A Memory of Light: +440

Wow! Devo rifiatare un attimo, anche se so che se mi metto al computer l’attimo diventa particolarmente lungo. Solo che è successo qualcosa di molto grave e ho bisogno di tempo per digerirlo, e sono sicura che Brandon Sanderson impiegherà un po’ a darmi la risposta. Sono anche ragionevolmente certa che quella risposta non mi piacerà, quindi mi fermo e rifiato.

Sto leggendo A Memory of Light, ovviamente, quindi tutte le altre letture sono temporaneamente sospese. È questione di pochi giorni e poi le riprenderò, ma ora è arrivato un momento che stavo aspettando da vent’anni.

Ho letto per la prima volta L’Occhio del Mondo di Robert Jordan nel 1992, quindi io e la storia siamo cresciute insieme. In Italia abbiamo avuto una lunga pausa nella traduzione dei libri, fra il 1995 e il 2002, ma la storia mi ha comunque accompagnata a lungo, anche se in alcuni momenti meno intensamente rispetto ad altri.

All’epoca frequentavo l’Univeristà. In seguito ho fatto svariati lavori – ma è dal 2001 che lavoro sempre nello stesso posto – ho fatto ben quattro traslochi (con alcuni mesi difficili in cui sono stata ospite perché non avevo più la casa in cui abitavo prima e non ancora quella in cui abito ora, e tutti i miei libri con l’eccezione di quelli di Jordan, di George R.R. Martin e di Filippo Tuena sono rimasti inscatolati e quindi impossibili da consultare), mi sono sposata, ho avuto due bambine e ho visto cambiare la mia vita in un’infinità di altre piccole cose. Ma ora ci siamo, per quello che è l’ultimo giro della ruota.

Qui sotto ci sono alcuni spoiler di A Memory of Light, vi avviso subito. Nulla di davvero grosso, non dico chi vive e chi muore, non parlo di snodi fondamentali della trama, ma qualcosa dico. Ho divagato prima, e divagherò ancora per qualche riga, in modo da dare la possibilità a chi non vuole nessuno spoiler di interrompere la lettura senza rischiare di leggere per sbaglio ciò che non vorrebbe.

A Memory of Light

Ho letto 380 pagine del libro, quindi ancora non so come finirà. Io sono assolutamente convinta che il Tenebroso sarà sconfitto ma ovviamente non lo so con certezza, e non so come e quanto funzionerà il piano di Rand e quante e quali perdite ci saranno per arrivarci. E le perdite non sono solo le morti, ci sono tante altre cose che si possono perdere.

Ricordiamo il viaggio di Aviendha nel Rhuidean nelle Torri di mezzanotte? Non solo gli Aiel sono stati ammazzati, prima sono stati distrutti come clan, hanno perso la loro identità. L’idea di Bair del prologo è interessante, ma non sono convinta che le cose possano essere così semplici. In compenso il prologo ci fornisce un esempio di quali altre cose possano andare perse.

Dal prologo, per esempio, sappiamo subito quale sia la città che dona il titolo all’ottavo capitolo. Appena li ho letti entrambi l’ho capito, anche se per avere la certezza ho dovuto aspettare di arrivarci. E se volete conoscere i titoli dei capitoli basta leggere il mio precedente messaggio dedicato ad A Memory of Light. Lì c’è l’elenco completo.

I titoli sono frasi presenti in ogni singolo capitolo. Nei volumi precedenti non ho notato nulla di simile, non so se non era stato fatto, se era stato fatto in originale e non in traduzione e io non lo avevo notato per The Gathering Storm e per Towers of Modnight, che ho letto anche in inglese, o se è una novità. Ma se un capitolo si intitola, per esempio, Just Another Sell-sword, da qualche parte nel capitolo ci sono scritte queste precise parole.

Rand sulla copertina dell'ebook di L'Occhio del Mondo

Rand sulla copertina dell’ebook di L’Occhio del Mondo

Com’è leggere questo libro? Strano. L’ho già detto, la mia vita è enormemente cambiata in questi vent’anni, e sapere che queste sono le ultime parole nuove che leggerò, che dopo che avrò finito questo libro non ci sarà nulla da aggiungere, fa un certo effetto.

