Brandon Sanderson: La via dei re

Raramente quando finisco di leggere un libro mi capita di desiderare di rileggerlo immediatamente, e ancor più raramente mi capita di desiderarlo con quest’intensità. Eppure è stata questa la mia reazione a La via dei re, primo volume delle Cronache della folgoluce di Brandon Sanderson. Sapendo di non poter andare avanti perché i nove (!) seguiti a questo romanzo non sono ancora stati scritti, e non saranno scritti finché Sanderson non avrà ultimato il suo lavoro su A Memory of Light, il mio desiderio è stato quello di tornare indietro.

Si tratta di oltre 1100 pagine di libro, eppure per me è finito troppo presto. Avrei voluto saperne di più sui nichiliferi, su Dalinar, Kaladin, Shallan, e su quello che si prospetta per un mondo che non finisce di stupire e affascinare per la sua stranezza.

Quante cose mi sono persa per strada perché non le ho capite? Troppe, senza dubbio. Quando Dalinar spiega a suo figlio Adolin che lui era ubriaco nel momento in cui suo fratello Gavilar veniva assassinato mi ha dato un’informazione che non conoscevo. Ma io avrei dovuto saperlo, Sanderson lo aveva scritto chiaramente:

“Szeth fu costretto a girare attorno a Dalinar Kholin – il fratello del re in persona – che era accasciato su un tavolino, ubriaco. Quell’uomo non più giovane ma dalla corporatura robusta continuava a cacciar via quelli che cercavano di convincerlo ad andare a letto. Dov’era Jasnah, la figlia del re? Elhokar, figlio ed erede del sovrano, sedeva all’alto tavolo, presiedendo al banchetto in assenza di suo padre.” (pag. 20)

Ribadisco, pagina 20. Lo sapevo fin dall’inizio dov’era Dalinar, solo che me lo ero dimenticato.

Ho letto molte cose su questo libro, anche prima della sua pubblicazione in inglese. Sanderson è uno dei miei “sorvegliati speciali” fin da quando Harriet McDougal lo ha scelto per completare La Ruota del Tempo, rimasta incompiuta alla morte di Robert Jordan. Perciò ho letto molto, e una parte di quel che ho letto l’ho riportato in articoli che ho scritto per FantasyMagazine. Ma finché i libri non si leggono e i personaggi non si conoscono si tratta solo di parole vuote.

Nella prima versione di questo romanzo dalla gestazione lunghissima (leggere i ringraziamenti finali per credere, Sanderson ha iniziato a lavorarci sopra alla fine degli anni ’90) “Al centro c’erano le vicende di due personaggi. Il primo era il fratello minore di un re saggio costretto a guidare il reame e contemporaneamente a proteggere il legittimo erede, il secondo un giovane uomo di nome Rick, inizialmente ritenuto l’assassino del sovrano. Con il trascorrere degli anni Rick è diventato Jerick, mentre Jared, il fratello del sovrano, è diventato Dalinar, anche se essenzialmente è rimasto lo stesso personaggio.” Sono parole mie queste (https://librolandia.wordpress.com/2012/02/23/la-via-dei-re-di-brandon-sanderson/), anch’esse scomparse nelle nebbie del tempo. E infatti non ero neppure sicura se Szeth avrebbe avuto successo.

Szeth ha successo, lo scopriamo nel prologo. E se io mi ero dimenticata la figura di un uomo ubriaco accasciato su un tavolo, e non lo avevo immediatamente associato al grande e saggio nobile guerriero che troviamo dalla seconda parte in poi, cioè da pagina 205, tutto sommato è anche comprensibile. Avevo dimenticato anche altri due nomi, quelli di Jasnah e di Elhokar, e la prima viene nominata già a pagina 66 e compare a pagina 90, ma entrambi i capitolo sono dedicati a Shallan. Conosciamo Jasnah in rapporto a lei, e quindi non viene spontaneo associare il nome della donna più famosa a quello della figlia citata nel prologo. Siamo concentrati su Kaladin, siamo stati scombussolati da Szeth e dal suo modo insolito di combattere e ancora prima avevamo cercato di capire quale fosse la funzione del preludio.

