A Memory of Light: una conclusione per La Ruota del Tempo

A Memory of Light: +440 Questa non è una recensione. Ho finito A Memory of Light, cosa non sorprendente visti i commenti di due giorni fa, ma la recensione la pubblicherò su FantasyMagazine. Probabilmente uscirà lunedì, sempre che io riesca a scriverla in tempo. Queste sono semplicemente impressioni di lettura, commenti sparsi su quanto ho letto. Spoiler praticamente assenti, anche se avrei voglia di entrare in dettaglio su tanti punti. Per ora comunque non lo farò, sia perché impiegherei troppo tempo se davvero dovessi scrivere quello che penso e fermarmi ad analizzare quello che provo, sia perché il romanzo al momento è disponibile solo in lingua originale. Quando sono state pubblicati i primi commenti, quelli di Jason Denzel e di Leigh Butler, io ero curiosa. Volevo sapere se davvero la fine era degna della storia che mi aveva accompagnata per tutti questi anni, perciò li ho letti sapendo di non correre il rischio di rovinarmi la lettura. Questo è quel che intendo fare io ora, per tutti coloro che non vogliono o non sono in grado di leggere la storia in lingua originale come in passato è successo anche a me. Suppongo che farò commenti più espliciti dopo la traduzione del romanzo, un po’ come ho già fatto con A Dance with Dragons di George R.R. Martin. Per ora ben poco si sa della traduzione in italiano di A Memory of Light. Sul sito di Fanucci c’è scritto testualmente “aspettiamo con impazienza di potervi dare ulteriori dettagli sulla pubblicazione di A memory of light, quattordicesimo e conclusivo episodio della saga best seller La Ruota del Tempo”, mentre nella pagina Facebook l’editore aveva risposto alla domanda di un lettore (vero Ivan?) che il romanzo sarebbe stato pubblicato fra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Insomma, è solo questione di mesi. Fra i commenti che avevo letto c’era stata l’affermazione che A Memory of Light è tutto quanto ci saremmo aspettati e anche molto di più. In parte condivido quest’affermazione. Alcuni personaggi sono grandiosi, quello che fanno è epico, o drammatico, o divertente, o al di là di una qualsiasi definizione non-spoiler. Il problema è che i personaggi sono semplicemente troppi quindi abbiamo, per esempio, una figura per la quale ci siamo preoccupati per non so quanti romanzi che fa una semplice comparsata di una o due righe. Il suo ruolo nella storia più grande può anche essere finito, ma i sentimenti non sono legati solo all’importanza di ciascuno nell’Ultima Battaglia. Lo ha capito Rand nella sua personale rivelazione sulla montagna, quello che conta sono i sentimenti. Non ci si può indurire in eterno, altrimenti spezzarsi diventa inevitabile. Perciò i personaggi non sono solo armi, e non vederli, o vederli troppo di sfuggita, lascia un senso di vuoto. Non solo, mentre il conflitto con il Tenebroso ha una sua conclusione, per quanto diversa da quel che ci saremmo aspettati, un’infinità di altre vicende non hanno una soluzione. Davvero sento la mancanza di quelle storie outrigger che Robert Jordan aveva progettato e che purtroppo non leggeremo mai. Troppi fili sciolti, troppe domande senza risposta, anche se è evidente che il futuro è ancora tutto da scrivere e che saremo noi a scriverlo come vorremo. Forse è questo che indica la conclusione, al di là dell’impossibilità di inserire troppe cose in un unico volume di dimensioni già notevoli. Brandon Sanderson è stato bravo, ha condotto bene la storia, ma viene da chiedersi come sarebbero state queste pagine se avesse potuto ultimarle il loro Creatore. Io conosco un po’ la biografia di James Oliver Rigney Jr., l’uomo diventato famoso come Robert Jordan. Tutti noi abbiamo conosciuto quanto meno il nome dello scrittore, ma dietro quella facciata c’era un uomo che era stato in guerra e che aveva vissuto esperienze che non voglio nemmeno provare a immaginare. E traspare tanto di lui in queste pagine, nei momenti più cupi come in quelli più felici. Lui scriveva perché era stato in Vietnam, e qui la sua vita brilla alla massima potenza. Abbiamo scene di guerra enormi, volendo potremmo dire che il romanzo è quasi solo un’unica ininterrotta battaglia, ma non sono mai scene gratuite. C’è un motivo, che non è sempre quel che ci aspetteremmo, dietro a ogni decisione, dietro a ogni azione. Ci sono tradimenti, imbrogli, c’è il ritorno di un’infinità di indizi disseminati lungo le migliaia di pagine precedenti. Ci sono personaggi che in passato avevo creduto di aver perso e che qui dimostrano ciò di cui sono capaci. Sopravvivono figure che avrei dato per spacciate e ne muoiono altre che ero convinta avessero ancora molte cose da fare. Overwhelming. Questo, in sintesi, è quest’ultimo romanzo. Con calma lo rileggerò, cercherò le fonti nascoste, metterò insieme gli indizi, farò tutti i collegamenti di cui sarà capace, ma per ora sono sopraffatta. Non è una posa quella di usare una parola inglese, io che ho sempre odiato l’utilizzo di parole straniere inserite dentro a un discorso tanto per darsi un tono. Forse è il fatto di aver letto il romanzo in lingua originale ad avermi portato in mente per prima questa parola, in fondo è anche la lingua che usiamo a formare i nostri pensieri. Comunque mi piace il suono, la sensazione di qualcosa di talmente vasto da non poterlo assorbire tutto in una volta, nel bene o nel male. Sono sopraffatta, tanto è vero che ho avuto bisogno di un intero giorno di pausa prima di pensare di poter scrivere qualcosa. Bello, senza alcun dubbio. E non m’importa nulla di chi dice che è prolisso o che ci sono scene inutili e riempitive. Ci sono scene che non mi sono piaciute, eventi che non mi sono piaciuti, ma il quadro complessivo, per quanto sfilacciato in alcuni margini, è grandioso. Jordan è Jordan, lo abbiamo sempre saputo che lui scrive così. Ha bisogno di tempo per andare da un punto a un altro? Per quanto mi riguarda è tempo ben speso. È un po’ come fare un viaggio: se si ha fretta si opta per l’autostrada, ma se si vuole gustare il viaggio si sceglie la strada panoramica. Nella lettura io scelgo sempre la strada panoramica, l’alternativa, il bigino, la lascio agli studenti svogliati. Poi c’è stile e stile, l’ho detto due giorni fa paragonando le opere di Jordan a quelle di Guy Gavriel Kay, ma questo non significa che non li si possa amare entrambi. Si possono amare allo stesso modo Paolo Uccello e Vasilij Kandinskij, l’uno non esclude necessariamente l’altro. Perciò chi non ama lo stile di Jordan non amerà neppure questo libro, ammesso che sia stato tanto masochista da arrivare in fondo a un’opera di questa lunghezza senza apprezzarla. Chi invece lo ama potrà trovare delle pecche, ma non potrà negare la grandiosità della visione d’insieme. Non abbiamo la fine che avremmo voluto, quella in cui abbiamo sperato nel modo in cui l’avremmo desiderata. Ci sono tante cose che mancano a questa conclusione, ma anche così non si può che rimanere ammirati da quel che James Rigney è stato capace di fare. Lui, come Rand, è venuto come il vento, come il vento ha toccato tutto e come il vento è andato. Mi mancherà, e mi mancheranno le sue storie. In attesa, in un giorno non troppo lontano, di ricominciare un nuovo giro insieme a quel vento che si leva per la prima volta nelle Montagne di nebbia.

