I migliori fantasy epici secondo Listopia

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Sapete cos’è Listopia? In parole semplici, un posto pieno di folli. Avete la mania delle liste? Loro fanno liste di tutto. Davvero. Li potete trovare qui: http://www.listopia.co.uk/.

Il sito è nato nel marzo del 2008 e nel momento in cui io mi sono imbattuta in loro dichiaravano di aver pubblicato 2.305 liste nelle quali compaiono complessivamente 96.112 voci. 1.736 persone si sono registrate e 724 hanno in qualche modo contribuito al sito.

Ci sono anche un buon numero di liste dedicate al genere fantasy: http://www.goodreads.com/list/tag/fantasy. 43 pagine per 1.283 liste dedicate al fantasy? Poi non dite che sono io quella fanatica. Io mi limito a postare la lista che ha ricevuto più voti, 11.274 suddivisi fra 1.728 libri. Si tratta anche della lista che a me interessa di più (e l’unica che ho letto, davvero non ho tempo per guardare tutta questa roba), quella dedicata alla fantasy epica. L’indirizzo è questo: http://www.goodreads.com/list/show/50.The_Best_Epic_Fantasy.

La fantasy epica, spiega il sito, ha generalmente un tono serio e spesso uno scopo epico, affermazione che mi pare un tantino tautologica. Si occupa di grandi battaglie contro forze soprannaturali, spesso maligne (e vorrei anche vedere). Fra le caratteristiche tipiche ci sono elementi fantastici quali elfi, fate, nani, magia o stregoneria, stregoni o maghi (ma chi le ha scritte queste righe?), linguaggi inventati, Cerche, ritorni delle epoche passate e narrazioni in molti volumi. Serviva la spiegazione? Forse no ma sto scrivendo un articolo impegnativo per l’ottavo numero di Effemme  (che ho deciso di scrivere io, mica mi è stato imposto) e ogni scusa è buona pur di distrarmi. E ora la lista, infarcita di miei commenti spesso poco seri.

1) George R.R. Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

Di questa saga parlo in continuazione, credo sia inutile aggiungere commenti qui. Ovvio che per me è straordinaria. Mi limito a indicare i titoli dei dodici volumi dell’edizione italiana: Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi, La regina dei draghi, Tempesta di spade, I fiumi della guerra, Il portale delle tenebre, Il dominio della regina, L’ombra della profezia, I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria e La danza dei draghi. Ancora in corso di scrittura sono The Winds of Winter e A Dream of Spring.

2) J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit e Il signore degli anelli.

Curioso che le due opere siano elencate insieme visto che sono cose diverse. Lo Hobbit per quanto bello anche per gli adulti è comunque un libro da bambini. Lo stile e la complessità del Signore degli anelli sono tutta un’altra cosa. Qualcuno trova impegnativa la lettura di Tolkien, Il signore degli anelli è figlio di un’altra era e opera di un professore di Oxford, quindi ha una complessità irraggiungibile per quasi tutti gli scrittori – e indigesta per molti lettori – ma un ritmo a volte un po’ lento rispetto a quello a cui siamo abituati ultimamente. A me la cosa non infastidisce, il romanzo è perfetto così com’è, ma ho sentito persone lamentarsi che per pagine e pagine non accade nulla.

3) C.S. Lewis, Le cronache di Narnia.

I titoli dei sette romanzi sono Il nipote del mago, Il leone, La strega e L’armadio, Il cavallo e il ragazzo, Il principe Caspian, Il viaggio del veliero, La sedia d’argento e L’ultima battaglia. Al momento non l’ho letta: la fama di essere libri per ragazzi e di essere molto legati alla spiritualità cristiana mi hanno sempre fatto girare alla larga. Sto però iniziando a riconsiderare la cosa, anche grazie al saggio di Paolo Gulisano Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe. Clive Staples Lewis e l’eptalogia di Narnia contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successo: https://librolandia.wordpress.com/libri/.

4) Patrick Rothfuss, Il nome del vento.

In classifica compare solo il primo libro delle Cronache del re assassino, anche perché quando la classifica è stata creata, nel 2008, Patrick Rothfuss aveva pubblicato un solo romanzo. La paura del saggio infatti è del 2011. La trama almeno per ora non è la cosa più originale che si sia mai vista, ma Rothfuss ha una tale capacità di scrittura che le pagine (tranne quelle dedicate a Felurian) scorrono che è una meraviglia.

Quando ho letto Il nome del vento non avevo ancora il blog, perciò non ho commentato il romanzo. Qui però c’è un commento alla Paura del saggio (attenzione, visto che sto parlando del secondo romanzo della saga ci sono spolier dal primo volume): La paura del saggio.

5) Robert Jordan, L’Occhio del Mondo.

Anche qui è indicato un solo romanzo ma penso che il voto vada a tutta la saga, La Ruota del Tempo. I titoli, a partire dal prequel, sono Nuova primavera, L’Occhio del Mondo, La Grande caccia, Il Drago rinato, L’ascesa dell’Ombra, I fuochi del cielo, Il Signore del Caos, La corona di spade, Il sentiero dei pugnali, Il cuore dell’inverno, Crocevia del crepuscolo, La lama dei sogni, Presagi di tempesta, Le torri di mezzanotte, Memoria di luce. Gli ultimi tre romanzi sono stati materialmente scritti da Brandon Sanderson dopo la morte di Robert Jordan, ma comunque anche questa – come ho ripetutamente affermato su questo blog – è una saga da leggere. Su di lei ho consegnato giusto ieri un lungo articolo che sarà pubblicato su FantasyMagazine in settembre.

Edit: l’articolo, che non contiene spoiler significativi e quindi può essere letto da chiunque, è questo: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/19563/robert-jordan-la-ruota-del-tempo/.

6) Philip Pullman, Queste oscure materie.

Stavolta è indicata l’intera trilogia, non c’è molta coerenza nel modo in cui sono segnalate le varie opere. I titoli sono La bussola d’oro, La lama sottile, Il cannocchiale d’ambra. Io ho letto solo il primo romanzo, ma quando ho letto almeno un romanzo per intero segnalo come letta la serie. Se non sono andata avanti non è stato perché non conoscevo l’autore ma per scelta, perché quello che avevo letto non mi aveva incuriosita così tanto da voler dedicare altro tempo a quella storia.

