Classifiche: 21 aprile 2013

 

1 (1) Roberto Saviano, ZeroZeroZero, Feltrinelli;

2 Simsion Graeme, L’amore è un difetto meraviglioso, Longanesi;

3 (4) Donato Carrisi, L’ipotesi del male, Longanesi;

4 (6) Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, Mondadori;

5 (11) AAVV, Il mio diario. Violetta, Walt Disney;

6 (3) Andrea Camilleri, La rivoluzione della luna, Sellerio;

7 (2) Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta. Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, Salani;

8 (8) Chiara Gamberale, Quattro etti d’amore, grazie, Mondadori;

9 (9) Gianluca Nicoletti, Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico, Mondadori;

10 (5) Jojo Moyes, Io prima di te, Mondadori;

11 (16) Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre, Feltrinelli;

12 (10) Colin Dexter, L’ispettore Morse e le morti di Jericho, Sellerio;

13 (15) Alessandro Marzo Magno, L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano, Garzanti;

14 (7) Massimo Gramellini, Fai bei sogni, Longanesi;

15 Georges Simenon, La locanda degli Annegati e altri racconti, Adelphi;

16 (14) Haruki Murakami, A sud del confine, a ovest del sole, Einaudi;

17 (19) Nicolai Lilin, Educazione siberiana, Einaudi;

18 Lee Child, Una ragione per morire, Longanesi;

19 Mauro Corona, Confessioni ultime. Con DVD, Chiarelettere;

20 Serena Dandini, Ferite a morte, Rizzoli.

I libri di Graeme e Carrisi, che occupano la seconda e la terza posizione, devono ancora essere pubblicati. Quello che ha attirato la mia attenzione, in questa classifica, è però un altro libro, uscito già da qualche tempo. Si tratta di Ferite a morte di Serena Dandini. Ne riporto la quarta di copertina:

“Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: ‘E se le vittime potessero parlare?’ Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l’ironia, l’ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. ‘Ferite a morte’ vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi. Ma non mi sono fermata al racconto e, con l’aiuto di Maura Misiti che ha approfondito l’argomento come ricercatrice al CNR, ho provato anche a ricostruire le radici di questa violenza. Come illustrano le schede nella seconda parte del libro, i dati sono inequivocabili: l’Italia è presente e in buona posizione nella triste classifica dei femminicidi con una paurosa cadenza matematica, il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni.” (Serena Dandini)

Il libro non è solo finzione basata sulla realtà, visto che la seconda parte contiene dati reali e impressionanti. Questo è quanto ha scritto ibs nella sua recensione:

La seconda parte del volume è invece una sintesi della situazione globale e dell’incidenza di questo reato nei vari paesi. Dal Pakistan al Messico, dal Giappone alla Cisgiordania. E non si parla solo di morte di donne adulte seppure purtroppo incapaci di difendersi, ma anche di sfruttamento sessuale in giovane età, mutilazioni genitali, infanticidio femminile.
In chiusura qualche – piccola – buona notizia, con un elenco di nazioni che stanno attuando buone leggi e pratiche contro la discriminazione e la violenza che ci auguriamo verranno prese come esempio anche nel nostro Paese.

È tanto che penso di scrivere su quest’argomento. Ogni volta che un fatto di cronaca, italiana o internazionale che sia, lo riporta alla ribalta in me nasce il desiderio di scrivere, di urlare a modo mio. Solo che mi serve tempo per farlo, e continuo a rimandare. Prima o poi lo farò, e sono tristemente convinta che quando il mio pezzo sarà pronto sarà sempre e comunque d’attualità.

Le opere di genere fantastico presenti nella top 100 di ibs:

71 (76) George Orwell, 1984, Mondadori;

74 (85) George R.R. Martin, Il portale delle tenebre. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 7, Mondadori;

82 (95) George R.R. Martin, Tempesta di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 5, Mondadori;

88 Larissa Ione, Il cavaliere letale. I cavalieri della libertà, Fanucci;

92 (84) George R.R. Martin, L’ombra della profezia. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 9, Mondadori;

93 George R.R. Martin, I guerrieri del ghiaccio. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 10, Mondadori;

98 George R.R. Martin, I fiumi della guerra. Le cronache del ghiaccio e del fuoco volume 6, Mondadori.

Stavolta non riporto le classifiche di genere: sono identiche a quelle di una settimana fa. Per chissà quale motivo ibs non le ha aggiornate.

 

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