Fantasy: i cento migliori titoli secondo Fantasy Book Review

Il giochino di stilare una classifica lo fanno un po’ tutti. I libri, i film o le canzoni più belle, gli sportivi più bravi, i personaggi più importanti… le liste che esistono sono un’infinità, e nonostante questo se ne potrebbe realizzare un numero ancora più grande. Anche se so che i gusti sono soggettivi, e alla fin fine io leggo quel che interessa a me indipendentemente da quel che ne pensano gli altri, io non resisto alla curiosità di spulciare in liste di questo tipo per vedere cosa contengono. Ovviamente non sono mai d’accordo con tutto, certo io non avei messo così in basso Martin e Jordan, ma la lista dei migliori cento titoli stilata dai curatori di Fantasy Book Review è interessante.
Sono persone che conoscono la fantasy, e anche se non sempre la pensiamo allo stesso modo, forse vale la pena dare uno sguardo a qualche titolo che loro giudicano importante e che io non ho ancora letto.
Se non traduco il titolo significa che il volume (o la saga) non è stato tradotto in italiano. I titoli sottolineati sono quelli che ho letto anch’io. Per i libri che ho letto ho scritto qualche breve commento, e a volte inserito rimandi ai miei articoli. Per quelli che non ho letto, o che ho letto troppo tempo fa per fare un commento serio, ho cercato di inserire le quarte di copertina. In qualche caso, se io non ho fatto commenti e ma so che esiste una recensione su FantasyMagazine, ho inserito il relativo link.

L’ultimo tipo di link è quello degli estratti di lettura, purtroppo più raro di quel che avrei voluto. Più delle mie parole infatti è uno sguardo allo stile stesso dell’autore che può far capire se un libro può essere interessante oppure no.

Questa la lista originale: http://www.fantasybookreview.co.uk/top-100-fantasy-books/

.
1) J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli.
Un classico. Tolkien non ha inventato il genere fantasy, ma senza il suo decisivo contributo il genere oggi sarebbe molto meno famoso, e probabilmente anche molto diverso. Però vederlo costantemente al primo posto mi piace poco, come se fosse impossibile superarlo (e con questo non sto disprezzando il romanzo, che adoro e che è una delle opere che mi ha fatto scoprire il genere).

La quarta di copertina:

“Il Signore degli anelli” è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo. E’ un libro d’avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.

La prefazione di Quirino Principehttp://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/02/22/205622/3315953-9788845270741_abstract.pdf

.

2) Cormac McCarthy, La strada.
Non l’ho letto, sospetto che sia troppo violento per i miei gusti, ma mi domando cosa ne penserebbero gli estimatori a vederlo inserito in una lista fantasy. Sono convinta che molti di loro inorridirebbero, e magari tirerebbero fuori assurdità tipo “è un mainstream, solo usa elementi non proprio reali per farci vedere meglio la nostra realtà”. Non sarebbe ora di crescere e capire che la fantasy non è composta solo da “favolette per bambini”? Anche se mi sa che questo è fantascienza.

La quarta di copertina:

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c’è storia e non c’è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all’olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d’infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l’uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile…

.

3) Steven Erikson, La caduta di Malazan, composta da I giardini della luna, La dimora fantasma, Memorie di ghiaccio, La casa delle catene, Maree di mezzanotte, I cacciatori di ossa, Venti di morte, I segugi dell’ombra, La polvere dei sogni, Il dio storpio.
Ho letto solo i primi due, quindi vedere Erikson così in alto mi fa un po’ effetto. Riconosco che, avendo conosciuto l’uomo che è diventato mio marito mentre stavo leggendo I giardini della luna, forse non c’ero tanto con la testa e non ho capito tanto bene il libro. Però anni più tardi gli ho dato una seconda possibilità con La dimora fantasma e mi sono annoiata, quindi ho concluso che è lo stile di Erikson che non fa per me anche se ho parlato con diversi lettori forti che lo considerano il miglior autore in circolazione.

La quarta di copertina del primo libro:

Un diffuso malcontento regna nell’Impero di Malazan, teatro di un’estenuante guerra e di cruente lotte intestine. Persino le legioni imperiali, sottoposte a continui massacri, desiderano ardentemente una tregua. Ma il dominio dell’imperatrice Laseen, sostenuta dai suoi temibili sicari, rimane assoluto e incontrastato, e i suoi eserciti continuano la conquista delle città ancora libere dal giogo imperiale. E proprio quando sembra vicina la capitolazione dell’ultima città a resistere, si mettono in moto poteri oscuri al di là di ogni immaginazione e gli dei stessi dovranno schierarsi nell’imminente lotta.

La recensione di FantasyMagazinehttp://www.fantasymagazine.it/5427/i-giardini-della-luna.

.

4) Brandon Sanderson, La via dei re.
È sullo scaffale. Una delle letture del prossimo futuro. (Edit: ho letto il libro, ed è un capolavoro. Personaggi convincenti, un mondo stranissimo e affascinante e una trama che mi ha catturata e non mi ha più lasciata andare. Qualche commento a caldo sul romanzo si trova qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/04/14/brandon-sanderson-la-via-dei-re/). Si tratta del primo romanzo di una saga ipoteticamente prevista in dieci volumi, Le cronache della folgoluce. Il secondo, che sarà pubblicato in inglese nel corso di quest’anno, si intitolerà Words of Radiance. Ovviamente non vedo l’ora di leggerlo.

La quarta di copertina:

Rimpiango i giorni precedenti all’Ultima Desolazione. L’epoca prima che gli Araldi ci abbandonassero e i Cavalieri Radiosi si rivoltassero contro di noi. Un tempo in cui c’era ancora la magia nel mondo e l’onore nel cuore degli uomini. Il mondo divenne nostro e noi lo perdemmo. Pare che nulla costituisca una sfida per le anime degli uomini quanto la vittoria stessa. Forse quella vittoria è stata un’illusione fin dall’inizio? I nostri nemici si resero conto che quanto più duramente si battevano, tanto più resistevamo? Ci sono quattro persone che noi osserviamo. Il primo è un chirurgo, costretto a mettere da parte la guarigione per diventare un soldato nella guerra più brutale del nostro tempo. Il secondo è un assassino, un omicida che piange mentre uccide. La terza è una bugiarda, una giovane donna che indossa il mantello di una studiosa sopra il cuore di una ladra. L’ultimo è un alto principe, un condottiero i cui occhi si sono aperti sul passato mentre la sua sete di battaglia va scemando. Il mondo può cambiare. L’uso dei Flussi e degli Strati può tornare; la magia dei giorni antichi può essere di nuovo nostra. Queste quattro persone ne sono la chiave. Una di loro può redimerci. Un’altra ci distruggerà.

Edit: il secondo libro è stato tradotto con il titolo Parole di luce e io ovviamente l’ho letto e mi sono divertita moltissimo. Ora sono in attesa del terzo. Qualche commento in fase di lettura lo potete trovare qui: https://librolandia.wordpress.com/2014/12/03/leggendo-parole-di-luce-di-brandon-sanderson/. A lettura ultimata ho parlato ancora del libro: https://librolandia.wordpress.com/2014/12/14/brandon-sanderson-parole-di-luce/.

Parte del prologo del secondo romanzo: http://www.fantasymagazine.it/21994/parole-di-luce-libro-ii-de-le-cronache-della-folgoluce.

.

5) Ursula K. Le Guin, Saga di Earthsea (o di Terramare, se è stato tradotto anche quel nome), composta da Il mago di Earthsea (o Il mago), Le tombe di Atuan, La spiaggia più lontana (o Il signore dei draghi), L’isola del drago, I venti di Earthsea, Tales from Earthsea.
Ho letto solo la trilogia originaria, carina ma non straordinaria. Forse l’ho letta troppo tardi, dopo aver conosciuto scrittori più giovani di Ursula e aver imparato ad amare un altro tipo di scrittura. Certo lei sa usare le parole, ma il coinvolgimento emotivo per me non è mai stato altissimo.

La quarta di copertina:

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. “Sparviere” è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all’estremo limite del mondo, ai margini dell’Oceano Aperto, dove dovrà misurarsi con l’Ombra e con la parte più oscura della propria anima. Solo quando Ged sarà diventato un potente mago, Signore del Draghi, potrà affrontare le forze dell’oscurità che minacciano di sopraffare Terramare e riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

.

6) N.K. Jemisin, The Inheritance Trilogy, composta da The Hundred Thousand Kingdoms, The Broken Kingdoms e The Kingdom of Gods. Il primo volume, I centomila regni, sarà tradotto da Gargoyle in febbraio. Ho sentito parlare talmente bene di quest’autrice che non vedo l’ora di leggerlo.

Edit: sono stati tradotti due romanzi della Jemisin e li ho letti entrambi. Purtroppo le aspettative si sono rivelate molto superiori rispetto al divertimento provato durante la lettura. I miei commenti su I centomila regnihttps://librolandia.wordpress.com/2014/11/26/n-k-jemisin-i-centomila-regni/.

La quarta di copertina:

Yeine Darr è un’esiliata del barbaro Nord. Quando sua madre muore in circostanze misteriose, viene convocata nella maestosa città di Sky, sede della famiglia dominante Arameri. Lì è nominata erede del re, e la notizia la sconvolge. Ma il trono dei Centomila Regni non è facile da conquistare, e Yeine si ritrova coinvolta in una brutale lotta per il potere contro due cugini che non sapeva nemmeno di avere. Mentre combatte per la vita, si avvicina sempre di più alla verità sulla morte di sua madre e sulla storia di sangue della sua famiglia. Con le sorti del mondo in precario equilibrio, Yeine imparerà quanto pericoloso possa essere vivere in una situazione in cui amore e odio, dèi e comuni mortali, si ritrovano inestricabilmente legati.

.

7) Brandon Sanderson, Trilogia di Mistborn, composta da L’ultimo impero, Il pozzo dell’ascensione e Il campione delle ere.
La fama di Sanderson è improvvisamente esplosa a livello mondiale nel momento in cui Harriet McDougal, vedova ed editor di Robert Jordan, lo ha scelto per completare La Ruota del Tempo. Grazie a questa scelta l’autore è arrivato anche in Italia e io, come suppongo molte altre persone, ho letto i suoi libri per scoprire chi fosse il tizio che avrebbe completato una delle mie saghe preferite. Risposta: un signor scrittore. La trilogia è davvero molto bella, con una forma di magia insolita e scene d’azione decisamente spettacolari. Alcuni commenti su Sanderson e la recensione dei primi due volumi della trilogia Mistborn: https://librolandia.wordpress.com/2011/02/04/137/.

La quarta di copertina del primo libro:

In una piantagione fuori dalla capitale Luthadel, gli schiavi skaa sono oppressi come in ogni parte dell’Impero. Uno strano schiavo giunto da poco, con delle cicatrici sulle braccia, una notte uccide da solo il signorotto locale e le sue guardie, liberando poi i suoi compagni. Si tratta di Kelsier, un Mistborn, un uomo dagli straordinari poteri magici. A capo dei più potenti allomanti, dotati di abilità simili alle sue, Kelsier insegue il sogno di porre fine al dominio del despota divino; ma nonostante le capacità dei suoi compagni, il suo scopo sembra irraggiungibile, finché un giorno non incontra Vin, una giovane ladruncola skaa specializzata in truffe a danno dei nobili e dei burocrati dell’Impero. La ragazza è stata provata dalla vita al punto che ha giurato a se stessa che non si fiderà mai più di nessuno. Ma dovrà imparare a credere in Kelsier, se vorrà trovare il modo di dominare i poteri che possiede, e che vanno ben oltre la sua immaginazione…

.

8) Robert Holdstock, Saga dei Mitago, composta da La foresta dei Mitago, Lavondyss, Il tempio verde, The Hollowing, Merlin’s Wood, Gate of Ivory, Gate of Horn, Avilion.

Saga fuori catalogo che non ho mai provato a leggere. La quarta di copertina del primo libro:

Il bosco di Ryhope, presso cui vive la famiglia Huxley, è un luogo magico, privo di confini spaziali e temporali; è la patria dei Mitago, incredibili esseri capaci di morire e risorgere, le cui origini si perdono nei tempi dell’alba dell’uomo; ed è la dimora di Guiwenneth, la bellissima custode di un mondo immortale. La presenza di queste creature ossessiona da decenni l’anziano George, profondo conoscitore di miti celtici. E quando l’uomo viene ucciso da una strana freccia il mistero del bosco viene ereditato dai suoi due figli. E l’incubo comincia.

.

9) Guy Gavriel Kay, Il paese delle due lune.
Kay è probabilmente il mio scrittore preferito, c’è bisogno di aggiungere altro? Forse solo che questo è il primo romanzo suo che ho letto (non il primo che lui ha scritto) e che, come tutti, in alcuni punti mi ha spezzato il cuore.

Il titolo originale del romanzo è Tigana, dal nome della nazione che ha dato i natali ai protagonisti, ed è ironico che un romanzo che parla della cancellazione dell’identità di una nazione perda il nome di quella nazione a partire dal titolo. Recentemente ho avuto uno scambio di mail con Kay, che mi ha espresso le sue perplessità circa il fatto che un paese possa possedere due lune. Va bene, ignorate il titolo ma se potete leggete il romanzo, ne vale davvero la pena. Una mia breve e parziale analisi, priva di spoiler significativi, si trova qui: https://librolandia.wordpress.com/2011/03/25/guy-gavriel-kay-il-paese-delle-due-lune/, ma in questo blog parlo davvero tanto di Kay (e di questo romanzo). Un commento approfondito (e proprio per questo contiene diversi spoiler) scritto in tono professionale l’ho pubblicato qui: http://www.fantasymagazine.it/23972/guy-gavriel-kay-tigana-come-una-spada-nell-anima. Qui invece potete trovare la prima parte del prologo: http://www.terrediconfine.eu/il-paese-delle-due-lune/.

.

10) Susanna Clarke, Jonathan Strange e il signor Norrell.
Romanzone dal sapore ottocentesco, storia alternativa della guerra condotta dagli inglesi contro Napoleone, in un mondo nel quale la magia funziona. Per certi versi assimilabile alla saga di Temeraire di Naomi Novik, nella quale entrambi gli eserciti possono contare sulla forza bellica dei loro gradi, anche se stili e atmosfere delle due autrici sono molto diversi. Opera a mio giudizio sopravvalutata, interessante in alcuni punti, noiosa in altri.

La quarta di copertina:

All’inizio dell’Ottocento, della magia inglese rimangono quasi solo leggende come quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza delle fate con la ragione umana. Ma dalle regioni del Nord un tempo visitate da elfi e folletti appare il signor Norrell, capace di far parlare le statue della cattedrale di York: la notizia sembra segnare il ritorno della magia in Inghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizi magici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Ma una profezia parla di due maghi che faranno rinascere la magia inglese. Uno dei due maghi è Norrell. E l’altro chi è?

.

11) Kenneth Grahame, Il vento nei salici.

La quarta di copertina:

Sulle rive di un placido fiume dalle acque color smeraldo, i signori Talpa e Topo d’acqua trascorrono serenamente le loro giornate. Da fare ce n’è sempre. Qualche ritocco alle linde e accoglienti casette, una gita in barca, un picnic con gli amici, qualche pettegolezzo davanti a una fumante tazza di tè… Ma, si sa, il gusto per la scoperta e la voglia di avventura sono difficili da tenere a bada: e allora perché non partire con un carrozzone da zingari assieme all’amico Rospo, che ha un gran fiuto per cacciarsi nei guai, o inoltrarsi nel minaccioso bosco selvaggio?

.

12) Robin Hobb, I mercanti di Borgomago, composta da La nave della magia, La nave della pazzia, La nave in fuga, La nave dei pirati, La nave del destino.
Trilogia diventata, nella traduzione italiana, una serie in cinque volumi. Io ho letto i primi due (quattro?) e sono belli, vedremo quando concluderò la lettura. Il volume è già sugli scaffali in attesa, ma attenderà ancora un po’ visto che (quando ho scritto questo commento) uno degli ultimi libri che ho terminato è firmato proprio da Robin Hobb, e non mi ha proprio entusiasmata.

Edit: ho finito la saga e al momento è la saga della Hobb che mi è piaciuta di più, davanti a Lungavista, molto bella in alcuni punti ma con un finale deludente, e Trilogia del figlio soldato, il cui ultimo romanzo è quasi indigeribile. In questo caso il finale non è una delusione. Alcune considerazioni fatte mentre stavo leggendo la saga: https://librolandia.wordpress.com/2011/07/29/la-nave-dei-pirati-di-robin-hobb/.

La quarta di copertina del primo libro:

Non lontano dai Sei Ducati sorge la città di Borgomago, grande centro di scambi commerciali e patria di una nobiltà mercantile famosa per le navi viventi, rari vascelli ricavati da un legno magico, in grado di sviluppare una forma di autoconsapevolezza. Gli antichi mercanti di Borgomago, le cui ricchezze sono state consumate dalle guerre combattute al Nord e dagli assalti dei pirati al Sud, sono ora sotto la minaccia di una nuova classe di mercanti, arroganti e senza scrupoli. L’unica speranza della famiglia dei Vestrit per tornare alla prosperità è la Vivacia, una nave che allevano da tre generazioni.

.
13) Guy Gavriel Kay, Under Heaven.
Romanzo bellissimo, devo scriverne la recensione per FantasyMagazine. Prossimamente sarà tradotto in italiano, ma i dettagli non sono ancora noti. (Edit: si intitola La rinascita di Shen Tai, è stato pubblicato da Fanucci ed è un capolavoro. Naturalmente ne parlo in vari punti del blog, la recensione si trova qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/07/10/guy-gavriel-kay-la-rinascita-di-shen-tai-2/). Nella versione cartacea è fuori catalogo, ma nei negozi online lo si può ancora trovare, così come si trova l’ebok.

L’inizio del primo capitolo: http://www.fantasymagazine.it/16596/la-rinascita-di-shen-tai.

La quarta di copertina:

Shen Tai è il figlio del generale che ha condotto le forze dell’impero di Kitai nell’ultimo scontro contro i Tagur, vent’anni prima. Quarantamila uomini, su entrambi i fronti, hanno perso la vita in quella battaglia, sulle remote rive di un lago nascosto tra le montagne occidentali. Il Generale Shen Gao è ormai deceduto. Per onorare la memoria del padre, Tai decide di trascorrere i due anni di lutto ufficiale ritirandosi in eremitaggio sul sito della battaglia, tra gli spiriti dei defunti, sforzandosi di dare una degna sepoltura ai loro resti sparpagliati. Una mattina di primavera, però, apprende che la sua veglia non è passata inosservata: la Principessa di Giada Bianca dei Tagur gli offre in dono duecentocinquanta cavalli sardiani, come ricompensa per il suo coraggio e il suo impegno nell’onorare la memoria dei defunti.

.

14) James Barclay, Once Walked With Gods.
Il romanzo, inedito in italiano, è un prequel alla serie del Corvo, tradotta anche nella nostra lingua.

.

15) Alan Garner, La pietra magica di Brisingamen. Edit: l’ho letto proprio grazie a questa classifica. Bello, anche se ora appare un po’ ingenuo. Ma se ripenso a quando il suo autore lo ha scritto capisco che genere di impressione possa aver destato nei lettori dell’epoca, e approvo pienamente la sua inclusione in classifica. Alcuni commenti sul libro: https://librolandia.wordpress.com/2012/08/30/alan-garner-la-pietra-magica-di-brisingamen/.

.