7) Brandon Sanderson, Mistborn. L’ultimo impero.

Anche qui è indicato un solo volume quando invece è parte di una trilogia i cui seguiti sono Il pozzo dell’Ascensione e Il Campione delle Ere. C’è anche un sequel ambientato 300 anni dopo, La legge delle Lande, e so che Sanderson sta lavorando a un’altra storia ambientata subito dopo La legge delle Lande. La morte di Robert Jordan è stata una tragedia dal punto di vista umano, una mazzata terribile dal punto di vista letterario – anche se Sanderson è stato bravissimo a ultimare La Ruota del Tempo, ma comunque non è la stessa cosa – ma ha avuto sorprendentemente un aspetto positivo. Se la vedova di Jordan non avesse scelto Sanderson per completare La Ruota del Tempo, i romanzi di Brandon sarebbero mai stati tradotti in italiano? Sanderson è senza dubbio uno degli autori più bravi che ho scoperto nell’ultimo decennio (noto però che autori come George R.R. Martin, Robert Jordan e Guy Gavriel Kay li conoscevo già da prima).

Dei primi due romanzi della trilogia ho scritto delle vere e proprie recensioni, le potete trovare qui.

8) Christopher Paolini, Eragon.

Primo volume del Ciclo dell’Eredità proseguito con Eldest, Brisingr e Inheritance. Banalotto e scritto piuttosto male, immagino che piaccia ai lettori giovani perché c’è un protagonista giovane in cui immedesimarsi, una buona dose di azione – almeno nel primo romanzo, l’unico che ho letto – e non hanno abbastanza esperienza per vedere la superficialità della scrittura e la poca originalità. Ha venduto ben oltre i suoi meriti, ma se ha aiutato a creare qualche lettore in più almeno un aspetto positivo ce l’ha.

9) Terry Goodkind, La spada della verità volume 1.

Il ciclo è composto da 11 romanzi, ciascuno dotato di un titolo. Stranamente Fanucci ha pubblicato i primi quattro spezzandoli a metà, perciò ha dovuto inventare di sana pianta ben quattro titoli, e ha soppresso i singoli titoli al momento della pubblicazione dell’edizione economica limitandosi a distinguere i libri con un numero cardinale. A questa saga segue una trilogia dedicata a Richard e Kahlan composta da La macchina del presagio, The Third Kingdom, di prossima pubblicazione in lingua originale, e un terzo volume ancora in corso di scrittura, ma anche se i protagonisti sono gli stessi della saga penso che vadano considerati libri a parte. E poi ci sono due prequel, La leggenda di Magda Searus e Debito di ossa. Io ho letto Debito di ossa e i primi sette romanzi. I primi due romanzi mi sono piaciuti anche se non erano originali, poi mi sono annoiata nel terzo e non contenta mi sono stancamente trascinata per altri quattro libri prima di dire basta. Le galline del quinto mi hanno davvero fatto cadere le braccia. Dimostrazione di come si possa narrare sempre la stessa storia fino allo sfinimento del lettore.

10) Brandon Sanderson, La via dei re.

Primo volume delle monumentali Cronache della folgoluce previste in 10 volumi, Il secondo romanzo, Words of Radiance, è previsto per l’inizio del 2014 e io non vedo l’ora che venga tradotto perché La via dei re è davvero un’opera straordinaria. La migliore di Sanderson fino a questo momento, e non è poco (anche se i libri della Ruota del Tempo non li considero di Sanderson). Un commento più approfondito a questo romanzo: https://librolandia.wordpress.com/2012/04/14/brandon-sanderson-la-via-dei-re/.

11) Robin Hobb, Trilogia dei Lungavista.

I titoli sono L’apprendista assassino, L’assassino di corte e Il viaggio dell’assassino. Trilogia che parte lenta, migliora nella parte centrale e scade nel finale. La Hobb è molto brava nelle descrizioni psicologiche, ma leggere i suoi libri richiede un certo impegno.


12) Stephen King, L’ultimo cavaliere.

Primo volume della serie della Torre nera composta da L’ultimo cavaliere, La chiamata dei tre, Terre desolate, La sfera del buio, I lupi del Calla, La canzone di Susannah e La torre nera. A questi libri si sono aggiunti La leggenda del vento, almeno un racconto e collegamenti a non so quante opere di King. Io ho letto solo il primo romanzo, quello dal bellissimo incipit “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”, ma a parte questa riga mi sono annoiata. Mi hanno detto che gli altri libri sono molto diversi, più belli, e ci sono opere di King – vedi Il talismano e tre racconti su quattro in Stagioni diverse – che mi sono piaciuti, ma non sono mai andata avanti e dubito che mai lo farò.

13) David Eddings, La saga dei Belgariad.

Ecco, proprio quella di cui stavo scrivendo prima di distrarmi e di iniziare a scrivere questo articolo. I titoli sono Il segno della profezia, La regina della magia, La valle di Aldur, Il castello incantato e La fine del gioco. Volendo la saga è seguita da altri cinque romanzi, La saga dei Mallorean, preceduta da due prequel, Belgarath il mago e Polgara la maga e accompagnata dai materiali di lavoro del Codice rivano. I Belgariad non sono il massimo dell’originalità ma fanno ridere. Bella lettura, peccato sia quasi tutto fuori catalogo.

14) Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon.

Lasciamo da parte tutte le altre storie ambientate in Britannia e riferibili all’opera di Marion o delle scrittrici che hanno lavorato con lei, altrimenti non ne veniamo più fuori. Questa è materia per un approfondimento che vorrei scrivere da anni, come diversi altri. Tempo, tempo, dove sei? Per me questa è la storia di re Artù e di tutte le altre persone la cui storia è legata al re leggendario, a partire da Morgana. Non mi importa di quante altre versioni esistono – alcune le ho pure lette, tutte o in parte – ma nessuna potrà soppiantare questa nel mio cuore. Del resto la frase in alto in questo blog, “Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda”, deriva proprio dalla prima pagina delle Nebbie di Avalon, libro fondamentale per il mio ingresso nel mondo del fantasy. Dopo aver letto qualcuna delle altre versioni – anche di scrittori affermato come Jack Whyte – ho dovuto rileggere Le nebbie di Avalon per disintossicare la mia mente da quella visione che non mi era minimamente piaciuta. Però la sua spiritualità è di genere femminile, sono più gli uomini a cui non piace che quelli a cui piace.