Di Memoria di luce ha parlato anche Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/memoria-di-luce/

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brandon Sanderson, impressioni di lettura, Robert Jordan e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

22 risposte a A Memory of Light: una conclusione per La Ruota del Tempo

  1. Raffaello ha detto:

    Questo articolo, era quello che aspettavo da giorni, cara Martina. L’impressione finale che mancava a tutte le parole che avevi scritto in precedenza.
    Sapevo che il finale di un opera come La ruota del Tempo non avrebbe mai potuto soddisfare al 100% una lettrice pignola come te 😛 mi fa piacere però leggere che questo libro è stato un finale molto più che “all’altezza”. Chissà, forse RJ sarebbe riuscito a farne uno ancora migliore!!!
    Resta la curiosità di leggere al più presto il libro a mia volta. Un caro saluto. Raf

  2. Ho finito la lettura martedì sera, poi ho avuto bisogno di mercoledì per metabolizzare il tutto. Adesso provo a scrivere una vera recensione per FantasyMagazine, sperando di non perdermi lungo il discorso.
    Il libro va gustato. C’è il rimpianto per quelle storie che non leggeremo mai, per quelle cose che non potremo sapere, ma quello che c’è è capace di donare emozioni grandissime. La guerra domina tutto il libro, ma alla fine è giusto che sia così.
    Ciao
    Martina

  3. M.T. ha detto:

    Curiosità di leggerlo anche per me, ma verrà esaudita quando uscirà in italiano (il mio inglese non è così buono per un libro di una mole del genere).