Sì, questo libro ha un preludio e poi, ambientato 4.500 anni dopo, un prologo. Poi c’è il primo capitolo, dopo altri cinque anni e con un nuovo punto di vista. Il capitolo secondo, per fortuna, ci lascia lo stesso personaggio del primo, ma visto che sono passati otto mesi e che la situazione è drasticamente mutata, siamo ugualmente spiazzati. Quello che è successo di mezzo, o almeno le cose più importanti, le scopriremo in alcuni flashback che si inseriscono ripetutamente nello scorrere in avanti della storia e che iniziano ben nove anni prima. Con il terzo capitolo la finiamo finalmente con i balzi temporali – flashback a parte, ovviamente – ma cambiamo luogo e protagonista. Con una struttura così è normale essere spiazzati, e per fortuna che Sanderson ha affermato di non avere l’abilità di Jordan nel portare avanti contemporaneamente tante linee temporali. Qui i personaggi sono di meno, quindi è più facile far avanzare tutti quanti, ma l’intreccio è complicatissimo. In più c’è il mondo.

Tuonoclasta. Vincolaflussi. Stratolame. Giuripatto. E, al di là dei neologismi, ci sono parole, come Desolazione o Radiosi, che hanno evidentemente un significato che va al di là di quello che possiamo trovare su qualsiasi dizionario.

La scena del preludio apparentemente, al di là dei nomi, non è oscura. Si intuisce l’esistenza di un patto che vincola questi dieci uomini a qualcosa, e i termini del patto sono tutti da scoprire. Lo sono ancora, oltre 1000 pagine dopo. Qualcosa si sospetta, ma è troppo poco. Quanto è profondo questo mondo? E quanti sono gli indizi che mi sono lasciata sfuggire? Per capirlo un po’ di più dovrei rileggere il libro.

I disegni, per esempio. Ho impiegato un po’ a capire che erano opera di Shallan. Sì, quella specie di indice senza numeri di pagina che si trova a pagina 9 lo dice, ma dopo aver oltrepassato la pagina chi se ne ricorda più? Non io, e quindi ho dovuto ri-capirlo da sola. Quanto alle frasi che aprono i vari capitoli, alcune sono legate a Jasnah, e anche qui ho impiegato un po’ a capirlo. Altre vanno lette di seguito, un po’ come accade nelle frasi di apertura dei capitoli di Mistborn. E quelle sulle morti… quelle sono state una delle sorprese più grandi del romanzo. Davvero, mi ha spiazzata su tutta la linea. Tanto di cappello, Brandon. Scoprire cosa sono, scoprire le altre cose che ci sono in quel capitolo… È come la rivelazione sui nichiliferi. Spiazza, e fa venire i brividi. Perché ha dovuto dirmelo così e poi chiudere il libro? Non poteva mantenere il segreto fino al prossimo romanzo, e poi darmi qualche informazione in più? Evidentemente no, altrimenti non mi avrebbe resa così ansiosa di leggere il seguito.

In un primo momento Sanderson aveva ipotizzato di intitolare il secondo romanzo Highprince of War, e chi ha letto il libro ne può capire facilmente il motivo ma, visto che probabilmente la figura di Shallan sarà più importante di quanto ipotizzato in un primo momento, il titolo sarà diverso. Shallan, all’inizio così distante da Kaladin da spingere il lettore a chiedersi che rapporto ci sia fra le due figure. Per ora nessun rapporto diretto, se devo dirla tutta, ma considerando quel che sta combinando lui e chi conosce lei direi che ci sono prospettive interessanti. Da brivido, ma interessanti. E dire che all’inizio la fanciulla, dotata di scheletri nell’armadio grandi quanto una montagna, non faceva neppure parte della storia. “Se Szeth è rimasto più o meno immutato Kaladin ha subito trasformazioni enormi e Shallan non esisteva neppure”, ho scritto parecchio tempo fa.

Szeth si vede poco, ma fa preoccupare molto. Deve per forza essere così fortemente un Senzavero, qualunque cosa esso sia?

