Maxime Chattam: Alterra. L’alleanza dei tre

Questa recensione risale allo scorso anno. Dopo tutto questo tempo i due seguiti a L’alleanza dei tre, Malronce (2009) e Le Coeur de la Terre (2010) non sono ancora stati tradotti, e non ho notizie circa un’eventuale futura traduzione. Però, visto che per quest’anno è prevista la fine del mondo possiamo dare uno sguardo anche a questo romanzo.

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Si presenta con una copertina suggestiva L’alleanza dei tre di Maxime Chattam, primo volume della trilogia di Alterra. Elegantissima, con i suoi toni di marrone su sfondo nero che delineano sagome e profili lievemente in rilievo, ma forse non proprio adatta ad attirare l’attenzione del suo pubblico principale, quello della fascia dei “young adults”.

Chattam, già noto come autore di thriller, si propone con un romanzo fantascientifico di tipo apocalittico. Nulla di nuovo se vogliamo, con una natura che si ribella contro chi la sta violentando. E visto che siamo nell’ambito della fantascienza la rivolta è particolarmente spettacolare, e solo con il tempo sarà possibile coglierne in modo abbastanza preciso le modalità e la portata.

 

 

La prima parte introduce i personaggi, forse perdendosi in qualche dettaglio di troppo visto quel che avverrà in seguito. Lo scrittore ci propone un’atmosfera familiare normale affiancata da un elemento misterioso che, almeno fin qui, non viene spiegato. Poi tutto cambia, e la storia diventa una lotta per la sopravvivenza. Il mutare della situazione è tanto improvviso quanto smisurato, e i protagonisti, i giovani Matt e Tobias, devono cercare di scoprire le nuove regole che governano il mondo in cui si trovano prima che qualche pericolo sconosciuto possa sopraffarli.

Alcune domande troveranno risposta poco dopo una nuova svolta della vicenda, importante ma forse un po’ troppo comoda per il modo sbrigativo in cui è trattata. Il tempo presenta una discontinuità, un intervallo necessario considerando gli eventi vissuti da Matt, ma contemporaneamente utile allo scrittore per non dover spiegare troppe cose e far prendere alla trama la strada più facile. Perché se troppi dettagli rischiano di appesantire la storia, troppo pochi lasciano una sensazione d’incompiutezza, ed è quanto percepisce in questo caso un lettore un po’ smaliziato. Anche perché il contrasto con la lenta scena iniziale è forte.

È nella terza e ultima ambientazione che si forma l’alleanza dei tre che dà il titolo al romanzo. Un’alleanza che deve combattere tanto contro pericoli fisici quanto contro l’ignoranza o le informazioni errate.

 

 

Il romanzo è chiaramente indirizzato a un pubblico di adolescenti. L’età dei protagonisti e la filosofia che sta alla base della trama ne sono un segno evidente, così come il modo di portare avanti la storia. L’ambientazione iniziale volutamente quotidiana permette una buona immedesimazione, e quel pizzico di mistero presente mira ad accendere l’interesse. Alcuni problemi però sono risolti in modo un po’ troppo sbrigativo, e in qualche caso si avverte la necessità di ulteriori spiegazioni che non vengono fornite.

Lo stile è scorrevole, e la quantità di piccoli misteri e di problemi quotidiani porta avanti la trama senza stancare, pur se molti elementi non sono esattamente originali. Se il libro si presenta come una buona storia per i lettori che conoscono poco il genere, con numerosi dettagli da scoprire, per i più esperti la sensazione è quella di incompiutezza e di già visto, come se mancasse sempre qualcosa per far fare quel salto in più che renderebbe il romanzo davvero interessante.

Al termine della vicenda un nuovo cambio di situazione apre nuove prospettive, indirizzando i protagonisti verso la possibile scoperta del segreto celato in alcuni misteri fino a ora rimasti insoluti. Ma per sapere qualcosa di più bisognerà aspettare la traduzione del secondo volume, Malronce.

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2 risposte a Maxime Chattam: Alterra. L’alleanza dei tre

  1. francesco ha detto:

    Ho letto questo libro, e non mi è particolarmente piaciuto. Non perchè sia un libro rivolto ai ragazzi (ne ho letti di bellissimi, tipo quelli di Michael Hoeye ) , ma perchè in alcuni parti l’ho trovato…noioso: è sì abbastanza scorrevole, ma non succede nulla!

  2. Per me il libro scorreva… forse perché l’ho letto durante un viaggio in treno e non avevo altro da fare. 😉 Carino ma non fenomenale, anche nella narrativa per ragazzi ho letto cose che mi sono piaciute di più.

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