Silvana De Mari: Giuseppe figlio di Giacobbe

La figura di San Giuseppe contiene tutti gli archetipi dell’eroe, ci assicura Silvana De Mari. In sé riunisce i tratti caratteristici dell’innocente, dell’orfano, del viandante, del guerriero, del martire e del mago. Orfano della sua terra, invasa da un altro popolo, della sua sposa che gli rivela di essere incinta con una spiegazione troppo assurda per essere vera, al punto che lui diventa viandante per proteggere lei evitando ogni menzogna. E il viaggio gli consente di assumere i ruoli di guerriero che — pur senza armi — combatte per la sua gente, di martire che si sacrifica per qualcun altro e infine di mago la cui spiritualità è talmente alta da trascendere la materia. Una spiegazione dei temi fatta dall’autrice la potete ascoltare a questo link: http://ilpostodelleparole.typepad.com/blog/2014/03/silvana-de-mari.html.

C’è sicuramente un errore in quello che dice Silvana, che “non si sa perché” l’immagine che conosciamo di Giuseppe è quella di “un vecchietto”. Invece si sa. Le scelte iconografiche degli artisti sono state spesso (non sempre, per esempio Michelangelo Buonarroti e Michelangelo Merisi da Caravaggio avevano la tendenza a fare di testa loro, e non sempre la cosa è stata gradita) dettate dalla Chiesa. Maria era vergine? Sì, almeno secondo un dogma stabilito non so quando. Maria è rimasta vergine anche dopo la nascita di Gesù? Anche questo è un dogma. E allora, per rendere la cosa evidente a tutti, nelle raffigurazioni sacre si rende Giuseppe molto più vecchio di Maria, in modo che lui non possa o non sia interessato a toccarla. Così almeno siamo sicuri che Maria è rimasta pura per tutta la vita!
Questo non ha nulla a che fare con l’insegnamento cristiano, su cui non mi pronuncio perché sono convinta che ciascuno abbia diritto alla propria fede, questa è politica della religione, e in questo campo tutte le religioni hanno commesso errori enormi. O hanno fatto imposizioni assurde, ma non ho intenzione di entrare in questo discorso. Nemmeno nei commenti all’articolo. Quello di cui sto parlando è un libro, e si può leggere pensando non alla religione ma alla vicenda di un uomo. E se non potete ammettere la presenza degli angeli della religione cristiana, pensate a loro come a creature fatate di un fantasy, la storia funziona lo stesso. Fra l’altro Gesù non è l’unica figura nata da una Vergine, se avete voglia di togliervi qualche curiosità potete leggervi Il mito della nascita dell’eroe di Otto Rank. Quello che conta in Giuseppe figlio di Giacobbe è il percorso di un personaggio, il resto è contorno che potete colorare di fede o di magia a seconda delle vostre idee.

La De Mari, che già aveva iniziato a trattato temi importanti come il genocidio in quello che dall’esterno potrebbe sembrate “solo” un romanzo fantasy per lettori giovani, L’ultimo elfo, stavolta si allontana dai mondi fantastici per ripercorrere la figura di un uomo vissuto duemila anni fa, e di cui con certezza si sa davvero poco. Giuseppe figlio di Giacobbe narra un breve periodo della vita di colui che è noto semplicemente come padre putativo di Gesù, ma soprattutto traccia con delicatezza un percorso umano di una figura tormentata dai dubbi, messa in difficoltà da forze esterne che minacciano di schiacciarlo ma alle quali rifiuta ostinatamente di arrendersi.

L’ho già detto, la De Mari sa scrivere, e leggere le sue storie è sempre un piacere. Per i personaggi – in questo caso uno solo, si tratta di un testo molto breve – ma anche per l’ambientazione. E poi, se si vuole, di spunti per riflettere ce ne sono in abbondanza.
Gli interi proventi di questo libro sono devoluti alla onlus Wecare di Asti, che da due anni è l’unico sostegno per ottocento profughi cristiani rifugiati in Libano per sfuggire dalle persecuzioni religiose di cui erano fatti oggetto in Siria.

La quarta di copertina:
Alla scuola dove si disquisiva per giorni su un verso di Isaia, difficilmente insegnavano cose pratiche. Cosa fare se la tua sposa ti dice che è incinta del Santo Spirito. Cosa fare se incontri un angelo di notte nel deserto, mentre sei senza acqua. Cercò di bloccare quei pensieri. Ebbe il sospetto che non fossero troppo santi, ma la sua mente, nella sofferenza per la sete, saltellava piena di cose.
Il sito di Silvana De Mari: http://www.silvanademari.com/.

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2 risposte a Silvana De Mari: Giuseppe figlio di Giacobbe

  1. ClaudioLXXXI ha detto:

    Vero. Per lungo tempo ha prevalso l’immagine di San Giuseppe come un vecchietto, per fortuna ora questa “moda” è passata. Non so da quando. Comunque, in tutte le raffigurazioni recenti che ho visto, San Giuseppe è un uomo nel fiore degli anni.

    • In parte le scelte iconografiche sono dettate da una necessità di riconoscibilità. San Pietro ha sempre la barba bianca corta e ben curata e le chiavi del Paradiso, San Paolo è sempre pelato con una lunga barba scura e una spada e via dicendo. Se si conosce un po’ di iconografia sono parecchi i santi ben riconoscibili nei dipinti. A volte è una semplice questione di comodità, ma a volte, come nel caso dell’anziano San Giuseppe, è una scelta di tipo religioso.

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