Guy Gavriel Kay e le riletture

Guy Gavriel Kay: La rinascita di Shen Tai

Quanti libri avete letto ultimamente? E quanti ne avete riletti? La domanda non è del tutto oziosa, io sono una persona che rilegge molto – anche se il tempo per farlo è sempre meno – e mi sono appena imbattuta (riimbattuta) in un testo di Guy Gavriel Kay. Ogni tanto lo tiro fuori, mi piace troppo quello che scrive Kay, che sia narrativa o che siano riflessioni sulla scrittura o sulla società. Non ho tempo per studiare un nuovo articolo, quindi o lascio passare un altro giorno senza pubblicare nulla o vi beccate alcune sue riflessioni, nate dal fatto che qualche fan adorante (non ero io ma avrei potuto esserlo se mai lo avessi incontrato) gli ha confessato di rileggere regolarmente le sue opere.

Vi è mai capitato di sentire persone sminuire le riletture dicendo che loro non hanno tempo per questo e preferiscono leggere qualcosa di nuovo? E poi magari guardano lo stesso film dieci volte…

Ma non è di coerenza che volevo parlare. Chi ha detto che un libro che non valga la pena di essere riletto non valeva la pena che fosse letto nemmeno la prima volta? Ed Eraclito ha detto che non possiamo entrare due volte nello stesso fiume, ma non mi dilungo perché il tempo è quello che è.

Quando riprendiamo in mano un libro che abbiamo amato da ragazzi, ha notato Kay, c’è una certa ansietà. Noi definiamo la nostra stessa persona anche in base a ciò che amiamo, o che abbiamo amato. I libri che ci toccano nel profondo, specie da adolescenti, hanno un peso importante nel formare la nostra persona. Se a una rilettura da adulti li troviamo banali, sdolcinati o mediocri, questo come ci cambia? Come ci fa sentire il pensiero di essere persone che hanno amato a lungo un’opera mediocre? D’altra parte, se l’amore per il testo rimane immutato, questo non rafforza la nostra autoconsapevolezza?

Ovviamente anche Guy Gavriel Kay è arrivato a Eraclito. Non lo ricordavo, ho iniziato a fare una traduzione senza aver riletto il testo ma solo con il ricordo che fosse qualcosa d’interessante. Non possiamo entrare due volte nello stesso fiume, e non possiamo leggere due volte lo stesso libro. Ogni lettura è una lettura diverse perché noi siamo persone diverse, anche se Kay sottolinea come le letture successive subiscono il filtro delle letture precedenti. Ci sono memorie legate al testo, a volte anche di eventi esterni. Kay parla delle persone che possiamo aver incontrato durante la lettura, e a me è venuto in mente che quando stavo leggendo I giardini della luna di Steven Erikson ho conosciuto l’uomo che sarebbe diventato mio marito. Possiamo stupirci se quella lettura è stata un po’ distratta? Poi ho letto un altro romanzo di Erikson e continuo a non amare lo stile dello scrittore, ma il suo primo libro per me continua a essere legato a mio marito. Se lo rileggessi cosa proverei?

A volte nella rilettura aspettiamo con impazienza un determinato episodio, altre volte ci rendiamo contro di aver frainteso, o dimenticato , alcuni elementi della storia. La rilettura attraversa la nostra memoria e la nostra storia personale.

Perciò una rilettura non è mai qualcosa che si può affrontare a cuor leggero. Anche con la consapevolezza di essere cambiati, non vogliamo scoprire che in passato ci eravamo sbagliati. Continuare ad amare un libro dà sollievo, anche mentre osserviamo dall’esterno le nostre stesse reazioni.

Ma, visto che il tempo a mia disposizione è terminato, vi lascio con una citazione dalla dubbia provenienza riportata da Kay: “Ogni volta che rileggo Shakespeare, lui sembra sapere tutto quel che è accaduto nella mia vita dall’ultima volta che l’ho letto”.

Per leggere l’intero brano di Kay (in inglese) dovete andare qui: http://guygavrielkay.kinja.com/on-rereading-guy-gavriel-kay-458708805. Se invece volete leggere uno splendido romanzo e ancora non lo avete fatto, correte a comprare La rinascita di Shen Tai di Guy Gavriel Kay. E, se per caso lo avete già letto, rileggetelo.

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7 risposte a Guy Gavriel Kay e le riletture

  1. ClaudioLXXXI ha detto:

    Leggo molti libri e mi piace rileggere. Anch’io dico spesso che un libro che non merita una seconda lettura non meritava neanche la prima. Adesso sto rileggendo i libri di GRRM, recentemente ho letto Watchmen per la terza volta e lo Hobbit per la quarta. Alcuni libri di Borges o di Stephen King li ho letti fino a sei, sette, otto volte. Poi vabbè rileggo ciclicamente i vangeli ma quello è un tipo di lettura diverso.

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  2. Dany ha detto:

    Io non ho mai riletto un libro. Anche quando sento che non sono riuscito a cogliere molti dettagli non mi viene voglia di rileggerlo perchè preferisco esplorare mondi e situazioni nuove. Non mi piace nemmeno leggere libri dopo aver visto il relativo film, perchè conoscere la storia mi toglie il piacere della lettura.
    Se devo essere sincero, addirittura non sopporto nemmeno i titoli dei capitoli che in certi libri anticipano quello che andremo a leggere!! Mi è capitato in alcuni libri di coprirli con una mano perchè i titoli dei capitoli erano spoiler assurdi!! Ok sono esagerato, ma mi piace leggere non sapendo nulla sulle pagine che sfoglierò.
    A proposito: ho comprato i libri di Guy Gavriel Kay (ho trovato anche la trilogia … 😀 ) e dopo il primo libro de “La Ruota del Tempo” passerò a leggere La Rinascita di Shen Tai 🙂

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    • Scelta legittima, le cose che potremmo/vorremmo leggere sono talmente tante che non c’è il tempo per tutto e inevitabilmente bisogna fare delle scelte. Io però ti consiglio, una o due volte, di provare a rileggere un libro. Magari scopri che hai perso tempo, ma questo capita ogni volta che prendi in mano un libro. Fino a quando non lo hai letto non puoi mai davvero essere sicuro che ti piacerà. Non dico di farlo regolarmente, ma almeno un paio di volte fai il tentativo. Potresti rimanere sorpreso.

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