Caro editore ti odio/2

Mantova

Seconda parte del “caro editore…”. Il titolo è nato molto prima dell’articolo. Le prime idee per quest’articolo risalgono a… quanto? Tre anni fa? Quattro? Ci ho rimuginato sopra per un bel po’ di tempo, ma non trovavo mai il tempo per scrivere. Fino alla scorsa estate, e per quando mi sono messa davvero alla tastiera sapevo già come avrei intitolato il mio articolo. Pensavo di scriverne uno solo ma, come spesso mi capita, le cose mi sono sfuggite di mano e l’articolo è diventato troppo lungo così, d’accordo con Emanuele Manco, l’ho diviso in quattro parti. E anche quello è stato un lavoro, perché dovevo cercare di equilibrarle sia a livello di temi che di lunghezza, e alla fine per comodità mia non ho rinumerato le note. La numerazione prosegue da un articolo all’altro, perché in realtà questo, nella sua versione originale, è un unico articolo… spezzato in quattro per motivi editoriali! Quando si dice l’ironia della sorte…

Qui le puntate sono più di quattro. Ci vuole tempo anche solo per caricare le foto o sistemare la formattazione, o per aggiustare alcuni passaggi non più attuali, e visto che il mio tempo è davvero poco, devo ancora sbrinare il freezer, fare la valigia (per voi che leggete è mercoledì ma per me che scrivo è sabato), fare una doccia, uscire a cena con amici e sistemare un bel po’ di altre cose, dilaziono in più giorni quel che ho.

Cambio di formato

La fantasy è costituita da lunghe saghe. Lo sappiamo tutti, le opere autoconclusive sono estremamente rare e ormai una trilogia appare come qualcosa di breve. Il che significa che un editore impiega parecchi anni per pubblicare una saga completa e spesso il lettore si trova di fronte suo malgrado libri dall’aspetto molto diverso l’uno dall’altro.

Il nome del vento di Patrick Rothfuss, autore edito da Fanucci, è disponibile solo nella collana Tif Extra, mentre il suo seguito, La paura del saggio, appartiene alla collana Collezione Immaginario Fantasy, ha copertina rigida ed è di dimensioni diverse. E se possiamo immaginare (ma non è ancora certo) che in futuro La paura del saggio sarà ripubblicato nello stesso formato in cui è ora disponibile Il nome del vento, è anche vero che la prima edizione del Nome del vento, con copertina morbida, alette e un formato uguale a quello in cui ora è disponibile Memorie di Luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson, non è mai stato pubblicato con la veste grafica che ha La paura del saggio. Chi ha acquistato entrambi i romanzi nella loro prima edizione si ritrova a possedere due opere totalmente diverse.

La differenza di formato in genere si ha nel passaggio fra l’edizione rilegata e quella tascabile. La saga della Confraternita del pugnale nero di J.R. Ward è arrivata al decimo volume, ma solo i primi sette sono disponibili nell’edizione tascabile della Bur. Cambiando editore Nord non ha una collana di tascabili, perciò quando ha deciso di realizzare le edizioni economiche dei romanzi di Trudi Canavan ha dovuto farlo sotto il marchio Tea, anch’esso di proprietà del Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Quanto a Mondadori per ora solo il primo romanzo dei Regni di Nashira di Licia Troisi, Il sogno di Talitha, è disponibile nell’edizione tascabile mentre il secondo, Le spade dei ribelli, è ancora un rilegato.

Perché questa scelta? Un’edizione rilegata costa di più, quindi un editore guadagna di più. Ecco allora che la gran parte delle novità escono in questo formato. Però quando un libro ha un prezzo elevato dopo un primo momento di (si spera) buone vendite i lettori che sono appassionati di quel particolare autore hanno già fatto il loro acquisto e gli altri, quelli che ancora non conoscono l’opera o la saga, sono indirizzati nelle loro scelte anche dal prezzo, perciò un prezzo basso consente, con il trascorrere del tempo, di vendere un maggior numero di copie. Da qui la necessità dell’esistenza di un’edizione tascabile, anche se raramente gli editori più piccoli possono permettersi l’investimento necessario a realizzare una nuova edizione della stessa opera.