15) J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion.

Lo Hobbit e Il signore degli anelli insieme e Il Silmarillion a parte? Boh… Libro difficile, la prima volta che ho provato a leggerlo l’ho abbandonato quindi lo sconsiglio ai lettori poco esperti. Di lui ho già parlato nel mio articolo, prima di mettermi a fare cavolate ho lavorato davvero. Volete sapere di che articolo si tratta? Leggete Effemme 8, quando lo pubblicheremo il prossimo autunno.

16) William Goldman, La storia fantastica.

Probabilmente molti di voi conoscono il film ominimo sceneggiato dallo stesso Goldman, anche se alcuni anni fa il romanzo è stato ripubblicato con una traduzione fedele del titolo originale, La principessa sposa. Questo è uno dei rari casi in cui libro e film sono nati insieme senza che uno dei due sia figlio dell’altro. Avete presente nel film il duello fra Inigo Montoya e l’uomo in nero? Eccoli: https://www.youtube.com/watch?v=8ro72KCyH5g&list=PL9E8BCCB613ED475B.

17) Ursula K. Le Guin, Il mago di Earthsea.

Trilogia composta anche da Le tombe di Atuan e La spiaggia più lontana. Ci sono altri titoli, ma se non mi velocizzo non vengo più fuori da questo testo. Io ho letto la trilogia e non è male ma non la amo davvero. La Le Guin ha un modo di scrivere molto particolare, con pochi dialoghi, tanta introspezione e un ritmo che non è esattamente fra i più veloci. La saga completa qualche tempo fa è stata pubblicata nel volume Leggende di Earthsea.

18) Garth Nix, Sabriel.

Il romanzo ha due seguiti, Lirael e Abhorsen. Io ho letto solo il primo e mi è bastato, lo giudico davvero brutto. Cosa diavolo ci fa qui in classifica?

19) Raymond E. Feist, Il signore della magia.

Primo volume della Saga di Riftwar, di cui in Italia sono state pubblicate solo due trilogie non consecutive. Complesso e, per i miei gusti, noioso.

20) Anne McCaffrey, I dragonieri di Pern.

La saga è molto lunga, in classifica compare la prima trilogia composta da Il volo del drago, I dragonieri di Pern e Il drago bianco. Ho letto solo il primo volume e mi è piaciuto, anche se poi non ho proseguito la lettura. Ma, malgrado la presenza dei draghi, per me queste sono più opere di fantascienza che fantasy.

21) Steven Erikson, I giardini della luna.

Primo romanzo della serie La caduta di Malazan composta anche da La dimora fantasma, Memorie di ghiaccio, La casa delle catene, Maree di mezzanotte, I cacciatori di ossa, Venti di morte, I segugi dell’ombra, La polvere dei sogni e Il dio storpio. Riconosco senza problemi la complessità del mondo di Erikson ma il suo stile mi annoia e non m’importa nulla dei suoi personaggi perciò l’ho abbandonato dopo due romanzi.

22) Jacqueline Carey, Il dardo e la rosa.

Primo volume di una serie abbastanza lunga, anche se i volumi italiani sono di più di quelli originali perché da un certo momento in poi l’editore ha iniziato a pubblicarli mezzo per volta. L’ho letto e mi sono annoiata per circa 200 pagine, fino a quando la situazione non precipita. Prima ero infastidita dalle parti porno e non capivo nulla degli intrighi. Poi il libro è migliorato, alla fine era perfino bello, ma ho deciso di non proseguire. Se anche il secondo dovesse diventare interessante dopo 200 pagine potrei morire di noia nel corso della lettura.

23) Brian Jacques, Redwall.

Primo volume di una saga fantasy-medievale per bambini con topi in veste di protagonisti. Quando Jacques è morto, il 5 febbraio del 2011, ho fatto alcune ricerche su di lui per scrivere un articolo commemorativo, e quel che ho letto mi ha incuriosita. Prima o poi lo proverò. Questo è l’articolo su Brian Jacques: http://www.fantasymagazine.it/notizie/14008/a-morto-brian-jacques/.

24) Margaret Weis e Tracy Hickman, La trilogia di Dragonlance.

La trilogia è composta da I draghi del crepuscolo d’autunno, I draghi della notte d’inverno e I draghi dell’alba di primavera, ma ambientati in quel mondo esistono moltissimi altri romanzi che non ho letto. Mi sono bastati questi tre. Non basta saper costruire un bel gioco di ruolo per saper scrivere dei bei libri.

25) R.A. Salvatore, Trilogia degli elfi scuri.

Mai letto niente di Salvatore, non mi attira. Possiedo un suo libro, regalatomi anni fa, ma qualcosa mi dice che continuerò a ignorarlo come ho sempre fatto.

26) Scott Lynch, Gli inganni di Locke Lamora.

Primo volume della serie dei Bastardi Galantuomini, fuori catalogo così come il suo seguito, I pirati dell’oceano rosso. Il terzo romanzo, The Republic of Thieves, non è mai stato tradotto in italiano. L’autore ha in programma di scrivere diversi altri romanzi.

27) Terry Pratchett e Neil Gaiman, Buona apocalisse a tutti!.

L’unico romanzo di Pratchett che ho letto non mi è piaciuto, mentre di Gaiman mi è piaciuto Nessun Dove, non ho gradito particolarmente Coraline e Stardust e mi sono divertita con L’esilarante mistero del papà scomparso. C’è da dire però che in genere io non amo i libri per bambini. Vedremo, ogni tanto medito se leggere questo libro.

28) Joe Abercrombie, Il richiamo delle spade.

Ho letto da poco The Heroes, bello ma non esattamente il tipo di libro che mi piace di più. Abercrombie scrive bene ma è troppo crudo per i miei gusti. Credo che questo libro lo ignorerò. Un commento più approfondito l’ho pubblicato qui: https://librolandia.wordpress.com/2013/04/17/joe-abercrombie-the-heroes/.

