Incipit: Mistborn. L’ultimo impero di Brandon Sanderson

La cenere cadeva dal cielo.”

Lo scrittore che detestava essere prolisso è, anche se qualcuno potrebbe stentare a crederlo, Robert Jordan. Una volta un intervistatore gli ha chiesto di spiegare con sei parole quale sia il tema della Ruota del Tempo, e lui ha risposto usando solo cinque parole, aggiungendo poi che detesta essere prolisso.

Parlo di Jordan, e mi viene in mente Brandon Sanderson. Da quando Harriet McDougal lo ha indicato come colui che avrebbe proseguito la saga rimasta incompiuta alla morte del marito, i due nomi nella mia mente sono abbastanza indissolubili.

Prima non lo avevo mai sentito nominare, poi ho letto un commento di Patrick St. Dennis sul suo blog, nel quale Pat si interrogava sulla validità della scelta.

Dopo aver letto Mistborn. L’ultimo impero, romanzo dal quale proviene questa riga, ero propensa a dare ragione ad Harriet. La buona impressione era stata confermata dai vari messaggi postati da Brandon sul blog, nei quali raccontava cosa aveva significato per lui l’opera di Jordan, rileggeva i vari romanzi e spiegava il suo metodo di lavoro. Ora, dopo aver letto tanto Presagi di tempesta quanto Towers of Midnight, non posso che dar ragione ad Harriet.

Sanderson è un ottimo scrittore, uno dei migliori che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. E il suo modo di avvicinarsi alla Ruota del Tempo mi sembra quello giusto. A parte un paio di dubbi, il lavoro da lui svolto è eccellente. E la cenere cade dal cielo.

Cinque parole, e il soggetto è un oggetto inanimato, ma questa frase mi piace molto. Brandon ha raccontato di aver voluto ribaltare il cliché più classico, quello di una guerra vinta qualche millennio prima contro il cattivo di turno, che però sta per tornare più potente che mai. In questo caso è il cattivo ad aver vinto, la gran parte dell’umanità è schiavizzata e la cenere cade dal cielo.

In realtà dietro c’è un grande mistero, ma lo si scoprirà solo alla fine. L’immagine di cupa desolazione è tratteggiata molto bene, e tutta la storia, con i suoi molteplici problemi, è originale, ben scritta e affascinante.

Ogni capitolo si apre con una citazione da un libro ben preciso, ma anche in questo caso la sua identità e la sua funzione verranno rivelati più avanti.

Talvolta mi preoccupa il fatto che potrei non essere il campione che tutti credono.

I filosofi mi assicurano che questo è il momento, che i segnali sono inequivocabili. Ma ancora mi domando se non abbiano individuato l’uomo sbagliato.”

Un eroe riluttante è un altro cliché, ma anche in questo caso le frasi verranno ribaltate in un modo imprevisto e imprevedibile. Bravo, Brandon! “La cenere cadeva dal cielo” è l’inizio dia del prologo (citazione esclusa) che del primo capitolo, ma i due punti di vista e le due situazioni presentate sono ben diversi. Bel contrasto, e ottimo libro. A breve conto di leggere Mistborn. Il campione delle Ere, e se la storia mantiene il livello che ha avuto fin qui sarà davvero un’ottima lettura.

E ora un nuovo incipit:

La porta del mio ufficio si aprì scivolando.

– Salve – dissi, alzandomi dalla sedia. – Lei dev’essere la mia cliente delle nove, vero?

Lo dissi con il tono di chi aspetta un cliente anche alle dieci e uno alle undici, ma non era così. L’intera economia marziana era in contrazione e, anche se ero l’unico investigatore privato su Marte, questo era il primo nuovo caso dopo settimane.”

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