Silvana De Mari: L’ultimo orco

Silvana De Mari è politicamente scorretta. Le sue critiche nei confronti della religione islamica sono viste come frasi razzistiche e pericolose, capaci di fomentare l’odio fra popoli.

Io non ho la pretesa di aver letto tutto ciò che ha scritto, ma da quel che ho letto non posso che dichiararmi d’accordo con lei. E non m’importa nulla di essere politicamente corretta, l’ipocrita maschera del politicamente corretto a mio giudizio è spazzatura.

E possiamo metterla come vogliamo, una cultura che reputa metà del genere umano inferiore all’altra metà non può e non potrà mai avere la mia approvazione. Dirlo non è bello? A me sembra più grave fare i complimenti al re per i suoi vestiti nuovi e contemporaneamente ridere alle sue spalle, o preoccuparsi di come ingraziarselo. Se il re è nudo bisogna dirlo, anche se non è bello.

Sul sito della De Mari (http://www.silvanademari.com/) campeggia una frase di George Orwell: “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”.

Non accettiamo il politicamente corretto. Non accettiamo che tutte le verità siano uguali e interscambiabili. Il male esiste, le cose sbagliate esistono. E se è giusto rispettare gli altri dobbiamo anche pretendere dagli altri lo stesso rispetto. Senza fomentare odio, ma senza recedere dai principi di uguaglianza degli esseri umani.

Noi siamo le scelte che facciamo, non il sangue che ci scorre nelle vene” afferma Yorsh a pagina 309 de L’ultimo orco.
Noi siamo le scelte che facciamo, e anche scegliere di stare zitti, di far finta di non vedere, di rispettare le scelte degli altri quando questi altri sono i primi a non rispettare chi li circonda, non è un’azione priva di conseguenze. “Noi abbiamo solo ubbidito agli ordini” hanno detto i nazisti a Norimberga. Noi abbiamo solo rispettato le scelte degli altri, anche quando facevano del male a creature indifese. Erano loro, era la loro cultura, e non avevamo diritto di immischiarci.

Davvero?

Silvana De Mari è una signora scrittrice. L’ultimo elfo è un libro stupendo. L’ultimo orco si mantiene agli stessi livelli. La scrittura è molto personale, certo non è ciò che insegnano nei corsi di scrittura creativa, ma è straordinariamente efficace. Le storie sono belle, dolci e tragiche, delicate e cupe, ma allo stesso tempo luminose e piene di speranza. C’è il perdono anche, verso gli stessi orchi. E l’orco non si vede dal sangue che gli scorre nelle vene, ma dalle azioni che sceglie di compiere.

Sono libri da leggere e rileggere, da studiare, perché quasi in ogni pagina c’è nascosta una perla. Prima o poi forse lo farò, li rileggerò con calma, senza la curiosità per la fine della storia, e assaporerò meglio ogni singola parola. Per ora mi limito a consigliarne la lettura.

Della saga de L’ultimo elfo ha parlato Marina Lenti nel saggio Io combatto per vincere e combatto con quello che ho contenuto nell’antologia Il Fantastico nella Letteratura per ragazzihttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

Questa voce è stata pubblicata in fantasy e realtà, impressioni di lettura, Silvana De Mari e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Silvana De Mari: L’ultimo orco

  1. medfantasy ha detto:

    Ma cos’è una Cultura, Martina?

    Non c’è nulla di politically correct nella mia reazione contro i vaneggiamenti di questa autrice, trovo maligna, anzi, e non ho problemi a dirlo, la pericolosa semplificazione (anzi, dovrei parlare al plurale) di un qualcosa che è complesso e ha meccaniche che non rispondono alla fisica dei liquidi e quindi di certo non si può influenzare una cultura (non nostra fra l’altro) a colpi di martello. Il risultato che si ha è la chiusura delle menti e dei cuori.
    Il nostro cristianesimo che storicamente in Europa c’è stato, non fa di noi in automatico, tutti, dei cristiani, e con giusta causa in Europa si rifiuta d’inserire il Cristianesimo come radice fondante dell’Europa stessa.
    Ti assicuro, da siciliano, che appartenere a un gruppo ritenuto globalmente come “cattivo” e venire associati a priori con la parte peggiore degli abitanti di una regione, in cui non si è certo scelto di vivere per qualche tempo, non è la cosa migliore per favorire apertura mentale e attenzione a “lezioncine”.
    E’, al contrario, psicologicamente quasi matematico o “meccanico”, che sa a un individuo (e io traslo anche ai gruppi di persone) gli appioppi sempre l’etichetta di “cattivo” e non gli lasci alternativa, quella persona col tempo quell’etichetta se la prende, se l’incolla addosso e si comporta di conseguenza.

