Il Giorno della Memoria visto con gli occhi dell’Ultimo elfo

Silvana De Mari, L’ultimo elfo

C’erano già state persecuzioni nei secoli passati. Micidiali persecuzioni. L’ultima volta li stavano solo spostando da un posto all’altro o, perlomeno, questa era stata la loro impressione. Potevano portare i libri con loro. Non doveva essergli sembrato così grave. Quando si erano resi conto di quello che stava succedendo, ormai era successo, ci erano talmente dentro… combattere non sarebbe servito a niente, solo ad aumentare la sofferenza…” (1)
Le persecuzioni per loro non erano una novità, come non era una novità l’essere guardati con sospetto, quando non addirittura con odio, dalle popolazioni in mezzo alle quali vivevano. Certo, non erano identici agli altri, avevano culture e persino un aspetto differenti, ma tutto quello che volevano era essere lasciati in pace a condurre le loro vite. Così avevano accettato con rassegnazione, ma senza troppi problemi, l’ennesimo piccolo sopruso senza riuscire a capire che quello sarebbe stato solo il primo passo di una lunga discesa verso l’inferno. Lo spostamento in un luogo destinato a loro, un luogo dove “li aspettava la morte per fame” (2).
E sfuggire a quel destino non è consentito perché, come Sajra fa notare al piccolo Yorsh, “Gli ebrei sono stati portati dentro i Posti da Ebrei da tempo immemore ormai. Credo che ci siano delle condanne mica da ridere se uno di voi se ne sta fuori” (3).

Silvana De Mari, L’ultimo orco

Quello era la loro giusta punizione, nulla più che una precauzione per salvare le persone dalla loro malvagità perché, come sa bene Rankstrail, “avevano tutte le conoscenze e (…) essendo in qualche oscura e invincibile maniera i padroni del mondo, non potevano che essere quindi gli artefici del suo dolore” (4).
Rankstrail sa che è giusto odiare queste creature diverse da lui, malvagie, anche se lo Scrivano Folle fa del suo meglio per seminare in lui i dubbi, e “l’idea che non tutto il male del mondo fosse dovuto alla malignità degli Ebrei e degli omosessuali lo affascinò per la sua logica, visto che Ebrei e omosessuali avrebbero dovuto essere di un’idiozia suicida per scatenare malanni che colpivano loro per primi (per non parlare poi delle ritorsioni degli Uomini), ma la teoria era talmente contraria al senso comune che la accantonò come inattendibile e balzana” (5).
Il senso comune dichiara – per ignoranza, per disperazione, per tornaconto personale, perché è più semplice fare quello che fanno gli altri piuttosto che fermarsi a pensare – che una minoranza è pericolosa, e questo sentimento impiega poco a trasformarsi in qualcosa in grado di guidare le azioni degli uomini.
Come spiega Naikli “quando la miseria inonda una terra, è facile cedere a chi promette protezione” (6), e se chi la promette lo fa indirizzando tutte le paure e i dolori di chi lo sta ascoltando contro un unico nemico ecco che nasce l’odio. “Quando la malasorte colpisce il Mondo degli Uomini, l’idea che il dolore sia affidato all’imprevedibilità del caso è impossibile da tollerare. Allora nasce la tentazione sciagurata e oscena di pensare che la realtà sia controllabile e che esista qualcuno che esercita il controllo, un qualcuno al tempo stesso tanto potente da causare le sciagure e tanto impotente da subire le nostre persecuzioni, tanto astuto da riuscire a comandare il mondo, e tanto sciocco da restare a renderne conto. Questo dà agli uomini l’illusione di essere padroni del destino: sarà sufficiente trovarli e annientarli, questi responsabili del dolore, perché la vita ritorni uguale a com’era” (7).
Ecco quindi i Posti da Ebrei, responsabili di tutte le sofferenze delle persone comuni, e alla fine la morte per fame.