16) Ernest Cline, Player One.
La quarta di copertina:

Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora – si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie. Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata. Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità. Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una strabiliante rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato.

La recensione di FantasyMagazinehttp://www.fantasymagazine.it/17573/player-one.

.

17) Robert E. Howard, Gli accoliti del cerchio nero.

.

18) J.R.R. Tolkien, Lo hobbit.
Linguaggio e trama molto più semplici rispetto a quello che di fatto è un seguito, Il signore degli anelli, ma questo volume Tolkien lo ha scritto per i figli. Si tratta del primo fantasy che ho letto, subito dopo, assolutamente affascinata dal mondo di Tolkien, sono passata al Signore degli anelli. Non credo abbia bisogno di particolari presentazioni. La quarta di copertina:

Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Un breve estratto del libro: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/03/11/211389/3315123-9788845268342_abstract.pdf.

.
19) Ted Hughes, L’uomo di ferro.

La quarta di copertina:

Un gigante di ferro apparve un giorno in cima a una scogliera. Nessuno sapeva da dove venisse né dove sarebbe andato. Il vento cantava tra le sue dita di ferro, mentre lui esplorava con i suoi grandi occhi luminosi il mare che non aveva mai visto. Erano molte le cose da scoprire, lì sulla Terra, e l’Uomo di Ferro fu felice di trovare una discarica di metalli in cui fare scorpacciate di rottami e un piccolo, intrepido amico da difendere. Perché dallo spazio stava per arrivare un pericoloso drago-angelo-pipistrello…

.

20) Neil Gaiman, Il figlio del cimitero.

La quarta di copertina:

Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni…

La recensione di FantasyMagazinehttp://www.fantasymagazine.it/9618/the-graveyard-book.

.

21) Robin Hobb, Trilogia dei Lungavista, composta da L’apprendista assassino, L’assassino di corte e Il viaggio dell’assassino.
Quando Megan Lindholm è passata dall’urban fantasy alla fantasy classica si è scelta un nuovo nome, e la sua fama come Robin Hobb è enormemente cresciuta. Io ho trovato un po’ troppo lenta la parte iniziale di L’apprendista assassino, anche se poi il romanzo mi è piaciuto, ho adorato L’assassino di corte e sono stata con il fiato sospeso per buona parte del Viaggio dell’assassino, almeno finché non ho capito cosa stava combinando Veritas. Poi ho letto la conclusione un po’ stancamente, il finale non mi è piaciuto. Per questo ho ignorato i libri della Hobb per anni, almeno fino al suo viaggio in Italia del 2010. Vedremo cosa penserò delle nuove storie dedicate a FitzChevalier quando ci arriverò.

La quarta di copertina del primo libro:

Un’umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un “bastardo” di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame con gli animali. Accolto a corte, Fitz dovrà apprendere l’uso delle armi e le regole dell’etichetta, ma il suo destino è legato all’abilità di uccidere nell’ombra… Diventare un assassino vuol dire intraprendere un mestiere crudele e solitario, e soprattutto scoprire i propri poteri, lascito del sangue dei Lungavista…

.

22) Robin Hobb, Trilogia dell’uomo ambrato, composta da Il risveglio dell’assassino, La furia dell’assassino e Il destino dell’assassino.
Come appena scritto, ci devo ancora arrivare.

La quarta di copertina del primo libro:

Dopo aver aiutato il suo re Veritas a liberare i Sei Ducati dalla minaccia dei pirati, Fitz Chevalier rinuncia al suo passato di assassino di corte e al suo nome e si ritira in un lontano eremo insieme al suo lupo Occhi-di-notte e a Ticcio, il ragazzo affidatogli da Stornella. Presto però riceve la visita di Umbra, l’uomo che gli ha insegnato la via per diventare assassino, e che gli chiede di istruire nell’Arte l’erede al trono dei Sei Ducati, il principe Devoto. Seppur combattuto, Tom rifiuta. Ma il mondo del passato irrompe ancora nella sua vita: il giovane principe Dutiful è scomparso alla vigilia di un matrimonio fondamentale per la sua dinastia, e sarà lui a doverlo ritrovare, anche se la sua missione sembra una vera follia.

.

23) George R.R. Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, composte da Il trono di spade, Il grande inverno, Il regno dei lupi, La regina dei draghi, Tempesta di spade, I fiumi della guerra, Il portale delle tenebre, Il dominio della regina, L’ombra della profezia, I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria, La danza dei draghi, The Winds of Winter, A Dream of Spring.
Così in basso? Stiamo scherzando, vero? O forse è solo perché questa saga non ha ancora la sua conclusione? Ok, loro hanno scritto così e io ne prendo atto, mica devo condividere i gusti dei curatori della Fantasy Book Review. Per quanto riguarda The Winds of Winter e A Dream of Spring lo scrittore li deve ancora terminare, speriamo prima di un decennio…
Martin mi piace giusto un pochetto, suppongo si veda da ogni commento che scrivo su di lui, quindi qui non mi dilungo oltre. Non inserisco neppure link, altrimenti dovrei fare un elenco lunghissimo. Se guardate di lato, nell’elenco delle categorie, ben tre sono dedicate a Martin.

L’inizio di Il trono di spadehttp://leggere.librimondadori.it/george-r-r-martin-il-trono-di-spade-1-il-trono-di-spade-il-grande-inverno/.

La quarta di copertina del primo libro:

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”.

.

24) William Horwood, La saga di Duncton, composta da La foresta di Duncton, Duncton Quest, Duncton Found.

.

25) Robert Jordan (e Brandon Sanderson), La Ruota del Tempo, composta da L’Occhio del Mondo, La grande caccia, Il drago rinato, L’ascesa dell’ombra, I fuochi del cielo, Il signore del caos, La corona di spade, Il sentiero dei pugnali, Il cuore dell’inverno, Crocevia del crepuscolo, La lama dei sogni, Presagi di tempesta, Le torri di mezzanotte e Memoria di luce.
La saga è dotata anche di un prequel, Nuova primavera.
Così in basso? Stiamo scherzando, vero? Ok, questo l’ho già scritto, quindi mi fermo qui. E questa è un’altra di quelle saghe delle quali, chissà perché, ogni tanto parlo. Inserisco un solo link dal blog, che comunque su Jordan contiene davvero tanti articoli facilmente rintracciabili grazie all’elenco delle categorie, visto che Jordan è uno dei tre scrittori a cui ho dedicato delle categorie. Una biografia di Robert Jordan: https://librolandia.wordpress.com/2012/09/25/robert-jordan-la-biografia/. Quest’altro invece rimanda a un mio articolo su FantasyMagazine, e spiega perché secondo me Jordan va letto. Gli spoiler sono ridottissimi, ho scritto deliberatamente in modo che chi non conosce i romanzi non possa subire spoiler dannosi anche se fornisco informazioni importanti: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/19563/robert-jordan-la-ruota-del-tempo/.

Parte del prologo del dodicesimo romanzo, Presagi di tempesta (incentrato su un personaggio assolutamente secondario, perciò gli spoiler sono ridotti al minimo): http://www.fantasymagazine.it/13870/presagi-di-tempesta.

La quarta di copertina del primo libro:

Fervono i preparativi per la festa di primavera nella regione dei Fiumi Gemelli, e il giovane Rand al’Thor è ansioso di lasciarsi alle spalle un anno difficile. Alcuni stranieri si aggirano per il villaggio di Emond’s Field: un’elegante dama accompagnata da un gelido cavaliere, misteriose figure a cavallo che scompaiono nel nulla, un menestrello ansioso di cantare epiche gesta. Sono giunte notizie di una guerra in remote contrade e dell’ascesa di un falso Drago che porterà la Frattura nel mondo. Nulla sarà più come prima nel Disegno delle Epoche tessuto dalla Ruota del Tempo: un mondo inquieto e sgomento si appresta a essere di nuovo preda dell’Ombra.

.

26) Jonathan Stroud, La trilogia di Bartimeus, composta da L’amuleto di Samarcanda, L’occhio del golem e La porta di Tolomeo.
Serie per ragazzi godibilissima anche dagli adulti. Bartimeus è un genio, e il suo modo di rapportarsi agli esseri umani è da morir dal ridere.

La quarta di copertina del primo libro:

Il millenario jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un’unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere. Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l’Amuleto di Samarcanda al temibile e ambizioso Simon Lovelace…

Qui ho fatto una presentazione dell’autore: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/20/guida-alla-lettura-jonathan-stroud/. Della trilogia originaria si è occupata in modo più approfondito Pia Ferrara nel saggio La libertà è un’illusione, c’è sempre un prezzo da pagare. Jonathan Stroud e la trilogia di Bartimeus contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di  successo:  http://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

.

27) Mervyn Peake, Trilogia di Gormenghast, composta da Tito di Gormenghast, Gormenghast e Via da Gormenghast.
Più passa il tempo più sento parlare di questi libri, e più mi convinco che prima o poi dovrei provare a leggerli. La quarta di copertina del primo libro:

Apriamo questo libro e ci troviamo in un mondo parallelo al nostro. È Gormenghast, un immane castello, che nessuno dei suoi abitatori ha percorso in tutti i suoi anfratti. Un tempo, doveva essere pieno di tinte squillanti: ora è un intreccio di crepe, e le tinte sfumano fra grigio, verde lichene, rosa antico e argento. Vi incontriamo esseri disparati: un nobile melanconico e saturnino, settantaseiesimo conte di Gormenghast, che è il reggitore del luogo; sua moglie, avvolta in una nube di gatti bianchi; la figlia, selvatica e sognante fra giocattoli vecchi, libri e pezze di stoffa; dignitari di cartapecora, dalle gambe di ragno, custodi di un ordine ormai inaridito; orripilanti figuri che sovraintendono alle cucine; giovani acrimoniosi, che covano la rivolta. Ma c’è qualcosa che unisce questi personaggi: il loro corpo e la loro psiche sono una concrezione del castello – così come il castello è una concrezione del loro essere. Nessuna vita è per loro concepibile al di fuori di quei corridoi di pietra, di quei saloni, di quelle torri, di quei solai. La natura non esiste, se non come riflesso del castello, dove la polvere è polline: perché Gormenghast è tutto. La nascita di un erede maschio, Tito di Gormenghast, porterà una minaccia di cambiamento, per il solo fatto di essere qualcosa di nuovo. E qui ha inizio la saga narrata da Peake, un’impresa grandiosa della letteratura fantastica – e insieme un vasto disegno allegorico che traspare dietro l’esuberanza delle immagini.

.

28) China Mieville, Perdido Street Station.
Mi spiace, ma il buon China non fa per me. Il suo mondo è troppo privo di regole e imprevedibile per i miei gusti. Puoi avere anche la più smisurata fantasia del mondo, ma io devo sapere che il mondo di cui mi stai narrando ha confini ben definiti, o altrimenti mi ci perdo e abbandono la lettura. Come è successo con questo romanzo. La quarta di copertina:

È tempo di rivolte e rivoluzioni, conflitti e intrighi. New Crobuzon sta cadendo a pezzi. Da un lato la guerra contro l’arcana, oscura città-stato di Tesh, dall’altro i ribelli che si aggirano per le strade portando la metropoli sull’orlo della rovina. Nel mezzo dei disordini, una misteriosa figura mascherata incita a una nuova forma di ribellione, mentre tradimenti e violenze si manifestano in luoghi inconsueti. Per sfuggire al caos e alla repressione, un piccolo gruppo di rinnegati è fuggito dalla città e ha attraversato terre straniere, alla ricerca di una speranza perduta, di una leggenda immortale. Così, nelle tragiche ore in cui sangue e orrore dilagano a New Crobuzon, si diffonde una voce: sta giungendo il momento del Concilio di Ferro. Fondendo con crescente maturità e padronanza registro immaginifico e riflessione politica, Miéville aggiunge un nuovo, fondamentale capitolo al ciclo dedicato a New Crobuzon, confermandosi autore di punta della nuova letteratura fantastica di lingua inglese.

.

29) Tad Williams, Shadowmarch Quartet, composto da Shadowmarch, Shadowplay, Shadowrise, Shadowheart.
Serie inedita in italiano, ma quando nei primi anni ’90 avevo letto il suo Ciclo delle spade (Il trono del drago, La pietra dell’addio e La torre dell’angelo verde volumi 1 e 2, quest’ultimo sarà ristampato questo mese) mi era piaciuto, quindi magari quando finisco il mio lunghissimo arretrato di romanzi in inglese provo questa saga.

.

30) Brandon Sanderson, Elantris.
Libro molto bello dal prezzo decisamente elevato, dettaglio che non ha mancato di suscitare polemiche. Si tratta dell’opera di esordio di Sanderson, e che esordio! Molti scrittori affermati non sanno scrivere così. La mia recensione su FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/libri/20047/elantris/.

La quarta di copertina:

Elantris, la città degli dèi. Abitata da creature di una bellezza splendente, è un luogo di fulgore e magia. Un luogo di felicità eterna. Ma all’improvviso quell’eternità ha fine. Elantris diventa un luogo di tetra disperazione: i suoi abitanti, colpiti da un’orrenda maledizione, diventano misere creature i cui corpi hanno dimenticato di essere morti e la città diventa la loro tomba. E quella maledizione può colpire chiunque: anche Raoden, il principe ereditario del regno di Arelon. All’insaputa di tutti, il giovane viene rinchiuso tra le mura di Elantris, dove sarà costretto a fare i conti con una civiltà imbarbarita. Agli occhi del mondo lui è morto, anche per Sarene, la principessa che si preparava a diventare sua sposa, sperando, dopo una lunga corrispondenza, di trovare l’amore oltre le ragioni di Stato. Dovrà affrontare da sola gli intrighi di corte di Arelon e una nuova minaccia rappresentata da Hrathen, un alto sacerdote giunto dal regno ostile di Fjorden: è venuto per redimere Arelon o per distruggerla? Né Sarene né Hrathen sanno la verità su Raoden, ma forse sarà proprio lui a svelare il segreto dietro la maledizione di Elantris e a dare un nuovo futuro al suo regno. Un’opera ispirata e originale che ha rivelato Brandon Sanderson come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea.

.

31) Paul Kearney, The Match, composto da The Ten Thousand e Corvus.

.

32) Mary Victoria, Tymon’s Flight.

.

33) T.H. White, La spada nella roccia.
Ho visto, e amato moltissimo, la versione Disney del libro. Ma sapendo che scempio Disney ha fatto di Pinocchio, chissà come reagirei alla lettura del libro.

.

34) Tim Powers, Le porte di Anubi.

.

35) Richard Adams, La collina dei conigli.

.

36) J.K. Rowling, Saga di Harry Potter, composta da Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Potter e l’ordine della fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry Potter e i doni della morte.
Con Harry Potter ho visto una divisione netta: c’è chi lo ama sopra ogni cosa, spesso anche in modo del tutto acritico, e chi allo stesso modo lo disprezza. Io ho apprezzato i romanzi, e su di loro ho letto anche alcuni saggi critici molto ben fatti, ma sono contenta di non vedere la saga ai primi posti. Tolkien e Rowling (e magari pure Paolini, assente da questa top 100) ai primi posti mi avrebbero davvero fatto dubitare della bontà della classifica, facendomi sospettare che fosse poco critica e più votata al consenso. Invece la scelta di mettere così in basso la Rowling (e anche Martin e Jordan, già che ci siamo) è una conferma dell’onestà dei giudizi di chi ha stilato questa classifica. Della saga ha parlato Silvana De Mari nel saggio L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte. Joanne Kathleen Rowling e l’eptalogia di Harry Potter contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successohttps://librolandia.wordpress.com/libri/.

.

37) Stephen Donaldson, Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo, composte da La conquista dello scettro, La guerra dei giganti, L’assedio della rocca, Il sole ferito, L’albero magico, L’oro bianco.
Dopo essermi notevolmente annoiata con il primo romanzo ho abbandonato la lettura. A suo tempo la saga è stata importantissima, ma secondo me gli anni trascorsi da quando è stata pubblicata non le hanno fatto per niente bene. E Thomas mi è antipatico.

.

38) Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray.
Che bello veder inserire il capolavoro di Wilde in questa classifica! Perché anche se coloro che li leggono come classici a volte non paiono rendersene conto. Il ritratto di Dorian Gray è un fantasy, così come Lo strano caso del Dottor Jeckill e del signor Hyde è un’opera di fantascienza. E non c’è bisogno che sia io a dire che questo romanzo è un capolavoro.

.

39) Glen Cook, Chronicles of the Black Company, composte da The Silver Spike, The Black Company, Shadows Linger, The White Rose, Shadow Games, Dreams of Steel.

.

40) Bram Stoker, Dracula.

.

41) J.C. Marino, Dante’s Journey.

.

42) J.M. McDermott, Never Knew Another.

.

43) Jasper Fforde, Il caso Jane Eyre.

(Edit: dopo aver letto l’articolo di Simona Ricci sui mondi fantastici di Jasper FForde nel quinto numero di Effemme ho deciso che questo libro è entrato nella lista di quelli che devo assolutamente leggere.

Edit 2: ho finalmente letto il libro: https://librolandia.wordpress.com/2015/05/30/jasper-fforde-il-caso-jane-eyre/).

.

44) Justin Cronin, Il passaggio.

La quarta di copertina:

Nel cuore della foresta boliviana il professor Jonas Lear fa una scoperta destinata a cambiare per sempre il destino dell’umanità: un virus, trasmesso dai pipistrelli che, modificato, è in grado di rendere più forti gli esseri umani, preservandoli da malattie e invecchiamento. In una remota base militare in Colorado, il governo degli Stati Uniti inizia quindi degli esperimenti genetici top secret per studiare i prodigiosi effetti di questa scoperta. E il Progetto Noah, che utilizza come cavie umane dodici condannati a morte e una bambina. L’esperimento però non procede secondo le previsioni e accade ciò che non era neanche lontanamente immaginabile: i detenuti sottoposti alla sperimentazione – i virali – trasformatisi in creature mostruose e assetate di sangue, fuggono dalla base, seminando morte e distruzione. Da quel momento gli eventi precipitano e nessuno è più in grado di controllarli, nessun luogo è più sicuro e tutto ciò che rimane agli increduli sopravvissuti è la prospettiva di una lotta interminabile e di un futuro governato dalla paura del contagio, della morte e di un destino ancora peggiore. L’unica speranza è rappresentata da Amy, piccola superstite dell’esperimento che ha scatenato l’apocalisse: su di lei il virus ha avuto effetti particolari, trasformandola in una pedina fondamentale nella lotta contro i virali. Sarà l’agente dell’FBI Brad Wolgast a salvarla da una fine terribile e a iniziare con lei un’incredibile odissea per liberare il mondo dall’incubo in cui è precipitato.

.

45) Kim Newmann, Anno Dracula.

.

46) Peter S. Beagle, L’ultimo unicorno. Edit: dopo aver guardato a lungo il libro con curiosità alla fine mi sono decisa a leggerlo e sono contenta di averlo fatto. Scrittura poetica e capacità evocative straordinarie.

I miei commenti: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/08/peter-s-beagle-lultimo-unicorno/.

.
47) Jonathan Stroud, La valle degli eroi.
L’unico libro di Stroud, almeno fino a questo momento, senza Bartimeus. Temi e stile cambiano completamente, ma anche questa è un’opera molto bella. In questo caso l’autore si spinge fino alla nascita delle leggende epiche.

La recensione di FantasyMagazinehttp://www.fantasymagazine.it/10454/la-valle-degli-eroi.