  4. Luca ha detto:

    Buongiorno. Mi rendo conto che la domanda che farò rappresenterà uno spoiler… Vorrei chiedere se Rand alla fine riuscirà a ripulire le Vie da Machin Shin. Approfitto di questo post per mettervi al corrente di un sito trovato alcune settimane fa dove si possono vedere immagini piuttosto belle dei personaggi della Ruota del Tempo. Saluti! http://www.valmneira.com/social/album.php?id=157

  5. Ciao Luca
    ovviamente la risposta è uno spoiler
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    Delle Vie si parla ben poco in A Memory of Light, Sappiamo dalle Torri di mezzanotte che sono il metodo usato dai trolloc per entrare in Caemlyn e iniziare la loro invasione dell’Andor, e ovviamente se ne rendono conto tutti e ragionano su come comportarsi alla luce di questi eventi. Per il resto, quello delle Vie è uno dei problemi insoluti del romanzo. Non so se Jordan volesse lasciarlo così, per dire che la vita continua e c’è ancora molto da fare, o se semplicemente non ha lasciato indicazioni e Sanderson non sapeva come gestire il problema. Nella penultima pagina un personaggio fa una cosa impossibile. Si tratta di una cosa assolutamente marginale, probabilmente inserita da Jordan per fare uno scherzo ai lettori e per lasciarli pieni di dubbi. Interrogato in proposito, Sanderson ha ammesso di non avere idea di come quel personaggio abbia potuto fare quella cosa.
    Gli appunti di Jordan spiegavano un bel po’ di cose ma non tutto, per questo alcuni problemi o alcuni personaggi sembrano un po’ incompiuti. A Memory of Light è un ottimo romanzo, probabilmente il miglior romanzo che il Team Jordan poteva sperare di realizzare, ma Jordan avrebbe scritto un’altra cosa e non avrebbe lasciato i buchi che invece ci sono.
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .

    fine spoiler

  6. Luca ha detto:

    Ciao, ti ringrazio per la risposta. In effetti avevo paura che rimanessero alcuni buchi, tra cui questo. Spero di poter leggere quanto prima il libro in italiano… Incrocio le dita!

    Grazie mille
    Saluti

  7. Riccardo ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    Ho molto apprezzato il libro, e faccio i miei complimenti per l’ottima recensione.
    Personalmente sono soddisfatto del modo in cui le varie trame si chiudono in questo libro e trovo logico che altre restino in sospeso. dilungarsi su molte di esse avrebbe rallentato il ritmo di un libro che fondamentalmente tratta dell’Ultima battaglia verso cui l’umanità è precipitata forzata dagli eventi. Del resto il ruolo del Drago non è quello di risolvere tutti i problemi del mondo ma quello di riparare a un danno che ha liberato il Signore Oscuro, un’entità destinata all’astrazione al pari del Creatore. Certo Jordan avrebbe fatto un lavoro migliore perché era uno scrittore più bravo e perché aveva già in testa sfumature e concetti che l’ottimo Sanderson ha dovuto interpretare.
    Dispiace solo che un mondo così ricco, lavera eredità di Jordan non verrà, pare, più sfruttato per altre storie, antecedenti o successive.
    Tutto questo ovviamente semplicemente a mio parere.

    • Luca ha detto:

      Buongiorno. Approfitto della risposta di Riccardo per chiedere un’informazione: qualcuno sa quando uscirà il libro in italiano?

      Mi sembra di aver capito che uscirà intorno a metà anno ma non riesco a trovare informazioni in merito.

      Grazie e Buona pasqua (in ritardo)

      • Riccardo ha detto:

        Dovrebbe uscire i primi di luglio da quel che ho letto in giro. Niente di ufficiale xò.

        • Luca ha detto:

          Grazie. Spero di poter leggere la fine di questa saga incredibile… sono anni che la mia libreria ha un buco giusto giusto per l’ultimo volume…. (che a sentire Jordan doveva essere uno solo “anche se fosse stato di 2000 pagine”). Saluti

  8. Luca ha detto:

    ATTENZIONE – SPOILER (?)