Quel che c’è in ballo è enorme, e mi sa che abbiamo solo sfiorato la punta dell’iceberg. Per questo dovrei rileggere il tutto, per capire cosa ho dimenticato e a cosa non ho dato la giusta importanza. Anche a cose apparentemente insignificanti, come gli interludi. A parte Szeth ci si chiede se siano davvero importanti, giusto? Riprendendo quell’articolo “una gran quantità di pagine sono dedicate a rendere il mondo il più reale possibile. Per ottenere quest’effetto ci sono molti interludi, in pratica delle vere e proprie storie nella storia, brevi episodi che non toccano la linea narrativa principale del romanzo ma che mostrano nuovi aspetti di Roshar senza creare un nuovo punto di vista”. Però la storia di Baxil a me fa pensare tanto a uno dei protagonisti, e al fatto che anche lui possa aver compiuto quel viaggio. Gli indizi in questo senso ci sono, alcuni prima di conoscere Baxil, e non si capisce bene il senso di quel che si sta leggendo, altri dopo, e la breve illuminazione che se ne ricava è troppo poco per placare le domande che si sollevano dalla nuova scoperta.

In mezzo a tutta questa trama complicatissima, agli intrighi e ai pericoli mortali, c’è un mondo che definire strano è dir poco. Ci sono gli spren, e il ruolo di Syl si capisce a poco a poco, ci sono le altempeste, e se entro certi limiti si capisce cosa sono ci sono comunque domande importanti su di loro. Ci sono piante che si nascondono per sfuggire alle tempeste e animali sorprendenti. Ci sono usi e costumi così diversi fra uomini e donne da essere anche difficili da immaginare prima di ritrovarseli descritti su queste pagine. Non un mondo pseudomedievale, anche se pure qui ci sono nobili che hanno tutto e poveracci che sono carne da macello. E ci sono le visioni di Dalinar, che dobbiamo ancora inquadrare.

Strati, su strati, su strati, e non sto parlando di stratopiastre. Ma per conoscerli tutti non c’è che una cosa: leggere questo straordinario libro. E poi rileggerlo, e rileggerlo ancora, in attesa di poter andare avanti con una storia che si preannuncia epica.

Edit: come si vede dal fatto che ho aggiunto la seconda copertina Sanderson ha terminato il secondo romanzo. La traduzione italiana, il cui titolo è ancora da scegliere,  è prevista per novembre 2014. Intanto i commenti di chi lo ha letto in lingua originale dicono che il secondo romanzo è ancora più bello del primo. Il terzo libro, ipoteticamente previsto in lingua originale per il 2016, si intitola provvisoriamente Stones Unhallowed. Questa è la recensione di FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/libri/14555/the-way-of-kings/.

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21 risposte a Brandon Sanderson: La via dei re

  1. Raffaello ha detto:

    …uff…devo procurarmelo. Ne ho una sfilza di libri da procurarmi…e sempre meno tempo per leggerli. Che depressione!!

    Beh mi fa piacere di avere l’ennesima riprova che l’erede di Jordan non sta deludendo!!
    Ciao.Raf

  2. M.T. ha detto:

    Procura, procura che merita 🙂

  3. francesco ha detto:

    ce l’ho in libreria che aspetta di essere letto…purtroppo il tempo per la mia passione di leggere è poco ed i libri che compro sono tanti!
    avendolo comprato in una libreria Fanucci di Roma ho mandato un messaggio a Sergio Fanucci circa il prezzo: pur apprezzando che il libro non sia stato diviso come il povero Martin dalla Mondadori, 30 euro sono tante, specialmente se per il secondo libro di Rothfuss (La paura del saggio – CONSIGLIATISSIMO) dello stesso numero di pagine Fanucci ne chiedeva 19,90.

  4. Fra Rothfuss e Sanderson c’è una differenza fondamentale: il libro di Sanderson è illustrato. Questo alza notevolmente i costi di stampa. Quello che a me piacerebbe è che Fanucci risolvesse il suo annoso problema con i refusi.