.

48) Philip Pullman, Queste oscure materie, composte da La bussola d’oro, La lama sottile, Il cannocchiale d’ambra.
Ho letto il primo, carino e nulla più. Non ho mai trovato un valido motivo per proseguire la lettura.

Un commento dell’autore:

“A me interessa parlare di temi importanti: la vita, la morte, l’esistenza di Dio, il libero arbitrio. Il fantastico non è fine a se stesso, ma sostiene e da corpo al realismo… Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. ‘Non devi’ è presto dimenticato, ‘C’era una volta’ durerà per sempre'”. (Philip Pullman)

.

49) Margo Lanagan, Tender Morsels.

.

50) Raymond E. Feist, Trilogia di Riftwar, composta da Il signore della magia, L’incantesimo di Silverthorn, Scontro a Sethanon.
Anche in questo caso mi sono fermata definitivamente al primo volume. La storia è complessa, ben articolata, ma lo stile non fa per me.

La quarta di copertina:

Sulle rive di Crydee, un tranquillo avamposto di frontiera del Regno delle Isole, su Midkemia, un orfanello di nome Pug si sforza di apprendere i segreti dei grande Mago Kuigan. Il giovane – che grazie al suo coraggio si è conquistato un posto a corte e le simpatie di una giovane principessa dimostra un notevole talento magico, però si trova misteriosamente a disagio con gli incantesimi più comuni e consueti. Poi, un giorno, in modo del tutto inatteso, le annate di un popolo proveniente da un altro mondo si affacciano alle porte del Regno, minacciandone il futuro… Neanche l’inesperto Pug potrà sottrarsi ai conflitto e, insieme con l’amico guerriero Tomas, affronterà una lunga serie di avventure, che lo porteranno a ottenere il controllo di una magia mai vista, eppure da sempre presentita, nonché a scoprire il segreto dei misteriosi nemici e dello scontro in atto tra Midkemia o l’oscuro mondo di Kelewan..

.

La lista prosegue con altri cinquanta titoli. Se volete sapere quali sono basta cliccare sul link che si trova all’inizio di questo articolo. Io segnalo rapidamente la presenza di alcuni volumi/saghe. Fra quelli che non cito ci sono anche diverse opere tradotte in italiano.
La torre nera di Stephen King. Ho letto il primo volume, non mi è piaciuto e non credo che continuerò la lettura.
Il libro della giungla di Rudyard Kipling e Lo strano caso del Dottor Jeckyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, giusto per notare la presenza di alcuni classici, con buona pace di chi snobba il fantasy. Io ho letto e amato solo il secondo.
La saga dei Rigante di David Gemmell. Curioso che ci sia questa e non la saga dei Drenai, la sua opera più famosa. Manca anche quella che io amo di più, la trilogia dedicata a Jon Shannow.
Buona apocalisse a tutti! di Terry Pratchett e Neil Gaiman. Anche qui, curioso che di Gaiman manchino Nessun dove (che mi è piaciuto molto) e American Gods (che ho letto molto dopo aver scritto questo articolo e che si è rivelato un po’ deludente; https://librolandia.wordpress.com/2015/01/29/neil-gaiman-american-gods/).
Warbreaker di Brandon Sanderson. A quando una traduzione? (Edit: è stato tradotto con il titolo Il conciliatore e come tutti i romanzi di Sanderson è davvero bello. Alcuni commenti dopo la lettura: https://librolandia.wordpress.com/2012/07/29/brandon-sanderson-il-conciliatore/).
Bitten di Kelley Armstrong, e qui siamo nell’urban fantasy. Ogni tanto mi dico che dovrei provare a dedicare più attenzione a questo genere, ma fino ad ora al massimo ho letto opere carine, mai capolavori.
La serie del Mondo Disco di Terry Pratchett. Io ho letto solo A me le guardie!, ma mi sa che non vado d’accordo con i libri umoristici. Raramente li apprezzo, più facilmente mi annoio.
La trilogia degli elfi oscuri di R.A. Salvatore. Ho provato una sola volta a leggere una saga ispirata da un gioco di ruolo, con la coppia Weis-Hickman, e sono giunta alla conclusione che un gioco può anche essere bellissimo, ma scrivere un romanzo è un’altra cosa. Non ho mai letto nulla di Salvatore.
Il sindacato dei poliziotti yiddish, di Michael Chabon. E anche questo viene considerato mainstream e mi incuriosisce. Intanto di Chabon ho letto un romanzo, Cronache di principi e viandanti (https://librolandia.wordpress.com/2015/02/05/michael-chabon-cronache-di-principi-e-viandanti/), e una raccolta di saggi, Mappe e leggende (https://librolandia.wordpress.com/2015/02/21/michael-chabon-mappe-e-leggende/), e mi sono piaciuti molto.
La trilogia degli Elène di David Eddings. Mancano Belgariad e Mallorean, decisamente più famosi, ma la saga di Eddings che io amo di più è proprio questa.
La trilogia di Abhorsen di Garth Nix. Cosa? Leggere il primo romanzo è stata una vera sofferenza, tanto che non mi sognerei mai di avvicinarmi agli altri. Ed è in classifica? È proprio vero che i gusti sono gusti.
Blood of Elves, di Andrzej Sapkowski. Il romanzo sarà tradotto a breve (edit: è stato tradotto con il titolo Il sangue degli elfi, ed è un ottimo romanzo), e ne sono felice visto che Il guardiano degli innocenti e La lama del destino mi sono piaciuti parecchio. Un estratto da Il tempo della guerra, secondo romanzo (e quarto libro) della saga: http://www.fantasymagazine.it/18392/il-tempo-della-guerra.

.

Edit: se andate a cliccare sul link scoprite una classifica diversa. Lo avevano detto, di tanto in tanto aggiornano la classifica valutando i nuovi libri che leggono. E poi, sono sempre le stesse persone o qualcuno in redazione cambia e questo influisce sulla classifica? Magari, se avrò tempo e voglia, gli darò un nuovo sguardo. è comunque interessante vedere quel che è stato segnalato, ed eventualmente usare la classifica come spunto per esplorare autori prima sconosciuti.

Questa voce è stata pubblicata in anteprima, classifiche di genere e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

126 risposte a Fantasy: i cento migliori titoli secondo Fantasy Book Review

  1. Raffaello ha detto:

    Mio dio! Questi di FBR sono più “fuori” di un terrazzo!!
    Vedere Martin, Jordan e China Mieville posizionati più in basso della trilogia dei Lungavista di Hobb…mi fa rabbrividire!
    Sia chiaro, non ho più letto nulla di Hobb dopo la Trilogia dei Lungavista, quindi non so dire se la qualità dei libri successivi si alza….ma questa trilogia è stata davvero una porcata, il libro finale soprattutto!! Jordan ha riportato il genere fantasy a livelli raggiunti in precedenza solo da Tolkien (ha creato un mondo vero, enorme, coinvolgente e vivo), Martin ha cambiato la fantasy a fine anni 90, Mieville è un genio (piaccia o no) e ha vinto premi con quasi tutti i libri che ha scritto (e che io ho amato)…..quale di queste cose ha fatto la Hobb?? x.x

    …concordo solo sul terzo posto per Erikson. A mio parere il più grande scrittore di epic fantasy al momento. “Maree di mezzanotte” è qualcosa di unico e visto ke è praticamente un libro a se stante e quasi staccato dalla saga principale…consiglio nuovamente alla cara Martina di metterci mano (si, lo so che ormai quando comincio parlare di Erikson non mi senti più!!😛 ).

    Comunque questi di FBR sono proprio fuori!!

    Raf

    • luca pagano ha detto:

      Un consiglio: rileggiti meglio la trilogia dei Lungavista forse non hai colto la grandezza dell’opera, FitzChevalier è un personaggio estremamente affascinante e l’ambientazione è davvero bella e tutt’altro che banale. I libri poi sono scritti molto bene, certo talvolta l’incedere è un pò lento ma vogliamo ricordare le gravosissime descrizioni tolkeniane ? Io adoro Tolkien ed anche Robin Hobb. Sulla questione classifica rimango perplesso, non capisco come si possa anteporre l’opera di un autore rispetto a quella di un altro. A me ad esempio non piace Martin (ha avuto il merito di innovare il genere ma mi sembra che se ne stia approfittando sfornando troppi libri della sua saga) ma non per questo penso che debba seguire Robin Hobb. Su Jordan non posso pronunciarmi visto che a breve inizierò a leggerlo e spero che mi saprà stupire.

      • Forse prima o poi rileggerò la trilogia, ma non ora. Al momento ho troppe altre cose in sospeso. E comunque devo ancora leggere la seconda trilogia dedicata a FitzChevalier. Possiedo i primi due volumi in edizione tascabile e mi domando quando Fanucci si degnerà di far uscire il terzo nello stesso formato. Ancora non sono arrivata ad arrendermi e a comprare il rilegato.
        Le classifiche le facciamo tutti, nella tua classifica personale la Hobb segue Martin, nella mia è davanti George. Le classifiche di vendita, come quella che pubblico ogni lunedì, sono oggettive, legate ai numeri, ma non dicono nulla sulla qualità delle varie opere, e infatti a volte nelle prime posizioni ci sono libri che non valgono la carta su cui sono stampati. Le classifiche sul valore delle varie opere, come questa, sono soggettive, e quindi per forza non condividiamo tutte le posizioni. Secondo me sono comunque utili per capire quali opere godano di una certa considerazione e per farsi incuriosire in vista di future letture. Ovvio che non leggerò mai tutto quello che compare in questi elenchi, ma c’è sempre qualche libro che prima non conoscevo che attrae la mia attenzione, e che quindi poi leggo in tempi ragionevolmente brevi.

      • Said ha detto:

        Anche io non ho letto più hobb dopo il viaggio dell’assassino. .e tutto xk il finale non mi è piaciuto..anzi l’ho odiato!! Mi ha fatto stare troppo male…ancora non sono riuscito a sbollire il mio odio x la hobb

        • Il viaggio dell’assassino mi ha davvero fatta allontanare dalle opere della Hobb. Purtroppo se il finale di una storia non è all’altezza anche le parti che lo precedono perdono di qualità. Poi, nel 2010, Fanucci mi ha chiesto di condurre un incontro con l’autrice, così ho letto il primo libro della Trilogia del figlio soldato. Quel libro mi è piaciuto molto, il secondo meno ma non era comunque male, il terzo della trilogia è stato un mattone terribile. Il terzo romanzo però per fortuna l’ho letto in seguito perché ho dovuto aspettare la pubblicazione, e intanto avevo iniziato la serie dei Mercanti di Borgomago, al momento l’opera migliore che ho letto della Hobb insieme al racconto contenuto nell’antologia curata da Martin La principessa e la regina. Sono contenta di aver ripreso a leggerla, prima o poi leggerò anche la seconda trilogia su FitzChevalier, anche perché ne ho sentito parlare molto bene, ma alcune cose che ha scritto sono davvero indigeste.

  2. M.T. ha detto:

    Scontato Tolkien al primo posto, non sorpreso dal terzo posto di Erikson (può non avere uno stile facile, ma i suoi scritti sono “densi” e vedendo cosa ha creato e cosa salta fuori dalla lettura scopri d’avere a che fare con un genio), sorpreso che in classifica ci sia Donaldson e non siano presenti alcuni libri di Brooks e la trilogia di Fionavar di Kay e che Jordan sia così in basso.
    Di Salvatore ho letto diversi libri, compresa la trilogia degli elfi oscuri, ma mi soprende che sia stato messo in classifica e libri come quelli sopra menzionati no. Come mi sorprende che il ciclo di Deathgate di Weis e Hickmann non sia stato menzionato.
    Dracula di Stoker è horror, va messo nella classifica apposita.

  3. Non è vero Raffaello, ti sento (o meglio ti leggo) benissimo. è solo che non leggo Erikson😉
    I pareri positivi che sento su di lui sono davvero tanti, e spesso provengono anche da persone che stimo. Ma lui può costruire il mondo più complesso mai immaginato da uno scrittore, può realizzare trame straordinarie, può presentarci protagonisti fantastici e tutto quello che vuoi, ma se il suo stile non mi piace la lettura è comunque indigesta.
    Quanto alle assenze, potrebbero avere gusti diversi dai nostri o potrebbero anche non aver letto i libri di cui non parlano. Anch’io a volte non parlo di scrittori importanti perché non li ho letti.
    Anche per me Dracula è horror, ma spesso i confini sono sfumati. Nell’Ottocento il romanzo fantastico era spesso connotato da tinte gotiche e inquietanti, qual è la linea di demarcazione fra un genere e l’altro che dobbiamo usare? Evedentemente io non uso la loro, ho anche scritto che Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde è fantascienza, ma in Fantasy Book Review lo mettono in fantasy.
    Anche se non condivido le liste a volte le ripropongo come modi per riflettere un po’ su quel che ho letto o su quel che invece ho trascurato.

  4. Antonio ha detto:

    Scontata la prima posizione di Tolkien, ma che ne è di C.S. Lewis con le cronache di Narnia e Perelandra?

    • Antonio ha detto:

      Poi mi sembra esagerato mettere Lo Hobbit 7 posizioni più sotto da Il Vento nei Salici di Grahame Kenneth. Adoro questo libro ma il 10° posto è esagerato.

      • La classifica è soggettiva e di conseguenza opinabile. Al momento ho una connessione terribile e non riesco a riguardarla, comunque ricordo che chi l’aveva stilata aveva spiegato che alcune assenze potevano essere legate al fatto che nessuno di loro aveva letto quei libri. Mi sembra strano che nessuna delle persone che scrive su quel sito abbia letto Narnia, ma in realtà non l’ho fatto nemmeno io. O forse non hanno gradito l’impostazione cristiana.

  5. Cla86 ha detto:

    L’unica cosa che non concordo con te è la recensione su Pullmann: sarà che ho letto la saga quando non avevo nemmeno vent’anni ma a me è piaciuta molto, La bussola d’oro è molto carino ma è La lama sottile il più bello in assoluto, mentre ne Il cannocchiale d’ambra i protagonisti diventano adulti e Pullmann esprime appieno la sua poetica e il suo punto di vista sulla religione. Non è un libro infantile come può sembrare.

  6. roberto ha detto:

    strano ma non ho letto nessun titolo di licia troisi libri come cronache del mondo emerso, la trilogia completa secondo me meriterebbero i primi posti della classifica

  7. Roberto, dubito che chi ha compilato la classifica abbia mai letto Licia Troisi, o addirittura che sappia che esiste. Il sito spiega chiaramente che la classifica è fatta in base ai giudizi di ciò che hanno letto i curatori, quindi se non hanno letto un libro lì non compare, indipendentemente dalla sua qualità. E la Troisi non è stata tradotta in inglesi. Tedesco, francese, portoghese sì, insieme a qualche altra lingua, ma non inglese quindi quasi certamente non la conoscono.
    Detto questo, io ho letto un solo libro di Licia, Nuhal della Terra del Vento, e se la classifica l’avessi compilata io lei l’avrei certamente lasciata fuori. A te piace e rispetto il tuo giudizio, ma non fare l’errore di ritenere che, solo perché piace a te, debba piacere a tutti. Come ho scritto più in su, io non condivido tutti i giudizi di questa classifica. Ciascuno è libero di compilare la sua e se io l’ho riportata è stato semplicemente per fare una carrellata su libri importanti per il genere. Non tutti sono ugualmente importanti, e altri libri importanti sono rimasti fuori, ma magari qualcuno leggendo quest’elenco può essere incuriosito da un autore e decidere di leggerlo. Io, per esempio, mi sto sempre più convincendo che dovrei provare a leggere Peake, Fforde e forse anche Beagle. Garner l’ho letto, almeno il primo, e conto di leggere qualcos’altro.

  8. Giacomo ha detto:

    Ti consiglio r a salvatore a me é piaciuto tantissimo e pazientemente sto leggendo tutti i libri del seguito

    • Uno lo possiedo (L’antico), visto che mi è stato regalato anni fa. Ogni tanto lo guardo pensando che dovrei leggerlo, ma fino a questo momento non mi sono mai decisa a farlo. Vedremo, intanto ho notato che Armenia ha ripreso a pubblicarlo, quindi suppongo che a breve i suoi libri non saranno più introvabili.

    • Martina G. ha detto:

      Sono d’accordo, anche a me è piaciuto moltissimo, la saga di Drizzt è stupenda, The Cleric Quintet mi è piaciuto un po’ meno.
      A contrario di quanto scritto nell’articolo, i libri ispirati a giochi di ruolo possono essere molto belli; come sempre, tutto dipende dallo scrittore.
      Io stessa non ho apprezzato particolarmente le saghe ispirate a Dragonlance ( Weis e Hickman ), ma a chi vuole provare suggerisco quelle ispirate a Dungeons and Dragons della Forgotten Realms come appunto R. A. Salvatore ed Elaine Cunningham con la sua trilogia Luci e Ombre; ci sono altri autori come Ed Greenwood e Richard Awlinson ma ancora non sono riuscita a dedicare loro un po’ di tempo.

  9. Bho ha detto:

    Hahahah Martin 23simo! E Jordan?! Ognuno e soprattutto la collettività ha opinioni e gusti differenti, ma qua è tutto stravolto alle basi…

  10. Carlos ha detto:

    Ma scusate Terry Brooks dove lo mettiamo ? Io lo trovo ,come penso un pò tutti un grande scrittore.Il suo primo volume è stato un capolavoro ,con La Spada Di Shannara ha fatto un lavoro eccezzionale anche se molto simile alle opere di J.R.R.Tolkien.

    • Evidentemente non lo mettiamo, o almeno non lo hanno messo quelli di Fantasy Book Review.
      La spada di Shannara, secondo me, non è eccezionale. Uno dei motivi è che è un po’ troppo simile all’opera di Tolkien. Credo sia stato il quarto o quinto fantasy che ho letto, quindi non avevo certo una grande esperienza come lettrice, eppure sono stata in grado di prevedere gran parte degli avvenimenti della trama sulla base della mia lettura dei Signore degli anelli di pochi giorni prima.
      Poi Brooks è diventato più originale, Il demone in particolare mi è piaciuto molto come tipo di storia, con l’irrompere dell’elemento fantastico nella nostra realtà senza però esagerare e con queste figure di cavalieri capaci di prevedere il futuro e impegnati a contrastare le loro stesse previsioni. Però, nonostante la quantità incredibile di copie vendute, La spada di Shannara, e neppure i libri successivi di Brooks, seppure più originali, sono dei capolavori. Evidentemente non sono la sola a pensarla così, anche se non condivido molti dei giudizi espressi in questa classifica. Per esempio io odio La conquista dello scettro di Stephen Donaldson, libro che ho abbandonato una volta e portato faticosamente a termine molti anni dopo. Brooks lo metterei senza dubbio davanti a Donaldson, ma questo vale per molti altri autori che non compaiono in classifica.
      Ogni classifica basata sui giudizi è opinabile. Se l’avessi compilata io certo non avrei inserito diversi autori che compaiono qui, e non mi riferisco solo a quelli che non posso giudicare perché non li ho letti, e ne avrei inseriti molti altri che non ci sono. Non so se avrei inserito Brooks, non ho mai fatto un calcolo per vedere dove lo piazzerei ma di sicuro non sarebbe nelle mie prime posizioni.