29) Terry Pratchett, Il colore della magia.

30) Brent Weeks, L’angelo della notte.

Trilogia composta da La via delle tenebre, Il tempo delle tenebre, Oltre le tenebre.

31) Tad Williams, Il ciclo delle spade.

Trilogia composta da… quattro libri: Il trono del drago, La pietra dell’addio e La torre dell’angelo verde volumi 1 e 2. All’epoca mi era piaciuta, ma l’ho letta oltre vent’anni fa. Dovrei proprio rileggerla.

32) Ursula K. Le Guin, La trilogia di Earthsea.

A chi ha curato la classifica è scappato un doppione, io avrei accorpato i voti di questa trentaduesima posizione con quelli del libro che si trova diciassettesimo. Se lo facessimo la Le Guin volerebbe al dodicesimo posto, giusto davanti a Stephen King.

33) Roger Zelazny, Le cronache di Ambra.

Ogni tanto mi dico che dovrei proprio leggere questa saga.

34) Jim Butcher, Le furie diCalderon.

35) Kristin Cashore, Graceling.

36) Guy Gavriel Kay, Il paese delle due lune.

Qualsiasi cosa scriva Kay è un autore straordinario. Se non lo avete ancora letto cosa state aspettando? Il paese delle due lune è fuori catalogo quindi lo potete trovare solo in biblioteca, mentre in vendita c’è La rinascita di Shen Tai. Basta perdere tempo a leggere me, leggete Kay che è meglio. Se volete sapere qualcosa di più su questo straordinario autore basta che clicchiate nella relativa categoria, è uno dei tre soli scrittori – gli altri sono Martin e Jordan – a cui ne ho dedicata una.

37) Stephen Donaldson, Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo.

Io ho letto solo il primo dei sei libri, La conquista dello scettro, e mi sono annoiata molto. In più il protagonista mi sta fortemente antipatico. A mai più rivederci, Thomas.

38) Susan Cooper, L’ascesa dell’ombra.

Saga mai provata. Forse, prima o poi…

39) T.H. White, Re per sempre.

Libro mai provato che devo proprio leggere. Prima o poi…

40) Robin McKinley, La spada blu.

41) Lloyd Alexander, Le cronache di Prydain.

Oltre vent’anni fa avevo preso in biblioteca Taran di Prydain, libro che mi era piaciuto. Però per sapere cosa ho letto davvero dovrei fare una ricerca visto che le storie di Alexander sono state pubblicate assemblate in modi diversi e con titoli diversi. Da parte di questa saga Disney ha tratto il cartone animato Taron e la pentola magica, ma visto quanto sono infedeli in genere le riduzioni Disney non so quanto sia rimasto della storia originale.

42) Robin Hobb, Trilogia dell’uomo ambrato.

In casa ho già Il risveglio dell’assassino e La furia dell’assassino, ma li leggerò solo quando Fanucci si degnerà di pubblicare in edizione economica Il destino dell’assassino.

43) Terry Brooks, La trilogia di Shannara.

Trilogia composta da La spada di Shannara, Le pietre magiche di Shannara e La canzone di Shannara. Dire che il primo romanzo è molto tolkieniano è un po’ riduttivo. Almeno in questa trilogia Brooks si legge bene, peccato che una volta chiusi i libri le sue storie non mi abbiano mai lasciato nulla.

44) Naomi Novik, Il drago di sua maestà.

Primo volume della saga di Temaraire, di cui Fanucci ha pubblicato solo i primi quattro romanzi. Li ho letto tutti e sono carini ma nulla di eccezionale. Forse il più divertente, aiutato anche dal fatto di essere una novità, è il primo.

45) Peter V. Brett, Serie dei demoni.

46) Michael Ende, La storia infinita.

La storia infinita è La storia infinita, non si discute. Uno dei capisaldi, e se avete solo visto il film e pensate di conoscere la storia siete in errore. Scordatevi quell’orrore e andate a leggere. La parte relativa al gioco della scimmia è fenomenale.

47) Anne Bishop, The Black Jewels Trilogy.

48) Tamora Pierce, La principessa Alanna.

Primo volume di una tetralogia arrivata in Italia troppi anni dopo la sua pubblicazione. Temo che ora quelle storie sappiano di già letto, ma è colpa di una traduzione tardiva e non dell’autrice. Forse farò un tentativo.

49) Robin Hobb, I mercanti di Borgomago.

Fino a ora la serie della Hobb che mi è piaciuta di più. In Italia la trilogia è diventata una serie in cinque volumi composta da La nave della magia, La nave in fuga, La nave dei pirati, La nave della pazzia e La nave del destino.

50) Guy Gavriel Kay, La trilogia di Fionavar.

Uno dei grandi amori della mia vita. Trilogia (composta da La strada dei re, La via del fuoco e Il sentiero della notte) ingiustamente fuori catalogo, ma davvero dovreste andare a cercarla. Se non vi siete interrotti quando in classifica avete trovato Il paese delle due lune fatelo ora e cercate Fionavar. Potete trovare maggiori informazioni su La strada dei re, La via del fuoco o Ilsentiero della notte cliccando sui vari link. E poi qui parlo un po’ dell’Oscuro Signore.

51) Glen Cook, The Black Company.

52) Mary Stewart, La grotta di cristallo.

Rivisitazione del ciclo arturiano dal punto di vista di Merlino. Il ritmo è lento ma la storia è molto bella. Non solo ho apprezzato gli altri due libri dedicati a Merlino, ma anche gli altri romanzi ambientati in quelle terre.

53) Stephen King, Gli occhi del drago.

54) Brae Wyckoff, The Orb of Truth.

55) Elizabeth Moon, La trilogia di Paksenarrion.

Fantasy di tipo militare. Io ho letto solo il primo, La figlia del pastore. Carino, ma non mi è mai interessato andare avanti.

56) Piers Anthony, Sul destriero immortale.

Primo volume del ciclo delle Incarnazioni, l’unico che ho letto. Immagino che quando ha scritto questi romanzi fossero pure innovativi, ma a me ha lasciato abbastanza indifferente.