  5. francesco ha detto:

    FINITO, e non posso che concordare con te: un libro semplicemente splendido!! pieno, stracolmo di idee, di spunti, di chiavi di lettura. Le 1148 pagine sono volate via e mi hanno lasciato felice di aver letto un libro così bello, anche se sono consapevole di quanto mi peserà attendere il prossimo libro, e non solo per sapere come prosegue la storia di Shalan o Kaladin, ma anche per conoescere meglio personaggi “minori” ma ricchi di spunti come Syl o Arguzia.
    Già so che il secondo libro delle Cronache della Folgoluce sarà altrettanto fantastico!

  6. Il 16 aprile La via dei re era in libreria, in attesa di essere letto. Il 10 maggio è finito, e vista la lunghezza del romanzo anche questo è un indizio del fatto che ti è piaciuto.
    Io, come molti, ho iniziato a leggere Sanderson per scoprire se colui che avrebbe completato La Ruota del Tempo era bravo. Ora sono una sua fan, e aspetto con impazienza ogni sua opera. Questo libro è davvero ricco, e mi chiedo quante cose mi sono sfuggite perché non ne ho capito l’importanza. Peccato che non ho proprio il tempo per rileggerlo.
    Comunque lo scrittore è giovane, ed è anche rapido a scrivere. Suppongo che nei prossimi anni con lui ci divertiremo parecchio.

  7. francesco ha detto:

    e se ti dicessi che cominciato a leggerlo mi sembra il primo maggio?
    dopo lo Zio è ora il mio autore preferito, ha scalzato Rothfuss al secondo posto.

  8. Franz ha detto:

    L’ho finito ieri. è un romanzo bellissimo. Per la prima volta in vita mia, ho sentito il desiderio di rileggermelo dall’inizio alla fine solo per il piacere di restare legato al mondo di Roshar. Quando lo comprai, rimasi spiazzato dalla sua voluminosità. Ma adesso, mi rendo conto che vorrei altre pagine. Perché quando un libro ti prende, non vorresti più che finisse. Brandon Sanderson diventerà uno dei grandi della letteratura fantasy. Lo è già. Gli manca solo un’investitura ufficiale.

  9. Concordo, Sanderson è bravissimo. A breve commenterò anche Il conciliatore, finito qualche giorno fa.

  10. Dany ha detto:

    Forse erroneamente ho saltato interi capoversi e commenti di questo articolo poichè temevo di leggere qualche spoiler. Ci sono spoiler? Posso leggere tutto tranquillamente? Ho cominciato a leggere “la via dei re” solo ieri, ma sono rimasto immediatamente affascinato dal testo delle prime pagine che ho letto. Ho conosciuto l’ autore e il titolo grazie a questo blog ( non sono “un lettore professionista”, diciamo che le mie scelte sono sempre dettate dal caso, dalla fama e dalle copertine… ehi, non sorridete!! :p ).
    E’ chiaro che al momento non sono in grado di poter dare un giudizio sull’opera, ma posso dire che sono stupito! Nel testo è racchiuso tutto ciò che adoro del genere fantasy : personaggi fortemente caratterizzati e ambientazioni che appaiono chiaramente nella mente durante la lettura. Sembra di essere lì: è il lettore stesso il primo a “Sferzare” da una parte all’altra dell’ambientazione e, nella sua mente, riesce chiaramente a vedere gli eventi da ogni prospettiva.
    Quando andrò avanti nella trama, se non disturbo troppo, aggiungerò qualche commento… non ho mai avuto la possibilità di raccontrare o spiegare ciò che si prova leggendo le pagine dei libri (scritti bene), poichè tra le mie amicizie nessuno legge di libri e quando provo a parlare di “fantasy” come genere sottovalutato, qualcuno mi guarda pure dall’alto al basso… e poi, le stesse persone, passano il loro tempo a guardare inutili e buoniste fiction su rai e mediaset, regalano il libro di Andrea Pirlo (con tutto il rispetto, ma…) e si fomentano per aver trovato una parola da 10 lettere a ruzzle…! Ok, scusate lo sfogo, mi sono dilungato in inutili chiacchiere …

    • Sì, puoi leggere l’articolo. L’unica specie di spoiler è l’informazione che due personaggi non si incontrano, il resto è totalmente innocuo. Se faccio spoiler avviso prima, anch’io ne ho subiti e so quanto siano spiacevoli.

