A Memory of Light: Nynaeve

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Nynaeve è l’ultimo membro del gruppo di Emond’s Field rimasto. In realtà come ben sappiamo lei non è partita con Moiraine, Lan e tutti gli altri, è partita al loro inseguimento per proteggere i ragazzi. Poi, già che c’era, visto che è una donna dalle forti emozioni, ha nutrito per parecchio tempo un odio viscerale nei confronti di Moiraine e si è innamorata di Lan. Vediamo un po’ cosa ha combinato in qualche commento terribilmente spoileroso di A Memory of Light. Prima di partire con gli spoiler ricordo che da qualche giorno Tor ha pubblicato la versione ebook di A Memory of Light, e che la traduzione Fanucci, intitolata Memoria di luce, è prevista per il prossimo mese di luglio. Consiglio: non leggete il riassunto della trama che ha iniziato a circolare in rete se non volete spoiler. Se invece li volete leggete sotto la foto, ce ne sono in abbondanza.

A Memory of Light: una conclusione per La Ruota del Tempo

Nynaeve, o la bella statuina. In realtà questa definizione si addice di più a Moiraine,ma insomma… che delusione. Abbiamo passato un bel po’ di libri a vedere quanto fosse potente Nynaeve, con tutti pronti a lasciarsi impressionare dalla sua forza se non dalla sua saggezza, e qui finisce così? Secondo me c’è qualcosa di mal gestito, ma vediamo se riesco a fare un discorso coerente.

Nynaeve è fortissima. Tutti si impressionano per questo. È lei, in fondo, che collabora con Rand nella pulizia di saidin (mannaggia, dopo tutti questi anni non ho ancora imparato quale sia la metà maschile e quale quella femminile della Vera Fonte e mi tocca andare a controllare tutte le volte. Un po’ come con Gawyn e Galad, confondo sempre i nomi). Se c’è da adoperare l’Unico Potere in quantità massicce è lei a farsi avanti. Aveva fatto parte anche del gruppo che aveva adoperato la Scodella dei venti. Fa scoperte fenomenali nel campo della guarigione, da come guarire da quietatura e domatura a come eliminare la follia dovuta alla contaminazione di saidin. E qui?

C’è una piccola rivalsa nel fatto che abbia curato Alanna secondo i metodi tradizionali. Le Aes Sedai sono un po’ troppo impegnate a vantarsi di quanto possano fare con saidar dimenticandosi che spesso sono utili anche i vecchi metodi, quindi è bello che lei abbia capito di dover agire, come, e abbia fatto tutto il possibile. Fra l’altro mi ero completamente dimenticata di Alanna, troppe cose da tenere a mente. Alla fine l’Ombra la voleva davvero usare contro Rand, ma l’intervento di Nynaeve è stato determinante. Quello, e il fatto che la donna, per quanto abbastanza spregiudicata da legare a sé Rand senza chiederlo, fosse abbastanza intelligente da capire al volo la situazione e determinata ad agire per il meglio. Insomma, non giustifico il legame precedente, anche se è stato utile per ritrovare Rand ai Pozzi di Dumai, ma alla fine Alanna si è riscattata.

Però visto che Nynaeve prima ha passato in bel po’ di tempo come la donna con il potenziale più grande e poi è stata ridimensionata dal Popolo del Mare, qui è stata molto sotto tono. La trama del Popolo del Mare a questo punto è completamente inutile, quindi quell’umiliazione poteva esserci risparmiata. Il Popolo del Mare non ha fatto a niente, la sua trama non ha portato a niente, quindi l’utilizzo della Scodella dei Venti poteva essere affidato a un altro gruppo senza problemi. Tutte pagine di trama e ambientazione risparmiate, fra l’altro pagine dedicate a un popolo abbastanza antipatico. Cosa ce ne facciamo dell’accordo che Rand ha stipultato con loro? E di quello di Nynaeve? Va bene che la vita continua anche fuori dei libri, ma qui è tutto troppo in sospeso. Secondo me Robert Jordan non ha lasciato indizi su cosa dovevano fare nell’Ultima Battaglia e Brandon Sanderson non sapeva che pesci pigliare, così ha lasciato da parte Cercavento e tutti quanti.

