Se questo non è un incipit…

Trilogia della Fondazione

Si chiamava Gaal Dornick ed era un semplice ragazzo di campagna che non aveva mai visto prima d’allora Trantor. Cioè, non l’aveva vista di persona. Ne conosceva però il panorama per averlo visto sullo schermo dell’ipervideo e sugli enormi trasmettitori tridimensionali quando diffondevano le notizie dell’Incoronazione Imperiale o dell’apertura del Consiglio Galattico. Pur essendo vissuto sempre nel mondo di Sinnax, che ruotava intorno a una stella ai margini della Corrente Azzurra, il ragazzo non era affatto tagliato fuori dalla civiltà. A quel tempo, nessuno nella Galassia lo era.”

Avevo quindici anni quando ho letto per la prima volta queste parole. Ora ne ho quarantuno, quindi a rileggerle c’è anche un certo effetto nostalgia per gli anni che furono, ma non amo questo romanzo, o meglio questa trilogia, solo perché quando l’ho letta la prima volta ero parecchio più giovane.
Con queste parole inizia Cronache della Galassia di Isaac Asimov. Sì, prima c’è un estratto dall’Enciclopedia Galattica contenente l’inizio della biografia di Hari Seldon, ma l’Enciclopedia Galattica è, appunto, un’enciclopedia, anche se sono note solo pochissime voci. I personaggi iniziano ad agire qui, con il giovane Gaal Dornick che arriva su Trantor e finisce improvvisamente coinvolto in qualcosa più grande di lui.
Pochi giorni prima, con Le correnti dello spazio, avevo scoperto la fantascienza. Mio fratello maggiore adorava Asimov e così un giorno per curiosità ho provato anch’io a leggere uno dei suoi romanzi. Non ho scoperto solo un autore ma un intero genere. La fantasy sarebbe arrivata solo tre anni più tardi,con Lo Hobbit, perciò Asimov è stato praticamente il primo scrittore importante della mia vita da adulta. Certo, a quindici anni si è ancora adolescenti, ma il fascino della trilogia ai miei occhi non è minimamente diminuito.
Ho scritto trilogia, e non a caso. La saga è nata nella mente del suo autore nel 1941, nel corso di un viaggio in metropolitana che Asimov stava compiendo per recarsi dal suo editore più importante, John Campbell Jr.

Volevo scrivere un altro racconto di storia ambientata nel futuro” ha affermato Isaac in un volume ormai introvabile, Asimov Story, “Di conseguenza, accennai a Campbell l’intenzione di scrivere una novella che avesse come sfondo la lenta caduta dell’impero Galattico (qualcosa che intendevo modellare apertamente sulla caduta dell’Impero Romano).
Campbell si entusiasmò. Passammo due ore a discuterne e, alla fine della seduta, avevamo deciso che non si sarebbe trattato di una novella ma di una serie indefinitamente lunga di racconti tutti imperniati sulla caduta del Primo Impero Galattico e la nascita del Secondo.
L’8 settembre 1941, sottoposi a Campbell il primo racconto della serie, che venne accettato il giorno quindici. Uscì su Astounding, nel numero del maggio 1942.
Negli otto anni successivi, avrei scritto altre sette storie di quella che finì per essere chiamata la serie Foundation (Cronache della Galassia), e queste venero alla fine raccolte in tre volumi: Cronache della Galassia, Il crollo della Galassia Centrale e L’altra faccia della spirale, collettivamente denominati Trilogia galattica.
Di tutti i miei libri di fantascienza, sono quelli che hanno avuto maggiore successo. Pubblicati per la prima volta rispettivamente nel 1951, 1952 e 1953, da allora sono sempre stati ristampati in edizione rilegata, nonostante la loro comparsa in numerose edizioni tascabili. Nel ’66, al 24° Convegno Mondiale di Fantascienza, a Cleveland, la serie Foundation ricevette un Hugo (l’equivalente dell’Oscar, per la fantascienza) come Serie Migliore Assoluta
.” Pag. 394

Sono parole del 1972, quando Asimov ha curato un’antologia comprendente racconti appartenenti a buona parte della sua carriera, compresi alcuni testi decisamente ingenui del suo periodo d’esordio. E siccome Isaac ha sempre amato parlare, i racconti sono intervallati da divertenti brani autobiografici che ne raccontano la genesi e spiegano cosa abbiano significato nella vita del loro autore.
Nel 1982 Asimov ha pubblicato un quarto volume ambientato nel mondo della Fondazione, L’orlo della Fondazione. Un quinto romanzo, Fondazione e Terra, è arrivato nel 1986. Fondazione e Terra inizia esattamente là dove era finito L’orlo della Fondazione, mentre in precedenza fra i vari testi c’era sempre stato un intervallo di parecchi anni se non di un’intera generazione, e ne rimette in discussione l’esito. Il protagonista dei due volumi si chiede se la sua scelta alla fine dell’Orlo sia stata giusta, e parte per una nuova avventura alla ricerca di qualcosa che possa confermare o smentire ciò che ha appena fatto.
Per me questi romanzi non esistono. Li ho letti una volta, e mi sono pure divertita, ma non mi è piaciuta la loro conclusione. Non mi trovano d’accordo, e così nella mia testa Fondazione si conclude con Arcady Darell e la sua grande storia. Con una memorabile ultima frase che mi ha lasciata letteralmente senza parole.
Sì, nel 1988 e nel 1993 sono arrivati Preludio alla Fondazione e Fondazione anno zero, che collegano il mondo della Fondazione con quello di Elijah Baley e R. Daneel Olivaw di Abissi d’acciaio, Il sole nudo, I robot dell’Alba e I robot e l’impero, tutti belli, tutti divertenti e coinvolgenti, ma per me la storia della Galassia è quella della trilogia degli anni ’40-’50.

Giusto per semplificare le cose ai lettori la casa editrice ha pubblicato i libri in modi diversi, e con diversi titoli. Esistono i vari volumi singoli, Cronache della Galassia, Il crollo della Galassia centrale, L’altra faccia della spirale, L’orlo della Fondazione e Fondazione e Terra. Esiste una racconta intitolata Il ciclo delle Fondazioni, che è il volume che possiedo io, anche se quando lo rileggo mi fermo alla terza parte. Al suo interno si trovano Cronache della Galassia, Il crollo della Galassia centrale, L’altra faccia della spirale e L’orlo della Fondazione, solo che i primi tre volumi mantengono i titoli originali inglesi e si chiamano Prima fondazione, Fondazione e Impero e Seconda Fondazione, e infine Trilogia della Fondazione, che comprende solo la trilogia originaria.

E ora un nuovo incipit, con parole che mi hanno folgorata fin dal primo istante che le ho lette.

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.”

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