Spiega Giuliano Vigini, docente di sociologia dell’editoria presso l’Università Cattolica di Milano, che il longseller, cioè il libro che continua a vendere nel corso del tempo, “nasce anche per la capacità di muovere un libro nelle collane, di farlo uscire in nuove edizioni e così via” (4). Di fatto mentre una buona parte delle novità trova posto sui tavoli delle librerie o in posizioni di grande evidenza, i titoli vecchi sono “relegati” di costa sugli scaffali, visibili solo a chi si metta a consultare con attenzione la parete. Del resto, se in Italia vengono pubblicati ogni anno quasi 60.000 libri (5) è praticamente impossibile per chiunque dare visibilità a tutti i titoli, quindi la scelta di cosa mettere in primo piano e incrementare così le sue probabilità di vendita, al di là della fama del singolo scrittore o del potere contrattuale dell’editore, è legata proprio al fatto che il libro sia o non sia una novità.

Tecnicamente parlando, l’edizione Fanucci di La terra morente di Jack Vance è una novità rispetto a La legge delle lande di Brandon Sanderson perché anche se la prima edizione italiana del primo romanzo risale agli anni ’60 e il secondo è stato pubblicato per la prima volta solo all’inizio di quest’anno, la ristampa Fanucci di un vecchio titolo Nord è arrivata in libreria solamente qualche giorno fa, quindi quasi sei mesi dopo rispetto a un romanzo inedito in Italia fino alla scorsa primavera. Il che significa che al momento nelle librerie l’opera di Farmer è ben più visibile (e quindi più facilmente acquistabile) di quella di Kay.

Per questo gli editori quando possono spostano il libro da una collana all’altra: per dargli più visibilità e di conseguenza venderne più copie. L’operazione non può essere ripetuta all’infinito, specie da parte dei piccoli editori che rischierebbero di non vedere più ordinati i propri libri, ma quando funziona procura benefici effetti nel bilancio delle case editrici. Il rovescio della medaglia, però, si ripercuote sul lettore.

 

Immaginiamo un lettore che voglia acquistare in questo momento Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. I primi undici volumi sono disponibili nell’edizione Oscar bestsellers, l’ultimo solo in quella rilegata. Chi volesse andare avanti dopo I fuochi di Valyria si troverebbe a dover scegliere se cambiare edizione, con un pessimo effetto estetico nella propria libreria personale, o aspettare fine ottobre/inizio novembre, quando verrà pubblicata l’edizione economica di La danza dei draghi. Se invece all’inizio avesse preferito l’edizione Oscar Grandi Bestsellers, che pubblica i romanzi in versione integrale e non spezzati in più parti, l’ipotetico lettore dovrebbe scegliere se fermarsi dopo il terzo romanzo e aspettare il quarto nello stesso formato fino alla prossima primavera – e poi ancora il quinto l’anno successivo . o proseguire cambiando formato e acquistare Il dominio della regina. Ma in questo caso è il lettore che ha la possibilità di compiere una scelta. E se invece non l’avesse?

Nel 1998 Fanucci ha iniziato a pubblicare La spada della verità di Terry Goodkind nella collana Il libro d’oro. Dopo tre romanzi e mezzo, nel 2001 la casa editrice romana ha iniziato una ristampa del ciclo nella collana Nuova Economica Tascabile (NET). In questo formato sono stati pubblicati solo i primi cinque romanzi di una serie che ne conta ben undici. Questo perché nel 2003 è iniziata una nuova ristampa della saga, questa volta nella collana Tascabili Immaginario Fanucci (TIF), e dopo un breve periodo di coesistenza dei volumi in tre collane diverse la casa editrice ha deciso di sopprimerne una. Chi aveva acquistato i primi volumi nella NET, pertanto, è stato costretto suo malgrado a cambiare edizione, e questa non è stata l’ultima volta che i libri di Goodkind sono stati spostati da una collana all’altra o hanno cambiato formato.

 

Diversi anni prima, nel 1990, Nord aveva iniziato a pubblicare il Ciclo di Deverry di Katharine Kerr nella Fantacollana, e tutti i successivi sette romanzi sono stati pubblicati nella stessa collana anche se nel 1994 era iniziata una ristampa completa nella Collana Narrativa, dalle dimensioni differenti. La pubblicazione della serie nelle due collane è andata avanti rispettivamente fino al 1998 e al 2000 ma quando, nel 2002, l’editore ha deciso di pubblicare la successiva trilogia, lo ha fatto solo nella seconda collana, costringendo tutti i lettori della Fantacollana a comprare libri in un diverso formato.