  11. Dany ha detto:

    Eccomi di ritorno (ahimè!) dopo un paio di settimane di meritato riposo… Ho quasi finito di leggere questo stupendo libro, ma mi riservo qualche breve commento dopo la lettura delle ultime pagine (circa 100) che mi mancano. Vorrei però fare una domanda: esiste una data approssimativa per l’uscita del volume successivo? Nell’articolo ho letto che i volumi successivi “non saranno scritti finché Sanderson non avrà ultimato il suo lavoro su A Memory of Light” . Cosa significa andando un pò più nel dettaglio? In che anno e in che mese (all’incirca) vedrà luce il romanzo successivo in lingua italiana? Grazie per le informazioni

    • Come puoi vedere ho scritto questo articolo oltre un anno fa. Qualche mese dopo Sanderson avrebbe terminato A Memory of Light. Il libro è stato pubblicato in gennaio negli Stati Uniti e in maggio, con il titolo Memoria di luce, in Italia. Sanderson ha definitivamente completato il suo lavoro con La Ruota del Tempo, quindi ora può dedicarsi in santa pace ai suoi numerosi progetti. Progessti che sono tanti, è vero, ma è anche vero che Sanderson è molto rapido a scrivere.
      Il secondo romanzo si intitolerà Word of Radiance e sarà pubblicato negli Stati Uniti fra novembre 2013 (prima ipotesi ora improbabile, Brandon è un po’ indietro per rispettare quella data) e aprile 2014. A quel punto bisognerà vedere quanto tempo impiegherà Fanucci per la traduzione, non dimentichiamo che il libro è bello grosso. Se Sanderson consegna il suo libro contemporaneamente a tutti gli editori la procedua sarà più rapida, se lui, come la Rowling, dovesse essere geloso del suo testo e avere paura degli spoiler, Fanucci dovrebbe aspettare la pubblicazione americana e quasto farebbe ritardare la pubblicazione italiana. Non esiste una regola fissa, dipende da quello che vogliono autore ed editore, perciò è prematuro parlare di data precisa dell’edizione italiana.
      Comunque ti aspetta ancora qualche bella sorpresa dal libro che stai leggendo.

  12. Dany ha detto:

    Finito qualche giorno fa. Libro bellissimo. in una classifica strettamente personale lo piazzerei al primo posto tra i libri letti fino ad oggi. In generale “La via dei re” mi è piaciuto praticamente in tutto. Le cose da dire sarebbero talmente tante che preferisco non entrare nei dettagli, altrimenti scriverei un post kilometrico. Forse tante delle risposte alle domande che mi pongo dopo la lettura avrei potuto trovarle nel libro stesso con una lettura più attenta e approfondita, ma non vedo l’ora di leggere il secondo libro per dare una risposta alle tante domande cui non sono riuscito a darmi una risposta… ne pongo 3, giusto per dilungarmi un pò (PESANTE SPOILER IN ARRIVO) : 1) Come fa Shallan ad avere una stratolama (che non ha mai usato nel libro, ma che stava per evocare)? Come l’ha presa ? Brandon non può far finire il libro senza dire come l’ha presa!!!!
    2) Alcune delle storie narrate negli interludi sembrano totalmente distaccate dal resto del libro, pur lasciandoti dentro qualche “sospetto di interazione”… (non so come definirlo meglio…) : come si ricollegheranno alla trama principale?
    3) I radiosi avranno a che fare con la realizzazione di stratopiastre e stratolame? Ossia I radiosi sapranno infondere armature per renderle stratopiastre oppure le stratopiastre sono solo fabrial molto complessi che non hanno nulla a che fare con la capacità di infondere luce da parte dei radiosi? Ci sarà o c’è già un legame profondo (che però io non ho ancora colto) tra radiosi e stratopiastre/stratolame? FINE SPOILER