Nynaeve ha fatto un’altra cosa, verso l’inizio. Ha guarito Talmanes, e dopo aver visto Talmanes all’opera nel prologo sono contenta che ce l’abbia fatta. E la sua parte lui l’ha ricoperta bene anche in seguito.

Poi… bello il modo in cui gli Asha’man convertiti sono stati catturati, con l’uso di uno stedding. Questa è la dimostrazione di come si possano sfruttare tutte le caratteristiche di un mondo se costruito bene. Pensa a quali strumenti hai messo in gioco, e adopera tutte le loro proprietà. Sono convinta che Nynaeve possa far ritornare quegli uomini ciò che erano prima che Mazrim Taim li votasse all’Ombra. Una volta era stato chiesto a Jordan se il processo fosse reversibile. Lui aveva risposto che da sola la persona convertita non poteva liberarsi da quel che gli era stato fatto, perché tutto il bene che c’era in lui era stato… non ricordo il termine, e andarlo a cercare potrebbe richiedermi giorni. Attenuato? Soffocato? Cancellato? Rinchiuso? Fatto sta che chi è stato cambiato da solo non può tornare quel che era. E se invece venisse aiutato a ritrovare sé stesso? Questa per Robert era una domanda RAFO.

Sapete cosa vuol dire questa sigla? Read and find out. Leggi e scoprilo. Rispondeva così quando ancora non aveva fornito un’informazione ma pensava di farlo in futuro. Magari poi non lo avrebbe mai detto, ma magari avrebbe usato proprio quel particolare elemento per una svolta importante della trama. Ecco, io penso che il bene in quei convertiti sia solo stato oscurato, racchiuso in un piccolo nucleo circondato da tutti gli aspetti negativi della persona, accuratamente rinforzati. I convertiti hanno i ricordi di quel che avevano fatto prima della conversione, perciò la loro anima non può essere stata distrutta. Solo contorta, e quindi qualcuno può disfare quel che è stato fatto. E visto quanto Nynaeve abbia la tendenza a non mollare direi che lei è un buon candidato per farlo, ma ovviamente queste sono speculazioni mie perché La Ruota del Tempo è finita e non leggeremo mai cos’è successo dopo che Rand è partito per la sua cavalcata.

L’unica possibilità, forse, di sapere qualcosa di più, è con l’enciclopedia che Harriet McDougal, Maria Simmons e Alan Romanczuk stanno preparando. Al suo interno confluiranno molti appunti di Jordan, quindi è possibile che qualche informazione in più venga rivelata.

Altra cosa in cui avrei voluto vedere all’opera Nynaeve è la resurrezione di Rand. Avevo parlato di una possibile morte e resurrezione di Rand qui: https://librolandia.wordpress.com/2011/12/24/robert-jordan-e-la-nascita-del-salvatore/. Non abbiamo avuto nulla del genere, solo uno scambio di corpi, e anche in questo caso un po’ di insoddisfazione c’è. Sono convinta che ci sarebbe dovuto essere un contributo determinante di Nynaeve, e avrei voluto vedere tutt’altra scena, anche se Rand merita di ridiventare anonimo e di poter vivere la sua vita in santa pace. In fondo James Oliver Rigney Jr. è tornato a casa dal Vietnam e ha vissuto la sua vita senza problemi. Sì, lui non era diventato il leader di un intero continente, con tutte le speranze del mondo poggiate sulle sue spalle, ma anche lui ha vissuto gli orrori della guerra e poi li ha messi da parte per una vita vera.