57) Robin McKinley, The Hero and the Crown.

58) Elizabeth Haydon, Rhapsody: Child of Blood.

59) Juliet Marillier, La figlia della foresta.

Primo volume della Trilogia di Sevenwaters. Mi è piaciuto abbastanza, per certi versi mi ha ricordato la Zimmer Bradley delle Nebbie di Avalon. Ho letto anche il secondo e l’ho trovato pesante, così mi sono fermata.

60) Lian Hearn, La leggenda di Otori.

Primo volume della trilogia. Io ho letto anche il secondo, Il viaggio di Takeo. Non male, ma ormai sono passati anni e dubito che completerò la lettura. Comunque ho dedicato a questa classifica fin troppo tempo, se volete vedere le altre posizioni il link è in cima alla pagina. Segnalo solo, nelle prime cento posizioni, gli altri libri che ho letto io.

63) Lois McMasters Bujold, L’ombra della maledizione.

Primo volume di una trilogia. Lento all’inizio, bello nel finale ma mi sono fermata qui.

64) Patricia A. McKillip, Il signore degli enigmi.

Noioso.

67) Brandon Sanderson, Il Conciliatore.

Molto bello, l’autore ha in mente un seguito. Ne parlo più diffusamente qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/07/29/brandon-sanderson-il-conciliatore/.

68) David Eddings, Il trono di diamante, primo volume della Trilogia degli Elene.

Letta tutta, come pure la successiva Trilogia dei Tamuli. Bella.

69) Mecedes Lackey, Un araldo per Valdemar.

Primo volume della Trilogia di Valdemar. Letta tutta. Bella, tanto è vero che ho letto diversi libri della Lackey in inglese.

75) Greg Keyes, Il re degli alberi.

Primo volume della Saga dei regni delle spine e delle ossa. Tetralogia letta integralmente. Bella all’inizio, scade terribilmente nel finale.

76) Trudi Canavan, La corporazione dei maghi.

Letta tutta la Black Magic Trilogy, come pure il prequel e il primo sequel. Carina. Di tre di quei romanzi potete trovare le mie recensioni qui.

79) Mercedes Lackey, Magic’s Pawn.

Trilogia letta tutta. Dicevo qualcosa sul fatto di leggere la Lackey in inglese? E non mi sono fermata a questi libri.

85) Jonathan Stroud, L’amuleto di Samarcanda.

Primo volume della Trilogia di Bartimeus, a cui si è aggiunto un prequel. Letti tutti, sono divertentissimi. Della trilogia originaria si è occupata Pia Ferrara nel saggio La libertà è un’illusione, c’è sempre un prezzo da pagare. Jonathan Stroud e la trilogia di Bartimeus contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successohttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

91) Katherine Kurtz, La trilogia dei Deryni.

Letta tutta. All’inizio mi è piaciuta, ma non posso perdonare all’autrice una delle scene finali.

92) Guy Gavriel Kay, A Song for Arbonne.

Il mio primo Kay in inglese, mi ha fatto capire che quella di imparare la lingua è stata un’ottima decisione. Se conoscete l’inglese correte a comprarlo. E anche tutti gli altri romanzi di Kay già che ci siete.

96) David Eddings, La redenzione di Althalus.

A mio giudizio un Eddings sotto tono prima di quella cosa illeggibile (e che purtroppo ho letto) che è La saga dei Sognatori. Non fatevi del male e non leggetevelo, tenetevi in mente l’Eddings migliore.

97) Guy Gavriel Kay, The Lions of Al Rassan.

Lo devo ripetere ancora? Kay va letto. Punto. E io lo devo rileggere un’altra volta.

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21 risposte a I migliori fantasy epici secondo Listopia

  1. Raffaello ha detto:

    Vedere così in alto La trilogia dei lungavista della Hobb è un chiaro segno della scarsa affidabilità di questa lista. Per non parlare di Rothfuss, che mi era stato presentato in pompa magna…ed è stata una tale delusione. vedere questo autore (bravo…ma nulla più) davanti a Robert Jordan è deprimente. Per non parlare di Erikson al 21esimo posto. Boh.

    • Neanch’io condivido mai le liste. Tanto per dirne una Kay è troppo in basso, dovrebbe esserci lui al primo posto. Lo so che con Martin primo fa effetto che io scriva così, ma lo penso davvero. A parte questo, nei primi dieci posti ci sono Lewis (che non ho letto e dubito che leggerò mai) , Pullman, Paolini e Goodkind, tutta gente che io non piazzerei proprio in classifica.
      Rothfuss non è originale, la sua storia è abbastanza semplice, ma secondo me è molto bravo a narrare. Se escludiamo i capitoli su Felurian nel secondo romanzo e qualche piccolo dettaglio qua e là a me è piaciuto molto. Sa narrare, quanto a costruire un mondo lo scopriremo solo con quel che farà dopo Le cronache dell’assassino del re. La Hobb divide molto i lettori fra estimatori e detrattori, penso che abbia un modo di scrivere particolare, o la ami o la odi. Come anche Erikson, il cui stile però non potrebbe essere più diverso da quello della Hobb. Erikson non mi ha mai annoiata e infastidita come l’ultimo volume della Trilogia del figlio soldato della Hobb, ma non mi ha nemmeno mai divertita come mi ha divertita Robin nei suoi momenti migliori.
      Jordan penso paghi lo scotto di aver scritto una saga lunga. Non tutti hanno il coraggio d’imbarcarsi in una lettura del genere, e non sanno cosa si perdono. E poi viene generalmente ritenuto troppo prolisso. Non da me, io mi diverto sempre a leggerlo, ma c’è gente che con le sue storie non riesce ad andare avanti. In più ci sono quelli che hanno iniziato l’Occhio del Mondo, lo hanno giudicato un plagio da Tolkien e lo hanno abbandonato prima di scoprire quanto sia grandiosa La Ruota del Tempo, e quanto sia diversa da Tolkien.
      Capisco come certe posizioni possano essere assegnate. Kay è in basso perché è poco noto, ma quasi tutti coloro che lo leggono poi diventano suoi grandi fan. I fattori in gioco sono tanti.
      Io mi diverto a pubblicare queste liste perché mi piace guardare chi c’è e chi non c’è. Avrei voluto pubblicate tutte le prime 100 posizioni ma davvero su questo testo ho perso fin troppo tempo così e a un certo punto ho deciso di tagliare. Sono comunque spunti per decidere cosa leggere un futuro, magari se un libro ti viene citato abbastanza volte alla fine ti incuriosisci e lo leggi. Se vedi anch’io commento ogni tanto dicendo che dovrei leggere la tal saga. A furia di vedere i libri a volte mi decido davvero a farlo, e in qualche caso sono scoperte notevoli. E poi scrivendo di fantasy ogni tanto un promemoria su quali sono i libri più apprezzati, e che dovrei almeno conoscere per un arricchimento personale, male non mi fa.
      Ignora le posizioni che non condividi e chiediti cosa vorresti leggere tu, secondo me è il è modo migliore per apprezzare la lista.

