Robert Jordan e Brandon Sanderson: Le torri di mezzanotte

E io sapevo che, se non avessi detto loro la verità, l’umanità sarebbe stata lasciata sola ad affrontare l’Ombra. In quel momento il mio nervosismo svanì. Provai solo una tranquillità, un calmo senso di determinazione. Aprii la bocca e cominciai a parlare.”

Si apre con la citazione da Il drago rinato, volume scritto da Loial figlio di Aent figlio di Halan, dello Stedding Shangtai, Le torri di mezzanotte, nuovo volume firmato congiuntamente da Robert Jordan e Brandon Sanderson. E se il romanzo inizia con la citazione di un libro che in Randland deve ancora essere scritto, e che esiste solo sotto forma di appunti, si chiude con una delle Profezie dell’Ombra, uno di quei testi di cui abbiamo scoperto l’esistenza (ma non il contenuto) in La grande caccia, secondo volume della Ruota del Tempo.

Io avevo già letto il romanzo oltre un anno fa, quando Sanderson aveva dato alle stampe Towers of Midnight, e questo brano contiene spoiler relativi a tutti i volumi precedenti fino a Presagi di tempesta compreso.

L’immagine dell’ebook americano mostra Perrin all’opera nel quarantesimo capitolo del romanzo, e ci ricorda che ci stiamo avvicinando alla fine di un’epoca. Nynaeve che scopre (o riscopre) nuovi modi di guarire, la riscoperta dei diversi modi di Viaggiare, la creazione di cuendillar e di nuovi ter’angreal, la ricomparsa di talenti perduti da tempo e anche di caratteristiche insolite, come il parlare con i lupi, la pulizia di Saidin, e ora questo. Davvero è tempo di Tarmon gai’don, l’Armageddon, l’Ultima Battaglia. E, dopo oltre vent’anni, era ora.

Il 2012 secondo il calendario cinese è l’anno del Drago, e c’è un Drago del quale noi lettori seguiamo con impazienza da anni le vicende. Il suo nome è Rand al’Thor, il suo destino è stato profetizzato da tempo immemore e proprio quest’anno lo vedremo compiersi definitivamente. Se per il 2012 i Maya hanno profetizzato la fine del Mondo così come lo conosciamo, per Randland, la terra in cui si muove Rand, la fine del Mondo è iniziata. La Ruota gira, recita un vecchio proverbio. La Ruota tesse e la Ruota disfa, recita un altro. E con il suo girare, un girare senza fine, la Ruota sta giungendo infine alla fine.

In Presagi di tempesta Rand aveva avuto la sua apocalisse, nel senso greco di rivelazione. Era salito sul monte, e quando ne era sceso non era più stato lo stesso. Dopo quell’episodio tutta Randland non può più essere la stessa.

Avevamo lasciato la storia in un momento di luce, e la ritroviamo in uno di oscurità. Il prologo del romanzo ci ripropone diverse figure già viste — una delle quali sorprendente, e il cui solo nome costituisce uno spoiler — ma anche un punto di vista inedito. E ci fa scoprire che Tarmon gai’don è iniziato. Ecco qui il principio della fine, cominciato in Italia questo mese e destinato a trovare la sua apocalisse, nel senso moderno di fine del mondo, negli Stati Uniti prima della fine dell’anno, quando Sanderson darà alle stampe A Memory of Light. Per la prima volta, anche se solo per pochi mesi, Italia e Stati Uniti si troveranno insieme, fermi nello stesso punto, nell’attesa di un evento terribile che in poche centinaia di pagine potrebbe spazzare via tutto.

Il Drago è l’unico che può opporsi al Tenebroso, può salvare il mondo come distruggerlo causando una nuova Frattura. Cosa avverrà? Per saperlo dovremo aspettare ancora qualche mese, anche se io qualche sospetto e qualche certezza ce l’ho. Se Jordan aveva pensato di scrivere alcuni racconti definiti outrigger perché si sarebbero dovuti collocare al di fuori della linea di avvenimenti principale della saga, conosco un paio di nomi di persone che sopravviveranno a Tarmon gai’don. Certo, sopravvivere all’Ultima Battaglia non è garanzia di successo, come apprendiamo in questo volume grazie a un altro vertiginoso viaggio nel tempo, ma è comunque un indizio significativo relativo a qualcosa che dovrà accadere.