Anni fa Jordan aveva progettato di scrivere tre prequel alla saga. Ne ha realizzato solo uno, Nuova primavera. Gli altri due avrebbero dovuto essere uno sulla ricerca del Drago rinato da parte di Moiraine e l’altro su Tam al’Thor. Non li ha mai scritti. Dopo la pubblicazione di Nuova primavera prima in forma di racconto lungo e poi in forma di romanzo (per lui breve) alcuni lettori lo avevano duramente criticato perché si era messo a scrivere storie non necessarie, secondo loro solo per fare soldi, tirando inutilmente in lungo la saga. Le critiche lo hanno duramente colpito, e lui ha accantonato tutto il resto per arrivare a scrivere la conclusione della Ruota del Tempo. Non ce l’ha fatta, alcuni anni dopo quell’unico prequel si è ammalato e poi è morto. Prima che questo avvenisse però aveva progettato una nuova serie, Infinity of Heaven, e tre romanzi outrigger, ambientati nel mondo della Ruota ma al di fuori della linea di eventi che portano a Tarmon gai’don. Di uno conosco anche i nomi di quelli che sarebbero dovuti essere i protagonisti, un uomo e una donna, e so che gli eventi sarebbero stati successivi all’Ultima Battaglia. Questo è uno – ma non l’unico e non il più importante – degli elementi che mi fa dire che le forze della Luce vinceranno. Ovviamente non dico i nomi, atrimenti chi li leggerebbe saprebbe che loro due sopravvivono, e questa è una cosa che va scoperta con la lettura del romanzo.

Nessuna di queste storie sarà mai scritta. Robert ha lasciato solo una manciata di righe relative a ciascuna di loro, troppo poco per poterci lavorare su. In più mentre ha chiaramente affermato che avrebbe voluto veder conclusa la saga, non ha detto nulla sulle altre opere. Harriet McDougal, sua vedova ma anche sua compagna di lavoro per molti anni, ha deciso di rispettare la sua volontà facendo in modo che la saga avesse la sua giusta conclusione, ma nulla più. L’unica altra cosa che vedremo sarà un’enciclopedia, e possiamo solo sperare che conterrà anche i frammenti. Vedremo.

La copertina dell'ebook di La grande caccia

La copertina dell’ebook di La grande caccia

Ultimo dettaglio sui capitoli. Il numero 37 si intitola The Last Battle, e se da un lato ero convinta che avremmo avuto questo capitolo dall’altro pensavo che sarebbe arrivato un po’ più avanti. Dopo di lui infatti ci sono altri 12 capitoli, epilogo a parte. Ciò che fa impressione invece sono le dimensioni del capitolo. 190 pagine. Quanti romanzi sono più corti di così? E questo è un’unico capitolo! Avevo letto anche le cifre relative al numero di parole e al numero di punti di vista coinvolti, ma non ho voglia di cercarle. Magari un’altra volta.

Parte della lettura è un gioco. Ricordate le frasi che Tor ha inviato alla mia posta e a quella di chissà quante altre persone? Una parte le ho ritrovate, ed è buffo vederle nel contesto. A volte le mie ipotesi erano giuste, a volte no. Potevano essere frasi importanti come frasi banali, comunque fa lo stesso effetto del rivedere un vecchio amico. To’ eccoti qui! Mi sei mancato, anche se solo ora capisco quanto. E sotto riprendo le frasi, ovviamente con spoiler piccoli piccoli.

La copertina dell'ebook di Il drago rinato

La copertina dell’ebook di Il drago rinato

27 novembre: day 2

I should like to hear one of your stories. Perhaps you could tell me of the time your father and you visited Shara?” (pag. 115).

Frase poco significativa, e la cosa non è sorprendente. Qualcuno sta prendendo tempo in attesa di poter agire. Anche se Shara… perché non l’abbiamo mai visto? Va bene, nessuno dei nostri amici è mai andato lì, ma la curiosità c’è sempre. Anche perché… Shara!

