Il grande inverno di George R.R. Martin. Capitolo 23: Eddard

Dopo il tradimento di Ditocorto temevamo di aver perso Ned per sempre, e invece George R:R. Martin aveva ancora qualcosa in serbo per lui. Certo, io sapevo fin da subito dell’esistenza di questo capitolo perché avevo barato. Ogni volta che compro un volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco una delle prime cose che faccio (dopo averlo annusato, soppesato, aver letto dediche e indicazioni di copyright e guardato le mappe) è scrivermi un indice.

Non leggo una sola parola delle pagine che non ho ancora raggiunto con una lettura vera, ma l’indice lo compilo. È fondamentale, altrimenti come farei a passare con tanta facilità da un capitolo all’altro nelle mie citazioni? Va bene, di mezzo ci sono anche numerose riletture e un buon quantitativo di appunti, ma l’indice aiuta a focalizzare parecchie cose. E lo faccio per tutti i libri, non solo per quelli di George R.R. Martin. Perciò sapevo fin da quando Ditocorto ha piazzato quel coltello alla gola di Ned che lo avrei rivisto.

E quindi eccolo qui il nostro amico Eddard Stark in carcere. Attenzione agli incubi, perché sono importanti. Lasciamo perdere il rigirare il coltello nella piaga di Cersei, quello che conta è altro. Rivede Robert Baratheon come noi non l’abbiamo mai visto, come ha fatto il suo amico a trasformarsi da temibile guerriero in re incapace? Ok, l’abilità con la mazza da guerra non è proprio la prima caratteristica che dovrebbe avere un buon re, anche se aiuta molto nel caso in cui debba combattere per conquistarsi il trono. Però dai ricordi di Ned emerge una brava persona, forse un po’ troppo interessato a correre dietro alle donne ma comunque onesto e competente. Quando Ned era ancora il figlio cadetto di Rickard Stark Robert era il lord di Casa Baratheon a causa della prematura scomparsa dei suoi genitori, quindi lo aveva pure visto amministrare delle terre.

Ti ho mentito, ti ho nascosto la verità” pensa Ned a pagina 249 del Grande inverno. Noi sappiamo che ha mentito quando ha detto che Catelyn ha arrestato Tyrion Lannister dietro suo preciso ordine, mentre Catelyn non ha fatto altro che approfittare delle circostanze. In più ha nascosto la verità quando non ha detto a Robert che Joffrey è un Lannister e non un Baratheon, visto che il suo papà è il caro Jaime. C’è altro? Io penso di sì, ed è l’annosa questione R+L=J. Sulla questione mi sono già soffermata qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/10/23/sulla-mamma-di-jon-snow/, perciò almeno per stavolta non la ripeto.

Quello che conta è il ricordo di Harrenhal. Ogni volta che quel torneo torna sulla scena dobbiamo fare attenzione perché è ad Harrenhal che è iniziato tutto. Brandon, presente, che ride. Jaime Lannister che presta giuramento. Rhaegar Targaryen che vince il torneo. Rhaegar morente, ma quel giorno aveva donato una corona di rose azzurre a sua sorella Lyanna. Lyanna che ama il profumo delle rose, e che dal letto allagato di sangue gli dice “prometti, Ned!

Di quante altre prove abbiamo bisogno? Sì, Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono ancora lunghe e George R.R. Martin tornerà ancora sul torneo di Harrenhal, ma questo breve incubo è fondamentale.

Alla fine arriva Varys. Per quanto il passato sia importante bisogna anche andare avanti, e stabilire l’assetto futuro dei Sette Regni. Abbiamo la conferma che Arya è riuscita a tagliare la corda, il sacrificio di Syrio Forel non è stato vano. Notato come i punti di vista apprendono quello che combinano gli altri? La supplica di Sansa, la liberazione di Tyrion, più avanti gli spostamenti di Robb… quello che fa Martin è un gioco a incastro, e gli riesce davvero bene.

Per un po’ avevo sperato che Varys avrebbe liberato Eddard, ma in effetti nel farlo non avrebbe alcun vantaggio e tutti gli indizi punterebbero contro di lui. Vuole la pace? Davvero? Io ancora non ho le idee chiare su quale sia il suo vero obiettivo, su dove vada la sua fedeltà o su quante cose conosca. Mmmmmm…

Notato che la morte di Robert Baratheon non è stata accidentale? Cersei ci ha messo del suo facendosi aiutare per sicurezza dal cugino Lancel Lannister, già scudiero del compianto sovrano. Comunque sono affollate le celle se dopo l’arrivo di Varys Eddard può aspettarsi quello della regina. E se la vita di Eddard per lui non vale tanto quanto il suo onore, quanto può valere la vita di Sansa?

Un’ultima nota: Rhaenys, figlia di Rhaegar Targeryen ed Elia Martell aveva un gattino. Un gattino nero.

(edit: attenzione ai commenti perché contengono spoiler fino alla Danza dei draghi compreso).

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10 risposte a Il grande inverno di George R.R. Martin. Capitolo 23: Eddard

  1. ClaudioLXXXI ha detto:

    Argh. Io ho recentemente riletto i primi due libri, ma il gattino nero mi era proprio sfuggito. Anche questo è importante? Cosa significa?