    Buongiorno,
    torno qui dopo aver terminato di leggere l’ultimo volume uscito in italiano il 30 maggio.

    Cosa dire… semplicemente stupendo! Condivido la recensione – riletta oggi – e ringrazio Jordan (“Ovunque tu sia”) per averci regalato una saga di questo tipo.

    Il finale è qualcosa di incredibile… la visione di Rand del disegno (nello scontro finale) mi ha ricordato un vecchio gioco LucasArts – il grande e intramontabile Loom (http://it.wikipedia.org/wiki/LOOM e http://www.lucasdelirium.it/loomscheda.php).

    Riguardo alla cosa impossibile fatta da un certo personaggio credo che ci possano essere diverse interpretazioni: la prima potrebbe essere una sorta di licenza poetica di Jordan (quella magia che non si può e non si deve spiegare), la seconda potrebbe essere una sorta di premio del creatore per lo sforzo sopportato e la terza potrebbe essere legata al modo in cui è stato intessuto il disegno nello scontro finale. Personalmente voglio credere alla prima ipotesi, magia nella magia.

    Non voglio scrivere altro perché l’ultimo libro deve essere vissuto dai lettori.

    Arrivò come il fulmine, come il vento tutto toccò e come il vento scomparve. Poesia.

    Grazie ancora per la recensione e saluti a tutti gli affezionati di Jordan.

    • Malgrado alcune pecche, dovute probabilmente al fatto che la saga non è stata completata dal suo Creatore, rimane comunque un’opera straordinaria. Ha arricchito la mia vita e penso quella di molte altre persone, e per questo sarò sempre grata a James Oliver Rigney Jr., più noto con lo pseudonimo di Robert Jordan.

  9. Fabio ha detto:

    Io non l’ho mai letta, mai iniziata, nè sono certo di volerlo fare e nè sento che è una cosa che potrebbe piacermi. Ovviamente non potrò saperlo fin quando la inizierò. Cosa che in effetti vorrei fare, alla fine, almeno provare, però i 14 volumi mi bloccano. Sono davvero tanti, e iniziare una saga per poi avere eventuali altri 13 libri da leggere, nel caso dovesse piacermi, potrebbe essere un pò pesante. Me la consigliate?

    • Onestamente? Da come ti vedo dubbioso, con la tua affermazione fin da subito che non senti che è una cosa che potrebbe piacerti, lascia stare.
      Io adoro questa saga, secondo me è una delle più belle e importanti che siano mai state scritte, ma 14 libri sono tanti e se non sei convinto non vale la pena. Tu stesso definisci pesante l’impegno di lettura di un numero così alto di volumi, perciò chi te lo fa fare? Non è una medicina che ha ordinato un dottore e che quindi va presa anche se non piace.
      Quando io ho letto e amato intensamente La via dei re di Brandon Sanderson, primo volume de Le cronache della folgoluce, sono stata felice di sapere che l’autore aveva intenzione di scrivere altri 9 romanzi, di un migliaio di pagine l’uno, ambientati in quel mondo. Impiegherò anni a leggere la storia? Benissimo, ogni istante speso nella lettura sarà un istante speso nel modo migliore. Quando La Ruota del Tempo è finita – io ho iniziato a leggerla nel 1992 e ho letto l’ultimo romanzo appena pubblicato in inglese, nel 2013 – mi sono sentita orfana di una storia che mi aveva accompagnata per buona parte della vita. Ero felice di aver letto la conclusione, ma sentivo dentro di me un vuoto perché quei personaggi non mi avrebbero più riservato sorprese, non avrei più temuto e sperato per loro.
      L’inizio è molto tolkieniano. Una compagnia, una cerca, e cavalieri neri e orchi che inseguono molto da vicino i nostri eroi. Fra i personaggi, alcuni dei quali sono ingenui ragazzi di campagna, ci sono il mago (qui è una donna) e un valente guerriero. E a un certo punto la compagnia si scioglie.
      Detto questo il mondo è diversissimo, la magia molto presente e ben costruita e le donne sono fondamentali (io le amo ma qualcuno le trova insopportabili). La trama presenta sia duelli – con le armi e con la magia – che intrighi politici, congiure, avventura, romanticismo, dramma, eroismo… In questi libri c’è davvero tanto. Lo stile è molto descrittivo, secondo alcuni prolisso, ma qui rientriamo nei gusti personali. Però nelle scene d’azione l’azione c’è sul serio, in poche pagine può avvenire di tutto e si capisce finalmente perché l’autore ha dato tanta importanza a determinati dettagli (anche se a volte lo capisci tre libri più tardi). Si tratta di un’unica storia, per conoscere la fine devi leggere tutti i libri. Ciascun romanzo ha la sua conclusione, ma la fine vera si ha solo con Memoria di luce. E dal quarto romanzo in poi cambiano le prospettive perché il mondo diventa il vero protagonista della storia.
      Io consiglio sempre la lettura di questi romanzi, ma devi volerli leggere, altrimenti è meglio che lasci perdere.