  11. Dany ha detto:

    Grazie per questo interessantissimo articolo che da cui penso senza dubbio spunto per le prossime letture. Io non sono un lettore assiduo, ma adoro il genere fantasy. Ho notato una velata critica al duo Weis Hickman. Posso chiederti che opinione hai della saga di Dragonlance? A me i primi due libri (raistlin l’Alba del male e I fratelli in armi) sono piaciuti molto. Come ti ho detto non ho letto molto altro oltre a questi e ai “classicissimi” tipo il signore degli anelli e vorrei partire dal tuo articolo per ricominciare a leggere qualcosa. Da chi mi consigli di partire?

    • Io ho letto la trilogia I draghi del crepuscolo d’autunno, I draghi della notte d’inverno e I draghi dell’alba di primavera oltre 20 anni fa, quindi non ricordo i dettagli. L’ìmpressione che mi è rimasta è di una trama abbastanza interessante, anche se già all’epoca avevo letto di meglio e non era poi così tanto tempo che leggevo fantasy, ma di uno stile abbastanza scadente. La storia c’era, ricavata dai giochi e costruita per essere divertente in un gioco, anche se in forma narrativa rendeva meno, quello che proprio mancava era la capacità di usare le parole e rendere vivo il tutto. Una decina di anni fa ho provato a leggere un altro libro loro, non ricordo quale. Dopo una manciata di pagine l’ho rimesso giù perché il loro stile continuava a non piacermi, e non li ho mai più degnati di uno sguardo.
      Ti dico i miei gusti. Parlando di saghe lunghe io amo La Ruota del Tempo di Robert Jordan, i cui primi 10 volumi sono appena usciti in edizione economica. Il 14° e ultimo sarà pubblicato in luglio. Bello, personaggi ben caratterizzati, mondo estremamente complesso. Ritmo lento, non tutti lo reggono, e inizio molto tolkieniano, alcuni lettori si scocciano perché pensano sia una lettura inutile avendo già letto il capolavoro di Tolkien. Sbagliato, a parte l’inizio volutamente simile Jordan scrive una storia completamente diversa ma davvero molto solida.
      Altra saga chilometrica sono le Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Personaggi vivi e coinvolgenti, intrighi complicatissimi, costruzione solida che più non si può. Chi non lo ama lamenta le scene crude (sesso, c’è anche un incesto) e la scarsità di magia (con il tempo aumenta).
      Più breve la trilogia di Patrick Rothfuss, di cui sono usciti per ora soli i primi due volumi, Il nome del vento e La paura del saggio.
      Molto bravo anche Brandon Sanderson. Il Conciliatore è un’opera autonoma, se preferisci cose più lunghe c’è la trilogia Mistborn, alla quale si è aggiunto recentemente un sequel, e poi con La via dei re ha iniziato la sua saga monumentale, prevista in 10 volumi. Il secondo sarà pubblicato negli Stati Uniti in autunno.
      Se parliamo di opere brevi il mio scrittore preferito è Guy Gavriel Kay, di cui in commercio c’è solo La rinascita di Shen Tai. Ha un linguaggio poetico, ci vuole un po’ a entrare nei suoi libri, ma ha personaggi straordinari e ogni volta mi spezza il cuore.
      Bellissimi anche i libri di Silvana De Mari. L’ultimo elfo è un romanzo autonomo, anche se poi la scrittrice gli ha aggiunto dei seguiti. In teoria è un libro per bambini, ma il contenuto è uno di quelli che spinge a riflettere.

  12. Dany ha detto:

    In ogni discussione mi viene da ringraziarti per i consigli e per i tuoi articoli … da ora però eviterò di farlo, poichè temo di essere ripetitivo. Ci tengo a precisare, una volta per tutte, che apprezzo moltissimo il tuo blog (trovato per caso in rete solo pochi giorni fa…). E’ proprio quello che cercavo! Passo oltre, altrimenti divento prolisso …
    Devo ammettere che anche io ho letto la saga di Dragonlance almeno 10 anni fa e non sono riuscito a terminare la trilogia da te citata, poichè “qualcosa” non mi ha spinto ad andare oltre. I libri che invece mi sono particolarmente piaciuti sono stati i primi 2 in ordine cronologico, ossia “Le cronache di Raistlin” (che poi sono tra gli ultimi ad essere stati scritti e pubblicati a quanto ho capito).
    Ho fatto una breve ricerca sui libri che mi hai indicato ed in generale mi attirano tutti… Tra quelli rilegati ( evito quelli scritti troppo piccoli, quindi in generale scelgo solo i rilegati) mi attirano molto i 2 titoli di Patrick Rothfuss (oltre chiaramente a “la via dei re” che ho già ordinato).
    Intanto stasera mi guardo la terza serie del trono di spade, che ho accuratamente registrato ieri visto che non potevo vederla…

  13. Andy ha detto:

    Eh si molto opinabile, non è presente nemmeno Moorcock. (Forse perché un grandissimo detrattore di Tolkien che è al primo posto?).

    • Dubito. Io non sono molto abituata a fare dietrologia e fino a prova contraria credo nella buona fede delle persone, perciò sono più propensa a pensare che non l’abbiano letto (non l’ho letto nemmeno io) o che non gli sia piaciuto. Per esempio a me non sono piaciuti i primi due romanzi di Erikson, autore che qui è al terzo posto ma che per me non sarebbe mai entrato in classifica, e ho addirittura abbandonato dopo poche pagine Perdido Street Station. Le classifiche basate sui gusti sono opinabili, ma secondo me possono fornire uno spunto per vedere se si vuol provare a leggere qualcosa che ancora non si conosce.

  14. Chico ha detto:

    Ciao,
    ho incontrato il tuo blog e ti ringrazio per gli spunti che ho trovato visto che stavo cercando nuovi libri da leggere.
    Nel caso non li abbia letti mi permetto di suggerire alcuni titoli:
    1) Le cronache di Ambra (R.Zelazny)
    2) Terra di mutazioni (R.Zelazny)
    3) E’ difficile essere un Dio (A. e B. Strugatsky)
    4) La città del lontanissimo futuro (H. Harrison)

    • Ciao
      Le cronache di Ambra rientrano fra quei libri che dico da anni di dover leggere. Per ora di Zelazny ho letto solo Io, Nomikos (se non sto sbagliando a scrivere il titolo) e non mi ha entusiasmata, ma un pensiero a quella saga continuo a farlo. In questi giorni ho finalmente iniziato Il conte di Montecristo dopo aver detto di volerlo leggere per una buona quindicina d’anni: come vedi mai dire mai. Non sempr riesco a leggere tutto quel che attira la mia attenzione in tempi brevi, ma un’attesa di anni non significa necessariamente che ho abbandonato l’idea di leggere il libro. La lettura dell’altro Zelazny ovviamente dipende dall’impressione che mi daranno Le cronache di Ambra. Gli altri due non li ho mai considerati, gli darò uno sguardo ma non garantisco nulla.

      • Chico ha detto:

        Ciao,
        Zelazny è un autore particolare: anche a me alcuni titoli sono piaciuti un sacco mentre altri non sono riuscito a digerirli (Il signore dei sogni è illeggibile per me).
        Le cronache, in particolare i primi cinque libri, le ho trovate affascinanti per il modo diverso di affrontare il fantasy (e gli universi paralleli) e per il selvaggio senso di libertà che comunicano. Un poco come la “Strada senza fine” dello stesso autore: altro libro che mi è piaciuto molto ma che di fantasy ha ben poco.
        La terra di mutazioni te l’ho suggerito perché è un fantasy con tutti gli elementi del genere affrontati in modo leggermente diverso: non è certo una vetta della letteratura fantasy ma è divertente e scorre anche troppo velocemente.
        Gli altri due, sebbene siano stati pubblicati in collane di fantascienza, a mio modesto parere potrebbero essere fatti ricadere anche nell’ambito fantasy.
        In particolare il libro degli Strugatsy (più famosi per Stalker che per questo) è una piccola perla.
        Comunque ti capisco, ho finito I Miserabili la scorsa settimana ed ho cominciato Le relazioni pericolose (li volevo leggere da quando ero un ragazzino).

  15. Giovanni ha detto:

    Perchè non c’è Il Ciclo di Dune?
    Perchè?

    • Opzione 1: nessuna delle persona che scrive su quel sito lo ha letto, cosa che reputo molto improbabile.
      Opzione 2: non gli è piaciuto, cosa che mi pare ancora più improbabile. Un conto è non amarlo, un conto è non ritenerlo neppure meritorio di entrare in classifica.
      Opzione 3, e sono ragionevolmente certa che sia questo il caso: Dune, malgrado alcuni elementi fantasy, è generalmente considerata (secondo me a ragione) una saga di fantascienza, e questo è un elenco di saghe o opere fantasy perciò non è nemmeno stata presa in considerazione perché è al di fuori dei confini della classifica.

      • Chico ha detto:

        Ciao Martina,
        ho sempre considerato il ciclo di Dune pura fantascienza e non ho mai nemmeno pensato di avvicinarlo al fantasy per cui il tuo commento mi ha incuriosito.
        Quali elementi secondo te lo accomunano ad un ciclo fantasy?

        • Certamente le capacità di cui danno prova le Bene Gesserit. Non ricordo se ci sia altro, dovrei rileggere i libri anche perché ne ho un ricordo come di un primo libro bellissimo e di una saga scritta molto bene anche se non ero esattamente d’accordo con tutto quanto avveniva al suo interno, ma ormai i dettagli stanno svanendo con il trascorrere degli anni.

  16. Marco ha detto:

    Mi piacerebbe sapere se esiste una saga fantasy in cui potere leggere storie di guerrieri e di maghi, senza che ci siano sottotrame o dispute familiari ecc. un pò come nelle storie di Martin.
    Insomma una storia fantasy semplice, con elementi di Swords and sorceries, un fantasy eroico per dirla in breve. Ho letto La valle degli eroi di Stroud, pensavo di incontrare eroi di un certo peso, invece è una storia di adolescenti, per carità nulla in contrario, però mi aspettavo qualcosa di meglio. Strano che nella lista non venga riportata La Storia infinita, primo fantasy che ho letto da bambino, affascinato dal film, ho scoperto che il libro era molto più interessante!
    ma dopotutto è sempre così!

    • Non avevo fatto caso all’assenza della Storia infinita, e in effetti è un’assenza bella importante. Fantasy eroico senza troppi intrighi? Mi verrebbe da dirti David Gemmell, ma è tutto fuori catalogo perciò o lo prendi in biblioteca o non lo leggi.

      • Marco ha detto:

        GRazie mille, penso sia una lettura che mi piacerà, sto cercando di recuperare qualche titolo on line, confermo che sono quasi tutti fuori catalogo! speriamo che si decidano a ripubblicarlo.

    • Chico ha detto:

      Ciao Marco,
      nel caso tu non l’abbia già letto mi permetto di consigliarti la saga di Geralt di Rivia di A.Sapkowsky.

  17. Chico ha detto:

    Ciao,
    proposta semi-provocatoria: che ne pensate dell’inserimento dell’Iliade nella lista dei migliori fantasy?
    Se qualcuno è interessato suggerisco una piacevole rivisitazione della guerra di Troia di Ben Bova: “La vendetta di Orion”.

    • In una lista compilata da te lo puoi anche fare. La mitologia, l’epica e anche romanzi più moderni (vedi, per esempio, Il ritratto di Dorian Gray) sono pieni di elementi fantastici quindi se fai una tua lista non vedo perché tu non possa inserisli.

      • Chico ha detto:

        Ciao Martina,
        penso di aver posto la domanda in modo poco chiaro.
        Quello che mi sono chiesto è perché nella classifica a cui hai fatto riferimento siano comparse opere relativamente recenti ma non opere con consistenti (a dir poco) elementi fantasy.
        In altre parole: opere come i poemi omerici oppure il ciclo di Malory, non sono presenti perché non considerati di livello sufficiente oppure perché non considerate opere fantasy?
        Nel primo caso è una questione di gusto per cui non si discute; nel secondo, è una questione di opinione, ma non mi trovo d’accordo.
        A ben pensarci una spiegazione potrebbe includere anche “l’appetibilità del testo” da cui la limitata finestra temporale delle opere scelte.
        Boh…in fondo non importa molto.
        Un suggerimento al volo: Cronache di Camelot di Jack White. Non è fantasy in senso stretto ma è ben scritto.

        • Penso che chi ha compilato quella lista abbia voluto restare su testi più moderni. Se vogliamo tutta l’epica classica è fantasy, ma se andiamo a prendere quelle opere resta poco spazio per i contemporanei. Ci sono alcuni titoli dell’800, ma secondo me è stata una scelta ben precisa dei curatori della Fantasy Bookk Reviwe quella di non andare più indietro nel tempo.
          Ho già provato a leggere Jack Whyte. La pietra del cielo mi è piaciuta molto. La spada che canta mi ha annoiata. La stirpe dell’Aquila mi ha fatta irritare a tal punto per il modo in cui è tratteggiato Uther che ho dovuto rileggere immediatamente Le nebbie di Avalon per togliermelo dalla testa. Come puoi immaginare non ho più letto nulla di Whyte.

  18. Chico ha detto:

    Ciao,
    appena finito La rinascita di Shen Tai (preso dopo aver letto la tua opinione).
    Mi aspettavo una cosa diversa ma l’ho trovato davvero molto bello: grazie per la dritta.
    Venivo dal primo libro di Vance del ciclo della “Terra morente” che francamente non mi ha convinto molto, probabilmente non l’ho capito io visto che piace a molti.
    Di Vance ho apprezzato di più il ciclo di Tschai oppure le Avventure di Magnus Ridolph.

    • Sono contenta che il romanzo di Kay ti sia piaciuto. Io adoro tutti i suoi libri e appena posso lo pubblicizzo perché sono convinta che meriterebbe una fama molto maggiore di quella che ha. E ovviamente quando consiglio qualcosa spero sempre che quel che ho consigliato piaccia a chi mi ha dato retta.
      Io probabilmente non leggerò i libri della Terra morente, anche se non mi sento ancora di escluderlo completamente. Ho letto i tre volumi dell’antologia curata da Martin e i migliori racconti sono proprio il suo e quello di Neil Gaiman, ma l’impressione che ne ho ricavato è che quello sia proprio uno dei generi di fantasy che detesto.

  19. Giuseppe Ghigino ha detto:

    Grazie grazie grazie!!! Da un sacco di tempo cercavo delle indicazioni approfondite e motivate e non campate in aria su questo genere così particolare! E’ facile infatti scadere nel banale o nel puro gusto personale quando si tratta di fantasy. Grazie ancora per la ‘guida’, ne terrò senz’altro conto nell’aggiornamento della mia libreria! Un saluto!

    • Chico ha detto:

      Ciao Giuseppe,
      mi ha incuriosito la tua affermazione: “scadere nel puro gusto personale quando si tratta di fantasy”.
      Personalmente credo che qualunque giudizio su un libro si basi esclusivamente sul puro gusto personale.
      Non solo per quello che il libro trasmette ma talvolta anche in relazione al un momento particolare della nostra vita in cui lo leggiamo.
      La prova più evidente secondo me è che qualunque classifica trova sempre chi non è d’accordo. Se hai cinque minuti hai voglia di dirmi cosa ne pensi?

      Ciao
      Enrico

      • Il gusto personale è fondamentale, ma lacuni criteri oggettivi ci sono comunque. Un libro sgrammaticato – e ne ho letti – non può neppure essere preso in considerazione, così come uno che è assolutamente prevedibile e non originale. Poi la preferenza fra Martin, Erikson o Tolkien rientra nel gusto personale, ma alcune differenze oggettive fra un libro scarso e uno eccellente ce ne sono.

  20. Fulvio ha detto:

    Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin dovrebbe stare al primo posto secondo me: capolavoro assoluto! Mi è piaciuto ancora di + del Signore Degli Anelli in quanto + crudo e vicino alla realtà.

    • Chico ha detto:

      Ciao Fulvio,
      spero non ti offenderai ma mi hai fatto venire in mente una battuta: come fai a dare la preferenza a un romanzo “fantasy” perchè più vicino alla “realtà”?

      Enrico

      • Anche se non sono Fulvio rispondo io, ti va bene lo stesso? Il fantasy in genere parla di mondi che non esistono, quindi è ovvio che quelle sono storie che non sono accadute e che non potranno accadere, non in quel preciso modo. I personaggi però possono essere realistici, le loro azioni possono essere quelle che sarebbero quelle di un essere umano reale se si trovasse in quelle condizioni. In questo senso Martin è più realistico. Ci si può immedesimare più facilmente con i personaggi di Martin che con quelli di Tolkien perché il loro modo di pensare e di agire è più vicino al nostro, con pregi e difetti, interessi personali che spesso vanno a interferire con la giustizia e con i rapporti interpersonali e così via.
        Questo non è un giudizio di qualità, anche se a me Martin piace più di Tolkien, è semplicemente una differenza. E comunque ho letto storie definite come realistiche che di fatto erano meno realistiche di molti fantasy.

  21. Chico ha detto:

    Ciao Martina,
    appena finito la Via del Re. Avvincente e ben scritto, ho ordinato la trilogia di Mistborn…speriamo bene.
    Letti anche i primi due romanzi della Ruota del tempo. Puro gusto personale ma li ho trovati noiosetti e anche inutilmente prolissi, spero non me ne vogliano i fan di Jordan. Non credo che comprerò gli altri (peccato perché erano in offerta).
    Rispolverato anche il buon vecchio Deserto dei tartari. Erano anni che non lo rileggevo: che bello.

    Ciao
    Enrico

    • I Mistborn sono molto belli, La via dei re è un capolavoro. Puro parere personale ovviamente. Visto che vi hai investito i tuoi soldi spero che ti piacciano, le delusioni non sono mai belle.
      Per me Jordan è molto descrittivo, altri lo trovano prolisso. Anche qui siamo nel gusto personale. Io ho iniziato a leggerlo nel 1992, quindi ben prima di conoscere tanti altri autori, quando la fantasy era qualcosa di diverso. Con le conoscenze attuali è ovvio che il suo impatto è diverso, ma secondo me rimane una saga fondamentale. Io ho amato fin da subito la natura ambigua del Drago: destinato (forse) a salvare il mondo ma anche a distruggerlo. Comunque si guardasse il problema, pareva non ci fosse via d’uscita. Un eroe destinato a impazzire? Ecco, questa non è una cosa frequente ed è decisamente inquietante. E poi c’era questa magia incredibile divisa in saidin e saidar, l’importanza delle donne non più relegate a figure di contorno come in tante altre storie, Machin Shin, la vicenda di Lan che a quanto pare non è solo un abilissimo guerriero ma ha un passato che inevitabilmente è destinato a diventare importante, Min con quelle sue incredibili visioni, la sensazione che il mondo fosse davvero vasto… Hai presente che quando Rand e Mat sono in fuga sull’Arinelle vedono una torre? Io lo sapevo che sarebbe stata fondamentale, solo che non sapevo quando sarebbe successo e ho continuato a scervellarmi fino a quando non l’ho capito. E i lupi? In precedenza ne avevo incontrati in Eddingrs, poi li ho ritrovati in Martin, Rivedere questi animali ormai per me ha un effetto molto forte. Sono davvero tante le cose che mi hanno catturata fin dall’inizio. E nel secondo ci sono Ajah Nera e Seanchan! La saga ha una svolta incredibile a partire dal quarto romanzo, da quel momento tutta la maschera tolkieniana crolla e la saga diventa davvero qualcosa di grandioso. Certo, bisogna arrivarci. Io l’ho fatto divertendomi ma capisco che non per tutti sia così.
      In bocca al lupo per le letture future.

