo letti e sapevo – so – che prima o poi avrei scritto su di loro qualche altro articolo.

  2. Francesco La Manno ha detto:

    Complimenti! Come sono i romanzi di Gemmell sulla Guerra di Troia?

    • Grazie.
      Io ho letto solo i primi due romanzi, e sono passati parecchi anni, perciò non posso dare un giudizio complessivo sulla trilogia e non ricordo neppure i dettagli. Sono romanzi storici, non fantasy, e narrano la Guerra di Troia da una prospettiva abbastanza insolita. Innanzitutto al momento non c’è la guerra, ci sono persone che complottano, è evidente che si sta andando in quella direzione, ma non siamo davvero nella guerra, e i personaggi sono diversi da come ce li siamo immaginati, almeno quelli che conosciamo, perché ovviamente ci sono anche un po’ di personaggi che non compaiono nell’epica antica e sono stati creati da Gemmell.
      In linea di massima i libri mi erano piaciuti. Non ho apprezzato tutte le opere di Gemmell allo stesso modo, alcune le ho amate molto – i romanzi di Jon Shannow su tutti ma anche alcuni dei Drenai e Eco del grande canto – altre come La spada delle Highland, La perla nera ma anche qualcuno delle serie, mi sono piaciuti meno. Questi non li ricordo come i suoi capolavori, ma non ricordo neppure di essermi annoiata. Il terzo lo avrei letto volentieri se la casa editrice avesse pubblicato l’edizione tascabile, ma non ho mai penssato di spendere i soldi necessari a comprare il rilegato. I vari libri hanno ciascuno il proprio finale, la storia più grande continua (e sappiamo benissimo cosa ne sarà di Troia) ma ciascun romanzo ha la sua conclusione e volendo ci si può fermare in qualsiasi punto.

  3. francescocò ha detto:

    Martina , questo tuo articolo mi ha particolarmente colpito perchè proprio in questi giorni sto traslocando e la PRIMA cosa che ho portato nella mia nuova casa e che sto sistemando pian piano è proprio la mia collezione di libri, in gran parte fantasy. Rispetto a questi da te elencati io sono molto più carente su Guy Gavriel Kay, del quale confesso di aver letto molto poco perchè l’ho scoperto qui sul tuo blog ed i suoi vecchi libri sono da anni fuori catalogo. Di David Eddings ho tutti i suoi lavori tranne gli ultimi due, che anch’io ritengo non meritino prorpio il prezzo di acquisto: se un domani li trovassi su una bancarella li comprerei solo per competezza e li riporrei in libreria senza legegrli: il tempo per la lettura è troppo poco per sprecarlo con un brutto libro! peccato però, perchè la saga dei belgariad mi era piaciuta tanto…posso sperare di legegre in futuro un tuo nuovo pezzo su questo autore (del quale hai già scritto) con un tuo parere sulle sue varie saghe? Degli autori quì da te citati di Tolkine, Martin, Jordan, Sanderson e Gemmell (quanto ho amato questo scittore!!!) io li ho tutti nello loro prime edizioni, e sono i primi che ho sistemato nella nuova libreria, costituendo per me il Gotha della letteratura fantasy. Tra loro ho messo anche i primi due libri di Rothfuss e l’ottimo esordio di Anthony Ryan (l’hai letto poi ?? ti è piaciuto?) . Della Zimmer Bradley li ho quasi tutti, ance se confesso di non averne letto quasi nessuno!!

    • Per me l’ultimo trasloco, risalente ormai a sei anni fa, è stato un incubo, perché per cinque mesi non ho avuto una casa (avevo dovuto liberare la mia vecchia ma quella in cui dovevo andare non era ancora libera) e sono stata ospite con marito e quella che all’epoca era l’unica figlia a casa dei miei suoceri. Il che significa che per olttre sei mesi ho avuto i libri imballati in 26 scatole chiuse in solaio, gli unici libri che avevo tenuto fuori erano Le cronache del ghiaccio e del fuoco, La Ruota del Tempo e i romanzi di Filippo Tuena. E poi avevo a portata di mano quelli che ho comprato in quel periodo. Un incubo. Anche per questo ho ricomprato qualche volume in ebook quando l’ho trovato a prezzo stracciato, in questo modo è molto più difficile che io mi trovi nell’impossibilità di consultarlo.

      Per i fuori catalogo io di tanto in tanto faccio un controllo su Amazon (ho comprato lì recentemente Gli inganni di Locke Lamora e anche il primo libro di Tuena che avevo letto oltre vent’anni fa e che è fuori catalogo da quasi altrettanto tempo, ma anche diversi libri di pattinaggio artistico in inglese non più in commercio) e guardo regolarmente tutte le bancarelle o i negozi di libri usati davanti alle quali mi capita di passare (ho comprato così diversi libri di Eddings, il numero di Robot contenente i racconti di Martin, Il paese delle deu lune di Kay e diverse altre cose). E poi c’è la biblioteca, anche se non posso averlo il libro tante volte posso riuscire ugualmente a leggerlo.