      • Fabio Arancio ha detto:

        Capito. Ecco, da quello che dici, forse mi si aggiunge quel grammo di peso in più che mi convince a desistere dal leggere quest’opera. Tutt’al più considerando che, nel testo intellettuale, non sopporto il protagonismo eccessivo tendente verso personaggi femminili, che tu dici essere “fondamentali” in quest’opera. Dico questo perchè, quando un personaggio femminile viene caratterizzato e associato a risorse e caratteristiche maschili (eroismo di stampo maschile, azione di stampo maschile, leadership di stampo maschile, etc), risulta sempre forzato, ridicolo, fuori luogo, scritto in questo modo perchè “per forza”. E non perchè la scrittura di quel personaggio è venuta naturale. Quando spunta un pg femminile che fà l’uomo, a me non piace. Voglio che l’uomo lo faccia l’uomo. E la donna, la donna. Quindi datemi personaggi femminili. Che non brandiscono spade “perchè così siamo pari all’uomo e dimostriamo che siamo forti come loro”. Che non spargano violenza “perchè se spargo violenza allora sono pari all’uomo”. Voglio pg femminili che siano in linea con la femminilità e la psicologia naturale della donna. Vedi Il Signore Degli Anelli. Lì ci sono pg femminili stupendi, in linea con il loro ruolo. Ma se Aragorn, Legolas e Gimli fossero stati donne, allora il libro avremmo potuto buttarlo al macero. Quindi già che tu dici che il mago è donna, che i pg femminili sono fondamentali, già non riesco a immedesimarmi nella storia, né tantomeno a vedermici dentro. E non perchè non può essere che un pg donna abbia la sua importanza (importanza che comunque non dev’essere al centro dell’universo dentro la storia, attenzione). Se c’è un pg donna che fà parte dei pg importanti, non è un problema. Ma i protagonisti principali per me devono essere uomini. Altrimenti, vedere una donna con spada, che fà la forte,la guerriera, nel nome di non ho capito quale perversa teologia della parità, mi risulta ridicola, forzata, finta come una moneta di latta. Per dire, nei film americani c’è la moda dei pg femminili che combattono tipo robot. A me fanno solo ridere. Al pubblico maschile, piacciono. Il mondo pensa che sia “emancipazione”. Io dico che è un maschilizzare la donna apposta per il pubblico maschile, servendo un “prodotto” che piaccia alla massa e che attiri. Vedo in questo un chè di massonico per rendere la donna un oggetto sensuale che deve far guadagnare alle società di produzione. Io ho una visione intellettuale diversa dal mondo. Quindi ok, non penso leggerò questa saga. Troppo lunga, e la lunghezza non penso mi porterà. Forse ho divagato, riversando temi usciti dai poli opposti, e tutto partendo da due spunti “in croce” da te dati nel commento. Eh si, divago spesso. L’uomo è uomo, la donna è donna. Datemi un Aragorn maschile, non femminile. E datemi una Galadriel femminile, non maschile. Chi vuol capire, capisca. Grazie.