      • Chico ha detto:

        Ciao Martina,
        sicuramente hai ragione sulla Ruota del Tempo: inoltre avendo letto solo due romanzi mi rendo conto che la mia opinione non conti molto.
        Ti ringrazio comunque per il tuo commento: trasmette benissimo quanto ti sia piaciuto.
        Deduco pure che ti sia piaciuto Eddings. Condivido, anche se a me piacevano soprattutto i dialoghi, la storia del ciclo dei Mallorean è un pochino banale.
        Ah proposito, finiti i primi due libri dei Mistborn: decisamente belli. Ordinato il terzo.
        Mentre aspetto ho rispolverato Caccia a Ottobre Rosso, mi scuso per il fuori tema ma se vi capita leggetelo.

        Ciao
        Enrico

        • Non puoi giudicare la saga nel suo insieme ma su due libri il tuo giudizio conta eccome. Tu non sei stato catturato dalla lettura, e come è successo a te può succedere – e sicuramente è successo – a parecchi altri lettori. Io ho amato quei libri fin dal primo istante, e si tratta della saga che mi ha accompagnato più a lungo nel corso della mia vita (anche se sospetto che Martin finirà col superare Jordan), quindi quando ne parlo inevitabilmente viene fuori tutto il mio entusiasmo.
          Con Eddings ho faticato all’inizio con Il segno della profezia, mi pareva un po’ banale, ma quando mi ha catturata mi sono divertita parecchio. Nei Mallorean però ho trovato la conclusione un po’ deludente. I libri suoi che mi sono piaciuto di più sono Elene e Tamuli, gli ultimi, La redenzione di Althalus e soprattutto la Saga dei Sognatori, non voglio nemmeno ricordarli per quanto sono brutti. Le storie di Eddings non tenevano certo con il fato sospeso, era ovvio che i buoni avrebbero vinto e senza neppure subire troppi danni, però i suoi dialoghi facevano morire dal ridere.
          Il terzo Mistborn è sorprendente. Pensi che quel mondo abbia già mostrato tutto quel che aveva, e invece riesce ancora a stupirti. Tutto perfettamente logico e coerente, e tutto così sconvolgente.
          Da un paio di mesi della Via dei re hanno pubblicato l’edizione economica, compralo e poi vedi cosa sa fare Sanderson. Io non vedo l’ora che traducano il secondo, che Brandon ha appena consegnato all’editore americano.
          Di Caccia a Ottobre Rosso mi è piaciuto il film, ma chissà perché non avevo mai considerato l’idea di leggere il libro. Vedremo.
          Ciao
          Martina

  22. Giovanni ha detto:

    Ciao, chiedo consiglio a voi che avete letto sicuramente molto più di me.
    Ho da poco finito la ruota del tempo, che ho adorato follemente, e ho anche da poco finito le cronache del ghiaccio e del fuoco.
    Ora sono alla ricerca di una serie con una trama densa, intrecciata e complicata un po’ come le 2 sopracitate.
    Ho adocchiato malazan, ma finché non sono sicuro che l’armenia concluda la saga non oso comprarla.
    Quindi, avete qualche titolo da consigliarmi che risponda alle mie richieste?

    • Le due saghe che hai citato hanno in comune il fatto di essere molto lunghe, caratteristica che ha permesso agli scrittori di renderle estremamente ricche e complesse. Le saghe di questo tipo non sono tante, nella maggior parte dei casi c’è un’ambientazione comune nella quale si svolgono storie indipendenti, magari anche con protagonisti indipendenti. Probabilmente la saga che si avvicina di più a quelle di Martin e Jordan è proprio quella di Erikson, anche se io non digerisco il suo stile. Io credo che Armenia intenda arrivare fino in fondo, ormai ha pubblicato la maggior parte dei volumi e fermarsi ora sarebbe strano, ma non posso darti certezze. Quello che so è che ho deciso di non lasciarmi mai condizionare dal fatto che una saga sia finita o meno, altrimenti questo riduce di molto le mie possibilità di lettura. Se anche non dovessi conoscere la conclusione, quel frammento di storia, se ben scritto, mi avrebbe comunque dato la possibilità di sognare. E poi se tutti aspettassero, per comprare i libri, che la saga fosse finita, l’editore giudicherebbe i primi libri un fiasco e si fermerebbe certamente. No, se io voglio che una saga venga pubblicata allora la devo comprare e far capire all’editore che i soldi spesi in diritti d’autore e traduzione sono stati un ottimo investimento.
      Di saga lunghissima c’è anche quella di Goodkind, ma secondo me ha il grosso difetto (al di là della scarsa orginalità e di altri problemucci che sarebbe lungo indagare) di essersi concentrata su solo un paio di personaggi. Goodkind non è stato capace di dare ampiezza alla sua storia ed è diventato ripetitivo.
      Poi c’è Sanderson con La via dei re, ma al momento questo è l’unico romanzo pubblicato (anche negli Stati Uniti) di una saga prevista in dieci volumi. Per me è un capolavor, ma bisogna aspettare che Sanderson scriva i seguiti – il secondo sarà pubblicato negli Stati uniti in primavera – e che Fanucci li traduca.
      Per il resto leggo storie più piccole, perché questo è quel che si trova. Il mio primo consiglio va sempre su La rinascita di Shen Tai di Guy Gavrel Kay, se cerchi nel blog puoi trovare pure la mia recensione e fartene un’idea. E poi amo, fra li autori in commercio, Silvana De Mari e, in misura minore, Andrzej Sapkowski.

      • Giovanni ha detto:

        Cavolo, tu mi hai risposto dopo mezz’ora e io ti rispondo dopo un mese :p
        Comunque, non oso comprare la saga di malazan perché Armenia sembra sull’orlo del fallimento e mi dispiacerebbe buttare via tutti quei soldi… Però quello che dici è giusto e penso che finito quello che ho in lettura la inizierò.
        Goodkind non mi ispira ma prima o poi probabilmente leggerò qualcosa di suo.
        Sanderson invece mi piace parecchio e La via dei re la sto leggendo proprio in questo momento.
        Ho iniziato invece “la torre nera”, molto particolare ma mi sta piacendo parecchio…
        Grazie degli altri consigli, prima o poi darò un’occhiata a tutto.

        • Io ho un vantaggio: è il blog stesso a segnalarmi nella posta quando arrivano nuovi commenti, perciò se sono al computer li vedo subito. I tempi della risposta invece dipendono dal tempo libero a mia disposizione, evidentemente con te le circostanze hanno congiurato in modo favorevole.
          Anni fa ho deciso di leggere quel che volevo leggere senza preoccuparmi troppo delle politiche editoriali. Io ho letto i primi tre romanzi della Ruota del Tempo fra il 1992 e il 1995, prendendoli in prestito in biblioteca. Poi mondadori ha cessato le pubblicazioni e per anni non ne ho saputo più nulla. Tre soli romanzi significa che la storia era incompleta, anche se ogni volume ha comunque una sua conclusione. E pu essendo arrabbiata o dispiaciuta, a seconda del momento, perché non potevo proseguire la lettura, ero anche dispiaciutadi non aver comprato i primi te volumi quando ne avevo avuto la possibilità. La storia era incompleta, ma almeno avrei potuto rileggere ogni volta che volevo quelle pagine che mi erano piaciute tanto.
          Dopo anni di attesa vana ho deciso di imparare l’inglese. Volendo potrei elencare tutta una serie di motivazioni più serie, ma la realtà + questa: io volevo proseguire la lettura della Ruota del Tempo e così ho iniziato a studiare una lingua di cui conoscevo a mala pena una manciata di parole, sapendo che poi avrei dovuto leggere almeno sei o sette libri di circa 900 pagine. Prima di completare gli studi Fanucci ha iniziato a ripubblicare su Jordan, così io mi sono buttata su Guy Gavriel Kay e ho fatto bene perché i suoi romanzi sono fra le cose più belle che io abbia mai letto.
          Ora comunque conosco la lingua, il che significa che quando Armenia mi ha piantata in asso dopo un solo volume di una trilogia di Sean Russell, io ho completato la lettura in inglese. Davvero, leggo quel che mi pare. Se riesco a leggere in italiano senza spendere cifre assurde tanto meglio, ma non mi preoccupo più davvero di quello che fanno gli editori italiani, tanto se voglio li ignoro. So che non tutti conoscono l’inglese, ma se si ha un po’ di tempo secondo me vale la pena d’impararlo. Con il tempo ci si impratichisce, ormai è davvero raro che io debba ricorrere al dizionario.
          Al momento reputo La via dei re il capolavoro di Sanderson, anche se mi piace tutto ciò che ha pubblicato. Vedremo come proseguirà la lettura.
          Goodkind non è particolarmente originale, ma per i primi due libri mi è piaciuto abbastanza. Io l’ho letto al momento della sua pubblicazione, quindi parliamo di parecchi anni fa, e già allora mi divertivo ma non lo reputavo un autore fondamentale. Poi sono andata avanti, trascinandomi fino al settimo. Nei libri dal 3 al 7 la noia si è alternata al fastidio e all’indifferenza. Goodkind non è stato capace di cambiare la sua storia. All’inizio ci sono la compagnia e la cerca, ma quando la struttura del mondo viene ribaltata questo tipo di storia non va più bene. Lui invece la ripete stancamente, una volta dietro l’altra, e alla fine non ne ho potuto proprio più e l’ho definitivamente abbandonato.
          Della Torre nera ho letto solo il primo volume, ma non mi è piaciuto. Mi hanno detto che dal secondo cambia completamente ma ancora non mi sono decisa a dargli una seconda opportunità.

      • Giovanni ha detto:

        Auguri comunque!🙂

  23. Peo ha detto:

    Ciao,
    grazie ai tuoi consigli ho letto la Via dei Re e soprattutto ho scoperto Brandon Sanderson. Grazie, grazie, non smetterò mai di ringraziarti. Il 4 marzo esce Words of radiance, speriamo che Fanucci lo traduca in tempi non biblici. Mi piacerebbe anche leggere qualcosa di Guy Gavriel Kay, dato che ne parli molto bene, in particolare Il paese delle due lune ma non riesco a trovarlo da nessuna parte. Capisco sia un libro scritto da più di 20 anni, ma non trovarlo né su Amazon, né su Ibs lo trovo assurdo.

    • Prego. Sono contenta di sapere che i miei consigli sono stati utili. Io ho appena finito Elantris e mi è piaciuto, nei prossimi giorni ne scriverò la recensione. E spero anch’io che Words of Radiance sia tradotto in tempi ragionevoli, anche se dobbiamo mettere in conto il tempo forzatamente lungo necessario al traduttore per fare il suo lavoro.
      Se sei fortunato Il paese delle due lune lo puoi trovare in qualche mercatino dell’usato, altrimenti per leggerlo rimane la biblioteca. Prova con La rinascita di Shen Tai, che al momento è l’unico romanzo di Kay in commercio in italiano. Magari la tua libreria non lo ha più visto che non è un bestsellers, ma può comunque essere ordinato.

  24. michele ha detto:

    ciao Martina, vorrei avvicinarmi al genere fantasy..quale libro mi consigli per l’esordio?….ho tentato di leggere più volte “il signore degli anelli” ma proprio non ci riesco!!! è una noia mortale!!! mi scuso con tutti quelli che lo hanno amato ma temo che quel libro rimarrà x sempre sullo scaffale! Ne approfitto anche x chiederti cosa pensi dei libri di michael moorcock, la saga di Elric di Melniboné.

    • Il signore degli anelli è stato scritto parecchie decine di anni fa perciò per quanto bello è un po’ datato (e so che con questo rischio il linciaggio da parte dei tolkieniani più convinti). All’inizio ha un ritmo molto lento, cosa che oggi non è più concepibile, e la presenza di una gran quantità di canzoni può far piacere a chi ama l’atmosfera e vuole davvero essere immerso nella Terra di Mezzo, ma certo è un’ altra cosa che rallenta il ritmo. In più Tolkien era un filologo, il suo modo di scrivere aveva una profondità notevole ma richiedeva anche un certo impegno nella lettura.
      Io reputo Il signore degli anelli una lettura fondamentale, ma so che non è per tutti. In realtà nessun libro viene amato da tutti, ogni capolavoro ha la sua bella fetta di lettori che non lo possono digerire, ed è giusto così perché ciascuno di noi ha i suoi gusti.

      Un consiglio “al buio” è un po’ difficile: non so noente di te: quanti anni hai, che autori ti piacciono, che genere di lettore sei, cosa ti interessa…
      Io partirei con libri singoli, o che possono essere letti singolarmente anche se fanno parte di saghe più lunghe perché alla fine del singolo romanzo si arriva comunque a una conclusione.
      Jonathan Stroud, L’amuleto di Samarcanda. In teoria è un libro per adolescenti, ma io l’ho letto al momento della sua pubblicazione, quando avevo oltre trent’anni, e mi sono divertita tantissimo. Presenta in parallelo due storie: quella di un mago ragazzino che vuole vendicarsi di un torto subito da un mago anziano decisamente stronzo e quella del jinn evocat odal ragazzino perchè lo aiuti a vendicarsi. Peccato che il jinn abbia una pessima opinione degli esseri umani e faccia del suo meglio per sabotare il ragazzino in questione. La trama nasce da un piccolo spunto personale, ma poi la situazione si complica parecchio e la posta in gioco diventa molto alta. Ironico e divertente.
      Brandon Sanderson, Mistborn. L’ultimo impero. Fantasy epico. Come il romanzo di Stroud è il primo libro di una trilogia ma se non vuoi proseguire puoi ignorare il dettaglio perché la storia ha una sua conclusione. Qui l’atmosfera è decisamente cupa, il mondo è governato da una figura tirannica potentissima e c’è una divisione in caste molto rigida. La maggior parte della popolazione è stata schiavizzata. Un gruppo di ladri decide di rovesciare il potere. Ci sono intrighi e pianificazioni ma anche scene d’azione mozzafiato, con Sanderson che crea sempre dei sistemi magici incredibili.
      Silvana De Mari, L’ultimo elfo. pubblicato in una collana di libri per bambini, ma secondo me lo apprezzano di più gli adulti. In una terra devastata da un clima infelice una donna, un uomo e un bambino elfo si incontrano per caso e costruiscono un solido legame che gli permetterà di superare momenti molti difficili. Questa è solo la prima parte, non aggiungo nulla sul seguito per non fare spoiler, la storia comunque tratta di temi importanti come la shoah. Delicato, tenero, a tratti tristissimo ma con un finale aperto alla speranza che ripaga di tutto quel che c’è stato prima.
      Andrzej Sapkowski, Il guardiano degli innocenti. Si tratta di racconti riuniti insieme da una cornice. Sono avventura, il protagonista, Geralt, è uno strigo, un abilissimo cacciatore di mostri. Ci sono duelli combattuti all’arma bianca ma anche riflessioni interessanti e una rivisitazione di fiabe e leggende secondo me affascinante.
      George R.R. Martin, Il cavaliere dei Sette Regni. Poteva mancare Martin nei miei consigli? Ma non ti consiglio Le cronache del ghiaccio e del fuoco, non si puù iniziare da lì. Sono troppo lunghe, non sono finite, e non so nulla di te. Quella saga è bella, ma ci sono scene abbastanza impegnative, che non tutti gradiscono. Questi racconti però sono molto più leggeri e non c’è nessun bisogno di conoscere la saga per apprezzarli. Il protagonista è un cavaliere errante che va dove lo porta la strada, e che si trova coinvolto in guerricciole locali o intrighi che non era stato capace di prevedere. E venirne fuori non è affatto facile.
      Guy Gavriel Kay, La rinascita di Shen Tai. Il libro nella versione cartacea è fuori catalogo, lo puoi comprare solo in versione ebook. All’inizio il ritmo è lento, ma una volta che sono entrata nella storia io sono sempre stata catturata da Kay in modo fortissimo. L’ambientazione è insolita, si rifà alla Cina piuttosto che al Medioevo europeo, ma è molto ben costruita. Intrighi di corte, tentativi si omicidio, rivalità fortissime e un mondo che è sull’orlo di un precipizio anche se ben pochi se ne accorgono. I personaggi sono straordinari, e la scrittura è poetica.
      Anthony Ryan, Il canto del sangue. Storia di formazione, con il protagonista che da bambino viene affidato a una scuola severissima di guerrieri, deve sopravvivere all’addestramento e poi combatte dove lo manda il suo re. Sotto c’è un qualche mistero che deve ancora essere svelato. Per certi versi è simile al Nome del vento di Patrick Rothfuss, che mi ha incuriositadi più, ma Rothfuss è più lento a scrivere rispetto a Ryan e quindi i tempi di attesa per conoscere la fine della saga con Patrick sono lunghi.
      Se li trovi in biblioteca puoi provare con La legione perduta di Harry Turtledove, primo di una tetralogia (e in questo caso vanno letti tutti), La leggenda dei Drenai di David Gemmell o Il paese delle due lune di Guy Gavriel Kay.

      • michele ha detto:

        martina ti ringrazio per i preziosi consigli e x la velocità!!! in effetti avrei dovuto dirti qualcosa su di me…ho 40 anni e ho letto di tutto letteratura gialla e classici horror soprattutto (edgar allan poe è un mito x me) ma niente fantasy a parte le storie di CONAN che mi sono piaciute tantissimo; in effetti le analogie tra queste storie e la saga di TOLKIEN sono molte ma come hai detto tu è il tipo di scrittura a fare la differenza! tolkien sarà pure molto profondo ma non fa x me! forse sono troppo romantico ma a questo tipo di letteratura chiedo soltanto di essere catapultato in mondi sconosciuti e nemmeno tanto realistici dove regna l’eterna lotta tra bene e male…..classico no?? ciao martina e grazie ancora!!

        • La velocità è legata al mio tempo libero, se mi prendi nel momento giusto ti rispondo in pochi minuti, ma se il momento è quello sbagliato aspetti anche dieci giorni.
          Conan, eh? Vai su Ryan, Rothfuss, Sanderson (va bene anche Il conciliatore, mentre La via dei re è un capolavoro ma è il primo di una saga lunghissima ed Elantris è troppo caro e io aspetterei o un’edizione economica o di essere ragionevolmente certa che l’autore mi piace), Sapkowski o Gemmell.

  25. sara.t ha detto:

    interessante la classifica! mi devo appuntare qualche autore. Peccato che la Hobb prima di Martin non mi convince molto. Non ho letto la Hobb quindi non posso dirlo con certezza, ma la risonanza non è minimamente paragonabile🙂
    Adesso vado a leggermi le tue recensioni di Sanderson. Già Elantris a 30 euro è unfurto. Operò per la biblioteca🙂
    Felice di seguirti, a presto!

    • Anch’io non condivido il fatto che la Hobb sia stata messa prima di Martin, ma i gusti sono sempre soggettivi. In classifica compaiono anche libri che io ho trovato terribili, e non ne compaiono altri che amo. La classifica non è mia, io la riporto un po’ per curiosità e un po’ come spunto per nuove letture, per me (a furia di veder comparire in queste classifiche determinati autori che non conosco a volte finisco con il leggerli) e per chi mi legge, aggiungendo i miei commenti. La fama di un autore comunque per me conta relativamente. Io amo Guy Gavriel Kay, come non manco mai di ripetere, e rispetto a molto di questi autori le sue vendite sono irrisorie. In Italia ben pochi sanno chi sia. Ma le sue capacità di scrittura non sono seconde a nessuno.
      Elantris è davvero caro, e onestamente quel prezzo mi ha stupita fin dalla prima volta che l’ho visto. Il libro è bello, ma capisco perfettamente chi sceglie di non comprarlo per via del prezzo. Fino a qualche anno fa anche per me era un fattore determinante sull’acquisto, per fortuna da quando lavoro in libreria è una cosa che sento molto meno.
      A presto.