    Urla e clave, per sintetizzare finendo il mio messaggio, non fanno bene proprio alla realizzazione della (comunemente desiderata) evoluzione dei comportamenti delle persone che vengono semplicisticamente definite “islamiche”.

    • max ha detto:

      @medfantasy sono un antropologo culturale e, sinceramente, mi sa che non hai capito nulla della DeMari. la xenofobia devi spiegarmela. la critica alla religione é generale. e si non e politically correct per fortuna. perche anche occuparsi di culture senza considerare se stessi e da ignoranti e molto piu categorico e xenofobo. la demari e un medico e lotta contro la peatica culturale dell infibulazione. puoi parlarmi di rispetto delle culture quanto vuoi. certe pratiche pero sono solo stupide. la de mari si scaglia contro aspetti dogmatici e fondamebntalisti presenti in tutte le religioni.

  2. Una cultura deve rispettare tutte le persone, senza distinzione di cultura, di ceto, di sesso, di religione o di qualsiasi altra caratteristica. Una cultura che tratta alcune persone (e in questo caso non si tratta neppure di una minoranza, ma di metà del genere umano) come esseri inferiori non può avere la mia simpatia. Li guardo con diffidenza? Sì, certo. Poi in quella cultura ci sono un bel po’ di persone, e penso sia giusto trattare ogni singola persona per quel che fa, non per la cultura di appartenenza. Ma finché la loro cultura non rispetterà me, io non intendo accettare nessuna delle loro rivendicazioni culturali.
    Io non dico a loro come pregare, come mangiare, come vestirsi. Se lasciassimo fare a loro, nei casi migliori mi farebbero indossare abiti che detesto e mi proibirebbero di mangiare cibi che mi piacciono, e non vedo perché chiunque dovrebbe limitare la mia libertà quando non faccio male a nessuno. Nei casi peggiori… hai presente la condizione della donna nel mondo islamico?
    C’è una cosa che non hai ancora notato. La De Mari non ha mai detto di cacciare tutti i musulmani fuori dall’Italia. Non ha mai detto di ghettizzarli. Si batte contro l’infibulazione, che è qualcosa che dovrebbero fare tutti i governi che vogliono definirsi democratici. Dice di fare attenzione, ma non di maltrattare i fedeli di Allah. Una delle sue affermazioni più frequenti è che gli orchi esistono, ma che possono essere salvati. Perché lei è convinta che si possa arrivare a convivere pacificamente, rispettandosi ma essendo diversi. Se tu vuoi continuare a pensare che criticare una cultura diversa perché al suo interno contiene elementi di barbarie sia sbagliato, e che dobbiamo accettare il diverso per quello che è senza chiedergli di migliorarsi, è una tua convinzione ma io non posso essere d’accordo con te.

  3. medfantasy ha detto:

    Ancora una volta: cos’è una cultura? E’ qualcosa di istituzionale? E’ monolitica, immutabile?
    Attaccare, nel complesso, una cultura di una parte del mondo, quanto ci permette di renderci conto che abbiamo le nostre responsabilità nel modo in cui la gente di un posto percepisce se stessa, il mondo, le persone e tutto quanto?
    La DeMari dice di non ghettizzare? Forse, forse teme che i tempi non siano ancora maturi,
    ma ha scritto e ha detto di credere nelle fanfaluche di certo imam di Londra, secondo cui: col tasso di natalità che hanno gli autoctoni europei e gli immigrati islamici, l’Europa verrà islamizzata in breve tempo, che è semplicemente ridicolo. La DeMari dice a dei ragazzini ancora incapaci di cogliere certe sottigliezze, che storicamente (‘sta storica…) sono state le culture inferiori a sterminare le superiori.
    Difatti la taccio di xenofobia, ancora ancora non di altro, ma non mi stupirei date le premesse di futuri “cambi di passo”.
    Inoltre, appunto, spargere parole di “attenzione” si traduce in spargere paura, alcuni (ed è successo) possono passare ai fatti. Ti sei dimenticata degli omicidi etnici di Firenze? A quando i pogrom?
    L’infibulazione, oltretutto, non è pratica di tutte le culture che si etichettano come “islamiche”, si fa anche in altre (e come condizione femminile, voglio dire, quella che si vive nelle culture braminiche e indù, insomma…). E’ una pratica tribale, arcaica, da morti di fame. Attaccare tale pratica mi vede concordissimo, se si dice però che infibulazione=islam, dato il discorso che ti facevo prima sull’etichettare le persone negativamente, andrà a finire che la pratica si spargerà per tutto il mondo Arabo, proprio contro i nostri comuni auspici!!

    Chiediamoci anche, che immagine danno delle donne le nostre televisioni e pubblicità? Quale ne ha dato il nostro ex premier satiresco? Cosa hanno combinato troppi nostri soldati in missione in alcuni di quei paesi “islamici”? Se i talebani religiosi islamici pensano che una donna che vive all’occidentale rischia di finire col fare la “puttana”, dimmi te, abbiamo forse e stiamo dando un buon esempio per contraddire tutto ciò?

    Dipoi, credi che sarebbe tanto migliore la situazione in Italia se seguissimo gli atei devoti? L’omicidio d’onore era giustificato dalla nostra legge solo pochi decenni fa. Le violenze sulle donne sono in aumento (da italiani su italiane), la religione autoctona (più o meno) nostra non prevede pari dignità delle donne e anche il cattolicesimo oltranzista (talebano…) teme che troppa libertà per le donne, e cultura, e indipendenza faccia male.

    Qual’è la differenza (quel po’ che c’è) da noi?
    La laicità, separata dalla religione, e lo spirito illuminista (quel po’ che ne è rimasto ancora).

    Infine, state pure tranquille, per quanto la legge italiana debba farsi rispettare da chiunque, gli immigrati non hanno il potere di stabilire imposizioni a nessuno in Italia e in Europa!!

  4. M.T. ha detto:

    La cultura è buona o cattiva, chiusa o aperta, in base alle persone che la rendono tale. Si parla di cultura, ma spesso ciò che si nasconde dietro è soldi e potere: chi sta a capo di queste istituzioni (cristiane, mussulmane) lo fa per mantenere la posizione in cui si trova. Una posizione che gli permette di avere grandi seguiti e di conseguenza grande potere, perché i numeri sono potere. Chi ha certi ruoli utilizza, e spesso distorce, la conoscenza dei testi sacri per condizionare la massa, che spesso ignora il contenuto dei libri, fidandosi dei capi, delle guide.
    In questo c’è il male.
    Concordo con Silvana De Mari quando afferma che dove c’è povertà può sorgere un pensiero sbagliato, immesso da guide che sfruttano le persone per il loro interesse: questa è una realtà. Non condivido invece le affermazioni che fa a esempio sui nativi americani, definendoli selvaggi primitivi, privi di cultura, quando invece avevano una cultura molto profonda che li faceva vivere in equilibrio con la natura; cosa che l’uomo civile occidentale non ha fatto e i cui danni sono ben visibili.
    Come trovo non condivisibile, e pure pericolosa, la convinzione che l’unico modello capace di ottenere buoni risultati sia quello delle multinazionali e quello perpetrato per anni da Berlusconi.