      Di Eddings ho ricordi vecchi, i Belgariad mi erano piaciuti dopo un po’, avevo trovato l’inizio lento con l’autore che mi sembrava non avesse le idee chiare su dove voleva andare a parare e avevo anche una certa sensazione di deja vu tolkieniano (non forte come quella avuta con La spada di Shannara, ma la sensazione c’era). A un certo punto avevo scoperto che mi stavo divertendo e avevo proseguito la lettura con molto piacere. Con i Mallorean mi ero bloccata a metà, la biblioteca non aveva preso tutti i libri, io non volevo spendere i soldi necessari a comprarli (all’epoca ero studentessa e i soldi li dovevo chiedere ai miei genitori. Va bene che non ero tipo da discoteca, quindi non spendevo tanto in uscite, ma non volevo esagerare con i libri) e perciç ero arrvata solo al terzo. Anni dopo, sepmre grazie alla biblioteca, ho iniziato gli Elene, li ho amati fin dal primo istante e sullo slancio ho letto i Tamuli, riletto i Belgariad, completato i Mallorean e letto pure Belgarath e Polgara. Poche volte ho fatto una full immersion in un solo autore come quella volta. Ormai però era tardi, in commercio non c’era più nulla, per questo i Belgariad appartengono a due edizioni diverse: li ho comprati come li ho trovati. Dal Codice rivano in poi invece ho comprato i libri al momento della loro uscita, ma ormai lavoravo in libreria.
      Per ora non sono in grado di fare un vero articolo su Eddings, dovrei rileggerlo per poter fare commenti seri. A volte ho inserito qualche citazione dell’introduzione al Codice rivano, riletta apposta perché ricordavo che c’erano dentro cose perfette per l’articolo che avevo in mente in quel momento, ma le uniche letture fresche che ho sono quelle di Belgarath e Polgara, riletti perché prima o poi forse scriverò un articolo sui lupi nella narrativa fantasy. Anche se dovesse passare tempo mi sono segnata le pagine significative, quindi da questo punto di vista non ho fretta. Ho scoperto comunque che quei due libri mi sono piaciuti molto meno di quanto non mi fossero piaciuti la prima volta, evidentemente il mio gusto è cambiato troppo.
      Per quel che ricordo, a parte l’inizio dei Belgariad avevo apprezzato tutta la saga… fino alla conclusione dei Mallorean, che mi era parsa decisamente sotto tono. Vuota forse è la parola giusta. Elene e Tamuli invece li avevo amati quasi dall’inizio alla fine, ricordo solo una pagina in cui Eddings aveva deliberatamente usato uno stile diverso per segnalare un cambio di prospettive che era stata molto noiosa, ma era funzionale al romanzo e per fortuna breve, perciò non me ne lamento.
      Forse prima o poi rileggerò i libri e li analizzerò, ma non ora. Per ora sono in piena rilettura di Kay, dopo quasi certamente passerò a Jordan, e visto che contemporaneamente alla rilettura c’è anche la lettura delle novità i tempi sono molto lunghi.

      Ho letto Il canto del sangue durante le vacanze di Pasqua, puoi trovare la mia recensione qui: https://librolandia.wordpress.com/2014/07/15/anthony-ryan-il-canto-del-sangue/
      Peccato che ho visto una recensione in inglese (sito della Tor, che per me è molto affidabile) secondo cui il secondo romanzo è una delusione. Vedremo, ma sono un po’ preoccupata.

      La Zimmer Bradley è stata estremamente discontinua, ha scritto libri meravigliosi ma anche cose tremende. In linea di massima io amo quelli che ha scritto negli anni ’70-’80, ma tieni presente che in lalcuni punti c’è una visione fortemente femminista che gli uomini non gradiscono. Per esempio evita il ciclo di Avalon. Per me Le nebbie di Avalon è un capolavoro, ma la maggior parte degli uomini che lo hanno letto lo trova orribile. Meglio Darkover, ma anche in quel caso dipende cosa leggi. L’erede di Hastur è uno dei più apprezzati, Gli eredi di Hammerfell è nulla più di una storiellina.

  4. francescocò ha detto:

    grazie Martina, come sempre gentilissima ! La tua recenzione di Ryan l’avevo letta (avevo anche commentato) …ma me la ero dimenticata🙂 Seguirò i tuoi consigli circa le bancarelle e sulla Zimmer Bradley. Mi ero dimenticato di dire che anche di Turtledove ho quasi tutto , è un autore che mi è piaciuto, ed il suo ciclo della Legione l’ho trovato molto bello, interessante, nuovo. Glia ltri suoi libri non li ho trovati alla stessa altezza. Ancora una volta complimenti per il tuo splendido Blog.

    • Di Turtledove non ho apprezzato particolarmente i due volumi della Crosstime Traffic, né iIl libro dei poteri (ma è il suo primo romanzo, ci sta che ancora dovesse migliorare nella costruzione della storia), avrei preferito che Per il trono d’Inghilterra finisse almeno un centinaio di pagine prima e non sono troppo convinta neppure su Colonizzazione fase 4. Però alcune cose tipo Colonizzazione, la tetralogia videssiana che inizia con Il trono rubato e La guerra dei regni, che a suo tempo avevo apprezzato, li ho letti una volta sola, chissà cose ne penserei se li rileggessi ora. In compenso la tetralogia della Legione perduta è la saga che ho letto più volte, anche se ormai sono un po’ di anni che non la tocco. Ne parlavo con un amico giusto qualche giorno fa, forse è ora che la riprenda in mano di nuovo…

  5. Marcello ha detto:

    Ciao, sto cercando il libro di Robert Jordan, Presagi di Tempesta, edizione 2009, ma pare sia introvabile. Hai qualche idea su dove potrei trovarlo ? Grazie e complimentoni per la tua collezione. Davvero spettacolare !🙂

    • Grazie. Si vede giusto un po’ che io amo i libri, vero?
      La prima edizione di Presagi di Tempesta è del 2011, ma è fuori catalogo. Purtroppo non c’è un posto dove la si possa trovare di sicuro, controlla di tanto in tanto i vari siti di vendita perché a volte hanno i fuori catalogo. Chi è specializzato nei fuori catalogo è maremagnum.com, ma in questo momento il libro non ce l’hanno. E poi devi guardare tute le bancarelle in cui ti imbatti. Probabilmente non lo troverai lo stesso, ma più volte io ho trovato libri che mi interessavano quindi non si può mai dire…

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