    Ok … passiamo oltre:
    Uno …Effettivamente questo libro ha un grande difetto !!
    Due … Non mi ha assolutamente coinvolto!
    Tre … troppa fantasia per uno razionale come me
    Quattro …Ora scappo via però: sono già al quarto battito di cuore col braccio destro aperto. Aspetto che arrivi la mia Stratolama per cacciare questi dannati Attesaspren che mi circondano da quando ho finito il libro! Speriamo che Sanderson si sbrighi a farci leggere il successivo! 🙂

  13. Dany ha detto:

    Ops … scusate il pessimo italiano del post ma ero a lavoro ed ho scritto un pezzetto ogni tanto . Chiaramente non avevo riletto la prima parte prima di inviarlo 😦 …

    • Libro bellissimo davvero, e anch’io sono impaziente di proseguire la lettura. Se dovessi rileggerlo certamente noterei un’infinità di dettagli che la prima volta mi sono sfuggiti, Sanderson è molto bravo a costruire il suo mondo e chissà quanto ha nascosto sotto i nostri occhi.
      Ovviamente non sono in grado di rispondere né alla prima né alla terza domanda. Quanto alla terza, io sono convinta che Dalinar abbia fatto il famoso viaggio dal prezzo molto alto. è questo che gli ha portato via i ricordi della moglie. Mi pare che anche un’altra storia contenesse un elemento fondamentale, ma è passato troppo tempo e non ricordo più di cosa si trattasse.

  14. francesco ha detto:

    sperando di non sbagliare…Martina vedi tu se cancellare questo post, oppure tradurlo : purtroppo il mio inglese mi consente di leggerlo ma farei troppi errori di trarduzione 🙂 pubblico qui alcune notizie relative la secondo libro di queste meravigliose “Cronache” che Brandon Sanderson ha da pochi giorni scritto sulla sua newsletter (mi ci sono segnato, anch’io sono un suo grande estimatore!!!) purtroppo per quelli come me che non riescono a leggere i libri in lingua originale occorre aggiungere i tempi della traduzione.
    WORDS OF RADIANCE UPDATE
    And now, as many of you have been hoping to read, some news about WORDS OF RADIANCE, the sequel to THE WAY OF KINGS. The book is progressing well. But it’s also going slowly. Big epics just take so much TIME. It’s not simply the wordcount; the longer and more complex the book gets, the more time it takes to produce each page. A weaving of a half dozen characters and plots is a difficult thing to juggle. I love it, but boy is it hard I’m at 260,000 words as of this writing. (The target is 300,000 words, or about the length of THE GATHERING STORM.) Awesome things are happening in the book, but I worry that it feels too fragmented, with everyone doing their “own thing” and without a stronger narrative to hold the book together. This was an issue with the first book, but the powerful Bridge Four sequence served as a backbone for the entire book and held it together This book needs more of an eye toward the entirety, and that’s my main focus right now as I finish up the last chapters and turn toward revisions. I wanted passionately to have it out by November of this year, but that’s growing more and more difficult. I know you all would rather have a better book later, and I’m not going to force anything At this point, we still have a “soft” release date of November, as listed on Amazon. However, we haven’t committed to retailers for that date, and we haven’t bought marketing space for it. (Which are the two big things that lock in a publication date.) THE WAY OF KINGS was turned in in May 2010 and came out in
    August/September 2010, and TOWERS OF MIDNIGHT was turned in August/September 2010 and came out in November 2010. So there is still plenty of time, but I can’t promise anything. It could come out anywhere between November 2013 and May 2014. (Though it’s highly unlikely to be later than that, considering how much I have done, and how well the writing is going.)

    saluti a tutti!!