  5. A me sembra che quello monolitico sia tu, che continui ad attaccare la De Mari ogni volta che viene citata. Ti rivelo una cosa: a me i suoi libri piacciono. Ne ho letti quattro, e tre li reputo straordinari. Li rileggerò, come rileggerò anche l’altro, il saggio Il drago come realtà, che forse ho letto un po’ troppo vicino a Il mondo incantato di Bruno Bettelheim per poterlo apprezzare davvero. Ci sono cose su cui i due autori hanno punti di vista diversi, o anche solo impostazioni diverse, e forse aver appena letto uno ha influenzato le mie impressioni sull’altro. E ho già acquistato altri due libri della De Mari. Prima o poi li leggerò e ne parlerò, e se mi piaceranno, cosa che spero, ne parlerò bene.
    Se tu dici che la De Mari teme che i tempi non siano maturi per ghettizzare stai semplicemente proiettando sulle sue parole le tue paure e le tue impressioni. Se lei non dice una cosa fare illazioni sul fatto che potrebbe dirla in futuro è solo questo, un’illazione, non un fatto.
    Il tasso di natalità è un fatto. La cosa non è immediata, non stiamo parlando di domani, o fra un anno, o fra dieci, ma è una tendenza in atto. I musulmani sono una minoranza e lo saranno ancora per un bel po’, ma sono una minoranza sempre più grande.
    Nel caso delle culture inferiori che sterminano le superiori la De Mari semplifica troppo. Gli europei hanno sterminato gli indios americani ritenendoli inferiori, se non altro perché non erano stati illuminati dalla rivelazione del Cristianesimo. Non sto dicendo che il Cristianesimo sia la verità assoluta, e che chi non è cristiano è inferiore, attento a non mettermi in bocca parole che non ho detto. Sto dicendo che gli spagnoli del ‘500 e del ‘600, gli inglesi, gli olandesi e tutti gli altri simpaticoni che sono sbarcati nel continente americano nei secoli passati si ritenevano superiori perché loro erano cristiani e gli altri no, e quindi hanno convertito a forza e massacrato a piacimento. Questo la De Mari non lo cita, è un limite del suo discorso, ma tu continui a non voler capire che lei parla di una cultura che si percepisce anche inconsciamente come inferiore e che quindi, per odio e per invidia, gli proietta contro caratteristiche negative e stermina o prova a sterminare gli appartenenti all’altra cultura.
    Non ho dimenticato gli omicidi di Firenze, ma tu fai di un’erba un fascio. Se un tale va fuori di testa non possiamo distribuire le accuse così, senza pensare. Se un tifoso di calcio accoltella un altro tifoso, io devo ritenere colpevole di istigazione alla violenza il giornalista che in televisione fa il tifo per la squadra dell’accoltellatore? Fare attenzione non significa fare violenza, né ghettizzare. Quando però in una scuola non viene fatto il presepe per rispetto alla minoranza religiosa, io mi trovo una maggioranza che non segue la propria cultura per rispetto di una minoranza. I bambini musulmani, o anche i cinesi, non devono fare il presepe, la loro cultura non lo prevede. Ma perché gli italiani, che ancora sono la maggioranza, non lo devono fare? Ma stiamo scherzando? Attenzione, il rispetto per gli altri non significa dimenticare chi siamo noi.
    L’infibulazione non è solo islamica, ma finché l’Islam non la condanna apertamente e una parte dell’Islam continua a praticarla io non posso che guardare con diffidenza quella cultura. Certo, non guardo con diffidenza solo loro. Se la cosa può confortarti guardo con diffidenza anche gli Stati Uniti, visto che loro hanno la pena di morte e io sono contraria. E l’infibulazione è solo la punta dell’iceberg, finché le donne non potranno scegliere chi sposare indipendentemente dai desideri dei loro padri e fratelli, finché non potranno vestirsi come vogliono, finché non potranno davvero essere padrone di loro stesse, io sarò diffidente.
    Le puttane che si fanno chiamare escort perché la parola sembra a tutti più bella, o le donne disposte a tutto pur di comparire in televisione scelgono di vivere così per soldi. Secondo me hanno un cervello e una dignità più piccoli di quelli di una formica, ma comunque non toccano la mia vita. Vediamo cose disgustose intorno a noi tutti i giorni, ma il fatto che la morale comune sia degradata non giustifica certe imposizioni. Io non sono una puttana, e nessuno mi impone di esserlo. Quante bambine vengono vendute come spose dai loro padri a uomini che potrebbero essere i loro padri quando non addirittura i loro nonni? Quante donne sono state lapidate per essere state violentate e aver, in questo modo, tradito il marito? Se qualcuno sceglie di degradarsi io posso avere una bassissima opinione di quella persona, ma se qualcuno non può scegliere come condurre la propria vita mi sembra molto più grave.
    Cristiani e atei mi lasciano in pace. Magari non gli piace come vivo, ma non hanno le pretese di comandarmi che ha l’Islam sulle donne islamiche. Il massimo che mi fanno è a predica, ma se il papa dice qualcosa che non mi piace, e lo fa abbastanza spesso, io posso ignorarlo. Le sue parole agiscono su di me solo se io lo voglio. La legge mi tutela, e molte leggi sbagliate del passato sono state cambiate. Finché altre culture non cambieranno le loro leggi io sarò diffidente. Non ho detto che lo sarò per sempre, ma perché possano avere il mio rispetto devono fare alcune cose che per me sono fondamentali. Ora. Se mi parli del passato m’importa ben poco, altrimenti possiamo pure continuare a condannare gli ebrei di oggi per l’omicidio di Cristo. No, in passato ci sono stati errori anche enormi da parte di tutte le religioni, ma io vivo in uno stato laico che ha leggi a volte sbagliate ma che mi tutelano sulle cose fondamentali. Finché altri stati e altre culture non mi daranno le stesse tutele io li guarderò con diffidenza. Anche se la cosa non è politicamente corretta.