Questo brano sta diventando troppo lungo, cosa che mi capita anche troppo spesso, quindi non so se ne scriverò ancora prima di aver terminato la lettura. Comunque fra una riga e l’altra ho pranzato e ho letto qualche altra pagina, quindi ho una nuova prospettiva terribilmente incompleta circa determinati eventi, ma su un punto ho tirato un sospiro di sollievo. Anche se fino a libro ultimato respirare di sollievo sembra prematuro.

19 dicembre, day 24

“There were many good years. Good decades, good centuries. We believed we were living in paradise. Perhaps that was our downfall. We wanted our lives to be perfect, so we ignored imperfections. Problems were magnified through inattention, and war might have become inevitable if the Bore hadn’t ever been made.” (pag. 147)

Questa me l’ero persa, nel senso che ho dimenticato di pubblicare una manciata di citazioni pubblicate da Tor. Le ho lette, e le ho lasciate nella posta.

Si tratta di un ricordo dell’Epoca Leggendaria, ovviamente. Chi può avere ricordi di quell’Epoca? I Reietti, certo, ma immagino che loro non ne parlerebero con questo tono tristemente nostalgico. Avrebbe potuto essere il frammento di un libro, ma sembra troppo personale, qualcosa detto da qualcuno che ha vissuto quei tempi, e chi è vissuto nell’Epoca Legendaria e ne ha visto la fine con l’apertura del Foro del Tenebroso non è vissuto abbastanza da trovare la pace necessaria a scrivere queste parole. Chi rimane? Lo sappiamo tutti.

Mi ero chiesta come sarebbe cambiato dopo gli eventi conclusivi di Presagi di tempesta, visto che Le torri di mezzanotte su alcuni punti non era abbastanza chiaro per i miei gusti. Ecco qui una spiegazione chiara e senza esitazioni. Non parole da Aes Sedai, che vanno decifrate al di là dei vari giri che prende il discorso. Jordan e Sanderson ci spiegano chiaramente come sono cambiati alcuni personaggi, e ci sono cambiamenti belli da vedere. Donano un senso di pace.

Anche alcuni giri della Ruota donano un senso di pace. Quante piccole cose si erano frantumate, o erano state calpestate e deformate, nei precedenti tredici romanzi? Qui rimettiamo le cose a posto. Non c’è più l’ingenuità, ma in certi casi è possibile ritrovare la leggerezza, e riguardare con soddisfazione al cammino percorso.

Mat sulla copertina dell'ebook di L'ascesa dell'ombra

Mat sulla copertina dell’ebook di L’ascesa dell’ombra

3 dicembre: day 8

Egwene strode around a frozen pillar of glass in her dream. It almost looked like a column of light. What did it mean? She could not interpret it. (pag. 147).

 

Stessa pagina della citazione precedente. Ovviamente cambia il punto di vista, e ovviamente questo è uno di quei sogni di Egwene. Ma se lei che è una Sognatrice non può interpretarlo, come possiamo riuscirci noi? Ok, noi abbiamo informazioni che lei non ha, ma anche così non ne ho idea.

Giorno 21

And you don’t feel a small measure of pride? Egwene asked herself. Rand al’Thor, once simple village boy and your near-betrothed, now the most powerful man in the world? You don’t feel proud of what he’s done? (pag. 157)

Ricordate L’Occhio del Mondo, quando Min spiega a Rand che lui è per lei (Egwene) e lei è per lui, ma non nel modo che entrambi avrebbero voluto? All’epoca i due erano fidanzati, ma a quanto pare entrambi si sono diversamente sposati. Ora lei guida la Torre Bianca e lui in teoria dovrebbe guidare la Torre Nera. Soprattutto, lavorano insieme, e insieme sono diretti allo scontro finale. Il loro coordinamento sarà fondamentale, le loro azioni… e il loro legame. Quante volte abbiamo imprecato perché quelle teste dure non vedevano oltre il loro orgoglio? Sono capaci di farlo, davvero, sanno guardare oltre e l’orgoglio misto a esasperazione di Egwene ne è una prova.