    • Il trono di spade, pag. 372:
      “Il gatto selvatico con un orecchio solo, nero come il carbone, arcuò la schiena e sibilò minacciosamente.”
      (…)
      “La Fortezza Rossa era piena di gatti (…) Uno dopo l’altro Arya li aveva presi e li aveva tutti orgohliosamente portati a Syrio Forel. Tutti tranne uno: il diavolo nero con un orecchio solo. “è lui il vero re del castello” le aveva detto uno degli armigeri dalle cappe dorate. “Più vecchio del peccato e due volte più cattivo”.”

      Fra la morte di Rhaenys e la caccia ai gatti compiuta da Arya sono trascorsi circa 14 anni. Un gatto a quell’età ci può arrivare. Sarebbe vecchio, ma non è una cosa impossibile. Quello di Rhaenys era un gattino, quello di Arya è vecchio. Potrebbe essere lo stesso gatto, che ha perso un orecchio quando la sua padroncina, che lo stava tenendo in braccio, è stata ammazzata.
      E fin qui il discorso regge ma è poco significativo. Perché diventi importante devo inserire uno spoiler dai Guerrieri del ghiaccio.
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      La grande rivelazione di quel ibro è che Aegon, il fratellino di Rhaenys, è vivo perché prima dell’arrivo della Montagna che cavalca, probabilmente subito dopo la battaglia del Tridente, c’è stato uno scambio di neonati per proteggere il principe.
      Hai presente la scena di Ulisse che ritorna dopo un viaggio di 20 anni? Il cane Argo lo riconosce quando nessun altro lo fa. Poi Argo muore, ma intanto l’ha riconosciuto. Possiamo aspettarci una scena simile con Aegon e il gattino di Rhaenys? Certo, nche se ci fosse potrebbe essere ritenuta insignificante dagli altri, ma finché Martin non pubblica il libro non si può mai dire…
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      fine spoiler dai Guerrieri del ghiaccio

  2. ClaudioLXXXI ha detto:

    Ah, capisco, grazie. Comunque io – sempre spoiler dai Guerrieri del Ghiaccio

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    allo scambio non ci credo. Per me Martin si sta divertendo a distruggere un altro topos, quello del principe in incognito. Il vero Aegon era proprio il bambino ucciso dalla Montagna. Quello è un bambino qualunque a cui hanno raccontato di essere l’erede al trono per “costruirsi” un re. Sarebbe il capolavoro di Varys. Quello è il drago del guitto, il falso drago, profetizzato a Danaerys alla fine del secondo libro.

    • Rieccomi dopo due giorni in cui non ho proprio avuto il tempo per rispondere. Gli spoiler in questo caso comprendono anche La danza dei draghi.
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      Io invece ci credo, e non tanto perché Varys dice a Kevan che quello è davvero Aegon. I personaggi sono abituati a mentire, e sappiamo che Varis è un bell’intrigante fin dalla prima metà del primo romanzo, quindi le sue parole vanno prese con molta cautela anche se sono rivolte a un uomo morente. Il dato più significativo è quel che dice Jon Connington a pagina 227 della Danza dei draghi. Sta parlando a sé stesso, quindi non può mentire, e il suo pensiero è che ha deluso il padre e che non intende deludere il figlio. Il padre, è evidente dalle righe precedenti, è Rhaegar. Ha cresciuto lui Aegon, sono coninta che sappia perfettamente se è il principe vero o un impostore, e lui è certo che sia quello vero. Comunque anche in questo caso la risposta ce la può dare solo martin.
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      • Maria ha detto:

        Ho finito ora di leggere i libri e concordo totalmente con questa supposizione.
        Jon Connington non mente, ha davvero protetto il figlio della principessa Elia.
        Diciamo che è un comportamento molto simile a quello di Ned Stark che non ha mai voluto dire di chi sia figlio Jon Snow,
        Mentire sulla vera identità di alucni bambini significa salvare loro la vita.
        Diciamo che Martin questo concetto lo ripete più e più volte…l’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Gilly e il figlio di Craster.

        • C’è un’altra possibilità, che non avevo considerato nel momento in cui avevo scritto i commenti qui sopra: Connington potrebbe essere convinto di aver protetto il figlio di Rhaegar e aver invece protetto qualcun altro, magari un Targaryen del ramo Blackfire. Gli intrighi sono talmente tanti che è difficile essere certi di qualsiasi cosa, al di là di chi sia la mamma di Jon Snow… 😉
          Propendo ancora per il figlio di Rhaegar, ma i dubbi ci sono.

  3. Maria ha detto:

    Concordo, certo non si può escludere che Connington possa essere stato tratto in inganno.
    Come te propendo che il suo protetto sia il vero figlio di Rhaegar ma non si possono avere certezze.

  4. Maria ha detto:

    Il dubbio è proprio questo : possibile che il principe Oberyn non sapesse che il figlio di sua sorella Elia fosse stato messo in salvo?

    • Meno persone sono a conoscenza di un segreto più è facile mantenere il segreto. Se Oberyn avesse saputo che Aegon era vivo si sarebbe comportato in modo molto diverso, e Robert Baratheon avrebbe potuto sospettare l’inganno. In fondo anche Ned non dice a Catelyn la verità su Jon, pur sapendo che Catelyn avrebbe sofferto per via della menzogna e che avrebbe sempre trattato Jon con molta freddezza (anche se non può immaginare con quanta freddezza e anche cattiveria).

      • Maria ha detto:

        Si hai ragione, tra le altre cose è possibile che Connington agisca solo per l’amore verso il suo re Rhaegar Targaryen, perchè se non ricordo male lui non amava la principessa Elia. Si questo potrebbe spiegare perchè la famiglia Martel ignori la possibile storia dello scambio di neonati.

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