        • Per me i personaggi principali non devono essere uomini, ciascuna storia ha bisogno di personaggi adatti a quella storia, indipendentemente dal loro sesso, e sta allo scrittore capire cosa serve per quella particolare storia. Nel Signore degli Anelli i personaggi femminili saranno anche stupendi ma sono quasi inesistenti. Hai presente la frustrazione di Eowyn quando viene lasciata indietro e il suo non accettare questo stato di cose? Ecco, troppo spesso nel fantasy le donne vengono lasciate indietro, e se sei una donna la cosa finisce con lo stancarti. Sul tipo di storia narrata da Tolkien ci sta che le donne quasi non ci siano, su altre no.
          Non è che le fanciulle di Jordan si mettano a tirare spadate a tutti, anzi non ce n’è una che impugni la spada. Una usa arco e frecce, una i pugnali – ma quando vuole il suo uomo la ribalta con una mano sola e senza nemmeno impegnarsi – e c’è una società guerriera stile Amazzoni che usa le lance, ma è una sola società in un mondo in cui ad adoperare le armi al 99% sono uomini. Le donne sono fondamentalmente regine e maghe, e per usare la magia la differenza di forza fisica non è importante.
          Jordan immagina – siamo nel prologo del primo romanzo, ambientato 3.000 anni prima – che un gruppo di un centinaio di maghi, tutti uomini, abbia imprigionato il Tenebroso usando la magia. Prima di essere bloccato il Tenebroso ha combattuto, e una delle sue azioni è stata corrompere la metà maschile della magia. Qui si chiama Vera Fonte ed è divisa in due metà, una maschile e una femminile. La metà maschile, e solo quella perché il Tenebroso stava combattendo contro uomini e non donne, è stata contaminata dal Tenebroso, al punto che tutti gli uomini che usano la magia dopo un tempo più o meno lungo impazziscono. Per questo le maghe sono donne, perché con gli uomini che impazziscono è stato necessario dar loro la caccia ed eliminarli. Le donne sono fondamentali come sono fondamentali gli uomini, molte delle cose più importanti che vengono fatte nella saga vengono fatte da uomini e donne che agiscono insieme, e nonostante tutto sono tre uomini, Rand, Mat e Perrin, a essere al centro dell’azione. È Rand che alla fine affronta il Tenebroso, non una donna. E quanto ai ruoli di Mat e Perrin, non voglio fare spoiler ma se non facessero quello che fanno crollerebbe tutto. Egwene, per quanto importante, per quanto straordinaria, si colloca al livello di Lan, un altro uomo. Le altre durante l’Ultima Battaglia sono ancora più defilate. Però ci sono, ciascuna con il suo ruolo, anche se per qualcuna (non tutte) il ruolo è semplicemente quello di curare i feriti. E ci sono state prima, in pagine e pagine straordinarie.
          L’emancipazione non è una donna che agisce da uomo, è una donna che sa fare altro oltre a stare a casa a rammendare calze sperando che il suo uomo torni indietro tutto intero. Va bene, non leggere Jordan, ma che una donna non possa essere “al centro dell’universo della storia” e che “i protagonisti principali […] devono essere uomini”, riprendendo le tue parole, per me è un discorso che non ha senso.

          • Fabio Arancio ha detto:

            Pur percependo a intuito che le donne in questa saga non impugnano le spade e che i protagonisti principali di questo romanzo, il trio di eroi che sconfiggono il male, erano ovviamente maschili, così come i guerrieri e coloro che hanno ruoli improntati su questa tipologia di ruolo, ho voluto divagare liberamente esprimendo un discorso più ampio, ovviamente facile da strumentalizzare, ma preciso, chiaro e trasparente. Dicendo, tu stessa, “ciascuno il suo ruolo”, per l’appunto ricalchi un mio concetto. A ciascuno il suo. Io parlo di ruoli, di assegnazione e di caratterizzazione naturale dei ruoli, e non solo. Ovviamente parlo anche di importanza dei ruoli. Dico e ripeto che preferisco che i personaggi principali siano uomini. Non donne. Se in un fantasy devi mettere come protagonista un cavaliere con spada, se lo dipingi donna, scadi nel ridicolo, forzando una collazione naturale che non ci stà. Tu riportando le mie ultime frasi estrapolate dal contesto, hai mediamente strumentalizzato, perche mi pare di aver detto perche preferisco che i personaggi principali siano uomini ma anche che le donne non è che non possano avere una loro importanza, ma devono avere una contestualizzazione precisa, e comunque mai “al pari” degli uomini, perche i ruoli in cui le donne stanno BENE, non permettono implicitamente di avere un co-protagonismo con gli uomini. O magari di averlo diversamente e su un piano minore. Un pg femminile può avere la sua importanza e avere un grande ruolo, ma sinceramente non deve stare al centro della storia. La storia non deve ruotare attorno ad una donna. Mi suona una forzatura per far contente le femmine. E le donne devono accontentarsi dello spazio che hanno, senza pretenderne di più, perchè non è che se l’uomo fà 234 azioni, allora solo se la donna ne farà altrettanto sarà pari. E’ ridicolo. Si chiama ignoranza. Se scrivo un fantasy e c’è un male, io lascio che i personaggi, come guerrieri e cavalieri, capaci di debellare quel male siano uomini. Non donne. Le donne abbiano il suo ruolo e non abbiano l’ultima parola, così come anche avviene nella società in cui viviamo (guardacaso la vittoria di Trump mette fine all’emancipazione, facendo capire che c’è un limite a tutto). Ma se devo mettere guerrieri con spade donna, avendo visto cosa fanno le donne nella realtà come polizia di stato, carabinieri ed esercito, e quanto esse si rendono ridicole nel tentativo di imitare gli uomini per sentirsi “alla pari”, allora no, grazie (ho visto nell’esercito, avendone accesso, personalmente dei casi riguardanti donne e c’è solo da piangere, non c’è stata una che non si sia ridicolizzata da sola e non c’è donna che rischia di portare l’esercito italiano nel fallimento, non solo per motivi fisici ma anche psicologici, fisiologici, dinamici e di comportamento, ad esempio nell’esercito italiano le donne non sono assolutamente capaci, con la loro forza fisica, di reggere il 73% degli strumenti bellici, ne di avere l’attitudine e le risorse per comandare un plotone, è stato non solo dimostrato dai test ma anche da esami scientifici interni all’esercito stesso, per questo alcuni politici di alcuni stati stanno vagliando nuove proposte di legge per espellere le donne da questo ruolo). Gli uomini hanno tutta una serie di caratteristiche che le donne non hanno. Le donne non hanno le caratteristiche degli uomini. E viceversa. Da qui la mia chiara visione che il protagonismo dev’essere maschile, se poi si parla di fantasy, avventura, azione, ancora di più e a maggior ragione. Semplicemente, è un equivalente della società in cui viviamo. Nella realtà, tutte le azioni eroiche e coraggiose le vedo fare agli uomini. Alle donne non ho mai visto fare alcunché. Mai proteggere un indifeso, mai difendere qualcuno, mai salvare qualcuno. Tutti i casi sociali di poliziotti, soldati, carabinieri nell’arresto di mafiosi, boss, delinquenti, gang di criminali, gang di latini, azioni sociali importanti, grandi arresti di droga, sono sempre opere degli uomini. Mai delle donne. Trovami delle donne che abbiano fatto un arresto di un clan mafioso. Mai esistito. Di seguito, vedo naturale la collocazione di personaggi principali (i cosiddetti “eroi”) agli uomini piuttosto che le donne. Di seguito dico che i libri devono rispecchiare la realtà come equivalente. Non creiamo i Wonder Woman nel mondo del cinema se poi nella realtà una donna che faccia wonder woman non esiste. Non lo facciamo per dare il contentino alle femmine, facendole credere che siccome nel film picchiano, usano la violenza e fanno l’azione anche loro, allora sono pari all’uomo e tutti contenti con il contentino dato alle poveracce ignoranti. Per l’appunto, a ciascuno il suo. Gli uomini facciano ruoli maschili e le donne ruoli femminili. Ma ripeto che un buon romanzo, senza un gruppo di eroi maschili, cade come una foglia al vento, destrutturandosi nella sostanza. Quindi ben vengano ruoli importanti per entrambi, ma per me, così come è sempre stato e così come è oggi, la storia deve ruotare attorno a pg maschili, perche solo in essi si può davvero rispecchiare la consistenza di personaggi di un certo tipo che guidino la storia, che portino il bene a trionfare. Elementi che le donne non hanno, di certo non nella realtà, forse nella finzione (cinema, fumetti). Per questo non guarderò wonder woman quando uscirà al cinema, perchè quando ho visto il trailer, con questa faccia femminile che faceva la dura tipo uomo, la spada che guizzava nell’aria tipo uomo e lo scudo e tutto quell’atteggiamento tipo uomo, ho pensato “se me la trovassi davanti, avrei paura di lei come avrei paura di un bradipo”. Mi fà semplicemente pena. Se poi si pensa che l’emancipazione passi dalle azioni del personaggio di un film, siete molto messe male. Vedo quanto questo personaggio sia forzato, finto, costruito a tavolino usando l’archetipo dell’eroe maschile, solo rapportato al femminile, così anche le femmine ammazzano con le spade, fanno le dure e tutti contenti. Ridicolo. Chi vuol capire capisca. Se in una storia c’è un pg femminile importante, bene. Se la storia deve ruotare attorno al pg femminile, no, grazie. Mi tengo Aragorn, Legolas e Gimli, di certo migliori di una ridicola wonder woman. Quindi importanza ai pg femminili ci può anche stare, ma fino ad un certo punto. Che la storia ruoti intorno ad un uomo, mi ci immedesimo ed è molto più naturale. ISDA è una pietra miliare anche grazie a questo.