23 dicembre, day 28

“But this… this isn’t about blacksmithing, Perrin…”
“Of course it is,” Perrin said. How could Rand not see that? (pag. 174).

Altra frase che mi ero dimenticata di pubblicare. Perché io avevo pensato al martello di Perrin? Sì, lui è un fabbro, e il martello forgiato nelle Torri di mezzanotte è notevole, ma se uno è abituato a costruire le cose, a studiarle e analizzarle per trovare punti di forza e debolezze, a cercare un modo per migliorare quel che già conosce, allora le sue conoscenze possono essere applicate a qualunque campo.

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2 dicembre: day 7

Nobody travels the Ways,” Ituralde said, aghast. (pag. 190).

 

Ci sono ottime ragioni per non percorrere le Vie, come abbiamo visto sia nell’Occhio del Mondo che nell’Ascesa dell’Ombra. Non è che fra i vari angreal e ter’angreal ritrovati c’è anche il Talismano della crescita?

Ituralde ha paura, e ha ragione. Chi vuole percorrere le vie? E lo farà? Ora lo posso scrivere anch’io: RAFO! Read and find out.

28 novembre: day 3

Being married is not so bad, Perrin. Why didn’t you tell me it was not so bad? I think I am rather fond of it.” (pag. 196)

Chi può essere così familiare con Perrin da dirgli una cosa del genere? Io ho fatto il conto degli sposati, e ho sbagliato. Questo me l’ero dimenticato. Al di là della battuta, la conversazione non è dedicata al matrimonio. Ci sono cose importanti che devono accadere, e questo è solo l’inizio.

24 dicembre, day 29

Didn’t you once lead a band of thieves out of this forest?”
Birgitte grimaced. “I was hoping you hadn’t heard that one.” (pag. 236).

Le vite passate di Birgitte continuano a tornare fuori, non è vero? Perchè sono così deliziata quando questo accade? Raramente viene rivelato qualcosa d’importante, ma sono anche dettagli come questo che donano profondità alla storia. Randland ha un passato, anche se noi ne conosciamo solo alcuni frammenti. Sentiamo la battuta e passiamo oltre, come con quell’accenno a Shara, ma cos’è che diceva J.R.R. Tolkien sulle storie appena accennate che sono le più affascianti? Ne parla nel saggio Sulla fiaba, ma davvero non ho tempo per cercare la citazione precisa o non smetto più di scrivere. Tolkien, comunque, è l’unico maestro riconosciuto da Jordan, e l’unico al quale ha dichiatamente reso omaggio.

26 novembre: day 1

It had been useful at Maradon. Nobody knew he had it. That was important. (pag. 256).

Maradon, per chi non lo ricordasse, è la città difesa fino allo stremo da Rodel Ituralde. Questa è stata la prima frase pubblicata da Tor, e subito si sono scatenate le discussioni. Chi c’era a Maradon? Ituralde, alcuni Asha’man, e Rand. Indoviniamo a chi appartiene il pensiero? E qual è l’oggetto misterioso? Il passato a volte ritorna proprio quando te lo sei dimenticato.

 lord of chaos ebook

Giorno 16

Do not cut off your foot for fear that a snake will bite it, Perrin Aybara. Do not make a terrible mistake because you fear something that seems worse. This is all I will say on the topic.” (pag. 269).

E se invece tagliarsi il piede fosse la scelta giusta? A volte anche chi dovrebbe sapere commette degli errori. Socrate affermava che sapeva solo una cosa, sapeva di non sapere. A volte tutti dovremmo ricordarci che sotto determinati aspetti siamo ignoranti. E se alcune cose sono pericolose, come quella progettata da Perrin, potrebbero anche essere indispensabili. Non mi aspettavo un contesto di questo tipo per questa frase, ma tutti sappiamo che Perrin ha ragione e che bisogna fare qualcosa. Il dubbio è sul fatto che sia giusto o meno il modo in cui vuole procedere, e sulla riuscita o meno del suo piano.