Un altro paio di punti: Moiraine e Lan. L’incontro con Moiraine è stato insoddisfacente. A quanto pare l’ex-sapiente qui mi è piaciuta ben poco, giusto con Talmanes e Alanna. Nynaeve è un’impulsiva, ha passato un bel po’ di tempo a odiare Moiraine e qui finisce tutto a tarallucci e vino? È cresciuta, certo. Ha imparato a dominare le sue emozioni, e a controllare saidar, quando stava per affogare. Ha ricevuto una necessaria lezione di umiltà da Egwene quando le ha somministrato un’amara medicina nel Mondo dei Sogni e una non necessaria quando è stata “frullata” dal Popolo del Mare. È stata al fianco di Rand provando a controllarlo e si è resa conto che l’unica che lui alla fine ascoltava era proprio Moiraine. È cresciuta, ma almeno un po’ del suo carattere avrei voluto vederlo, e invece…

Sanderson reputava sbagliato che lei continuasse a odiare Moiraine per aver portato i ragazzi via da Emond’s Field. In fondo se lei non l’avesse fatto loro sarebbero morti, e poi sarebbe morto anche il Mondo. E allora, tutta questa pace fra loro è frutto della penna di Jordan o di quella di Sanderson? Questi sono dubbi che non ci toglieremo mai. Se Robert avesse potuto finire la sua opera avremmo discusso sul “mi piace” o “non mi piace”, invece così contineremo a chiederci “Jordan” o “Sanderson”?

Quanto a Lan, sono contenta che sia sopravvissuto e che alla fine lui non le abbia offerto solo un ruolo da vedova. Ma di lui parlerò un’altra volta.

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5 risposte a A Memory of Light: Nynaeve

  1. Riccardo ha detto:

    Buongiorno,
    Innanzitutto complimenti e grazie per questo nuovo approfondimento sui personaggi della saga.
    Per quanto riguarda alcune considerazioni sul loro ruolo nello scontro finale mi permetto di dissentire, e mi spiego.
    Qui e un po’ ovunque ho letto vari gradi di disappunto in merito al ruolo avuto da Nynaeve e Moiraine a Shayol goull (o come si scrive), che viene considerato insignificante e/o riduttivo per i personaggi.
    Sono invece dell’opinione che sia stato fondamentale, e del tutto coerente con la storia. Era importantissimo per Rand avere proprio loro due, le due persone di cui si fidava di più, con l’aggiunta di Tohm Merrilin, a coprirgli le spalle mentre affronta il Tenebroso. Fin dal principio questi tre sono i personaggi più protettivi, seppur in maniera diversa, nei suoi confronti. Altri personaggi hanno simili caratteristiche ma non andavano altrettanto bene per svariati motivi. Egwene per via del suo ruolo, Eleyne e Agwendha per lo stesso motivo, con l’aggiunta del suo amore ler loro che avrebba potuto in qualche modo distoglierlo. Penso che fosse fondamentale per Rand scendere nel pozzo del destino in compagnia di persone simili.
    Per quanto riguarda il loro ruolo effettivo all’interno trovo sia giusto fosse limitato. Il lasso di tempo in cui si svolge è comunque breve, e qui il protagonista dello scontro può essere soltanto uno, e cioè Rand stesso. Nynaeve, Moiraine e lo stesso Moridim sono semplici spalle il cui ruolo deve essere necessariamente secondario.
    Del resto l’obiettivo che campeggia in tutti i libri e nelle varie storyline è quello di far arrivare, o a seconda dello schieramento impedire, Rand a Shayiol Goull per affrontare il Tenebroso e tutti i personaggi si danno da fare per questo. E trovo che queste due donne si siano date parecchio da fare in quest’ottica. Tu stessa hai elencato le imprese di Nynaeve, ma anche Moiraine non è da meno, non ultimo impedire il fallimento delle trattative ai Campi di Merillor. Comunque, anche chi non ha fatto cose eclatanti in A memory of Light ha contribuito nell’arco dei libri a creare il quadro generale in cui si svolge l’Ultima Battaglia. Il loro lavoro non è ancora finito e fanno sempre la loro parte nel coro ma il ruolo da solista rimane quello di Rand.
    In quest’ottica non vedo cosi insignificante neanche il ruolo del popolo del mare, nessuno meglio di loro sa controllare il clima e i loro sforzi contro la coltre di nubi nere del Tenebroso, oltre a impedire lo scoramento delle forze della luce e costringerle a combattere in ulteriore svantaggio rispetto alla progenie dell’ombra, hanno di fatto avverato una profezia. Altre incanalatrici, magari anche più forti, forse avrebbero fatto un lavoro peggiore. Che poi siano state trattate troppo sbrigativamente è fuor di dubbio.
    Sono perfettamente d’accordo con te che gli incontri Moiraine – Lan – Nynaeve avrebbero meritato molto più sforzo, come altre cose.
    In conlusione Jordan avrebbe fatto un lavoro migliore, probabilmente non tralasciando nessun dettaglio o sfumatura ma nel quadro generale gran parte dei pezzi vanno a incastrarsi bene e il risultato è più che soddisfacente.
    Sulla questione sulla parte di responsabilità dei vari passaggi da suddividere fra Jordan e Sanderson ho una domanda. Quanta parte ha avuto la vedova? Credo che l’ultima parola su tutto spettasse a lei e non so quanto abbia revisionato il lavoro di Sanderson ma le uniche sue scelte che conosco sono abbastanza discutibili, come far uscire il libro l’8 Gennaio perché era nell’ultima settimana dell’anno del drago quando il libro di fatto era scritto già a metà 2012 o posticipare l’uscita dell’Ebook per paura di non raggiungere il primo posto in classifica di vendite. E’ possibile che alcune delle storie senza conclusione siano state tralasciate perché non ritenute abbastanza in linea con gli appunti di Jordan, magari a aragione, o più semplicamente per lasciare un po’ di carne anche per l’enciclopedia di prossima pubblicazione, con l’aggiunta di creare qualche aspettativa in più?
    Di nuovo complimenti
    Riccardo.