  26. Chiara ha detto:

    …scusate ma Marion Zimmer Bradley dov’è?

    • Evidentemente non c’è. La classifica non è mia ma è stata redatta da esperti di un’importante rivista americana, anche se clicando sul link ora appare una classifica diversa da quella che ho postato io perché di tanto in tanto l’aggiornano. O non hanno letto la Zimmer Bradley, cosa che mi sembra improbabile, o non l’hanno ritenuta così brava da entrare nei primi 100 posti. Io l’avrei inserita, la frase che c’è in alto a destra in questo blog ne è una prova, ma ogni classifica è soggettiva e per loro ci sono parecchi autori migliori, compresi alcuni che a me non piacciono.

  27. ivan ha detto:

    mancano le cronache di narnia di cs lewis

  28. Tiziano ha detto:

    Ho scorso con piacere questa lista da cui ho tratto numerosi titoli che non conoscevo e che non vedo l’ora di leggere. Non voglio far polemica sull’ordine dei libri, dato che i gusti di ogni lettore sono diversi. Ho comunque letto una discreta frazione di questi libri e credo manchino alcuni autori che hanno contribuito a innovare il genere creando opere uniche (ad esempio Terry Pratchett, citato solo di sfuggita o Edward John Moreton Drax Plunkett, diciottesimo barone di Dunsany) ma ovviamente non c’è spazio per tutti. Se posso permettermi ho trovato piuttosto deprimenti i libri delle cronache di Narnya e della Bradley… purtroppo questi in particolare non li ho letti in originale, quindi potrei essere influenzato dalla traduzione ma li ho trovati piuttosto fiacchi, con personaggi un po’ banali, poco ragionati e prevedibili nelle Nebbie di Avalon ad esempio e un linguaggio poco adatto nelle descrizioni di Lewis, oltre che uno spiccata tendenza ad ignorare le scene più importanti. Paolini non ha contribuito molto al genere visto che si è limitato a riportare Starwars in tema fantasy (pur avendo strutturato la magia del suo mondo in modo molto efficace, cosa rara). Cosa più importante ringrazio Martina che mi ha permesso di rimpinguare la pila di libri sul comodino con titoli nuovi

    • Tiziano ha detto:

      PS: in questo periodo mi sono focalizzato su scrittori italiani: Multiversum, Godbreaker, Di me diranno che ho ucciso un angelo, Anglize… piuttosto diversi fra loro. Quello con il titolo più lungo in realtà è il più corto e si legge in un soffio, non è il mio genere ma non mi è pesato per questo. Anglize ha un buon ritmo narrativo ma numerose incongruenze nella storia, Multiversum…sconsigliato…Godbreaker è quello che ho preferito e lo consiglio. Una cosa che mi ha spiazzato: dopo tutte queste traduzioni ho avuto la sensazione che il linguaggio degli autori italiani fosse quasi strano.

    • Assenze importanti ce ne sono molte, quelle notate da te ma anche altre come La storia infinita di Michael Ende. A ogni commento che leggo mi viene da pensare che 100 titoli sembrano tanti, ma sono una goccia nel mare delle opere prodotte anche considerando le saghe come un’opera unica.
      La Bradley secondo me aveva molti alti e bassi, ha scritto libri che amo e altri che ho trovato abbastanza scarsi. ma fra quelli che amo c’è anche quel Le nebbie di Avalon che tu hai trovato fiacco. Ennesima conferma di quanto possano essere diversi i gusti, anche se ho notato che generalmente Le nebbie di Avalon piace alle lettrici e non ai lettori, mi sa che ha una spiritualità troppo femminile per gli uomini che invece tocca profondamente le donne..

      • Fra gli autori italiani che scrivono fantasy amo Silvana De Mari, e ho apprezzato due romanzi di Miki Monticelli e Francesco Falconi, ma non sono certo capolavori destinati a durare nel tempo. Il libro di Luca Tarenzi, Godbreaker, mi incuriosisce, è da quando è uscito che mi dico che dovrei provare a leggerlo. Forse prima o poi lo farò.

  29. Andrea ha detto:

    Dopo aver letto quello che hai scritto di “Queste oscure materie”, che ritengo uno dei più bei romanzi mai scritti, migliorando dal primo (bello) al terzo (magnifoco) trovo intutile leggere il resto…

  30. Andrea ha detto:

    Una donna che legge vero fantasy snobbando l’urban…non ci conosciamo, ma da oggi per me sei la fusione perfetta tra amante (platonicamente parlando) e sorella! :3 Detto ciò…anche secondo me la sopraccitata classifica lascia un pò a desiderare….concordo con te sul fatto che i gusti sono personali, e ci mancherebbe. Però bisogna pur tenere conto di determinati fattori oggettivi, come ad esempio la rilevanza che determinate opere hanno avuto (e hanno tuttora) sulle produzioni successive ma anche sull’immaginario comune. Dopotutto lo stesso LOTR, ammetiamolo dai, è sempre al primo posto in classifiche similari proprio perchè è LOTR, IL libro fantasy.
    Lasciare fuori personaggi come Moorcock (da Elric e praticamente tutto quanto ha prodotto, eccettuato Gloriana), Leiber o citare lo stesso Howard solo per “Gli accoliti..” è inaccettabile😀 Stesso discorso per la Saga dei Drenai, ma anche la trilogia di Lord Valentine…Mi da l’idea che per non apparire “vecchi” abbiano cercato di mixxare grandi classici e roba modernista!
    Per quanto riguarda il discorso Dragonlance e Salvatore, il grande problema di queste opere è la loro pubblicazione sotto Armenia…le peggio traduzioni di sempre

    • Il nostro mondo mi può star bene come punto di partenza per andare altrove, ho letto tante storie così, ma elementi magici nella nostra realtà faccio davvero fatica ad accettarli. E questo mi ha procurato un fratello in più? Ma guarda un po’ che strani effetti può avere internet…😉
      Io sono un po’ infastidita quando vedo Il signore degli anelli in cima alle classifiche di fantasy perché sembra un ribadire che oltre quello non si può andare, e per quanto l’opera di Tolkien sia un capolavoro e sia stata fondamentale per il genere non si può dimenticare che sono trascorsi un bel po’ di anni e che la narrativa, anche quella di genere, non si è fermata. Certo, se non vedessi il libro nei primi cinque posti sarei molto sorpresa e sarei infastidita in senso opposto. Il valore storico non va mai dimenticato, il fantasy che leggiamo noi esiste, ed esiste in questi termini, grazie soprattutto (non solo) a quel libro, ed è una cosa che non va dimenticata. E trascurare altre opere che hanno fatto la storia del genere, che hanno contribuito al suo successo o ne hanno indirizzato il successivo sviluppo, è un bell’errore. Per questo ogni tanto vado a cercare dei classici che non ho letto, per scoprire le origini di ciò che amo.
      Su Salvatore non posso dire nulla perché non ho mai letto nulla, di Dragonlance ho letto la prima trilogia e ricordo solo che la storia poteva anche piacermi, ma che trovavo molto carente lo stile degli autori. Parecchi anni dopo ho provato a leggere il primo paio di pagine di un altro libro di Weiss e Hickman, mi sono annoiata (anche qui problemi di stile che non coincide con i miei gusti), l’ho rimesso giù e non ho mai più riprovato.

  31. Silvia Serra ha detto:

    Ma come si fa a stilare una classifica di migliori libri inserendo testi che l’autore della lista afferma di non aver letto? No comment…

    • Scusa, non ho capito bene. Stai criticando il fatto che io non ho letto tutti i libri che compaiono in questa lista? Perché se è così avresti ragione a essere perplessa… se non fosse che ho specificato chiaramente che questa non è la lista dei fantasy migliori secondo me ma secondo i curatori di un giornale americano, e loro questi libri li hanno letti. Io ho solo riportato i titoli, aggiungendo commenti personali sui libri che ho letto anch’io.

  32. Gabriele ha detto:

    Ma perchè la saga di harry potter non è finita tra i primi posti? Io personalmente ho letto molti libri di questa classifica, ma reputo che la rowling abbia letteralmente rivoluzionato il mondo del fantasy
    Creando una storia stabile e scorrevole adatta a tutti, io stesso sono entrato nel mondo del fantasy con harry potter
    Secondo me questa saga meritava posti piu alti

    -gabriele

    • Come ogni classifica di gradimento anche questa è soggettiva. Neanch’io condivido tutte le posizioni, mi sono limitata a prenderne atto e a riportarle qui come spunto di lettura per chi è indeciso riguardo a cosa leggere.
      Secondo me la Rowing non ha rivoluzionato il fantasy anche se è una bravissima narratrice. Il suo merito principale è quello di aver spinto moltissime persone – ragazzini ma anche adulti – a leggere. I ragazzini possono diventare, e in molti casi sono già diventati, i lettori forti dei prossimi anni, e magari qualche adulto in meno soffre di pregiudizi nei confronti del genere.

  33. lordfantasy ha detto:

    Questa classifica è molto scombinata, a mio parere. I titoli sono davvero belli, per la maggior parte, non c’è che dire, ma Martin al ventitreesimo posto? Jordan al venticinquesimo? Sono d’accordo con il terzo posto di Erikson, che in un certo senso mi ricorda Martin, e anche la bassa posizione della Rowling, probabilmente penalizzata dall’ingiusto timbro del “libro per bambini”, ma Stephen King con la Torre Nera neanche tra primi cinquanta posti mi fa veramente ricredere sulla serietà della classifica.

  34. daredevil1990 ha detto:

    Mi sono avvicinato da poco al fantasy, leggendo Tolkien, Rowling, Martin e Stroud. Cioè per me quei tre là restano il top. Io amo il medioevo però su certi titoli sono un pò scettico perchè si rischia di ricadere nelle solite storie di orchi, elfi ecc, cioè non so come spiegarmi cerco anche qualche novità che rompa un pò i soliti schemi. Avresti qualche consiglio da darmi dato che mi sto sperimentando da poco in questo tipo di letture? Buona notte a presto😉

    • Io faccio volentieri a meno di elfi e orchi. Se sono giustificati dalla trama, se l’autore crea qualcosa di nuovo e coerente, ok, ma se sono messi lì solo perché il romanzo è un fantasy e quelle creature devono essere presenti allora non li sopporto.
      In Silvana De Mari, L’ultimo elfo e i suoi seguiti, elfi e orchi ci sono, ma per me quei libri sono meravigliosi e consiglio sempre di leggerli. L’ultimo elfo è pubblicato in una collana di libri per bambini ma, come Il piccolo principe, svela cose diverse a lettori di età diverse.
      Adoro Guy Gaviel Kay, se sei un lettore di ebook ti consiglio di comprare subito La rinascita di Shan Tai, che in questo momento è in offerta a 1,99 € (con un risparmio di 9,00 € sul prezzo solito). In versione cartacea è fuori catalogo, ma sui negozi online si trova ancora a prezzo ridotto. Nel suo caso si tratta di fantasy storica, con elementi fantastici ridotti al minimo. Io adoro tanto i suoi personaggi quanto il suo stile. Fra l’altro piace molto anche a Martin. Se vuoi saperne di più prima dell’acquisto dai uno sguardo al mio blog, parlo spesso di Kay.
      Amo molto anche Robert Jordan, autore della saga fantasy epica La Ruota del Tempo, in 14 volumi. L’inizio è molto tolkieniano per scelta deliberata dell’autore, poi se ne allontana. Ci sono i trolloc, ma sono esseri creati tramite manipolazione genetica. La magia ha una parte molto importante, ma secondo me il suo uso è sempre giustificato dalla trama.
      Brandon Sanderson per me è un altro autore imperdibile, Le cronache della folgoluce sono meravigliose e le altre opere solo di poco inferiori. Per lo più è fantasy epico, ma di tanto in tanto fa cose diverse.
      David Gemmell scriveva heroic fantasy, da provare quanto La leggenda dei Drenai, ma quasi tutti i suoi romanzi scorrono che è un piacere. Al momento solo in versione ebook in offerta, il cartaceo sarà ripubblicato in autunno.
      Se frequenti la biblioteca puoi provare a cercare La legione perduta di Harry Turtledove o Il segno della profezia di David Eddings, primi volumi di due saghe molto belle.

      • daredevil1990 ha detto:

        Grazie dei consigli, per quanto riguarda gli ebook non li preferisco perchè stanca gli occhi leggere al computer soprattutto se sono tante pagine e contando che già di mio sto spesso al pc a scrivere e fare altre cose. Quindi preferisco il cartaceo così mi stacco anche un pò per immergermi meglio nella lettura. Della tua lista mi ha colpito molto un titolo “Elantris” di Sanderson e ho visto molte recensioni che ne parlano molto bene, l’unica pecca è il costo molto alto e non ne ho capito il motivo. Infatti credo che lo leggerò più in là perchè voglio essere abbastanza sicuro di essermi appassionato al genere Fantasy prima di fare un grosso investimento, per non rimanere deluso. E poi come autori mi sono segnato Eddiings, le cui saghe pure mi incuriosivano parecchio. Boh vediamo. Buona giornata😉

        • Io ho un lettore ebook,e lì la vista non si stanca, ma preferisco anch’io il cartaceo. Elantris ha davvero un prezzo alto, e secondo me è bello ma non è il miglior Sanderson. Per restare sul volume autoconclusivo meglio Il conciliatore, o anche Mistborn. L’ultimo impero. è vero che si tratta del primo volume di una trilogia ma ha una sua conclusione e ci si può fermare lì senza troppi problemi.
          Eddings è divertente e scorrevole pur scrivendo una saga epica, e la cosa non è affatto semplice.
          Se puoi sfrutta la biblioteca, fino a quando ero una studentessa squattrinata io leggevo così. Se davvero un libro ti piace puoi sempre comprarlo in seguito, non so quanti libri ho comprato dopo averli già letti, magari anche più di una volta.

  35. Said ha detto:

    Stranamente manca rothfuss!!

    • O chi ha compilato quella classifica non lo ha letto o i libri di Rothfuss non gli sono piaciuti più di tanto. Io in una top 100 lo avrei messo, ma Le cronache dell’assassino del re non sono l’unica saga/unico romanzo assente secondo i miei gusti, mentre ce ne sono altri che io non avrei mai inserito.
      Le classifiche di questo tipo sono sempre soggettive. Fra l’altro da quando io ho scritto il mio articolo ci sono stati parecchi cambiamenti, magari prima o poi faccio un confronto fra la classifica vecchia, quella che ho pubblicato qui, e quella attuale, pubblicata al momento su Fantasy Book Review.

  36. Marco ha detto:

    Buongiorno! Mi intrometto perchè da qualche mese sono appassionato del genere fantasy(principalmente sono un amante della fantascienza) e volevo un consiglio, oltre che esporre il mio parere. Ho letto Il Ciclio Dell’Eredità di Paolini e secondo me, siamo un livello sopra tutti…ora mi hanno consigliato la Spada si Shannara, ma nonostante abbia quasi finito il libro, sono annoiato. Storia banale, prevedibile, e descrizioni da scuola media…ok io non sono nessuno, (anzi XD) ma dopo Eragon, mi sembra di leggere una favoletta per bimbi… qualcuno sa consigliarmi un libro dello stesso genere ma al suo livello? Non voglio arrivare a metà libro e aver gia intuito tutto…grazie!

    • La spada di Shannara è del 1977, Eragon del 2003. Se la storia di Brooks ti sembra prevedibile – per me lo è stata, ma io prima di La Spada di Shannara avevo letto Il signore degli anelli, pubblicato fra il 1954 e il 1955 – non è colpa di Brooks ma del fatto che prima di leggere Brooks tu hai letto un autore che ha sfruttato, fra le altre cose, proprio quanto già fatto da Brooks in passato. Non sto denigrando Paolini, che comunque non mi piace tanto è vero che mi sono fermata al primo romanzo, ma la notorietà del genere, la possibilità stessa per tanti autori anche solo di pensare di poter guadagnare abbastanza per vivere scrivendo fantasy, si deve anche al successo delle opere di Brooks. Paolini in tanti punti della trama, in tante situazioni che ripropone, ripercorre gli stessi passi di Brooks, e lo stesso Christopher ha riconosciuto l’importanza che hanno avuto per lui le opere di Terry.

      Rimesse le cose nel giusto ordine cronologico (e secondo me anche di valori, ma qui si entra almeno in parte nei gusti personali), un consiglio è difficile perché dici troppo poco di te. Quanti anni hai? Visto che ami Paolini credo che tu sia giovane. Che tipo di storie ti piacciono? Piene di magia? Incentrate sulla guerra? Con protagonisti animali fantastici? Lunghe un’infinità di volumi o brevi? Quali altri autori ti piacciono o non ti piacciono? Non esiste il libro bello per tutti, esistono i gusti, anche il libro più brutto può trovare qualche estimatore e anche un capolavoro trova chi non riesce ad andare oltre la terza pagina.
      Comunque hai postato il tuo commento in coda a un articolo che fa una rapida carrellata su un bel po’ di opere fantasy. Prova a leggere la classifica, magari anche seguendo i link se le mie parole ti hanno incuriosito, magari trovi da solo qualche titolo che ti incuriosisce.

      • Marco ha detto:

        Grazie per la risposta. Però non condivido il fatto che Shannara sia prevedibile solo perché ho letto Eragon…è come dire che a chi piace i triller prevede già tutti i film thriller… infatti Nihal altro libro piaciuto non era prevedibile.. Per questo cerco una storia unica. Come mi ha fatto impazzire La guida galattica per autostoppisti. Si sono giovane, 24 anni. Mi piacciono avventure senza descrizioni paesaggistiche di 60 pagine, con colpi di scena, azione, ma anche riflessioni sui personaggi. La differenza che ho sentito tra i Terry e Paolini era soprattutto che il primo i personaggi li commentava con, è triste, è felice, (o quasi) mentre il secondo te lo faceva capire secondo i modi di agire. La scrittura di calvino solitmente è la mia preferita(ma di lui penso di aver letto quasi tutto). Di questi titoli alcuni mi ispirano, ma se riesci ad indirizzarmi ora mi faresti un favore, grazie mille!

