L’inverno sta arrivando…

A Dance with Dragons

…e sarà molto lungo. Due le date ufficiali note per il suo arrivo: il 17 aprile su HBO, quando inizierà la trasmissione della miniserie televisiva in dieci puntate Game of Thrones, tratta dal primo romanzo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin, e il 12 luglio, quando A Dance with Dragons, quinto volume della saga, giungerà nelle librerie americane e inglesi. Per l’Italia è ipotizzabile un arrivo prima di Natale.

HBO continua a rilasciare nuovi, affascinanti video per una saga che ancora non sappiamo se riusciremo a vedere. Bulgaria e Macedonia hanno una data ufficiale di inizio della trasmissione, Belize, Paraguay e Suriname sono quasi certi di poter iniziare a vedere gli episodi intorno al mese di maggio, e da noi ancora non c’è una rete che abbia comunicato di aver acquistato i diritti. Certo, non siamo i soli, anche Olanda e Portogallo sono nella nostra stessa barca, ma fa comunque effetto leggere i nomi di alcuni Paesi che sembrano più interessati di noi a quello che negli Stati Uniti potrebbe essere l’evento televisivo della stagione.

Per quanto riguarda la traduzione di Dance in italiano non sto riportando un’informazione ufficiale ma solo una mia ipotesi. Martin ha scritto chiaramente “Publication dates in other countries will, of course, be dependent on the speed of the translations. Which cannot begin until I turn in the final manuscript”, cioè “La data di pubblicazione negli altri Paesi, naturalmente, dipenderà dalla rapidità della traduzione. Che non potrà iniziare finché io non consegnerò la versione definitiva del manoscritto”.
Che Martin dovesse sistemare ancora qualcosa lo aveva già detto, lui comunque è sicuro che la data di pubblicazione non slitterà, quindi deve trattarsi solo di piccoli dettagli. La frase che riporto indica comunque un dato certo: tutti gli editori avranno in mano il manoscritto contemporaneamente.
Ogni scrittore è libero di scegliere come comportarsi. Qualcuno, tipo J.K. Rowling, per paura di fughe di notizie non consegna il testo a nessuno, perciò i suoi traduttori possono mettersi al lavoro solo dalla data di pubblicazione in inglese, perché è in quel momento che ricevono il testo. Altri consegnano il volume contemporaneamente a tutti, e ogni editore sceglie quando pubblicare il volume. Ci sono già stati romanzi usciti prima in traduzione che nella lingua originale, e in giugno, per esempio, è prevista la pubblicazione di Passion, terzo libro di Lauren Kate dopo Fallen e Torment, contemporaneamente in italiano e in inglese.
E se anche Sergio Altieri, traduttore storico di Martin, in questo periodo dovesse avere altri impegni – ricordiamo, fra l’altro, che Altieri è a sua volta romanziere e che firma le sue opere come Alan D. Altieri – dal Dominio della regina in poi al suo fianco ha lavorato Michela Benuzzi, che potrebbe quindi svolgere gran parte del lavoro e poi confrontarsi con il collega.
Il trimestre che precede Natale è il periodo più importante per gli editori e Martin vende molto bene anche in Italia, quindi per Mondadori potrebbe essere importante pubblicare un suo volume proprio in quel periodo.
Un’altra ipotesi che mi sento di fare è quella sulla probabile divisione del romanzo in tre parti. A Game of Thrones, A Clash of Kings e A Feast for Crows sono stati tutti suddivisi in due volumi, una divisione a tre è toccata solo ad A Storm of Swords, l’opera più lunga. Se mettiamo assieme i numeri di pagine italiane (contando gli appendici dedicati ai re, alle loro corti e alle nobili case una sola volta) vediamo che il primo romanzo (Il trono di spade e Il grande inverno) comprende 863 pagine, il quarto (Il dominio della regina e L’ombra della profezia) 888 pagine, il secondo (Il regno dei lupi e La regina dei draghi) 993 pagine e il terzo (Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre) ben 1282 pagine. E di solito le traduzioni sono un po’ più lunghe rispetto alle versioni originali. Sapendo che il manoscritto non ancora ultimato di A Dance with Dragons supera di trenta pagine quello di A Storm of Sword, quante probabilità ci sono che in Italia vedremo solo due volumi?
Per il momento vi lascio con l’adattamento di un articolo un po’ delirante che ho pubblicato qualche giorno fa su FantasyMagazine.