Meno 4

We’ll remember those who fell, and we’ll tell our children how we stood when the clouds turned black and the world started to die. We’ll tell them we stood shoulder to shoulder, and there was just no space for the Shadow to squeeze through.” (pag. 278)

In fondo è quello che pensiamo che accadrà, vero? I sopravvissuti racconteranno le loro storie ai figli, e ricorderanno coloro che sono morti. È quello che ha sempre fatto chi ha combattuto, e Jordan conosceva bene quei momenti, quei sentimenti, perché anche lui ha combattuto, ha visto compagni cadere ma non si è mai arreso. Forse ha raccontato poco, ma più probabilmente ha raccontato in modo diverso. Una volta Harriet ha dichiarato che lui scriveva proprio perché era stato in Vietnam, e che ritrovava molto di lui nei romanzi dedicati a Conan.

Forse parlo poco del libro e divago molto, ma a volte i libri trasmettono messaggi che sono al di là della pura e semplice avventura. O, a volte, si conosce almeno un po’ anche l’uomo e i pensieri corrono in modi strani.

Giorno 22

Why are you helping me?” Perrin demanded.

I’m fond of you, Perrin.” (pag. 295).

 

Quando avevo pubblicato queste frasi avevo scritto “Perché ho il sospetto che la seconda riga del giorno 22 sia fortemente ironica?” Ora lo so con certezza. Quella riga è ironica. Avevo pensato che a parlare potesse essere una Sapiente e… ecco… se proprio vogliamo…

Non avrei mai pensato di poter leggere una conversazione come questa, di assistere a scene come questa. Forse quel che il nostro amico ha fatto un po’ di pagine prima è stato determinante in modi che nessuno si sarebbe aspettato? Cos’è che può far cambiare una persona, o che può far prendere una decisione invece di un’altra? Alcuni sviluppi sono a dir poco interessanti.

La copertina dell'ebook di La corona di spade

La copertina dell’ebook di La corona di spade

Giorno 20

As Tam attacked again, Rand lifted the sword and- (pag. 310).

Le mie vecchie considerazioni: “Ovvio, le frasi le hanno scelte apposta per stuzzicarci, e la numero 20 ne è un chiaro esempio. Suppongo che vogliano farci credere che Tam e Rand stiano combattendo l’uno contro l’altro, ma se fosse così perché pubblicare una frase tronca? Noto che questo è l’unico caso di frase incompleta nelle 23 fin qui pubblicate. No, Tam sta attaccando qualcuno e la sua mossa distrae quel qualcuno quanto basta da consentire a Rand di alzare a sua volta la spada. Andrà a segno il colpo di Rand? Non ne ho idea, manca un pezzo di frase.”

Ora che l’ho letta sono convinta che avrebbero potuto pubblicare anche la frase intera, tanto non dice nulla più del dovuto. Al massimo ci avrebbe fatto preoccupare ancora un po’. E io, ovviamente, ero fuori strada. Scena inutile per chi vuole l’avanzamento della trama e basta, bellissima per i personaggi. E alcune cose vanno provate, alcuni sentimenti, alcune azioni, alcune parole vanno dette. Rand si è tenuto dentro troppe cose per troppo tempo, e questa scena era necessaria. Certo è strano leggerla e pensare a cosa sta accadendo in altre pagine del libro.

Meno 2

Loial, son of Arent son of Halan, had secretly always wanted to be hasty. (pag. 319).

 

Potevamo dimenticarci degli Ogier? Questa frase è l’inizio di un capitolo, e in sé dice ben poco. Quello che fanno dopo i nostri amici però è interessante, ci ricorda che tutte le leggende hanno un fondo di verità.

Giorno 19

What did you do to your eye?”