      • Matteo ha detto:

        Le cronache di narnia fuori classifica??? Assurdo!!..assolutamente sul podio con il signore degli anelli e Earthsea!!! Piuttosto lamentati del fatto che la storia infinita e Conan non siano nella top10..

        • Non posso giudicare Le cronache di Narnia perché non le ho mai lette. Magari prima o poi lo farò e me ne farò un’opinione personale, per ora mi limiti a dire che con quel che ho sentito – per bambini, e soprattutto una forte presenza della morale cristiana – ho i miei dubbi che la saga di Lewis possa piacermi, ma i dubbi non sono una certezza. Earthsea prima o poi la rileggerò, almeno credo, ma dalla mia impressione dell’epoca non la metterei certo sul podio, e men che meno Conan, di cui ho abbandonato la lettura. Non ricordo che racconto fosse, ma se abbandono un testo di sole 70 pagine dopo essere arrivata a metà non è un buon segno. La storia infinita mi piace molto, ma non tanto da metterla sul podio. Parere personale, ovvio, e il mio parere vale quanto il tuo.
          Tendo ad avere perplessità quando vedo primo Il signore degli anelli non per dubbi sul romanzo di Tolkien, che amo, ma perché mi chiedo se chi lo ha votato lo abbia fatto perché davvero pensa che il libro meriti il primo posto o se lo faccia per partito preso. Troppe volte ho letto commenti di persone che reputano Tolkien il maggiore scrittore di fantasy di tutti i tempi (e su questo possono anche avere ragione) e che la sua opera non sarà mai superata (e questo è sbagliato, perché non abbiamo idea di cosa gli autori scriveranno in futuro).
          Comunque questa è una classifica votata dai lettori su un ben preciso sito. Io l’ho riportata, ho fatto i miei commenti personali, poi ciascuno è libero di condividere le mie opinioni e di dissentire da quelle della classifica, di fare il contrario e condividere quelle della classifica e dissentire dalle mie, o di dissentire da entrambe.

  2. Raffaello ha detto:

    Questa è saggezza!😛

  3. Marco P. ha detto:

    Ok, capito, appena finisco Armageddon Rag inizio a leggere Kay🙂

  4. Dany ha detto:

    Buongiorno … è un pò che non scrivo e ne approfitto subito per chiedere un consiglio: sono in procinto di acquistare la trilogia di Mistborn. Vorrei comprare le opere rilegate, ma temo (come è capitato per altri libri) che essendo versioni più vecchie abbiano problemi di traduzione o errori di vario genere che poi sono stati corretti nella versione in brossura. Sapete qualcosa in merito? Ossia la versione in brossura di Mistborn presenta differenze a livello di contenuto per le quali è meglio puntare su quella, oppure posso stare tranquillo ed acqusitare la versione rilegata che preferisco?
    Grazie per le informazioni

    • Ciao Dany
      io non credo che ci siano significative differenze fra le due versioni. Per revisionare una traduzione servono tempo e soldi. Gli editori non fanno revisioni a meno di non ritenerlo assolutamente indispensabile, il che in genere avviene quando le lamentele dei lettori inferociti sono davvero tante, su internet se ne parla con toni tali che l’immagine stessa dell’editore rischia di esserne danneggiata e i libri raggiungono cifre di vendita tali per cui vale la pena investirci sopra altri soldi. Io non ho sentito particolari lamentele sulle traduzioni di Sanderson, anche se ammetto di non essere entrata in nessun forum o blog dedicato a lui, e i suoi dati di vendita sono buoni ma non altissimi. Per questo credo che fra le due versioni cambino solo copertina e prezzo. Tieni presente però che l’edizione più bella di Mistborn ha rilegatura di tipo olandese, cioè con copertina morbida con alette. Di Sanderson sono stati pubblicati solo due romanzi con copertina rigida, La via dei re e Il conciliatore.

  5. Dany ha detto:

    … Mentre sono in attesa di un cliente che ha avuto la brillante idea di partire per venire a caricare la merce ordinata quando per noi è praticamente ora di chiudere, mi sono letto con calma e con piacere la classifica e visto che non ho un granchè da fare se non “aspettare” per poi andarmi a godere un pò di meritato riposo mi dilungo in qualche commento basato sulla mia piccola esperienza da lettore.
    Da quanto ho capito la classifica non è stata molto curata, infatti sono state evidenziate in più parti (da Martina e da altri utent) imprecisioni e mancanze varie tali da renderla per certi aspetti poco credibile.
    – Intanto sulla posizione 36 e sulla 50 mi sento di dare un consiglio: io ho trovato i libri di Kay su ebay. Io non amo comprare libri usati, ma nuovi sono impossibili da reperire. Inoltre il loro prezzo era irrisorio (mi pare che quello che ho pagato meno l’ho pagato 2 euro e quello che ho pagato di più 5 euro!!) . Chiaramente questo discorso non vale per “La rinascita di Shen Tai ” che si trova nuovo in libreria.
    – Sulla posizione 24: Pur avendo adorato i libri di Dragonlance in adolescenza, devo ammettere che anche io non sono rimasto folgorato da “Le cronache” . Mi sembra addirittura che il terzo libro l’ho lasciato a metà! Al contrario mi innamorai de “Le cronache di Raistlin”, composto da 2 libri : “Raistlin – L’alba del male” ed “I Fratelli in armi”. Vero è che avevo un’altra età, ma quei libri mi sono rimasti nel cuore perchè mi hanno avvicinato al genere fantasy.
    – Sulla posizione 10: Non ho letto il 90% dei libri e delle saghe citate nella classifica, anzi, diciamo il 95%, ma io a priori metterei “La via dei re” in qualche posizione più in alto. Se è vero che ci sono 9 saghe o libri migliori de “La via dei re” devo leggerli tutti e subito!!🙂