Silvana De Mari, Il drago come realtà

Lo riconosco tranquillamente, ho cambiato alcune parole. Tutte le volte che Silvana De Mari ha scritto “Elfi” io ho scritto “Ebrei”, e tutte le volte che ha scritto “streghe” io ho scritto “omosessuali”. Ho cambiato due parole perché L’ultimo elfo e L’ultimo orco sono romanzi fantasy, e al loro interno non c’è nessun ebreo. Ci sono gli orchi, che “sono coloro che fanno scempio dei bambini e ridono delle loro grida e gioiscono della loro morte e dello strazio di chi li compiange” (8). Gli orchi sono coloro che si divertono con la sofferenza altrui, così come “gli scarafaggi sono creature che si schiacciano sotto gli scarponi chiodati” (9) e gli ebrei “periodicamente si svegliano e scoprono che anche se non hanno commesso nulla, durante la notte sono stati trasformati in scarafaggi” (10).
Quello che la De Mari fa con i suoi romanzi, e che io ho solo sottolineato cambiando due parole, è ciò di cui parlava J.R.R. Tolkien tanti anni fa nel famoso saggio Sulle fiabe: “I lampioni elettrici possono invero essere ignorati, semplicemente perché sono così insignificanti e transeunti. Le fiabe, in ogni modo, hanno cose più permanenti e fondamentali di cui parlare. Il lampo, per esempio” (11).
Il lampione, come Hitler e il Nazismo, è transeunte. Il lampo, come le ingiustizie e le sopraffazioni contro i più deboli, sono cose fondamentali, delle quali bisogna sempre parlare affinché si possa evitare di ripetere gli errori e gli orrori del passato. Con questo non s’intende che non bisogna ricordare l’orrore dell’Olocausto, per il quale il 27 gennaio è diventato il Giorno della Memoria, ma solo che è possibile parlarne anche attraverso lo specchio del fantastico. “Nell’Ultimo Elfo ho rappresentato l’odio del genocidio contro gli Elfi” (12), ha scritto la De Mari ricordandoci anche che “i luoghi della fantasy (…) non essendo le terre di nessuno possono diventare le terre di tutti” (13).
E così ecco che Yorsh, l’ultimo elfo, ci ricorda il tormento e la miseria di un popolo, odiato e temuto perché diverso dagli esseri umani in un tempo difficile per tutti. La famiglia di Yorsh e tutto il popolo elfico sono stati rinchiusi nei Posti da Elfi, che siano ghetti o campi di sterminio, e ridotti alla fame. La De Mari non parla esplicitamente di torture, non presenta orrori come quelli che ci ha tramandato la storia, ma non di meno nei confronti dei suoi elfi è stato commesso un genocidio.
La Germania era preda di una grave crisi economica, e ha seguito senza riflettere la guida di chi proclamava di poterla risollevare. Il mondo di Yorsh è vittima della carestia e segue figure, come quella del Giudice Amministratore di Daligar, che proclamano di poterlo salvare aizzando l’odio contro i più deboli e commettendo continuamente soprusi.
Il Giorno della Memoria vuole “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (14). A suo modo lo fa anche la fantasy, in opere come L’ultimo elfo, dove Sajra e Monser salvano Yorsh, l’ebreo, a rischio della loro vita, o in L’ultimo orco, nel quale la De Mari continua con delicatezza e partecipazione a narrare nuove sfaccettature dell’orrore e a cercare una via d’uscita.

1) S. DE MARI, L’ultimo elfo, Adriano Salani Editore, Milano, 2010, pag. 189.
2) De Mari, op. cit., pag. 189.
3) De Mari, op.cit., pag. 34.
4) S. DE MARI, L’ultimo orco, Adriano Salani Editore, Milano, 2011, pag. 44.
5) De Mari, L’ultimo orco, pag. 62.
6) De Mari, L’ultimo orco, pag. 117.
7) De Mari, L’ultimo orco, pagg. 117-118.
8) De Mari, L’ultimo orco, pag. 44.
9) S. DE MARI, Il drago come realtà, Adriano Salani Editore, Milano, 2007, pag. 99.
10) De Mari, Il drago come realtà, pag. 99.
11) J.R.R. TOLKIEN, On Fairy-Stories, 1939, trad.it. Sulle fiabe, in Il Medioevo e il fantastico, Bompiani, Milano, 2004, pag. 219.
12) De Mari, Il drago come realtà, pag. 115.
13) De Mari, Il drago come realtà, pag. 129.
14) http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm

Della saga de L’ultimo elfo ha parlato Marina Lenti nel saggio Io combatto per vincere e combatto con quello che ho contenuto nell’antologia Il Fantastico nella Letteratura per ragazzihttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

Questa voce è stata pubblicata in fantasy e realtà, Silvana De Mari e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Il Giorno della Memoria visto con gli occhi dell’Ultimo elfo

  1. medfantasy ha detto:

    Sono dispiacente, Martina,
    che tu abbia preso come forte riferimento una autrice così impegnata nello spargere paura, paura dell’islam e mentalità dell’assediato. Purtroppo la DeMari che scrive articoli, e non romanzi, è un personaggio assai negativo.

    Con la paura non si ragiona correttamente…

  2. A pagina 145 di Il drago come realtà la De Mari scrive che “dobbiamo credere alle fiabe perché le fiabe dicono la verità, dicono che gli Orchi esistono e che possono essere salvati”. Esistono e possono essere salvati, perché non sono inferiori a livello genetico. Non è la loro razza che è inferiore a quella degli uomini o degli elfi, ma è solo la loro cultura che li porta a voler distruggere e a fare del male, perché reputano gli altri privi di diritti. Rankstrail è mezzo Orco, ma è un personaggio positivo perché non è la razza a determinare il suo comportamento ma il modo in cui viene cresciuto.
    La De Mari parla male dell’Islam? Io ho letto poco di suo al di fuori dei romanzi, ma una religione che proclama l’inferiorità di metà del genere umano rispetto all’altra come dogma non può certo avere la mia simpatia. Non parlo dei singoli credenti in quella religione, credo fermamente che ogni persona vada giudicata per quello che è e non in base a schemi preconcetti, ma se leggiamo tanto spesso sui giornali di uomini musulmani che maltrattano – quando non uccidono – mogli e figlie perché sono troppo “occidentali” o perché non vogliono sposare l’uomo scelto dalla famiglia o per qualche altro – gravissimo a loro modo di vedere, non secondo il mio – peccato, capisci che una certa diffidenza ce l’ho anch’io. Le persone possono venire, musulmani come cristiani, buddisti come atei, ma devono rispettare le nostre leggi e non pensare di imporre le loro. Al di là dei diritti inalienabili di ogni essere umano, chi vuole qualcosa se la deve guadagnare onestamente, e chi vuole il mio rispetto deve avere a sua volta rispetto per me.
    Parlo della De Mari? Sì, secondo me se ne può parlare tranquillamente, se tu vuoi ignorarla fai pure ma è una scelta tua, non mia. Io ho scritto un articolo per spiegare come la fantasy possa toccare anche temi importanti, e ho condannato un genocidio – quello che ha un giorno riconosciuto a livello istituzionale, ma tutti i genocidi sono da condannare senza mezzi termini – e l’ho fatto attraverso la lettura di alcuni libri che a loro modo ne parlano.
    Lo avevo già fatto due anni fa in un articolo molto più vasto: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/11701/27-gennaio-il-giorno-della-memoria/
    Se hai voglia di andare a guardarlo, in quell’occasione ero partita dalle testimonianze dei sopravvissuti per arrivare alla fantasy. Alcuni autori li avevo solo citati, di altri avevo parlato più diffusamente, ma avevo cercato di fare una carrellata piuttosto ampia. Primo Levi, Anne Frank, Elie Wiesel, Wladyslaw Szpilman, Katherine Kressman Taylor, Paolo Maurensig, Filippo Tuena, John Boyne, Art Spiegelman, Philip K. Dick, Len Deighton, Robert Harris, Philip Roth, Harry Turtledove, J.R.R. Tolkien, Guy Gavriel Kay, Margaret Weis, George R.R. Martin, David Gemmell, Brandon Sanderson, Terry Goodkind, J.K. Rowling e Robert Jordan erano tutti entrati, in un modo o nell’altro in quell’articolo, ma non sempre c’è il tempo per scrivere cose così vaste. Senza considerare che, a meno di ripetermi, avrei dovuto cercare altri libri, e a questo punto il lavoro sarebbe davvero diventato di dimensioni enormi.
    Lo scorso anno avevo fatto qualcosa di molto più piccolo, citando un episodio narrato da Michael Ende: http://www.fantasymagazine.it/notizie/13917/il-giorno-della-memoria-2011/
    Quest’anno ho scelto la De Mari perché i suoi libri forniscono magnifici spunti per l’argomento. A te non piacciono i suoi scritti? Ok, ne prendo atto ma non rinnego una singola parola di quel che ho scritto.