E accadde in quei giorni, come in precedenza e ancora in futuro, che le Tenebre soffocarono la terra e schiacciarono il cuore degli uomini, e le piante non crebbero e la speranza morì. E gli uomini gridarono al Creatore: O Luce dei Cieli, Luce del Mondo, lascia che il Promesso nasca dalla montagna, secondo le profezie, come fu in epoche passate e come sarà in epoche a venire. Fai che il Principe del Mattino canti alla terra, affinché le piante crescano e le valli producano agnelli. Fai che il braccio del Signore dell’Alba ci ripari dalle Tenebre e che la grande spada della giustizia ci difenda. Fai che il Drago cavalchi ancora il vento del tempo.

Charal Drianaan Calamon,

Il Ciclo del Drago

Autore ignoto, Epoca Quarta

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7 risposte a Robert Jordan e Brandon Sanderson: Le torri di mezzanotte

  1. Raffaello ha detto:

    🙂 finalmente è uscito!
    Io stò avendo grattacapi ad ordinarlo da Bol.it , inspiegabilmente non lo da reperibile…ma ho già scritto all’assistenza e spero che a breve il problema sia risolto.
    Detto questo, presto sarà nelle mie mani!!!

    Cara Martina, tu l’hai già finito in italiano? L’edizione è valida come per Presagi di Tempesta o piena di errori? Sai com’è…ormai ogni nuovo volume mi vengono gli incubi!!

    Attendo con ansia la tua recensione!! Raf

  2. M.T. ha detto:

    Lo sto leggendo adesso (più a rilento di quanto vorrei) e si mantiene sempre su alti livelli. Visto che hai citato pezzi che riemergono da altri libri, il primo capitolo si apre allo stesso modo di quello di L’occhio del mondo 🙂 .

    @Raffaello. Errori finora non ne ho trovati, anche se in un paio di punti avrei omesso l’uso del pronome personale, dato che si capiva benissimo di chi si parlava, ma questo è trovare il pelo nell’uovo.

  3. Certo che ho già finito Le torri di mezzanotte, giusto ieri. Subito dopo ho partecipato al giochino di Fanucci con in palio i libri di Wolfe. Visto che le domande erano su Jordan potevo esimermi?
    Comunque il romanzo non è stato una sorpresa. visto che oltre un anno fa lo avevo letto in inglese. Se riesco pubblico la recensione lunedì, mentre A Memory of Light lo recensirò direttamente dall’edizione inglese. Mi sembra il minimo, per il romanzo che segna la fine di un’epoca.
    C’è qualche errore, ma Fanucci in passato è riuscita a fare ben di peggio. Il traduttore è lo stesso Gabriele Giorgi dei libri precedenti, e si vede che conosce bene la saga.
    Mirco, se ti riferisci alla frase “La Ruota del Tempo gira e le epoche si susseguono…” è l’inizio del primo capitolo di tutti i libri. Le due citazioni che ho scritto io provengono dal brano iniziale di Le torri di mezzanotte, e l’ho inserito per dare subito il tono del romanzo, e da L’occhio del Mondo. Da un lato ho ricordato da dove siamo partiti, dall’altro sottolineo che la frase proviene da un libro dell’Epoca quarta, e le vicende di Rand avvengono nell’Epoca terza. Ce ne siamo dimenticati, ma Jordan ha detto subito chi avrebbe vinto a Tarmon gai’don. Una vittoria del Tenebroso significa la fine del Mondo, quindi niente libri e niente Ciclo del drago. A parte questo, conosco i nomi di due persone che certamente sopravviveranno all’Ultima battaglia, se non altro perché sono i protagonisti di un racconto – putrroppo rimasto solo allo stadio di ipotesi, e che non leggeremo mai – ambientato dopo la fine di Tarmon gai’don.

  4. M.T. ha detto:

    E’ vero, ma non mi stanco mai di leggerlo (e di riportarlo): una della aperture più suggestive lette 🙂

  5. Raffaello ha detto:

    Ho letto (e naturalmente votato) la tua recensione oggi….grande!! Strana la linea temporale sfalsata fino a metà romanzo, ma sopporterò queste piccolezze e sento che mi innamorerò anche di questo libro.
    Ho visto anche le domande del concorso fanucci…non ho potuto parteciparvi perchè non posso leggerlo ora, ma avrei voluto…peccato comunque che una di quelle domande contiene uno spoiler…e me lo sono beccato. uff!

    Ciao.Raf

  6. Grazie. Io ho partecipato al concorso, vedremo in futuro se sarò fra i vincitori. Dove hai visto le domande?

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