    • Io ho letto qualcosa più di te, almeno un libro – quando non l’intera saga – di 36 delle prime 60 saghe (i li libro se si tratta di un romanzo autoconclusivo e non di una saga). Sono veloce a leggere e sono davvero tanti anni che leggo fantasy, e con il tempo le letture non possoo che aumentare. Tra qualche anno probabilmente anche tu leggendo una lista così noterai di averne letti parecchi.
      Non conosco tutti i libri, è impossibile conoscerli tutti e ovviamente non do’ nessun giudizio su quel che non ho letto di persona.
      Le cronache di Narnia non mi attirano. Forse proverò uno o due libri per la loro importanza da un punto di vista storico, per approfondire la mia cultura, ma non è una cosa che conto di fare a breve. Le mie priorità per ora sono altre. Fra gli altri top 10 reputo senza dubbio Pullman, Paolini e Goodkind inferiori a Sanderson, e La via dei re è un’opera straordinaria laddove Mistborn è “solo” una bellissima trilogia. Jordan per me non può stare dietro a Rothfuss, il quale è un abilissimo narratore ma ancora non ha dimostrato niente per quanto riguarda la costruzione del mondo. E Kay è assolutamente troppo in basso.
      Io curioso nelle liste, ma poi i miei giudizi me li faccio da sola. Puoi tranquillamente provare anche tutti questi autori, ma con la consapevolezza che non tutti ti piaceranno perché ciascuno ha i suoi propri gusti diversi da quelli degli altri, anche se alcuni autori riscuotono consensi notevoli.

  6. zini ha detto:

    Scusate ma dov’è David Gemmel?

  7. Fra X ha detto:

    Secondo me Brooks si lascia leggere bene in generale e i suoi libri mi hanno lasciato un bel po!😄

    • Di Brooks ho letto svariati romanzi, Shannara dal Primo re (che in realtà è l’ultimo che ho letto) alla tetralogia degli Eredi, i tre del Verbo e il Vuoto (e il primo di questa trilogia è il suo romanzo che mi è piaciuto di più), il secondo di Landover, l’autobiografia e Hook. Non posso commentare gli altri perché non li ho letti, anche se diverse persone mi hanno detto che gli ultimi romanzi sono di livello inferiore rispetto ai più vecchi.
      Il libro di Landover non mi è proprio piaciuto. Colpa mia che ho iniziato la saga dal secondo volume, ma probabilmente mi ha dato fastidio anche l’aspetto umoristico. Nella maggior parte dei casi non apprezzo i libri umoristici, anche se vengono ritenuti capolavori del genere (tipo la Guida Galattica di Adams, o uno dei tanti libri del Castello di Blandings di Wodehouse).
      Ho letto La spada di Shannara avendo in mente Il signoredegli anelli, non il modo migliore per apprezzare il libro di Brooks. In generale ho letto i suoi libri con facilità, scorrevano bene, ero anche curiosa di sapere cosa sarebbe accaduto ai vari personaggi, ma una volta chiusi i libri non mi sono mai ritrovata a rimuginarci sopra come ho fatto con altri autori. Per questo dico che non mi hanno lasciato nulla. Però si tratta di un’opinione personale, non ho la pretesa di dire che la mia opinione è l’unica valida.

  8. Fra X ha detto:

    Ma avuto problemi con “Il signore degli anelli”! Mi stupisco sempre quando la gente dice che l’ inizio è lento o la battaglia del fosso di Helm noiosa!
    “Il silmarillon” invece… detto che non sapevo che mi aspettava e quindi mi ha lasciato molto spiazzato! Da leggere per ultimo.
    Anch’ io ho abbandonato Thomas Covenant al primo libro in corso.

    ” Scordatevi quell’orrore e andate a leggere.”

    Stiamo parlando del due vero? Il primo non si discute.😄 Scherzi a parte (bel film comunque il primo XD), c’ è tutta la seconda parte da scoprire visto che nel II hanno cambiato quasi tutto! Quando ho letto il libro ci sono rimasto così! °_O
    Ho riletto i primi tre libri di Prydain e mi sono piaciuti più della prima volta. Ritmo scorrevole, narrazione lineare,personaggi ben simpatici e ben caratterizzati, umorismo… qualche situazione è velocizzata e non ci si deve aspettare chissà che kolossal letterario, ma comunque le opere hanno anche una morale.
    E ti pareva “Eragorn” (non letto) bistrattato!😄
    Mi hai incuriosito su Guy Gavriel Kay. Non rifilarmi pacchi!😄 Si schierza! ^^

    • Anch’io non ho mai avuto problemi con Il signore degli anelli, ma rispetto alle opere attuali l’inizio è un po’ lento. Non è una critica ma una constatazione, all’epoca in cui Tolkien scriveva un inizio di quel tipo era normale, e io so di essere stata catturata dalle sue parole fin da subito. I romanzi sono anche ambientazione e atmosfera, non solo eventi in un ritmo forsennato, ma questo non tutti lo capiscono.
      Molte persone si trovano in difficoltà anche con la gran quantità di nomi, altra cosa che per me non è un problema. All’inizio ci sono un bel po’ di nomi? E allora? Quelli importanti saranno ripetuti e avrò modo di impararli, gli altri contano poco. E se poi il libro mi piace davvero finirò con il rileggerlo e, conoscendo già bene i personaggi principali, riuscirò a capire anche l’importanza degli altri.