  3. medfantasy ha detto:

    Martina, guarda cosa ho scritto in list redazionale FM, o se preferisci ti allego qui nei commenti le farneticazioni di ‘sta tizia!

  4. Visti, e…
    1) il mio articolo parla dei romanzi e non delle opinioni personali di Silvana De Mari. Parla di genocidio, e non incita all’odio. Non vedo dove sia il problema in un articolo come questo.
    2) Forse la cosa ti deluderà molto, visto che non sono politicamente corretta, ma preferisco la sincerità. Io in quelle frasi non ho trovato nulla di scandaloso, e non ho problemi ad affermare di essere molto diffidente nei confronti di una religione che mi ritiene per principio un essere inferiore.

    • medfantasy ha detto:

      1 – Purtroppo la tale autrice che ha scritto certi libri,
      è anche impegnata nel campo dell’islamofobia, afferma scempiaggini del tipo che “continuando così l’Europa verrà islamizzata”, ha affermato a una classe di terza media che a commettere gli eccidi sono gli “inferiori” rispetto ai “superiori” (la giustificazione di Marina est foglia di fico, più ridicola che altro). Tutto ciò è connesso al punto successivo.
      2 – Non è questione di preferire una religione o un’altra, Martina!
      Anche per la stupida (voluta, forse) semplificazione per cui tutti gli arabi sono islamici, senza distinzioni interne, e “l’Islam è un culto distruttivo”, si finisce per fare discriminazione sulle persone.
      Non me ne frega niente dei culti, sono invece molto preoccupato per chi dipinge delle persone come “brutte e cattive” a priori.
      Se c’è una cultura che deve maturare un più sano rispetto e ruolo della donna, siamo concordi, ma questo riguarda anche gli italiani; comunque e in ogni caso simili problemi si risolvono con l’educazione, politiche sociali, inclusione e integrazione, non con il radicalismo estremista della DeMari che usa il tema della Shoàh solo a proprio uso e consumo!

  5. Da quel che ho letto la De Mari non dice che gli inferiori commettono gli eccidi, ma che una cultura che si autopercepisce – magari anche inconsciamente – come inferiore è portata a odiare la cosiddetta cultura superiore e, nei casi più estremi, può arrivare a genocidi. Sono due cose diverse.
    Che gli italiani debbano maturare un maggiore rispetto nei confronti della donna è vero, ma per gli italiani la donna non è un essere inferiore in quanto donna. Secondo l’Islam sì. Io e tutte le leggi italiane e occidentali concediamo agli islamici una considerazione ben maggiore di quella che loro saranno mai disposti a concedere a me. Non dico che non ci siano atti di razzismo, ma l’Italia questi atti li condanna. Prova a essere donna in un paese musulmano, e vedi chi prende le tue difese.
    Detto questo, non ho intenzione di iniziare una discussione di tipo religioso o politico. Non ho il tempo, la voglia, e non la ritengo nemmeno utile visto che nessuno dei due riuscirà mai a far cambiare idea all’altro. E non c’è bisogno che tu mi dica che non vuoi farmi cambiare idea ma solo spiegarmi qualcosa. capisco perfettamente il tuo punto di vista e non lo condivido.

  6. medfantasy ha detto:

    Beh, Martina,
    mi spiace molto per tutto quanto è accaduto, ma quella persona ha già strumentalizzato la Shoàh a fini politici. Certo è sintomo che il Fantasy può arrivare a toccare temi adulti e importantissimi, ma nel Giorno della Memoria colei era la persona meno adatta come testimonial.
    In ogni caso, non ne parliamo oltre se deve esserci il muro contro muro.

    Stammi bene!🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...