Caro editore ti odio/6

Questo discorso non è piaciuto molto neanche la prima volta che l’ho fatto, ma siccome per me è importante lo ripropongo. Ovvio, sto parlando del prezzo dei libri.

Si tratta di un tasto dolente che fa irritare parecchie persone, specie quelle che hanno problemi a investire troppi soldi nell’acquisto di un libro. In fondo, pensano in molti, è solo carta, quindi il suo prezzo non dovrebbe essere elevato.

La realtà, come sempre, è ben più complessa di quanto non appaia a un primo sguardo.

Alla realizzazione e commercializzazione di un libro prende parte un numero incredibile di persone. Redattori, lettori, revisori, traduttori, impaginatori, stampatori, agenti letterari, grafici e illustratori, esperti di packaging e marketing, pubblicitari, venditori, promotori, magazzinieri, corrieri, librai, uffici stampa… davvero la lista di queste figure sembra infinita (14), e a essa si uniscono costi tecnici come quelli dell’energia elettrica per far funzionare i macchinari o quella dell’inchiostro per la stampa.

Un libro quindi non è solo la carta necessaria a produrlo e il frutto dell’attività intellettuale del suo autore, ma un vero e proprio prodotto alla cui realizzazione contribuiscono molte persone, che da lì ricavano il loro sostentamento.

Fra le spese che un editore deve tenere presente ci sono anche quelle per i libri invenduti, realtà poco piacevole ma che non può essere negata. Se con tutti i libri c’è la speranza di un guadagno, per quanto piccolo, alcune opere si rivelano invece un fallimento parziale o totale e si trasformano in una perdita che dev’essere ammortizzata con i guadagni ricavati da altri testi.

I libri non hanno tutti lo stesso prezzo. Gli editori più importanti possono permettersi di pubblicare i loro titoli in edizione rilegata e poi, dopo circa un anno, ristamparli in edizione economica a un prezzo che corrisponde grosso modo alla metà di quello originario, quindi il lettore deve solo armarsi di un po’ di pazienza per spendere meno. I piccoli editori in genere non se lo possono permettere, perciò di solito delle loro opere esiste un’unica edizione il cui prezzo è stato deciso dopo un’attenta valutazione di costi e ipotesi sugli incassi futuri. Anche perché ogni editore è ben consapevole che se è vero che il prezzo lo decide lui, se sceglie un prezzo troppo alto il lettore semplicemente si orienta sull’acquisto di altri volumi.

Un libro come La via dei re di Brandon Sanderson, dal prezzo da molti indicato come troppo elevato (30,00 €), è un libro enormemente dispendioso e rischioso. L’autore è noto, ha il suo gruppo di appassionati che sono interessati a ogni sua opera, ma almeno in Italia non è autore da bestsellers, con le sole eccezioni dei volumi della Ruota del Tempo.

I suoi libri sono voluminosi. Già quelli della trilogia Mistborn sfiorano in un caso, e superano abbondantemente negli altri due, le 700 pagine. Con La via dei re le dimensioni sono ancora maggiori, nonostante i caratteri minuscoli con cui il libro è stampato: quasi 1150 pagine. Immaginare qualche migliaio di copie di questo tomo stampate e inscatolate per spedirle a tutte le librerie italiane può solo dare una vaga idea del tipo di lavoro — e di costi — che la stampa di questo libro comporta. In più al suo interno compaiono quattro tavole a colori, una ventina di illustrazioni in bianco e nero — che, vista la tecnica con cui sono state realizzate necessitano di una stampa di buona qualità per non diventare illeggibili — e tutte le prime pagine di un capitolo contengono la raffigurazione di una cornice e di uno stemma. Stampare un libro come questo costa, a fronte di vendite che sono buone ma nulla di straordinario. Siamo davvero sicuri che sia un libro caro? Comunque a due anni di distanza dalla prima edizione per chi ancora non ha acquistato il romanzo c’è una buona notizia: a breve arriverà l’edizione economica: http://www.libreriauniversitaria.it/via-re-cronache-folgoluce-sanderson/libro/9788834723548. Sono comunque curiosa di vedere la qualità delle illustrazioni. Per dirne una la qualità delle foto dell’edizione Vintage (19,00 €) del Museo immaginato di Philippe Daverio non è assolutamente paragonabile a quella delle foto della prima edizione dal prezzo di 35,00 €. Il risparmio a volte ha un costo di tipo diverso.

Certo, quando Mondadori divide in tre parti sia A Storm of Swords che A Dance with Dragons a differenza delle due in cui sono divisi gli altri tre romanzi di George R.R. Martin, il pensiero che l’unico motivo alla base di questa scelta sia una certa voglia di guadagnare il più possibile sulle spalle dei lettori è inevitabile.

C’è un altro fattore da tenere presente. Se pensiamo al prezzo di un libro e a quanto tempo impieghiamo a leggerlo ci rendiamo conto che il suo costo in rapporto alle ore di divertimento che ci garantisce è inferiore rispetto a quello di un evento sportivo, di un film al cinema, di uno spettacolo teatrale o di un concerto. E, se proprio il prezzo continua a sembrare eccessivo, le biblioteche o il prestito fra amici costituiscono un’ottima alternativa all’acquisto. Non la lettura a scrocco in libreria. Tecnicamente non commettete un reato, ma voi comprereste come nuovo un libro già letto da un’altra persona? E se nessuno si sogna di andare in un negozio di vestiti, indossare un capo, andarci in giro tutto il giorno e poi restituirlo al negozio senza spendere un centesimo, non vedo perchè con i libri ci sia la convinzione che ci si possa comportare in modo diverso.

Nota

14) Una lista più completa si può trovare in O. Ponte di Pino, op.cit., pagg. 33-34. Il libro è un’ottima introduzione ai vari aspetti dell’industria libraria.

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