  2. Riccardo ha detto:

    Volevo scrivere Aviendha, non so chi sia questa Agwenda che ho citato

  3. Ivan ha detto:

    Ottimo articolo come sempre Marti, penso anch’io che Jordan non abbia lascito appunti su ciò che Nynaeve avrebbe dovuto fare nel finale e Sanderson a quel punto ha preferito come dire lasciarla abbastanza neutra. Tuttavia la vedova di Jordan mi pare strano che pur in assenza di note del marito non abbia lei stessa potuto fare qualche interpretazione del suo pensiero che colmare questo buco, come altri presenti nell’ultimo libro. Mi pare strano, forse Harriet avrebbe dovuto maggiormente essere coinvolta nella stesura a meno che non sia stata proprio una sua decisione. Certamente con il marito avranno parlato per anni di tutti i dettagli della saga che a mano a mano prendeva corpo.

  4. Ciao Riccardo
    grazie per i complimenti. Sono d’accordo sul fatto che lo scontro finale dovesse essere combattuto solo fra Rand e il Tenebroso. In quello le due donne non potevano influire. Però potevano fare qualcosa, sventare un’altra minaccia, mentre Nynaeve si limita una guarigione e Moiraine è del tutto inutile. Mi è piaciuto invece il ruolo ricoperto da Thom, anche se lo vediamo per pochissimo tempo.
    è vero che Jordan aveva creato una moltitudine incredibile di personaggi, ed era impossibile dare abbastanza spazio a tutti. Direi che è una lezione che tutti coloro che iniziano saghe epiche di N volumi è una lezione da tenere bene a mente, vero George R.R. Martin, Brandon Sanderson e chissà quanti altri autori. Se i personaggi sono troppi poi è difficile dedicare a tutti il giusto spazio e qualcosa rimane fuori, per l’insoddisfazione dei lettori.
    Egwene ha svolto la sua parte magnificamente, e anche Elayne e Aviendha erano necessarie altrove. Thom è stato utile, Moiraine no. Il fatto che siano state utili in passato, e ho amato molto entrambe, non mi ha impedito di vederle sottoutilizzate in questo volume. Non le sto sminuendo come personaggi, solo qui avrei voluto vederle più attive.
    Il Popolo del Mare è stato usato solo per il controllo del clima, si poteva creare un gruppo di Aes Sedai specializzato in questo senza inventare un nuovo popolo in più che alla fin fine non combina granché. Per il ruolo svolto alla fine è stata messa troppa carne al fuoco.
    Sul fatto che il quadro generale sia più che soddisfacente penso di veda dalla mia recensione generale molto positiva, ma alcune cose Jordan le avrebbe sistemate meglio. Sanderson non ha potuto. Non ha creato lui quel mondo, e se non c’erano appunti specifici non sapeva come far incastrare i pezzi. Secondo me abbiamo avuto i migliori libri possibili considerando la morte di Jordan, ma se Robert fosse stato vivo avremmo avuto libri ancora più belli. Quanto meno l’ultimo.