        • Apprezzi Paolini, Troisi.. e Calvino. Io fatico ad accostare il terzo nome ai primi due, sono troppo diversi, ma è anche vero che pure io leggo cose molto diverse fra loro.
          Prova a dare uno sguardo a David Gemmell. Al momento in vendita in edizione cartacea c’è solo La leggenda dei Drenai, che è il suo primo libro e il migliore da cui cominciare, mentre diversi romanzi sono disponibili in versione ebook. Di Gemmell, se vuoi qualche informazione in più, ho parlato qui: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/02/guida-alla-lettura-david-gemmell/
          Un’altra possibilità, ammesso che riesci a trovarlo (ma in ebook è regolarmente in commercio) è Steelheart di Brandon Sanderson. A me i libri di Sanderson piacciono tutti, questo è semplicemente quello dal ritmo più rapido. Non il migliore a mio giudizio, i migliori sono i due delle Cronache della folgoluce, ma sono libri molto impegnativi e fanno parte di una saga in dieci volumi di cui il terzo deve ancora essere pubblicato. Steelheart è il primo di una trilogia, ma ci si può tranquillamente fermare alla fine di questo romanzo. La mia recensione (senza spoiler) s trova qui: https://librolandia.wordpress.com/2014/11/27/brandon-sanderson-steelheart/
          Altra possibilità è Il mezzo re di Joe Abercrombie. Ti lascio il link ai miei commenti non proprio entusiasti, ma nella mia pagina ho inserito il link alla recensione di una persona a cui il libro è piaciuto molto. Come sempre ciascuno ha i suoi gusti… https://librolandia.wordpress.com/2015/01/14/joe-abercrombie-il-mezzo-re/

  37. Antonio ha detto:

    Ciao Martina! Innanzitutto complimenti per il tuo blog. È il primo commento che scrivo, nomostante passi di qui, di tanto in tanto, già da un bel po’.
    Mi piace molto il (o la?) fantasy. Ho iniziato anni fa con Licia Troisi, e poi ne ho letto diversi (per carità non tantissimi). Tuttavia, dei tanti autori qui citati, ne ho letti veramente 3-4, per cui questa classifica mi può dare spunti interessanti… anche se… sto attualmente rileggendo La Valle degli Eroi di Stroud, e vederlo così in alto mi lascia veramente perplesso! È un romanzo carino, ma niente di più. Storia che offre spunti interessanti, ma tutto sommato abbastanza semplice, così come l’ambientazione. In più lo stile non mi pare eccelso, anche se potrebbe essere anche un problema di traduzione. Ho comunque comprato l’ebook del primo romanzo della trilogia di Bartimeus, approfittando del fatto che è in offerta (a proposito, non ritieni che spesso il prezzo degli ebook sia troppo elevato?).

    P.S. Conosci Brennan? La sua saga de La Guerra degli Elfi l’ho trovata molto godibile.

    • Ciao Antonio
      io parlo più spesso “della fantasy”, al femminile, e la mia testa sottintende la parola “narrativa”, ma ugualmente corretto è “il fantasy”, al maschile, se quella che lasciamo sottointesa è la parola “genere”.
      Le classifiche secondo me servono proprio a questo scopo: mettono in evidenza alcuni titoli, poi tu li guardi e decidi da solo cosa ti ispira di più. Io ho letto molti di quei libri perché leggo fantasy da oltre vent’anni, sono una lettrice molto veloce e in qualche caso proprio leggendo queste classifiche sono andata a cercare alcuni libri poco conosciuti. Un esempio? Alan Garner. In Italia è pubblicato da un piccolissimo editore, Filadelfia, tanto è vero che anche se i suoi libri sono stati pubblicati quando già lavoravo in libreria da anni io in negozio non li ho mai visti arrivare. Non sono stati mai ordinati come novità, e quindi nessun cliente ha avuto la possibilità di imbattersi in loro per caso e scoprire l’autore. Poi a Garner è stato assegnato un World Fantasy Award, io ho letto qualcosa su di lui per preparare l’articolo per FantasyMagazine e ho deciso di ordinare una copia di un suo libro per conoscere meglio l’autore. Sugli scaffali della libreria La pietra magica di Brisingamen non è mai passata, è andata direttamente dal magazzino alle mie mani, poi alla cassa del negozio e dopo la lettura si è fermata sulla mia libreria. Per scoprire questo libro bisogna leggerne i commenti su internet, altrimenti nessuno sa che esiste. Classifiche come questa sono un buon modo per segnalarlo.
      La valle degli eroi è il romanzo di Stroud che mi è piaciuto di più, ma io sono in minoranza. La trilogia di Bartimeus in generale è molto più apprezzata. Per me è un buon autore, divertente da leggere, ma non è uno degli autori fondamentali. Potrei non leggere più nulla di suo e non sarebbe un problema, di fatto non ho il minimo impulso a rileggere i suoi libri e io sono una forte rilettrice.
      Le classifiche vanno sempre prese con una certa cautela, i gusti sono davvero soggettivi. Ci sono libri che non mi piacciono che occupano posizioni alte di classifica, e se a volte riesco almeno a riconoscere a livello intellettuale che sono opere importanti per il genere non sempre questo è vero. E poi ci sono opere per me fondamentali che in classifica non compaiono neppure nelle posizioni basse. Io leggo la classifica, faccio qualche commento, a volte prendo spunti di lettura e a volte no, e proseguo per la mia strada senza preoccuparmi troppo, nessun libro piace a tutti e i gusti sono sempre molto soggettivi.
      L’ebook, rispetto al cartaceo, non ha le spese di stampa e commercializzazione e non comporta il rischio che dopo qualche mese l’editore si trovi sommerso dalle copie invendute resegli dalle varie librerie. Per il resto però le spese ci sono, diritti d’autore (che negli ebook in genere sono più alti che nel cartaceo), traduzione, revisione, realizzazione della copertina, una percentuale del prezzo che va al venditore (anche gli editori che vendono tramite il proprio sito vendono comunque più copie tramite i rivenditori come ibs o amazon, e i rivenditori vogliono il loro guadagno), tasse… Io sono ancora legata al cartaceo, la maggior parte degli ebook che ho comprato sono o testi esistenti solo in quel formato o ebook (comprati quando erano in offerta) di libri che possiedo già in cartaceo per poterne avere una copia con me anche quando vado in vacanza.
      Di Brennan ho letto solo il primo romanzo. Carino, lo consiglio ai lettori giovani, ma personalmente non mi ha coinvolta così tanto da vole r proseguire la lettura.

      • Antonio ha detto:

        Sono d’accordo. I gusti son gusti. Anche se, bisogna dirlo, esistono criteri OGGETTIVI per valutare un romanzo. Evidentemente non era nelle intenzioni degli autori essere oggettivi. Comunque, a me piacciono i fantasy scritti bene (e cioè con uno stile lineare, molto “mostrato”), che magari non si prendano troppo sul serio, e in cui, possibilmente, ci sia la magia. Per questo ho molto apprezzaro Brennan, e anche i due romanzi di Pratchett che ho letto. Sai consigliarmi qualcosa di simile?

        P.S. Devo assolutamente leggere qualcosa di Sanderson!

        • Certo che esistono criteri oggettivi, se un libro è sgrammaticato o la trama non sta in piedi non è un libro degno di questo nome. I gusti personali entrano in ballo – o dovrebbero entrare in ballo, perché vengono pubblicate un mucchio di schifezze e c’è pure gente che le apprezza – una volta che siano stati soddisfatti i primi requisiti.
          Gli autori di quella lista non avevano la minima intenzione di essere oggettivi, e lo hanno dichiarato esplicitamente. Hanno compilato una lista di quello che loro avevano letto e che gli era piaciuto. I libri che non ne fanno parte potrebbero non essergli piaciuti ma potrebbero anche non essere mai stati letti da nessuno dei membri di quella redazione.
          Di Pratchett ho letto un solo romanzo e mi ha confermato una volta di più che le opere umoristiche non fanno per me, il fatto che io apprezzi Stroud è un’eccezion, ma come ti ho già scritto mi piace ma non è fra i miei autori preferiti, anche se c’è gente che lo adora.
          Di Sanderson Le cronache della folgoluce sono straordinarie, ma all’inizio sono anche incasinate. E poi la storia non finisce, lo scrittore deve ancora pubblicare altri otto romanzi. Prova con Mistborn. L’ultimo impero.

      • Antonio ha detto:

        Ciao Martina! Scrivo di nuovo per dirti che ho comprato Mistborn in ebook (l’ho trovato sul Kindle Store a soli 1,99 € !) e il cartaceo del primo volume de La Ruota del Tempo (al 60% sul sito Mondadori). Non vedo l’ora di leggerli!
        Sempre in riferimento alla classifica, inoltre, sto leggendo Il ritratto di Dorian Gray. Non l’ho ancora finito, ma, per quanto mi stia piacendo, non mi ha folgorato. Io, comunque, non lo definirei un fantasy. E’ vero c’è l’elemento fantastico ma, per quanto fondamentale per la trama, non mi pare “preponderante”.

        • Fanucci fa spesso promozioni sui suoi ebook, io controllo regolarmente i siti – non Amazon perché per scelta non ho un Kindle – e quasi tutti gli ebook Fanucci che ho comprato li ho pagati 0,99 € o 1,99 €. È anche vero che molti ebook (vedi, per esempio, Sanderson o Jordan) li ho comprati avendo già la versione cartacea, e quando un libro già lo possiedi la voglia di spenderci ancora sopra dei soldi è limitata. Così però sono più semplici alcuni tipi di ricerche (non tutti, per certe cose mi trovo ancora meglio con la carta, io ho un buon ricordo della collocazione nella pagina – in alto, in basso, a destra o a sinistra – di elementi che mi hanno colpita particolarmente, così come ricordo il rapporto fra quante pagine avevo nella mano sinistra e quante nella mano destra) e posso portarmi i libri in vacanza per rileggerli quando mi pare o cercare un singolo brano se voglio scrivere un articolo che necessita di una ben precisa citazione.
          A me Il ritratto di Dorian Gray è piaciuto molto, ma l’apprezzamento di ogni singola opera è sempre soggettivo. Però quando arrivi alla fine ti rendi conto che l’elemento fantastico è fondamentale.

    • Antonio ha detto:

      Esatto… Purtroppo le case editrici pubblicano roba veramente brutta, contando sul fatto che è spesso quella che vende di più. In ogni caso ho finito la (ri)lettura de La Valle degli Eroi, e devo ricredermi: nell’ultimo terzo di libro, migliora molto. Anzi, a dire il vero mi è piaciuta anche la prima parte, è quella centrale che non ho gradito. In lista ora ho: Frankenstein, il primo di Bartimeus e poi aspetto qualche sconto nel Kindle store. xD Spero che la Fanucci ne faccia di buoni. Avrei da leggere anche la saga degli eredi di Shannara, ma non ne ho molta voglia al momento!

      • Mi sa che anch’io avevo apprezzato inizio e fine di La valle degli eroi più della parte centrale, ma ho letto il libro una sola volta al momento della sua pubblicazione. Quella di Frankenstein invece è una lettura parecchio vecchia, ma ricordo che il libro mi era piaciuto. Ogni tanto bisogna prendere qualche classico per vedere davvero com’è, sono troppi i libri che conosciamo per sentito dire invece che per lettura diretta.
        Se non è un libro per me fondamentale con Fanucci tendo ad aspettare anch’io, prima o poi gli sconti arrivano.
        La saga degli Eredi di Shannara mi era piaciuta durante la lettura, era coinvolgente, ma è stato anche con questi libri che ho deciso di smettere di leggere Brooks perché il divertimento era limitato al tempo della lettura e dopo non mi restava nulla.

  38. andrea ha detto:

    Ciao,
    volevo farti i complimenti per il blog.

    Intervengo però soprattutto per dirti di continuare con la saga Malazan.

    Un esperta di fantasy come te non può non aver letto tutto di Erikson e Esslemont (possibilmente in inglese viste le traduzioni indecenti), anche contro voglia.

    Anche io ho un esperienza ventennale di fantasy e la ritengo La saga fantasy per eccellenza.

    Specie dal terzo in poi raggiunge livelli mai visti (anche se già nel secondo la parte su La Catena dei Cani è da brividi epici di piacere), tanto per dire il 5, il 3, e il 6 sono sul podio dei miei migliori libri fantasy mai letti (Tolkien incluso).

    Ovvio sono paragonabili a testi universitari ( leggendo il quinto si fa un ripasso sulle critiche moderne al capitalismo) e da un punto di vista di scrittura e “spessore” dei contenuti l’antitesi rispetto a “Tigana” (ho visto che stravedi per Kay).

    Ormai trovo qualunque atro libro fantasy per “ragazzi” in confronto. Sanderson, Jordan, Martin, Mielville ecc. inclusi.

    • Ciao
      grazie per i complimenti, ma sulla saga di Malazan abbiamo opinioni diverse.
      Io non discuto la sua importanza o validità, ho notato che chi la ama la ama davvero, e si tratta sempre di lettori forti e maturi (lo si capisce dai commenti che fanno). Però io leggo e scrivo nel mio tempo libero e lo faccio per divertimento. Nessuno mi paga e non ho alcun tipo di obbligo. Se mi diverto vado avanti, altrimenti non ha senso buttare via il mio tempo, che è sempre troppo poco rispetto a tutte le cose che vorrei fare.
      A Erikson ho dato non una ma ben due possibilità, cosa che faccio molto di rado. Di solito se di un autore non mi piace il primo libro con lui ho chiuso, posso avere ripensamenti e provare di nuovo solo se ho la sensazione che sono stata io a non essere capace di entrare in sintonia con il libro, non se ho percepito problemi specifici nel libro.
      Mentre stavo leggendo I giardini della luna ho conosciuto l’uomo che poco più di un anno più tardi sarebbe diventato mio marito. Per questo non ho problemi a riconoscere che probabilmente la mia mente non era del tutto concentrata sulle pagine che stavo leggendo. Altri ricordi sono vaghi, tieni presente che stiamo parlando del 2004: la non comprensione della storia, l’appassionarmi finalmente a un personaggio intorno a pagina 200 solo per vederlo sparire definitivamente subito dopo, l’arrancare sul testo, fino alle ultime 50 pagine davvero esaltanti. 50 pagine esaltanti su un libro di 600? Un po’ poco per i miei gusti.
      Anni dopo ho letto La dimora fantasma, e ho capito meglio quale fosse il mio problema. Non mi piace lo stile di Erikson. Non dico che scriva male, solo che non piace a me. È come con i dolci: puoi mangiare la migliore torta preparata dal più bravo pasticcere del mondo ed esserne deliziato, ma se come me non ti piacciono i dolci l’idea di mangiare quella torta non sfiorerà nemmeno il tuo cervello a meno di essere digiuno da due giorni. Ma in quel caso non apprezzeresti la bontà, staresti solo placando i morsi della fame.
      Lo stile di Erikson non incontra i miei gusti, il che significa che per quasi altre 800 pagine mi sono annoiata, con solo un vago interesse per una delle trame. Un vago interesse. Troppo poco per pensare di andare avanti.
      Il terzo romanzo è epico? Buon per chi lo ama. Io non ho problemi ad accettare il fatto che autori che amo non piacciano a tutti o non vengano letti da tutti. Li consiglio, ma poi ciascuno fa quello che vuole. Allo stesso modo, sento i consigli su Erikson, e non solo da te, ma non sono interessata. Anche se rispetto l’autore, che ho incontrato nel 2011 ai Delos Days e che mi è sembrato una persona molto intelligente e disponibile. Semplicemente i suoi libri non fanno per me.
      Quanto a Esslemont, non ho neppure intenzione di provarlo. La lettura in inglese è impegnativa, e dedicare tutto il tempo e l’attenzione che sarebbero necessari a un autore che scrive storie ambientate in un mondo che non mi ha affascinata è un’altra di quelle cose che non mi attirano. La lettura contro voglia per me è qualcosa che non ha senso, e visto che i libri da leggere non solo non mi mancano ma anzi sono fin troppi preferisco orientarmi su altre cose.

  39. cloudscraper ha detto:

    Il primo romanzo de La Torre nera è stato scritto da un King 18enne ed in esperto.

    Ho letto più di metà dei libri della lista, e La Torre Nera per me resta inarrivabile.

    • Me lo hanno detto diverse persone, che mi hanno assicurato che dal secondo libro in poi la saga diventa straordinaria. Proprio per i commenti che ho ricevuto nel corso degli anni non escludo di poter riprendere la lettura da La chiamata dei tre, ma sono talmente tanti i libri che vorrei leggere che non so se e quando lo farò.

  40. marco ha detto:

    Ciao! Questo é il primo commento che scrivo anche se sono passato qui molte volte nell’ultimo periodo. Volevo ringraziarti per avermi fatto scoprire la ruota del tempo. Di questa saga avevo sentito parlare molto bene ma dopo essermi informato e aver scoperto che è formata da 14 libri, mi sono tirato indietro. Un po’ di tempo fa, decisi di leggere il tuo commento alla serie e mi hai definitivamente convinto. Come sono solito fare, se decido di iniziare una serie compro tutti i libri subito in modo da averli a portata di mano…per mia fortuna ho scoperto un bellissimo mondo, ora sono “solo” al quarto libro ma col passare delle pagine mi sento sempre più “legato” ai personaggi…forse anche perché mi ricorda un pò Martin, diversi punti di vista ogni capitolo. In questo modo capisco che il protagonista é la storia e non un solo personaggio, di conseguenza inizi ad avere delle preferenze ( per ora mi sta piacendo Perrin ed Elayne,anche se Rand romana il mio preferito).
    Come già detto prima di ringrazio per avermi fatto scoprire questo fantastico mondo e ti faccio i miei complimenti per il blog.
    Marco

    • Ciao Marco
      ti avevo risposto subito dopo aver letto il tuo messaggio, ma la mia risposta sembra essere svanita nel nulla. Sono contenta che ti piacciano il mio blog e La Ruota del Tempo, comunque con gli acquisti tu sei più coraggioso di me. A men che non sia una saga che già conosco ma che non possiedo ancora, io compro sempre i libri uno per volta, perché il rischio che una storia non ci piaccia, o ci stanchi dopo un certo numero di volumi, c’è sempre.
      In Jordan il vero protagonista secondo me è il mondo, anche se è vero che, essendo Rand il Drago, lui è più centrale rispetto agli altri. Ma non avrebbe alcuna speranza di successo se gli altri non facessero la loro parte. Aspetta un po’ a vedere cosa combina Mat, nel primo romanzo fa la fesseria di prendere il pugnale, e nel secondo è ancora legato a lui, ma con il tempo esce fuori alla grande.

      • marco ha detto:

        Grazie per la risposta! Comunque devo confessare che i primi due libri li avevo letto da amici…Solo dopo ho deciso di comprare per me i libri.
        …Anche stavolta devo dire che hai ragione,Mat si sta facendo interessante, vediamo dove va a finire. Poi come hai detto, la storia é il vero protagonista. Nel primo post avevo scritto chi mi piaceva di piú, ma andando avanti con la lettura capisco che è difficile se non impossibile decidere chi preferisco…troppi personaggi che meritano ma che con il passare dei libri cambiano, alcuni pochi e altri molto ( per esempio Egwene mi piaceva all’inizio, ora non so cosa pensare di lei).
        Vorrei farti una domanda personale, abbastanza stupida ma sono curioso. Dei 14 libri qualcuno ti ha colpito maggiormente? So che come risposta varia da persona a persona ma vorrei avere un idea.
        Ciao Marco

        • L’Occhio del Mondo, quel libro mi ha catturata fin da subito, dopo mi sono limitata ad andare avanti in quella che è un’unica storia. A me sono piaciuti anche nono e decimo volume, che molti trovano lenti e privi di avvenimenti significativi. Però gli avvenimenti non sono l’unica cosa che mi interessa, è bello anche lo sviluppo dei personaggi, e fino a quando sento che quello che leggo è qualcosa che servirà in futuro un po’ di calma mi sta bene.