A little accident with a corkscrew and thirteen angry innkeepers.” (pag. 337)

Chi ha avuto il piccolo incidente all’occhio lo sappiamo tutti, solo non sappiamo con chi sta parlando e dove lo sta facendo. Immaginavo di conoscere l’interlocutore, poi ho pensato di essermi sbagliata e quindi ho scoperto che avevo ragione, solo non nel modo e nel luogo in cui pensavo io. Carina la gara, alla fine chi è che ha vinto?

A molti Mat era parso un po’ sopra le righe in Presagi di tempesta, invece Sanderson ha affermato che gran parte di quel che lo riguardava lo aveva scritto Jordan. Strano come non possiamo fare a meno di tirare a indovinare, anche se l’unica cosa che conta, alla fine, è se il libro è bello o meno. Sanderson è bravo, e lo dimostrano i suoi romanzi, la trilogia Mistborn, Il conciliatore e quell’opera straordinaria che è La via dei re. Non vedo l’ora che termini il secondo volume delle Cronache della folgoluce, al quale sta lavorando attualmente, e che venga tradotto in italiano. Per il momento ci possiamo accontentare di La legge delle lande, romanzo steampunk ambientato nel mondo dei Mistborn, previsto per questo mese. Accidenti, devo decidere cosa leggere visto che escono anche The Armageddon Rag di Martin e Il tempo della guerra di Andrzej Sapkowski. Ok, Sapkowski è l’ultimo, ma anche così ho parecchio da fare.

Conosciamo l’importanza dei presagi, giusto? Si avverano con una costanza impressionante, e quasi sempre si avverano in modi diversi da quel che ci aspetteremmo. Eccone qui uno, anche se la scena non è del tutto soddisfacente. Io so che avrei voluto qualcosa di diverso da quel che ho avuto, anche se devo riconoscere che l’ultima battuta di Mat nel suo personale duello è geniale.

La copertina dell'ebook di Il sentiero dei pugnali

La copertina dell’ebook di Il sentiero dei pugnali

8 dicembre: day 13

We must spread the word to all of our allies,” Amys said. “We must not use this weave.” (pag. 366)

 

In teoria lo sapevamo, eravamo stati avvisati decenni fa, ma chi se ne preoccupava più? Se una cosa viene detta c’è sempre un motivo, e piantatela di blaterare che a Jordan piacevano le sue stesse parole ed era incapace di sintesi. Io so riconoscere la sintesi quando la vedo, non si capisce dai miei articoli?

Bene, lo sapevamo, ma lo avevamo dimenticato. Con tante cose di cui preoccuparci, davvero dovevamo pensare pure a questo?

5 dic: day 10

And farewell to you, old friend,” she said to the air. “Until I dream again.” (pag. 367)

E arrivederci a te, vecchia amica,” lei disse all’aria. “Fino a quando sognerò di nuovo.”

Anche in questo caso avevo già fatto un commento: “Le mie traduzioni (perché nel primo messaggio avevo tradotto tutte le frasi) non sono sempre letterali ma ho cercato di mantenere il senso. Fuori contesto comunque è più difficile, come dimostra la frase 10. Io ho scelto di usare il femminile perché di solito sono Aes Sedai e Sapienti che si incontrano nei sogni, ma non è implicito nella frase. Se la donna che saluta stesse pensando a Perrin? Anche lui cammina nel Mondo dei sogni, e nulla vieta che anche Rand possa decidere di farlo in futuro. Non credo che lo farà, ma non è impossibile, e potrebbe esserci anche qualcun altro di cui ancora ignoriamo l’esistenza o le capacità.”

Anche se non lo avevo scritto lo stile mi sembrava quello di Egwene, e avevo ragoine. È lei che incontra le sapienti, ma qui il saluto è al singolare. Direi che sta salutando il Mondo dei Sogni, quel luogo in cui lei ormai si trova davvero a proprio agio. C’è una certa aura di malinconia che pervade alcune scene, che non è mai troppo distante dal lettore. In fondo possiamo leggere per la prima volta il romanzo una sola volta, quindi ogni frase è anche un addio. Un addio al mistero, al piacere della scoperta, a luoghi che conosciamo e a personaggi con cui siamo cresciuti. Ma anche se il sapore della novità non ci sarò più ci incontreremo di nuovo ogni volta che sceglieremo di sognare, o di leggere i libri un’altra volta.