    • Anch’io sono iscritta alla sua newsletter, Brandon è uno di quei pochi autori che seguo molto da vicino.
      Una traduzione approssimativa del testo, ricordo che nemmeno io sono una traduttrice:
      E ora, come molti di voi speravano di leggere, qualche notizia su Words of Radiance, il seguito di La via dei re. Il libro sta andando avanti bene. Ma sta anche procedendo lentamente. Le grandi epiche semplicemente richiedono così tanto tempo. Non è una semplice questione di calcolo delle parole, più lungo e complesso diventa il libro, più tempo serve per scrivere ogni pagina. Un intreccio di una mezza dozzina di personaggi è una cosa difficile da gestire. Lo amo, ma ragazzi è dura che io sia a 260.000 parole di questa stesura (l’obiettivo è 300.000 parole, approssimativamente la lunghezza di Presagi di tempesta). Cose straordinarie stanno avvenendo nel libro, ma io temo che appaia troppo frammentario, con ciascuno impegnato a fare la sue cose e senza una forte linea narrativa che tenga unito il romanzo. Questo era un problema nel primo libro, ma la potente sequenza del Ponte quattro è servita da ossatura per l’intero libro e lo ha tenuto insieme. Questo libro ha bisogno di più di un occhio alla sua interezza, e questo sarà il mio obiettivo principale appena finirò gli ultimi capitoli e inizierò la fase di revisione. Avrei tanto voluto che il libro fosse pubblicato nel novembre di quest’anno, ma l’opera sta crescendo e diventando sempre più complicata. So che tutti voi preferite avere in libro migliore più tardi, e io non intendo forzare nulla. A questo punto abbiano ancora una data di pubblicazione ipotetica (e improbabile) in novembre, come segnalato da Amazon. Tuttavia non abbiamo ancora richiesto le ordinazioni ai librai per quella data, e non abbiamo comprato gli spazi pubblicitari (che sono le due cose più importanti in previsione di una data di pubblicazione). La via dei re è stato consegnato nel maggio 2010 ed è stato pubblicato in agosto/settembre 2012, Le torri di mezzanotte è stato consegnato in agosto/settembre 2010 ed è stato pubblicato in novembre 2010. Il che significa che c’è ancora un bel po’ di tempo, ma non posso promettere nulla. Può essere pubblicato in qualsiasi momento fra novembre 2013 e maggio 2014 (è altamente improbabile che sia una data successiva, considerando quanto ho già fatto e quanto bene sta andando la scrittura).

  15. Pingback: Fantasy: i cento migliori titoli secondo Fantasy Book Review | librolandia

  16. Stefano ha detto:

    Salve Martina, ho appena finito di leggere questo ottimo libro, libro che ho iniziato a leggere proprio leggendo una tua recensione tempo fa. Sono fuori tempo massimo? Un po’ si dato che è disponibile anche il secondo capitolo. Ciò mi fa piacere ovviamente, quindi si deduce che questo mi è piaciuto. Con dei pesanti distinguo però.
    Inizio con il dire che non sono un fan sfegatato del genere fantasy, la mia esperienza in merito si limita a Martin, Erikson e poco altro (di Jordan ho letto solo il primo, mi spiace ma troppo infantile per i miei gusti).
    Veniamo alle note positive. La storia (passata!) di Roshar è intrigante e incuriosisce in modo pazzesco con il proseguo della lettura. Veramente da trip cercare di scoprire cosa ha in mente per noi l’autore. Altro plauso a Brandon per il primi due capitoli: sono autentici “acchiappa lettori”, dura non incuriosirsi dopo averli letti. Ma in tutto il libro ci sono grandiosi duelli e battaglie da cardiopalma. Nota sulla magia: se su Martin c’è ma non c’è, su Erikson aspetti l’arrivo di Dragonball da un momento all’altro, con Sanderson (almeno qua) ha un aspetto “tecnologico”. Nel senso che a tratti non si capisce se è magia o se è tecnologia di cui si hanno perso i ricordi. Gli “strati” sono come il telefonino regalato a un indigeno del Borneo? Chi costruisce i Fabrial? Affascinante prospettiva. Bravo, bravo, bravo.
    Veniamo alle note dolenti. Il tutto IMHO ovviamente, ci mancherebbe. Sulla qualità della scrittura siamo sotto sia a Martin che a Erikson (anche se qua potrebbe incidere parecchio la qualità di traduzione purtroppo, per non parlare dei refusi) ma il profondo abisso che separa Sanderson dagli altri due è la caratterizzazione dei personaggi. Non ci siamo proprio. Con qualche eccezione (Szeth, Syl) stereotipi come piovesse. Kaladin e Dalinar sono a tratti talmente puri, retti e irreprensibili da dar fastidio. La tresca Dalinar-Navani imbarazzante. Ma dai, chi si comporta così? Manco un frate cappuccino. Il Dalinar Spinanera è grandioso, ma fa a cazzotti in modo allucinante con il Dalinar uomo. Son due persone, non c’azzeccano una fava uno con l’altro. Altri poi li avrei fatto morire dopo mezza pagina (Adolin!), altri non si capisce perché agiscano così (Sadeas, il cattivone bidimensionale che è cattivo perché è cattivo). Elokhar. My god. Dovrebbe essere, non so, il corrispondente di Joffrey Baratheon?
    Insomma non mi dilungo oltre. Chi ha letto Martin ed Erikson (continuo a nominarli perché conosco loro) sa di cosa sto parlando. Nelle loro opere i protagonisti sono i personaggi immersi in un mondo fantastico, qua il protagonista è il mondo fantastico di Roshar visto dai personaggi. Cosa preferite? Ad ognuno il suo. Ciao!

