
Sabato scorso ho pubblicato alcune righe di un libro:
“La temperatura della stanza crollò vertiginosamente. Una patina di ghiaccio si formò sulle tende e incrostò le lampade del soffitto. I filamenti delle lampadine si smorzarono e la luce si affievolì, mentre le candele che spuntavano su ogni superficie disponibile come una colonia di funghi si estinsero all’istante. Nella stanza semibuia si levò una nube sulfurea, gialla e irrespirabile, dentro la quale si agitavano ombre nere e indistinte. In lontananza si udiva un coro di voci urlanti.”
È Bartimeus, che nella prima pagina di L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud descrive la sua evocazione, con tanto di effetti speciali studiati con la speranza di spaventare il mago che lo ha evocato, visto che lui non ha nessuna voglia di ubbidirgli. Il volume è il primo di una trilogia composta anche da L’occhio del golem e La porta di Tolomeo. In teoria sono romanzi per ragazzi, ma sono godibilissimi anche da adulti, Bartimeus è uno dei personaggi più divertenti che ho incontrato negli ultimi anni. Meno simpatico Nathaniel, l’altro narratore della vicenda, ma non si può avere tutto.
I libri sono autoconclusivi, anche se vanno letti nel giusto ordine per non incappare in spoiler ognuno ha la sua conclusione.
Stroud ha pubblicato anche un altro romanzo molto divertente con una diversa ambientazione, La valle degli eroi, e nel mese di marzo è prevista la pubblicazione di L’anello di Salomone, prequel alla Trilogia di Bartimeus.
Questo invece è un altro incipit:
“Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute.”
Titolo e autore del libro la settimana prossima.
Le Nebbie di Avalon, di Marion Zimmer Bradley
Incipit notissimo, sapevo quando l’ho scelto che sarebbe stato riconosciuto abbastanza in fretta ma mi piace davvero tanto, perciò l’ho inserito comunque. Il mio scopo non è scrivere frasi sconosciute per vedere chi ha letto più libri, ma rievocare le sensazioni che ci hanno dato alcuni scrittori con solo una manciata di parole.
Ed è stata una scelta azzeccata: un inizio davvero evocativo.