  41. francesco ha detto:

    Ciao, ti volevo chiedere cosa mi consiglieresti come libro per un fantasy più maturo. Ho letto Tolkien, adoro Martin e leggo classici. Qualcosa che misceli diversi generi, con intrighi politici ed un protagonista non banale e stereotipato. Terry Brooks, Eragon, Troisi li ho provati ma sono noiosi, stereotipati e adatti ad un dodicenne a mio parere. Grazie

    • Ho mollato la saga di Shannara dopo Il primo re (li ho letti in ordine di pubblicazione, quindi per me era l’ottavo romanzo della saga, in più ho letto un’altra manciata di libri di Brooks) e Paolini e Troisi dopo il primo libro, quindi loro non sono nemmeno i miei autori preferiti.
      La Ruota del Tempo di Robert Jordan ha un inizio molto tolkieniano, il primo romanzo, L’Occhio del Mondo, ha tantissimi elementi in comune con Il signore degli anelli, ma è una scelta deliberata di Jordan che voleva dare al lettore una sensazione di familiarità prima di partire a fare tutt’altro. Gli elementi magici abbondano, ma non mancano, dopo un po’, intrighi politici, tradimenti, guerre, conflitti di cultura e personaggi che devono fare scelte difficili. La storia è lunghissima, ben 14 romanzi di cui il più breve è di 700 pagine.
      Le cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson sono un’altra saga straordinaria, ambientata in un mondo molto particolare e con un obiettivo finale non chiaro. C’è una guerra, ok, ma c’è la sensazione che sotto ci sia qualcosa di più e non si capisce cosa sia, i personaggi sono tanti (comunque meno che in Jordan) e gli intrighi non mancano. Però lo scrittore per ora ha pubblicato solo i primi due romanzi di una storia che ne prevede dieci. In alternativa è bella – anche se non tanto quanto Le cronache della Folgoluce – anche la trilogia di Mistborn.
      La rinascita di Shen Tai di Guy Gavriel Kay è un fantasy storico ambientato in una simil-Cina dell’epoca T’ang. Intrighi di corte e gelosie private si mescolano in modo molto pericoloso. Elementi magici quasi assenti. Il libro è autoconclusivo, come quasi tutte le storie di Kay. Se conosci l’inglese ti consiglio tutte le opere di Kay, in particolare Tigana e The Lions of Al-Rassan.
      Problema di tutte queste opere: sono pubblicate da Fanucci, che latita decisamente con le ristampe. Gli ebook sono disponibili, i volumi cartacei solo in parte, il che significa che se non leggi ebook o cerchi anche in biblioteca e fra i libri usati o non puoi leggere.
      Mi dicono che La caduta di Malazan di Steven Erikson sia straordinaria. Io ho letto i primi due e mi sono annoiata, ma è indubbio che il mondo sia complesso e che la visione dell’autore sia grandiosa. Chi ama i romanzi li ama davvero, reputandoli superiori a quelli di Martin. Anche se a me non è piaciuta è una saga che va considerata, non è detto che i nostri gusti coincidano su tutto.

      • francesco ha detto:

        Ti ringrazio molto, al momento penso proverò Kay di sicuro, l’inglese non è un grosso problema per quanto sia più faticoso e stancante, gli altri a tempo debito proverò. Complimenti con Brooks, io a metà del primo ho mollato per la sua banalità.

        • Anche per me l’inglese è più impegnativo, ma visto che alcuni dei libri che mi sono piaciuti di più li ho letti proprio in inglese è una fatica che faccio volentieri.
          Quando ho letto Brooks faticavo a trovare fantasy, gli editori pubblicavano ben poco. Infatti appena ho avuto una scelta sufficientemente ampia l’ho mollato. Con Paolini e Troisi non ho avuto lo stesso problema e mi sono fermata subito.

  42. Alessandro ha detto:

    Ciao Martina, complimenti per il blog, davvero interessante.
    Premesso che tra gli autori letti sinora quello che mi ha appassionato maggiormente è Martin, peccato solamente per l’estenuante lentezza nello scrivere, condivido molte delle tue impressioni, forse tranne quella riguardante la Saga di Terramare, che trovo sia scritta in modo eccelso.
    Mi ero ripromesso di intraprendere la lettura di due saghe di cui in molti parlano bene: Il libro Malazan dei caduti e La torre nera ed ho pertanto acquistato i primi volumi di entrambi.
    Ad oggi ho terminato la lettura del testo di Erikson e mi appresto ad iniziare il libro di King.
    Purtroppo, nonostante le aspettative fossero molto elevate, (quasi ovunque leggo giudizi entusiastici su Erikson), il libro non mi è piaciuto molto, l’ho trovato davvero difficile da seguire, non tanto per il numero di personaggi quanto per lo stile, in buona sostanza di tanto in tanto mi perdevo e di conseguenza mi sono un pò annoiato. Ora inizierò La Torre Nera in attesa dell’uscita di The winds of winter, sperando di non essere in pensione per allora…

    • Ciao
      ho letto la saga della Le Guin troppi anni fa, è un po’ che mi dico che dovrei rileggerla – fra l’altro le cose di Ursula che ho letto in tempi più recenti mi sono piaciute molto di più, quindi probabilmente io non ero ancora pronta a lei. Prima o poi la rileggerò, ma non so quando.
      In genere chi ama i romanzi di Erikson lo reputa lo scrittore più bravo in assoluto, ma ha uno stile molto particolare e molti – io compresa – non riescono a essere coinvolti dalle sue storie.
      Di King mi hanno detto di non lasciarsi scoraggiare dal primo libro – che a me non è piaciuto – perché dal secondo è molto più bello (ma in questo caso non posso esprimere un’opinione perché io mi sono fermata al primo libro).
      Per me che Martin è lento non è un problema, ho talmente tante altre cose da leggere che non ho fretta, però mi rendo conto di essere un’eccezione.

  43. Alessandro ha detto:

    Devo dire che anch’io dopo la fine del primo libro di King ho deciso di non proseguire oltre, decisamente non fa per me! Invece sto leggendo La Ruota del Tempo dopo aver letto le tue recensioni e mi sta piacendo moltissimo, non lo trovo affatto prolisso ed ha una struttura davvero solida, una piacevolissima scoperta… Il prossimo passo sarà La via dei Re, una paio d’anni fa ho letto la trilogia dei Mistborn e mi era piaciuto, non entuisiasmato ma piaciuto si, ed ora sono curioso di conoscere questa nuova saga sulla quale in molti esprimete giudizi più che positivi.

    • Probabilmente le persone che si sono lamentate di più per la prolissità di Jordan sono coloro che hanno dovuto aspettare la pubblicazione dei vari romanzi. Ci sono alcune sottotrame che nascono nel settimo libro, per esempio, e vengono risolte nell’undicesimo. Se hai in mano tutti i libri puoi risolvere il problema nell’arco di qualche mese (io solitamente a un Jordan dedico una decina di giorni, quindi sarebbero stati poco meno di due mesi), ma se devi aspettare dal 1996 al 2005 (versione inglese) o dal 2006 al 2010 (versione italiana) può non essere facile aspettare per avere la risoluzione a determinati problemi.

    • La classifica non l’ho fatta io, come ho scritto chiaramente all’inizio, e quindi non sono responsabile di assenze o, al contrario, di presenze ingiustificate. Però Dan Simmons, per quanto importante, è un autore di fantascienza, e questa è una classifica di fantasy. In questo caso sono perfettamente d’accordo con la sua esclusione.

  44. valentino ha detto:

    E’ bello vedere una discussione che dura da quasi 5 anni! Significa che stimola curiosità, e non è una cosa consueta.
    Vorrei segnalare un romanzo (non tanto come critica alla lista, quanto come mera annotazione). Si tratta di “Il serpente Ouroboros” di E.R.Eddison. Forse non è adattissimo a chi cerca un fantasy basato sulla magia e i colpi di scena, ma certamente adatto a chi ama la letteratura. Tolkien, anni dopo, scrisse che Eddison era secondo lui “il più grande scrittore di mondi inventati” che avesse mai letto. Essendo un romanzo degli anni ’20, ha anche un valore storico.
    Un’altra segnalazione che mi permetto di fare è “La spada spezzata” di Paul Anderson.
    C’è invece un commento che ho ritrovato ogni tanto nella discussione che mi lascia un po’ perplesso. Cosa c’entra se un romanzo è stato scritto 40 o 50 o 60 anni fa? Quasi avesse dei limiti perché non odierno. Sarebbe come dire che il teatro di oggi dovrebbe essere migliore di quello del passato, quando siamo tutti d’accordo che Shakespeare è insuperato e, forse, insuperabile. O che la letteratura del ‘900 sia migliore di Omero, dei tragici greci, di Cesare, di Firdusi, di Dante, di Milton, di Tolstoj o di Melville! Mi è sembrato un commento più simile a quelli che si fanno paragonando “film di cassetta”, ad esempio degli anni ’50 rispetto a quelli odierni.
    Lo dico non per fare un critica fine a se stessa, quanto per avvertire, se mi permettete, di non affossarsi troppo in modi che sono propri di chi si occupa solo di un “genere”, dimenticando che fa sempre parte della “letteratura”. O forse l’ho interpretato male, avendo scorso velocemente i post, dato che sono approdato solo ora qui. In questo caso chiedo venia.

    • In realtà la discussione è limitata a persone che si imbattono nell’articolo e lasciano il loro commento e a me che rispondo, raramente c’è un terzo commento che porta avanti la discussione. Questo è di gran lunga il mio articolo più letto, suppongo perché molti lettori dopo aver terminato un romanzo o una saga si chiedono cosa leggere dopo e vanno a caccia di informazioni su internet.
      La lista, ovviamente, è incompleta. Nessuna lista può citare tutte le opere, né tutte quelle che sono state fondamentali per il genere né quelle che sono più famose in questo momento, a meno di essere davvero lunga. In più chi l’ha compliata ha spiegato chiaramente che è soggettiva, legata a ciò che hanno letto i membri di una redazione e ai loro gusti personali.
      Io ho letto Il serpente Ouroboros diversi anni dopo aver scritto quest’articolo, e se a un livello di importanza storica l’ho apprezzato a livello di divertimento personale mi è piaciuto ben poco. Non rientra nei miei gusti, non mi piacciono i personaggi e non sopporto la conclusione che fa ripartire la storia dal principio e che rende vano tutto ciò che c’è stato fino a quel momento. Ok, stiamo parlando dell’Ouroboros, del tempo che torna su sé stesso, ma con una storia così l’agire non ha senso, e questo è qualcosa che io semplicemente non accetto.
      La spada spezzata invece è ancora fra i libri che dico che prima o poi leggerò.
      Per quanto riguarda l’età di un libro io la segnalo perché inevitabilmente il modo di scrivere, di impostare una storia, è cambiato. Non dico che è migliorato, è solo diverso. Facendo un esempio su un altro genere artistico, io amo la pittura del Medioevo, con tutte le sue goffagini e ingenuità, e non sopporto quella Barocca, anche se un artista barocco aveva le idee decisamente più chiare su prospettiva, anatomia e via dicendo. Sono stili diversi, ciascuno è libero di preferire quello che vuole.
      Non tutti apprezzano il modo di scrivere di qualche decennio fa, per questo secondo me può essere utile segnalare quando è stato scritto un libro, ma è un’indicazione di tipo storico e non di tipo qualitativo. In più notare che un libro è stato scritto parecchio tempo fa significa evidenziare il suo carattere innovativo. Io ho letto Eragon, ma l’ho letto quando già leggevo fantasy da una ventina d’anni. Per me quel romanzo, al di là di tutti gli altri limiti, è prevedibile e per nulla originale, ma se lo legge un quindicenne lo trova affascinante e pieno di sorprese. Se poi quello stesso ragazzo dovesse leggere opere che sono state scritte prima, ma che presentano la stessa struttura, troverebbe prevedibili queste opere. Fare mente locale su cosa è stato scritto prima e cosa dopo aiuta a dare il giusto credito ai vari autori.
      Ora scappo, le mie bimbe si stanno facendo inquiete…

  45. valentino ha detto:

    Certamente l’articolo ha una sua ragion d’essere nell’evoluzione delle letture, ma evidentemente è bravo anche chi ha saputo seguirne lo sviluppo rispondendo sempre e senza mai lesinare tempo e spazio ai commenti.
    Sul fatto di “storicizzare” un libro concordo perfettamente, solo che a volte sembra quasi che il fatto di essere recente sia un pregio, quando invece lo sarebbe solo se, come giustamente scrivi, non ripercorresse sentieri già battuti, e questo diventa sempre più raro e difficile, inevitabilmente.
    Sull’Ouroboros potremmo discuterne senza fine, ma quando qualcuno dice “per il mio gusto…” toglie ogni possibilità di commento. Si sa, il gusto è personale. Potrei dire che invece il ciclo dell’eterno ritorno ha illuminato il finale del romanzo dandogli un valore assoluto, invece che mantenerlo sul piano di una semplice opera di fantasia senza altro scopo che divertire (o annoiare) il lettore… per me!, e così si ricomincerebbe all’infinito (oddio, un altro Ouroboros non me lo perdoneresti mai!!).
    Per fortuna, però, il valore di un’opera d’arte (letteraria e non) non dipende solo dai gusti, altrimenti saremmo fritti. E, letterariamente parlando, me lo concederai, non vedo molte opere di fantasy che possano nemmeno avvicinarsi al livello di quel romanzo.
    Scusate… a volte si scivola invece nel puro piacere della discussione fine a se stessa…
    Quando leggerai La spada spezzata scrivici qualcosa sopra (garantisco che ha un ritmo diverso dall’Ouroboros e un sapore di saga nordica con l’adrenalina del romanzo moderno, anche se letterariamente inferiore). E’ un altro titolo che dispiace vedere così poco citato dagli appassionati di fantasy solo perché, credo, appunto poco citato e quindi letto ormai da un numero limitato di persone.

    • Se qualcuno decide di scrivermi è perché ha qualcosa da dirmi, perciò mi sembra giusto rispondergli. Riesco a farlo perché il blog mi segnala ogni nuovo commento, in caso contrario non potrei stare dietro alle discussioni.
      Sui gusti non discuto mai nemmeno io, posso provare a consigliare un libro o un autore che a me è piaciuto ma non posso imporre il divertimento. Al massimo con la riflessione si può arrivare a un apprezzamento intellettuale, che è comunque ben diverso dall’essere lì con in fiato sospeso per la sorte dei personaggi.
      Da un certo punto il concetto di Ouroboros mi affascina, la fine infinita dell’Infanta Imperatrice in La storia infinita, l’inizio di L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera (altro libro che dovrei proprio rileggere), la circolarità della Ruota di Robert Jordan… però in Robert Jordan anche se Rand al’Thor è Lews Therin Telamon rinato fra i due ci sono delle differenze, tanto è vero che compiono azioni diverse. Quello che non sopporto è una ripetizione perfettamente identica, con anche gli stessi personaggi, cosa che a mio parere rende vano tutto ciò che è stato compiuto in quel momento e che sarà ancora compiuto in futuro. Una storia deve avere un inizio, uno svolgimento e una fine, e più che un circolo apprezzo una spirale, con un ritorno negli stessi luoghi ma lievemente di lato.
      Eddison aveva una fantasia notevole, il romanzo è grandioso, semplicemente non incontra i miei gusti e non ne condivido la conclusione.
      La mia intenzione è, man mano, di leggere almeno un’opera di tutti i principali autori che hanno contribuito a rendere il genere così come lo conosciamo, perché non possiamo dire di conoscere davvero qualcosa se non sappiamo nulla della sua origine, e prima o poi leggerò anche La spada spezzata. Quanto al valore, quello è al di là delle epoche, anche se a volte opere moderne sono più facilmente fruibili di opere più antiche. Amo Il signore degli anelli, e non mi pare sa stato scritto in questo secolo. Però mi rendo conto anche che chi è abituato alle opere che partono in media res si può un po’ stufare a leggere della festa di compleanno di Bilbo. Passando a un’altra autrice, io amo i romanzi di Marion Zimmer Bradley degli anni ’70-80, mentre non mi piacciono né quelli che ha scritto prima, troppo immaturi, né quelli che ha scritto dopo, incentrati su cose che non mi interessano, e mi sono resa conto di questa distinzione cronologica a posteriori. A un certo punto mi sono fatta una bibliografia delle sue opere e ho notato dove andavano i miei gusti.
      Questo almeno è il mio comportamento. Vedo troppe persone con i paraocchi, che reputano straordinario quel che piace a loro e basta e che per il giudizio si basano su cose secondarie come, per esempio, la data di pubblicazione o la nazionalità dell’autore. I miei commenti spesso sono indirizzati a superare queste cose e a cercare di apprezzare le opere per quello che sono. Non dico di riuscirci sempre, anch’io sono influenzata dai miei gusti e dalle mie idee, ma faccio comunque del mio meglio.

  46. Alessandro ha detto:

    Scusate se mi permetto di fare qualche appunto ma in una lista Fantasy come si deve non ci si può assolutamente dimenticare di Terry Goodkind e la sua saga “La Spada della Verità”! Capisco che potrebbe spaventare la mole della saga (ogni libro è lungo quasi quanto tutto “il signore degli anelli” e ce ne sono ben 15 più 2 “prequel” e uno che si scosta un pochino dal puro fantasy ma che è davvero straordinario (la legge dei nove).
    Fino al terzo capitolo il racconto è autoconclusivo, poi si spazia in una sorta di fantasy sociologico che a mio parere eguaglia i grandi nomi del classico come Tolkien!
    L’unica pecca forse è quell’orriblilmente “povera” serie tv in stile Xena che hanno provato a pubblicare (e io penso che se avessero speso anche solo la metà dei soldi di produzione del trono di spade sarebbe stato un lavoro egregio).

    Seconda piccola nota: …e la saga di David Eddings “I Belgariad e i Mallorean” non ce la vogliamo mettere? non voglio dilungarmi troppo ma anche Eddings, altre che scrivere in maniera fluida e molto discorsiva, ha steso una gran bella storia di un mondo che lascia molto spazio alla nostra fantasia e che secondo me lascia il lettore sempre soddisfatto!

    • Di esclusioni importanti in questa lista ce ne sono parecchie. Anche se 100 posti sembrano tanti, se si spazia a comprendere tutta la narrativa fantasy (Il ritratto di Dorian Gray, tanto per dirne uno, è della fine del XIX secolo) non sono sufficienti.
      Non ho compilato io la classifica, mi sono limitata a ripubblicarla inserendo le mie opinioni sui libri che ho letto, però anche se Goodkind è molto apprezzato – e lo è senza dubbio visto quanto vende – nessun autore può piacere a tutti, perciò se la classifica non è fatta su criteri oggettivi come possono essere i dati di vendita ma su criteri soggettivi quali il gradimento personale che spinge ciascuno di noi a dire “il tal libro è più bello di quell’altro”, qualsiasi autore può rimanerne escluso.
      E l’esclusione può non essere dovuta solo alla mole della saga, che spaventerebbe i lettori. Alcuni lettori si fanno spaventare da quella lunghezza, ma per molti appassionati di fantasy la lunghezza non è un problema, altrimenti gli autori non scriverebbero saghe così lunghe. Io ho letto più volte – in effetti la sto rileggendo anche in questo periodo – La Ruota del Tempo di Robert Jordan, e stiamo parlando di una saga in 14 volumi di lunghezza compresa fra le 700 e le 1100 pagine più un prequel. Con Goodkind mi sono divertita leggendo i primi due romanzi, anche se non mi sembravano particolarmente originali, e poi ho arrancato sempre più stancamente fino al settimo, quando ho deciso di smettere di buttare via il mio tempo con un autore che non aveva più nulla da darmi. A te piace? Va bene, ma non è detto che i tuoi gusti coincidano con i miei, o con quelli di chi ha compilato la classifica. Sicuramente a me, come ai compilatori della classifica, piacciono libri che tu trovi terribili. Queste liste sono soggettive, e hanno senso solo come suggerimenti per provare a leggere opere che ancora non si conoscono.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...