 La copertine dell'ebook di Il cuore dell'inverno

Giorno 33:

If the end of the Aiel was the sacrifice required for Rand to win, she would make it. (pag. 382).

Anche qui, commento di qualche giorno fa: “Sembra tanto Aviendha la tizia disposta a sacrificare gli Aiel per la vittoria, no? Ma il sacrificio può essere solo quello dell’abbandonare la vita che conoscono, magari con la riscoperta della canzone cercata dai calderai fin dall’Occhio del Mondo.”

Non sembra, questa è Aviendha al 100%. Lei ovviamente pensa al suo popolo spazzato via, in guerra o nel futuro, come ha visto nel Rhuidean. Io ancora non conosco la risposta, è da qualche parte in quel mezzo libro che devo ancora leggere.

Meno 3

They stood at the edge of time itself, and still Thom Merrilin found a smile. (pag. 429).

Si vede che sono andata avanti, vero? Di mezzo c’è stata anche la cena, ma non prima di aver recuperato due figlie da scuola e di essermi divertita ancora un po’ con loro. Ieri ne parlavo con una collega, perché non sono dotate di tasto ON/OFF da premere all’occorrenza? Solo perché dopo cinque minuti di giochi la maggior parte delle mamme opterebbe per l’OFF fino all’ora di tornare a scuola?

Comunque ho letto un altro po’ di pagine, e ho trovato questa frase. Il capitolo 41 si intitola A Smile, pensavo che l’avrei trovata lì ma evidentemente ho sbagliato.

Ci sono altre frasi che a rileggerle so (o credo) di aver già incontrato, anche se non le ho riconosciute durante la lettura. Sono queste:

7 dic: day 12

Enough talk. You will bed me now.”

 

Giorno 17

It is one of the three things which I will require of you. Your payment, to me, in exchange for my life.”

 

Giorno 23

Light burn me,” Rand said. “You’re not him, are you?”

21 dic, day 26

Uno’s topknot danced as he continued to blaspheme.

25 dic, day 30

Rand strode forward, lifting his arms out to the sides. Grass sprouted in waves, red blossoms burst from the ground like a blush upon the land. The storm stilled, the dark clouds burned away by light.


A joyful song, a song of awe and wonder, though she could not understand the words.

Giorno 31:

He doesn’t want to fight in Andor, Elayne thought. He doesn’t want to fight alongside me. He wishes the break to be clean.

Giorno 32:

Rand stiffened. He’d known what he was doing, on some level, but to hear it explained was disconcerting.

 

E noi non sappiamo cosa stava facendo. Detta così pensiamo alla guerra, in fondo è ciò che dovrebbe essere sempre nella mente di tutti. Di lui in particolare, ma c’è modo e modo di pensare alla guerra.

 

Meno 5

They seemed to be cracks into nothingness. They drew the light in, sucked it away. It was as if he was looking at fractures in the nature of reality itself.

 

La copertina dell'ebook di Crocevia del crepuscolo

La copertina dell’ebook di Crocevia del crepuscolo

Per ora ho parlato solo di frasi, singoli momenti, ma com’è il libro?

La sensazione è strana, come detto sono le ultime parole nuove che leggeremo. C’è molta malinconia, c’è la sensazione della ruota che gira, con momenti che ritornano, piccoli dettagli aggiustati, cose che andavano fatte prima del gran finale anche se non ce ne eravamo resi conto. C’è un senso straniante nel passare da un luogo all’altro.

In alcuni punti so combatte, penso che questo non sorprenda nessuno. Alla fine delle Torri di mezzanotte è iniziata l’invasione dell’Andor, e Lan ha marciato per tutto quel libro verso quella che ragionevolmente dovrebbe essere la sua ultima battaglia. Rodel Iruralde a Marado ci ha mostrato cosa sia una battaglia in grande stile.