 

Ancora peggio è andata a chi fra il 2000 e il 2004 ha acquistato la saga dei Maestri del sapere di Maggie Furey. La casa editrice era in difficoltà ed era in procinto di entrare a far parte del Gruppo Mauri Spagnol, perciò al suo interno qualcosa stava cambiando. Qualcosa è cambiato anche all’esterno se, pur facendo tutti parte della stessa collana, i libri sono notevolmente diversi fra loro. Il primo, Il cuore di Myrial, presenta lo stesso aspetto e le stesse dimensioni dei volumi della Fantacollana pubblicati fino a quel momento. I due successivi oltre a essere più alti di circa un centimetro hanno anche titolo e nome dell’autrice stampati dall’alto verso il basso invece che dal basso verso l’altro come nella costa del volume precedente.

Aggiungo qui un caso di cui mi ero dimenticata di parlare, e che mi hanno fatto notare nei commenti su FantasyMagazine. Certo, non si può parlare di tutto, ma questa saga ci tendo a inserirla. L’ultimo elfo di Silvana De Mari è stato pubblicato da Salani nella collana Istrici. Ha avuto diverse edizioni, in un caso pure con copertina rigida, ma la collana è sempre stata quella e il formato piccolo. L’ultimo orco e Gli ultimi incantesimi sono apparsi prima nella collana Mondi fantastici e poi nella Biblioteca economica Salani (per la verità Gli ultimi incantesimi non è ancora stato pubblicato nell’edizione economica, ma la cosa dovrebbe avvenire a breve). I Mondi fantastici sono libri rilegati con sovraccoperta, la Biblioteca economica ha copertina morbida ma un formato più grande rispetto agli Istrici. Quei tre libri non sono mai stati pubblicati nello stesso formato, e probabilmente non lo saranno mai. La saga però non finisce qui. Altri tre volumi sono stati pubblicati da Fanucci. L’ultima profezia del mondo degli uomini è stato pubblicato prima nell’edizione rilegata e poi in quella tascabile, Io mi chiamo Yorsh e L’ultima profezia del mondo degli uomini. L’epilogo solo in quella rilegata. Probabilmente anche questi due libri avranno, prima o poi, la loro edizione tascabile, ma visto che l’autrice ha cambiato editore non c’è nessuna possibilità che l’intera saga possa, in futuro, essere disponibile in un unico formato.

Insomma, neanche comprando sempre tutti i volumi di una saga nella prima edizione si ha la certezza di poterli avere nello stesso formato, e questa (di solito) è una lacuna da parte dell’editore anche quando, come nel caso di Rothfuss, si traduce nella pubblicazione di un libro di qualità migliore.

Un altro inconveniente è dato dalle sparizioni delle vecchie edizioni. Quando viene pubblicata una nuova edizione di un’opera quella vecchia tende a sparire dal commercio, perciò se qualcuno acquista i primi volumi di una serie e poi decide di prendersi una pausa leggendo altro non è detto che poi riesca a comprare gli altri volumi nella stessa edizione nella quale ha acquistato i primi.

Gli editori, se possono, hanno la tendenza a fare almeno un cambio di collana, passando dall’edizione rilegata a quella tascabile. La prima è più bella ma la seconda costa meno, perciò quando diventa disponibile la seconda è quella l’edizione richiesta dalla quasi totalità dei lettori. E visto che i libri sono tanti e non fanno che aumentare mentre lo spazio nei negozi rimane sempre lo stesso i librai rendono agli editori l’edizione rilegata. Commercialmente parlando è una decisione ineccepibile: non essendoci lo spazio per tutto è meglio avere un maggior numero di titoli disponibili in un unico formato piuttosto che un minor numero di titoli disponibili in più formati diversi. E visto che nel momento della pubblicazione dell’edizione economica il rilegato diventa, da un giorno all’altro, un libro dalle vendite irrisorie, è lui quello che viene reso.

Salvo rarissime eccezioni come le due edizioni Tea e Corbaccio della Storia infinita di Michael Ende o le varie versioni con o senza illustrazioni dei romanzi di J.R.R. Tolkien, quando un libro cambia collana la vecchia edizione sparisce dalle librerie. Finché l’editore ne ha ancora qualche copia in magazzino può spedirla alla singola libreria dietro specifica richiesta, ma visto che una ristampa non avrebbe senso da un punto di vista economico quando quella scorta finisce il libro diviene introvabile.

 

Finisce qui la seconda parte del nostro viaggio nel mondo dell’editoria.

Note:

4) Citazione riportata da Ida Bozzi in Longseller si nasce classici si diventa, articolo pubblicato su La lettura, domenica 22 luglio 2012, pagg. 12-13.

5) Dato fornito dalla AIE (Associazione Nazionale Editori): http://www.aie.it/.

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