  6. Giorgio ha detto:

    Ho letto per caso questo post cercando qualche info sulla De Mari. Non posso che sottoscrivere ogni riga. La De Mari, che ho avuto il piacere di ascoltare durante un incontro con un gruppo di ragazzi di una scuola media, è veramente ruvida come la roccia quando scrive di temi “caldi”. Coi ragazzi è stata però magnifica. Ha parlato per un’ora della bellezza delle fiabe, del racconto fantastico e di come le fiabe fanno crescere. Nemmeno Tolkien nel suo saggio sulle fiabe è così convincente. Mi colpisce il fatto che non ha davvero mezze misure. Forse per questo riesce a scrivere romanzi fantastici che spiegano così bene la realtà. Dopo aver fatto leggere “L’ultimo elfo” a mia figlia di 10 anni, le ho poi regalato “Il gatto dagli occhi d’oro” che mi sembrava (dalla copertina!) un bel libro per ragazzi (per “L’ultimo orco” e i seguenti del ciclo penso serva qualche anno in più). L’ho letto prima di darlo a mia figlia, fortunatamente. Il libro è bello, ma il tema trattato senza tante metafore o sottintesi, quello dell’infibulazione, mi ha convinto a metterlo da parte per qualche tempo🙂.
    Ho iniziato a leggere il suo ultimo saggio, “La realtà dell’orco”. E’ un pugno nello stomaco per noi abituati al politicamente corretto. Gli orchi (identificabili certamemente negli islamisti, ma non solo, ce n’è anche per noi europei che abbiamo ammazzato milioni di ebrei), vanno fermati, dice la De Mari, con ogni mezzo. Non vanno giustificati, non vanno capiti sociologicamente. Nemmeno ponti di dialogo (poi gli orchi usano il ponte per venire a casa tua…). La De Mari è durissima. Ma la cosa incredibile della De Mari è che tale durezza non è ostacolo alla misericordia, al perdono. Gli orchi vanno fermati perché capiscano che sono orchi. Perché da orchi si ri-trasformino in uomini. E’ un ribaltamento totale di tutto il politicamente corretto che ci annacqua il cervello. Ripeto, le pagine della De Mari, e in particolare quelle di questo saggio, sono un pugno nello stomaco, ma aprono scorci inimmaginabili nella nostra mentalità buonista che predica, appunto, bontà e tolleranza a buon mercato, ma non contempla in perdono. Forse è per questo che Silvana De Mari è già stata esclusa dai salotti buoni della letteratura italiana, nonostante sia una delle migliori penne in circolazione.

    • La lettura della De Mari è “tosta”, lei non è certo una che evita di dire quel che pensa. Il problema di molti è che leggono il suo atto di accusa contro gli orchi ma dimenticano di leggere la conclusione, che possono essere salvati.
      A tua figlia puoi far leggere La bestia e la bella o L’ultima stella a destra della luna, per gli altri è meglio aspettare un po’.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...