          • Sono stata sul punto di non risponderti, anni fa mi sono resa conto che è inutile portare avanti qualsiasi discorso quando le posizioni sono inconciliabili. Il tuo scrivere “chi vuol capire capisca” ripetuto in entrambi i messaggi è una frase di uso comune che potremmo tradurre con un “io ho detto le cose come stanno, poi se tu non riesci a capire non è colpa mia”. No, grazie. Capisco benissimo quello che dici, ma forse tu non capisci me visto che io ho parlato di maghe e regine e tu torni a parlare di donne che impugnano spade. Il personaggio forte e importante non è necessariamente la caricatura che critichi tu, ma sei troppo preso dal tuo discorso per accorgertene. Comunque non c’è problema, non ho bisogno di essere capita né di continuare una discussione che non porta a nulla perciò per me i commenti finiscono con questo messaggio. Tornando al tuo interrogativo iniziale, se leggere o no Jordan, lascia stare. Le donne ricoprono un ruolo troppo importante per i tuoi gusti, anche se nessuna di loro impugna una spada. Jordan non fa per te. E mi sa neanche il mio blog. Internet è pieno di blog, puoi trovare altrove persone con gusti più simili ai tuoi.

          • Fabio Arancio ha detto:

            Mi sembra un commento fuori luogo, il tuo. Non mi và neanche di rispondere. Mi sono annoiato, non c’ho voglia. Mi secca dovermi quotare per spiegarmi, quindi non lo farò. Anzi non mi devo neanche spiegare. A dire la verità io non volevo neanche che esistesse stà discussione. Questo perche avevo chiesto semplicemente se mi si consigliava questa saga e basta. Volevo solo parlare del libro e basta, e avere commenti pertinenti al libro. Tu invece, anzichè rispondere normalmente, te ne uscisti subito enfatizzando sulle donne, sulla presenza delle donne, su quanto sono fondamentali, che le ami, e sai cosa? questa cosa mi diede un immenso fastidio, perchè mi fece pensare di te come l’ennesima “sono orgogliosa di dirti che in questo libro ci siamo noi, è tutto sotto il nostro potere, girl powaaa yeee”, come se stessi facendo la guerra alla supremazia tipo adolescente di 14 anni che deve infilare la donna per ripagare la sua frustrazione, incapace di capire che non ci dev’essere nessuna lotta alla supremazia. Insomma non appena lessi “le donne sono fondamentali, ah si ci sono le donne, c’è anche il mago (una donna)” ebbi subito questa impressione di te. Pensai che dovevi avere 16 anni. Buttasti il termine “donna” 10 volte in neanche 2 frasi, come se fossi nel piego di una foga. Ci lessi un sotto-testo da “orgoglio donna” che sinceramente ha rotto i coglioni. Fu questo ciò che vidi e mi diede non poco fastidio, perchè non era pertinente alla domanda. Io chiedevo se il libro mi veniva consigliato, non se il mago era donna, se i pg fondamentali erano donna, se le donne erano al 56% della presenza o altro, se nel libro avevano vinto le elezioni o se il presidente era donna. Sono dati che non mi interessano, che mi fanno pensare ad una pubblicità di partito ridicola (ma che è, na lotta a quale sesso domina l’altro? Ma quanti anni hai? Dio santo). Il tuo finale, dal consiglio di lasciare perdere Jordan fino ad andarmi a cercare un altro blog, mi sembra un risvolto da “sono offesa, vattene”. Chi vuol capire capisca, in realtà, non significherebbe esattamente quella frase che hai detto. E vabbe, ciao.

  10. Luca ha detto:

    @Fabio
    Ciao,
    non posso aggiungere nulla a quanto indicato da Martina perché ha riassunto bene ciò che penso (anche per quanto riguarda le Cronache di Folgoluce). Se vuoi iniziare a capire il mondo de “La Ruota del Tempo” posso consigliarti di iniziare dal prequel, ovvero “Nuova Primavera”. Rischi di rovinarti un po’ la storia perché ci sono alcune anticipazioni (oltre magari a non capire altre cose spiegate nei volumi successivi), ma il libro si presenta molto meno voluminoso degli altri (363 pagine contro il migliaio dei volumi successivi). Capirai subito se la storia potrà piacerti oppure no.

    Saluti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...