      La prima volta ho abbandonato Donaldson, la seconda volta ho terminato almeno il primo romanzo. Ogni tanto provo a leggere classici del genere per ritrovare le basi (al di là dei testi di mitologia o etnologia), e quindi tengo duro anche se il libro non mi piace. All’inizio questo romanzo mi piaceva pure, poi pian piano ha iniziato ad annoiarmi. Ma il peccato più grave è lo stupro, per cui Thomas non prova mai nessun senso di colpa. Non mi interessa quali siano le sue sofferenze, su un atto del genere non posso passare sopra.

      La critica sullo scordarsi del film si riferisce al primo della Storia infinita, non ho mai visto il secondo. Il primo film si ferma a metà romanzo, e se capisco il fatto che Petersen aveva limiti di tempo e budget e che quindi abbia dovuto fare modifiche dal romanzo per realizzare il film, sapere che il film si intitola come il libro e scoprire al termine della visione che si tratta dell’adattamento di solo mezzo libro mi ha dato molto fastidio. Non solo, non mi è piaciuto il finale. Nel romanzo Bastiano cresce, ma nel film non c’era tempo per il suo percorso perciò si è limitato a tornare indietro e vendicarsi terrorizzando chi lo aveva tormentato. Deludente.
      In più non mi sono piaciuti gli effetti speciali. Ora potrebbero fare cose molto più belle e convincenti, ma anche con gli standard dell’epoca le immagini non mi piacevano. Una delusione totale, anche se so che in molti hanno amato il film.

      Prima o poi dovrei provare a riprendere in mano Prydain, l’impressione che mi è rimasta è quella di un libro carino. Però lo avevo preso in una biblioteca che non frequento più perché mi sono trasferita, riprendere il libro potrebbe non essere tanto facile (al di là del fatto che ho poco tempo).

      Eragon non poteva piacermi considerndo quando l’ho letto, ma probabilmente per i ragazzini è un approccio divertente al genere. Certo io non mi sogno di leggere i seguiti.

      Ti ho incuriosito con Kay? Bene, il mio scopo era proprio questo. Non era il mio scopo quando ho deciso di commentare la classifica, ma ogni volta che parlo di Kay io faccio del mio meglio per convincere chi mi legge a provare a leggere qualche suo romanzo. Io sono davvero convinta che i suoi libri siano meravigliosi, e continuerò a leggerli indipendentemente dal fatto che vengano tradotti oppure no. Però vorrei che fossero tradotti, che più gente potesse apprezzarli e magari anche che le persone che snobbano la narrativa fantasy capissero di essersi sbagliate perché, anche se esistono un bel po’ di di libri che non valgono la carta su cui sono stampati (e questo vale per tutti i generi) ne esistono altri meravigliosi e che possono parlarci davvero. Chiedo un po’ troppo, vero?

      La rinascita di Shen Tai è disponibile in versione cartacea solo sul sito Fanucci, l’ebook invece è regolarmente in commercio. Gli altri libri li puoi trovare solo in biblioteca – i tre del ciclo di Fionavar e Il paese delle due lune – oppure in lingua originale. Se ne leggi qualcuno poi mi fai sapere la tua opinione? Sono curiosa.

  9. Andrea ha detto:

    Anche io ho trovato la trilogia della hobb a tratti bellissima (primi due libri) ed a tratti noiosa se non un pò incoerente (buona parte del terzo…) Riconosco però che la signora scrive veramente bene ed ha uno stile molto molto scorrevole.
    Ho quasi finito la saga di belgariad, trovo che la trama non sia niente di che, ma i personaggi sono geniali ed i dialoghi sono tra i migliori che abbia mai letto! Però non credo che attaccherò con i mallorean, ho una lista talmente lunga ancora….
    Sono indeciso tra il completare la torre nera (avevo concluso il terzo bellissimo libro…) o iniziare la ruota del tempo di jordan… Che mi consigliate?

    • Della Hobb ho trovato davvero indigesto il volume conclusivo della Trilogia del figlio soldato, mentre mi è piaciuta molto la serie dei Mercanti di Borgomago. Ho già i primi due volumi della successiva trilogia incentrata su FitzChevalier, quando riuscirò a procurarmi anche il terzo li leggerò.
      Anch’io ho sempre letto Eddings più per i dialoghi che per altro. Le saghe che mi sono piaciute di più sono Tamuli ed Elene, prima o poi le rileggerò. Sono di livello inferiore le opere successive, La redenzione di Althalus e soprattutto la Saga dei sognatori.
      Della Torre nera io ho letto solo il primo libro, che non mi è piaciuto. Diverse persone mi hanno detto che dal secondo libro in poi la saga cambia completamente e diventa bellissima, prima o poi suppongo che farò un altro tentativo anche perché ora sto leggendo 22/11/63 e mi sto divertendo molto.
      Io amo La Ruota del Tempo, quindi la consiglio sempre. Inizio – sto parlando di centinaia di pagine – dichiaratamente tolkieniano, ma poi la storia prende la sua strada e diventa straordinaria. Basta pensare alla magia, alla minaccia che incombe sugli uomini, per vedere fin da subito che si prospettano situazioni molto interessanti. Il ritmo è quasi sempre lento, ma la cosa non mi ha mai creato problemi. I personaggi sono straordinari, il respiro della storia semplicemente grandioso. Puoi provare a leggere alcuni degli articoli che ho scritto sulla saga per fartene un’idea, prima di fare uno spoiler io avviso sempre.

  10. Jack Spades ha detto:

    La seconda trilogia della Dragonlance è decisamente più originale della prima, se ti capita…

    • Anni dopo aver letto la prima trilogia di Dragonlance ho provato a prendere in mano un volume appartenente a un’altra serie, credo il primo Death Gate. Visto che gli autori erano così famosi gli ho dato il beneficio del dubbio supponendo che negli anni il loro stile fosse migliorato. Ok, ero in libreria, quindi non potevo leggere tutto il libro, quello era solo un assaggio per decidere se procedere all’acquisto. Per quanto non si possa davvero giudicare un romanzo leggendo solo il primo paio di pagine, come ho fatto io, mi sono resa conto che quello che stavo leggendo non mi affascinava minimamente. Magari ho sbagliato, ma non credo che riproverò più a leggere Weis-Hickman, i libri che mi attirano sono troppi per perdere tempo con autori che mi convincono poco.

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