Il regno dei lupi di George R.R. Martin. Capitolo 11: Theon

 

Il secondo punto di vista nuovo di A Clash of Kings – diventato in italiano Il regno dei lupi e La regina dei draghi – è quello di Theon. Punto di vista nuovo, ma personaggio vecchio. Dal primo istante che l’ho visto ho sempre provato una certa diffidenza nei confronti di Theon. Per forza, esordisce ridendo senza motivo e prendendo a calci la testa del disertore nel primo capitolo del Trono di spade. Bran, Ned e tutti gli altri non potevano sapere perché quell’uomo avesse disertato, in fondo loro non avevano visto gli Estranei, ma noi sì e quel gesto di disprezzo non potevamo certo gradirlo. Comunque l’abilità di George R.R. Martin di mostrarci i personaggi dall’esterno, fare in modo che noi ci formiamo una determinata impressione e poi mostrarceli dall’interno e magari ribaltare completamente i nostri sentimenti o le nostre percezioni è notevole.

Prima di passare al capitolo ricordo che Jon non nutre particolari simpatie per Theon, mentre Robb lo considera come quel fratello maggiore che non ha al punto che si è rifiutato di ascoltare gli ammonimenti di Catelyn a non fidarsi di lui e soprattutto di papà Greyjoy.

Visto da vicino Theon mi piace ancora meno. La figlia del capitano non sarà un genio, ma lui la sfrutta come gli pare e poi la pianta nei guai infischiandosene di tutto. Un vero signorotto che si crede superiore agli altri sapendo che tanto il popolino non potrà mai dargli la punizione che merita. Mi fa pensare a certi politici contemporanei, ma questo è un discorso che è meglio non aprire.

Theon crede che la cometa sia giunta per lui, o che comunque sia un’indicazione della sua ascesa. Modesto il tipo. Più avanti se ne parla come di un araldo della nuova era, un messaggero degli dei. Ok, ma si tratta di divinità buone o cattive?

Sapevamo che l’unico figlio maschio superstite di Balon Greyjoy era stato tenuto da Ned come ostaggio per garantirsi il buon comportamento del padre, e qualche accenno a quella rivolta vecchia di dieci anni arriva pure qui. Quanti degli eventi di questa saga sono basati sui fatti del passato? In proposito ho scritto anche un articolo, per forza di cose sintetico altrimenti avrei dovuto scrivere un libro, per il sesto numero di Effemme, Viaggio nel passato con George R.R. Martin.

Una volta giunti a riva ci possiamo tranquillamente scordare della fanciulla, tanto lei non conta nulla. Raro, ma a volte pure Martin presenta personaggi che compaiono in una sola scena. Tanto di gente importante ne troviamo un po’, tipo un certo sacerdote detto Capelli Bagnati. Lo so, a pagina 177 c’è scritto “Capelli umidi”, ma è quella che ho riportato più sopra la traduzione usata quasi sempre per il soprannome di Aeron, uno che avrebbe fatto meglio a rimanere affogato. A quanto pare affogare fa male come duemila anni fa faceva male cadere da cavallo, poi si diventa fanatici religiosi.

Nello scorso capitolo avevo parlato di Melisandre, ma senza fare il nome del suo dio. Lei crede in R’hllor che, come scopriremo, almeno idealmente si contrappone al dio Estraneo e nell’attesa dello scontro per ingannare il tempo brucia le statue dei Sette dei. Ned, e con lui i suoi figli, credono nei Vecchi dei, mentre nelle terre attraversate da Daenerys ci sono altre divinità. Un bel pantheon nel mondo di Martin, magari prima o poi ne parlerò più diffusamente.

Altra figura che impareremo a conoscere è quella di Asha, che nella serie televisiva Il trono di spade HBO ha ribattezzato Yara per paura che qualcuno potesse confonderla con Osha, la donna dei Bruti prigioniera a Grande Inverno. Theon forse non sarà la persona più sensibile al mondo, ma il fatto che lui la liquidi così perché lei è una donna è una chiara indicazione di quanto sia maschilista il mondo di Westeros.

Arrivato a casa Theon si accorge che quella non è davvero la sua casa, sia perché sono cambiate le persone sia perché è cambiato lui, molto più di quanto credeva fosse possibile. E quando arriviamo a conoscere Balon capiamo perché Ned non si sia mai fidato di lui, e Catelyn pure. Il fatto di portare solo gioielli pagati con il prezzo del ferro è una bella indicazione della rapacità della natura di quelli che in fondo non sono altro che pirati. Poche pagine, e il piano di Theon si dimostra insignificante. Quello di cui ci dobbiamo preoccupare davvero è il piano di Balon.

Questa, come potete immaginare anche dall’altra immagine presente nel post, è un’illustrazione realizzata da John Howe per la copertina di una versione da collezionisti di A Clash of Kings pubblicata nel 2005. Edizione limitata, purtroppo, anche se con il suo prezzo non l’avrei comprata lo stesso. Ciò non toglie che io ami le illustrazioni di Howe, l’ho già detto in passato (https://librolandia.wordpress.com/2012/09/22/john-howe-e-le-illustrazioni-fantasy/) e non ho problemi a ripeterlo qui. Il titolo dell’immagine è Storm, Tempesta, ma per chi conosce i romanzi non è difficile riconoscere in quelle rocce il profilo di Pyke. Secondo Howe tutte le linee costiere dovrebbero essere come questa, con rovine arroccate su ogni promontorio e montagne che sorgono dal mare. E, per non rovinare l’atmosfera, il tempo dovrebbe sempre essere ventoso, con tempeste che dominano l’orizzonte e onde enormi che s’infrangono sugli scogli. Caratteristiche come questa in un’immagine fanno decisamente scena. ma visto che anche lui è un essere umano non si preoccupa minimamente di contraddirsi affermando di non avere nulla contro il sole e le spiagge sabbiose. Tutte cose che a Westeros sono difficili da trovare perché, come ben sappiamo, l’inverno sta arrivando.

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