Winter is coming. Siamo in marzo, e tutti ci aspetteremmo che le temperature si alzino. Allora da dove viene quel vento che soffia sempre più insistente? Un vento gelido, come gelide sono le figure silenziose e candide che si muovono dentro la neve. I loro occhi però sono azzurri, e capaci di ustionare come il morso del ghiaccio. Dove sono finite le rassicurazioni che avevo ricevuto in passato? Che fine ha fatto l’augurio “May your winters be short”, “possano i tuoi inverni essere brevi”, vergato nel novembre del 2005 dallo zio George in persona sulla mia copia del Trono di spade?
In quegli stessi giorni, nell’ultima pagina di A Feast for Crows, lo scrittore americano aveva assicurato che Tyrion, Jon, Dany, Stannis e Melisandre, Davos Seaworth e tutti gli altri personaggi che amiamo, o odiamo, sarebbero arrivati l’anno successivo in A Dance with Dragons, incentrato sulla Barriera e sulle terre lontane al di là del mare. Questa, almeno, era la sua ardente speranza, spazzata via da nodi di Meereen annodati troppo stretti anche per tutti gli Alessandro Magno o membri della Casa Targeryen della situazione, coinvolti nel (vano?) tentativo di snodarli. Niente colpi di spade come sul Nodo di Gordio stavolta, anche se forse un buon fuoco di drago avrebbe potuto essere utile. Per sapere come il problema è stato risolto non rimane che attendere il prossimo 12 luglio, quando il romanzo vedrà la luce in lingua inglese.
Per l’italiano vedremo, anche se c’è da aspettarsi il solito spezzatino condito in salsa di drago e metalupo. Le dimensioni del volume sono paragonabili a quelle di A Storm of Swords, terzo romanzo della serie, da noi diventato Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre. Tutto questo con l’aggravante dell’evidente presa in giro di noi lettori di fantasy da parte della casa editrice Mondadori, cioè lo stesso editore che nel 2010 ha pubblicato in un unico volume New York di Edward Rutherfurd (984 pagine), nel 2008 Storia di Neve di Mauro Corona (817 pagine) e nel 2007 Mondo senza fine di Ken Follett (1367 pagine!). A ulteriore conferma che le difficoltà tecniche nel rilegare un volume di tali dimensioni sono, se non inesistenti quantomeno gestibili, nei prossimi mesi la casa editrice di Segrate farà arrivare nelle nostre librerie un volumone di circa 1200 pagine intitolato Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Raccolta completa volume 1. Al suo interno troveranno posto sia A Game of Thrones che A Clash of Kings, da noi noti rispettivamente come Il trono di spade e Il grande inverno il primo e Il regno dei lupi e La regina dei draghi il secondo. Insomma, in Italia prima abbiamo assistito alla magica trasformazione di due romanzi in quattro volumi e ora dobbiamo aspettarci l’operazione inversa con le stesse opere che, forse per non sentire troppo freddo, si fanno vicine vicine e trovano spazio in un unico tomo. In fondo si sa, l’unione fa la forza, e una full immersion nei Sette Regni è un bel battesimo per i neofiti che ancora non sanno cosa li aspetta.
A proposito di draghi che ciascuno tenga stretto il suo, potrebbe essere l’unico modo per superare indenni il prossimo inverno. La prima ventata di gelo, e sarà di quelle taglienti, è prevista per il 17 aprile, quando HBO inizierà a trasmettere la miniserie televisiva Game of Thrones. E giusto per elettrizzare ancora di più i pochi fan di Martin — nel mondo la saga ha venduto oltre 7 milioni di copie — il canale statunitense continua a diffondere filmati. Acuni sono una carrellata su ciò che vedremo, altri si concentrano su una nubile casa, tutti sono altamente affascinanti.

La Barriera

Al di là di tutto il resto, l’avete guardata bene quella parete di ghiaccio? Martin non scherzava quando ha detto che la Barriera è enorme. Sembra non finire mai, fa venire freddo solo a guardarla. E noi dovremmo avventurarci oltre quel muro gelido? Lo sappiamo, vero, cosa si nasconde lì? Come ha detto George, se si costruisce un’opere del genere è per non far entrare a casa propria chi c’è dall’altra parte. Ok, queste non sono le parole esatte ma il senso sì. E noi, ovviamente, saremo tanto folli da andare a vedere chi c’è oltre la Barriera, ma siamo più folli noi o il re sul Trono di spade che sembra essersi dimenticato di avere nel suo regno una costruzione che fa apparire piccola la Grande Muraglia? Molte scene del video le avevamo già viste, altre sono del tutto nuove. E, come ci ricorda Ditocorto, la diffidenza può essere la migliore arma per sopravvivere. Una cosa però dobbiamo sempre ricordare. Come dice Jeor Mormont, lord comandante dei Guardiani della notte, “Quando i morti vengono a camminare nel buio, credi davvero che abbia importanza che siede sul Trono di Spade?”.
L’inverno sta arrivando, e sarà pieno di cose oscure e pericolose. Per la sua fine bisognerà aspettare The Winds of Winter e A Dream of Spring. Alcuni capitoli di Winds sono già pronti, preparati per A Dance with Dragons e successivamente spostati nel volume seguente, ma per chi spera in un’attesa breve ricordo che anche Dance sembrava quasi ultimato al momento della pubblicazione di A Feast for Crows. Ora però finalmente l’attesa fa un po’ meno paura.

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