La copertina dell'edizione americana dell'ebook di La lama dei sogni

La copertina dell’edizione americana dell’ebook di La lama dei sogni

Ecco, pagine su pagine sono Maradon. Strategia, azioni frenetiche, soldati massacrati in un istante… Jordan conosceva anceh troppo bene la guerra, e sapeva cosa vuol dire trovarsi nel mezzo. Non so chi ha scritto queste pagine, ma la guerra c’è davvero. Anche troppo per i miei gusti, anche se la cosa non dovrebbe sorprendermi.

Abbiamo visto nel corso dei vari libri come il tocco del Tenebroso sia diventato sempre più forte, e come la realtà sia sempre più stata lacerata. Che la guerra sia sempre più dominante è solo una naturale conseguenza.

Robert Jordan Brandon Sanderson The Gathering Storm

Robert Jordan Brandon Sanderson The Gathering Storm

Contemporaneamente a questo, però, ci sono luoghi dove tutto sembra tranquillo e ciascuno prosegue con con calma le proprie faccende. È quasi come se fossero libri diversi affiancati, tanto cambia il tono.

Alcuni personaggi mi hanno sorpresa. In alcuni momenti Androl mi ha fatto esultare. Sto ancora aspettando che Logain realizzi una delle visioni di Min. Dire che sono lieta che ci sia qualcuno convinto che gli esseri umani possano volare è un eufemismo. E ormai è tardissimo, chiudo qui dicendo che per ora è un buon libro se lo guardo obiettivamente. Pat non la pensa come me, ha letto qualche pagina in più ma è molto più critico, come potete leggere in un commento senza spoiler: http://fantasyhotlist.blogspot.it/2013/01/hmmm.html. Io non mi sono annoiata, mi sono divertita. Se poi lascio la fan affiorare, sto allegramente sguazzando nel libro mossa da sentimenti contrastanti per la gioia e la tristezza della fine. Io vado avanti, convinta che il meglio debba ancora arrivare.

tovers of midnight ebook

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2 risposte a A Memory of Light: +440

  1. Alessandro ha detto:

    Rgazzas mia, non ho potuto leggere tutto per paura di spoiler, io sono alla lama dei sogni “ankora” so gia che quando chiuderò l’ultima pagina di memory of light una parte della mia vita si concludera, un pezzo di me diverrà a se stante. Mi chiamo Alessandro Incalza, ho 24 anni, a breve pubblicherò un album tra le cui dediche c’è quella a Robert Jordan, pace alla sua memoria. (spero sentirai il pezzo, si chiama reborn dragon ed è fantastico!) Dio, come può un opera letteraria coinvolgere tanto non lo so, e dire che io nel 92 avevo 4 anni, Ti giuro non so che scrivere, ma, quando trovo qualcuno come te, qualcuno che vive alle mie stesse profondita, qualcuno che non ha bisgono di credersi se un Dio c’è perchè è ovvio che ce per ciò che sentiamo……Mi sento pieno di gioia…Le mie sono solo parole, ma come dice un certo Prof Silente, le parole sono la nostra più grande ed inesauribile fonte di magia, possono alleviare il dolore e ferire eccc…Be, a tal proposito lascia che usi un pò della mia magia…Non ti ho mai conosciuta e mai ti conoscerò probabilmente, ma ti auguro una gioia immensa per tutti i giorni che verranno, possa il sole risplendere sulla tua via e darti la forza di affrontate ogni prova con coraggio. Ti voglio far sapere che in qualche modo siamo fratelli, per la passione condividiamo. Non crederò mai che questa storia sia solo un libro, e chi ha capito questa verità è una persona profonda che merita più dell oro del mondo. Non ho parole, non esistono per rendere giustizia alla gioia che voglio renderti in dietro…ma è tutto vero. Con altre persone potrei temere di essere preso per pazzo…ma non con te, lo so, lo sento…Concludo…Stai sempre bene, e vivi le storie che leggi, poichè a noi foglie nel vento delle passioni sarà dato il compito di rendere l’umanità immortale anche quando il sole la luna e le stelle non ci saranno più. CIAO!

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