    Sulla data di uscita del libro è vero che la scrittura era stata terminata parecchi mesi prima, ma poi c’è stato un lungo lavoro di revisione. Credo una dozzina di controlli, e poi ci sono questioni tecniche come la stampa e la distribuzione, cose tanto più impegnative sia perché il libro è molto voluminoso, sfiora le 1000 pagine, sia perché la tiratura iniziale è stata altissima per soddisfare le richieste dei lettori. Potevano farlo uscire un mese prima? Probabilmente sì, ma se per noi un mese cambia poco per loro ha significato lavorare con più calma invece che con una scadenza strettissima. Non so come la vedi tu, ma io ho iniziato questa saga nel 1992. Un mese in più o in meno, o anche un anno in più o in meno, per me non faceva una grande differenza. L’uscita dell’ebook posticipata non è stata una mossa geniale, ha fatto arrabbiare molti lettori, ma se Harriet non li ama capisco il suo punto di vista. è sciocco, è una realtà di cui tutti gli addetti ai lavori devono prendere atto, ma per chi è nel ramo da così tanto tempo può essere difficile staccarsi dalle vecchie posizioni. Errore suo, ma nulla di terribile.
    La decisione della suddivisione in tre non è di Sanderson. Non so se sia di Harriet, di Tom Doherty o di entrambi. Sanderson ne ha semplicemente preso atto e ha strutturato i libri in modo da poterlo fare. Io sono d’accordo con la decisione, una divisione in due avrebbe costretto Sanderson a lasciare fuori un bel po’ di cose, dando l’impressione di una conclusione affrettata. Dell’entità del resto del lavoro non potremo mai sapere nulla, comunque Harriet faceva editing pure al marito quindi dubito che il suo contributo sia stato marginale.
    Non penso che abbiano lasciato fuori volutamente materiale per rendere più ricca l’enciclopedia, una buona parte dei fan – io compresa – la comprerà comunque. E una vicenda che non è entrata nel romanzo è diventata un racconto per non so quale antologia. No, per me se Sanderson non ha raccontato qualcosa è perché o non ne sapeva abbastanza o perché non c’era verso di far entrare quell’informazione nel romanzo senza farla apparire una forzatura.

  5. Ciao Ivan
    ho letto il tuo commento solo dopo aver postato il mio, a quanto pare a volte sono logorroica pure nelle risposte.
    Non ho idea di quanto Robert (o meglio Jim) e Harriet discutessero sulla trama dei libri ancora da scrivere, certo lui ha lasciato un bel po’ di appunti ma immagino che con tutte le cose da dire e al malattia che lo debilitava molte cose siano rimaste indietro per semplice svista o mancanza di tempo. A volte però a lui piaceva sorprenderla.
    Nel Drago Rinato Rand va a Tear a estrarre the sword in the stone, la spada nella roccia. Noi lo abbiamo percepito meno perché stone è stato tradotto con pietra e non roccia, ma c’è un chiaro riferimento arturiano. Ho letto una dichiarazione di Harriet secondo cui lei non se n’è accorta alla prima lettura, ma solo in fase avanzata di revisione. A quel punto è scoppiata a ridere ed è andata a paarlarne con lui. Robert non aveva detto niente, aveva preferito lasciarlo scoprire a lei per vedere la sua reazione. Certo non poteva essere sicuro di poter vedere le reazioni della moglie anche con l’ultimo romanzo, ma questo indica che non le diceva tutto quel che progettava.

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