L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan secondo Brandon Sanderson

Mat sulla copertina dell'ebook di L'ascesa dell'ombra

L’ascesa dell’Ombra è il quarto romanzo della Ruota del Tempo, quello in cui Robert Jordan fa diventare il mondo il protagonista più importante. Nei volumi precedenti quella che aveva agito era una Compagnia, anche se a volte i suoi membri erano molto lontani fra loro. Con questo volume i personaggi si separano, ciascuno impegnato nella sua importante e difficile missione, e in alcuni casi non si rivedranno più per moltissimo tempo. Non solo, i cambiamenti sono enormi.

Nel Drago rinato Rand ha accettato il suo ruolo. Qui prende in mano il suo destino, anche contrastando il volere di Moiraine, e diventa il leader che è destinato a essere. Non più solo un ragazzo in fuga, disperatamente impegnato a sopravvivere, ma la figura più nota di quel continente che i lettori americani hanno soprannominato Randland.

Egwene, spacciandosi per ciò che non è, inizia a fare le prove per mutare definitivamente il proprio ruolo. Perrin ci riporta nei Fiumi Gemelli, mentre Mat inizia a farsi conoscere per il personaggio carismatico che è davvero. In L’occhio del Mondo, e anche nella Grande caccia, era oppresso dalla maledizione del pugnale di Shadar Logoth, e quindi lo si era visto ben poco, soprattutto lo si era visto quando non era veramente lui. Nel Drago rinato già le cose andavano meglio, ma qui, con il suo varcare la soglia del Ter’angreal, il giovane inizia a forgiare il proprio destino. E che destino! Chi ha letto anche gli altri romanzi conosce la sua irriverenza, il suo coraggio, la sua fortuna, la sua abilità, la sua sfacciataggine, e tutte le altre caratteristiche che lo hanno reso il personaggio più amato della saga.

Ma quanti si sono accorti del suo legame con il dio nordico Odino? Odino è stato impiccato a Yggdrasil per avere in dono la conoscenza, e al suo fianco vi sono sempre i due corvi pensiero e memoria. E quali sono le parole scritte sull’assharandei, la strana arma marchiata dai corvi che Mat inizierà a portare sempre con sé? Guarda caso pensiero e memoria. Dell’altra caratteristica comune fra Mat e Odino in Italia si sa ancora ben poco, visto che se ne parla in Towers of Midnight. Intanto la copertina del quarto ebook è dedicata a lui.

 

Per quanto riguarda Brandon Sanderson, anche se L’ascesa dell’Ombra è un libro dalle notevoli dimensioni la presenza di un gran numero di personaggi non glie lo ha mai fatto sentire davvero lungo.

Anche lui ha sentito le lamentele di alcuni fan circa il numero di personaggi presenti nell’intera serie, ma è proprio questo, a suo giudizio, l’elemento che la fa funzionare tanto bene. Solo un gran numero di personaggi, e di numerosi fili della trama, possono giustificare un’opera di 400.000 parole.

Questi romanzi sono straordinari perché, qualunque sia il punto di vista del momento, Jordan era in grado di renderlo vivo e reale, e di fornirgli delle motivazioni razionali, anche se a volte diaboliche.

La parte più è piaciuta a Sanderson è quella in cui Rand rivive la storia degli Aiel e dei Tuatha’an.

Queste scene ambientate nel passato sono straordinarie. Noi non abbiamo mai incontrato prima questa gente, ma le loro vicende sono interessanti da leggere tanto quanto quelle dei personaggi principali.

È questo il salto che i lettori devono compiere per apprezzare davvero la serie. Non possono essere così attaccati a Rand, Mat, Egwene e Perrin da non voler conoscere le straordinarie caratterizzazioni degli altri popoli che abitano il Mondo.

Coloro che non riescono a fare questo salto tendono a lamentarsi che la storia si sia persa per strada, e non abbia più una direzione precisa. Ma chi riesce a farlo si trova in una storia infinitamente più complessa e profonda rispetta a qualsiasi altro fantasy, legato invece a strutture e caratterizzazioni molto più tradizionali.

 

Un commento con il senno di poi: lo scorso novembre Sanderson ha pubblicato Towers of Midnight che, oltre a contenere un importante legame fra Mat e Odino (no, niente lezioncine noiose ma una trama di pura adrenalina) riporta un personaggio nel Rhuidean. All’inizio gli interrogativi su questa scena sono molti, ma quando se ne comprende lo scopo vengono i brividi. E il parallelismo con la scena di questo romanzo non potrebbe essere migliore.

 

La seconda parte preferita da Sanderson è legata a Perrin e Faile. A suo giudizio il fatto che quest’ultima non sia molto amata dai lettori dipende dal non averla capita.

All’inizio lei è davvero noiosa, infantile e petulante, ma questo significa che ha maggiori possibilità di crescita. E cresce davvero.

In un primo momento lei e Perrin sono protagonisti di una relazione molto immatura, ma prima della fine entrambi sono cambiati. Perrin ha imparato a essere un leader, mentre Faile ha imparato a lavorare con lui, invece di limitarsi a cercare di imporsi con la forza per restare al suo fianco. Questa — a suo giudizio — è una lezione molto importante per una nobildonna, e soprattutto una che doveva essere imparata.

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