  17. Ciao Stefano. Il blog è ancora qui, non ho dato un tempo massimo per le risposte, e il blog stesso provvede a segnalarmele. Leggo tutto quello che mi scrivete, anche se non sempre riesco a rispondere per mancanza di tempo.
    Come puoi immaginare dagli anni trascorsi non ricordo più benissimo il libro, anche perché è talmente ricco che molte cose hanno bisogno di un’attenta rilettura per essere assimilate. Probabilmente fra un annetto mi dedicherò alla rilettura di Sanderson, prima non riesco perché ho già troppe cose in ballo.
    Il mondo di Sanderson mi affascina tantissimo. Per me non è importante la quantità di magia presente, adoro Martin, con gli elementi magici che all’inizio quasi non ci sono e che comunque non diventano mai preponderanti, e pure Jordan, in cui la magia ha un ruolo enorme. Io onestamente non vedo proprio dove Jordan sia infantile, il suo mondo è ben strutturato e i personaggi sono solidi, la scelta di un inizio tolkieniano della saga è deliberata ma anche nel primo romanzo ci sono molte cose che fanno vedere l’originalità dell’autore (ma ancora di più sono gli accenni su cose che saranno importantissime in futuro, e se non si va avanti questo non si può capire) e nonostante la scarsità di morti, l’assenza almeno per ora, le cose per i protagonisti sono tutt’altro che semplici. Però non mi hai scritto per parlare di Jordan ma di Sanderson.
    Sui refusi Fanucci e sulla qualità delle traduzioni è meglio stendere un velo pietoso, altrimenti potremmo andare avanti a parlare per un bel pezzo e non ho tutto questo tempo da buttare. Mi limito a dire che la cosa è molto fastidiosa e vado avanti. Kaladin e Dalinar sono tutt’altro che puri, Dalinar si porta dietro il senso di colpa dell’essere stato troppo ubriaco anche solo per notare che suo fratello veniva assassinato, su Kaladin c’è una bella sorpresa nel secondo romanzo. Più che altro sono forti, vanno avanti comunque, ma se Kaladin cerca di salvare tutti quei ragazzi è perché è tormentato dal ricordo di Kien. Dalinar e Navani… non ricordo i dettagli della loro relazione, ma si tratta di un mondo che ha convenzioni piuttosto rigide per uomini e donne e molto alieno rispetto a noi, perciò per giudicare il comportamento dobbiamo cercare d’immaginarlo in quel contesto. È strutturato male? Non ricordo, è passato troppo tempo, ma è solo un’impressione tua perché è strano rispetto a noi o non ha senso in Roshar? Non so. Adolin nel secondo romanzo diventa più interessante, Roshar è talmente complesso che in alcuni casi Sanderson ha dovuto aspettare per una maggiore caratterizzazione perché doveva approfondire altre cose.
    Per me sono importanti sia il mondo che i personaggi, ma sono importanti anche tante altre cose, dalla solidità della trama allo stile dell’autore. Io per esempio non digerisco lo stile di Erikson, pur riconoscendogli tutte le altre doti, perciò ho smesso di leggerlo. Come dico sempre, nessun libro piace a tutti.

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